Il blog di Mr.Loto
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Se dici la verità non devi ricordarti di niente.
                        Mark Twain
           

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16/04/2015  -  Mr.Loto
Credere in se Stessi
07/04/2015  -  Mr.Loto
Troppe Informazioni
Oggi tutto sembra aver perduto una direzione certa; la crisi finanziaria da instabilità economica alla gente, la superficialità della nostra società tende a farci apparire sbagliati se non siamo conformi ad essa l'individualismo dilagante ci rende diffidenti verso il buono ed il bello ... ed è così che, strada facendo, la capacità di credere in se stessi  lascia spazio alla paura.

A volte, per far si che le cose cambino in meglio, è necessario credere in se stessi per trovare dentro di noi la forza di spezzare le catene che ci impediscono di essere davvero liberi, liberi di quella libertà che ci permette di vedere il mondo a nostro modo, di costruire la nostra vita a misura del nostro essere più profondo, di lottare per quello in cui crediamo.

Se non si comincia a credere in se stessi è davvero difficile che qualcun altro creda in noi e, di conseguenza, che qualcosa cambi davvero nella nostra vita ed in quella dell'umanità.
È proprio sull'incapacità di credere in se stessi che, da secoli, persone malvagie fanno leva sulla massa per detenere potere, beni, e supremazia; questi termini ricordano le epoche passate ma, ancora oggi, non è cambiato nulla.

Se ognuno di noi si rendesse davvero conto di quello che è, della grandezza che giace sopita nel suo essere, tutto cambierebbe perché credere in se stessi sarebbe naturale e niente e nessuno potrebbe fermarci!
Ognuno di noi può creare la propria vita così come si scrive un romanzo ma, per farlo, deve avere il coraggio di superare tutte le false paure che ci condizionano ogni giorno e rendono così difficile credere in se stessi.
Sei in grado di fare tutto quello che vuoi, puoi perfino cambiare la storia; tienilo a mente la prossima volta che penserai di non farcela.

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Troppe informazioni
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Attraverso internet possiamo informarci su qualunque argomento, e questa è certamente una buona cosa perché permette praticamente a tutti di avere accesso alla conoscenza,  cosa che in passato era riservata soltanto agli studiosi o ai tecnici specializzati dei vari settori che attraverso studi specifici avevano la possibilità di conoscere ciò che a tutti gli altri non era concesso per via del costo degli studi e dei libri, per familiarità o per una semplice scelta.

Dall'altro lato però, internet ci mette a disposizione troppe informazioni; sono così tante che diventa perfino difficile valutare quale siano veritiere e quali invece siano false o approssimative.
Le troppe informazioni sembrano una grande opportunità ma, sotto il profilo intellettivo, tendono a creare una grande confusione.
Un piccolo esempio pratico del problema che creano troppe informazioni: vi è mai capitato di entrare in un ipermercato con la voglia di comprare uno yogurt e poi, davanti all'infinita scelta sullo scaffale, non riuscire a decidere quale prendere? Di solito si finisce con il comprarne uno a caso. Le troppe informazioni creano in modo inconscio lo stesso risultato.
Quando abbiamo troppe informazioni il nostro cervello non riesce a fare una valutazione e tende quindi a non ricordare nulla, o pochissime cose in modo vago. Questo problema, purtroppo molto diffuso, si chiama "sovraccarico cognitivo".
Un altro sintomo che, paradossalmente, provocano le troppe informazioni è l'insicurezza; se ad esempio siamo interessati all'alimentazione, ogni giorno abbiamo notizie che ci dicono tutto ed il contrario di tutto; il latte ci serve per il calcio o provoca malattie, lo zucchero serve al cervello o può aumentare i rischi di cancro... e via dicendo. 
Abbiamo tante informazioni ma, se non ci fermiamo per cercare di approfondirle le informazioni da fonti affidabili, finiamo per convincerci ogni giorno di qualcosa di diverso e passiamo la vita cambiando continuamente idea senza conoscere la verità. E questa sensazione tipica delle troppe informazioni, ovviamente crea insicurezza emotiva perché ci si sente incapaci di comprendere.
Allora davanti alle troppe informazioni cerchiamo di fermarci ad approfondire quel che ci interessa ed usiamo il buonsenso; non lasciamo che la possibilità di conoscere ci scivoli addosso diluita da troppe informazioni superflue.


Credere in se stessi
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Vedo tanta rassegnazione in giro; è come se gli individui non riuscissero più a credere in se stessi.
Se c'è qualcosa che davvero può fare la differenza tra una persona e l'altra è proprio il riuscire a credere in se stessi; e non parlo dell'arroganza del non saper riconoscere i propri limiti ma della capacità di valutare le proprie qualità e le proprie possibilità in modo oggettivo.


Le troppe informazioni sono un problema tipico dei nostri tempi; in passato non si era mai verificato perché non si aveva a disposizione internet che invece oggi rappresenta un serbatoio sconfinato di informazioni.

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La Pena di Morte
Quando penso alla pena di morte mi vengono in mente quelle cruente esecuzioni pubbliche che fanno vedere nei film western o di ambientazione medioevale; le impiccagioni, le fucilazioni o l'assunzione forzata di veleni mortali, nella mia mente, dovrebbero far parte del passato dell'uomo che, arrivato a questo punto della sua evoluzione, guarda a queste passate atrocità con vergogna.
In realtà la pena di morte è ancora praticata; nel 2014 sono state portate a termine 607 esecuzioni capitali. Non numeri ma seicentosette persone che erano figli, fratelli, genitori di qualcuno.

La pena di morte non è un deterrente contro il crimine dato che negli Stati in cui questa è applicata non si registra una diminuzione della criminalità. La pena di morte è contraddittoria perchè punisce un crimine commettendo un crimine uguale o maggiore a quello del condannato ma autorizzato dalla legge. La pena di morte è una pena irreversibile perchè una volta eseguita, nel caso ci si fosse sbagliati, non ci sarà modo per applicare la giustizia. La pena di morte è discriminante perchè, nella maggior parte dei casi, arriva per i condannati più poveri ed incapaci di difendersi adeguatamente. Per non parlare dei risvolti morali della pena di morte; quale essere umano può sentirsi in diritto di togliere la vita a qualcun altro con l'oggettiva certezza di fare la cosa giusta?

Si potrebbe pensare che la pena di morte serva per punire azioni criminali clamorose ma la pena di morte non viene applicata soltanto in caso di omicidio o terrorismo. Ad oggi la pena di morte viene applicata per  punire le rapine e per reati politici, economici  o legati alla droga; la pena di morte viene ancora applicata perfino per la stregoneria, l'adulterio e la blasfemia.

La pena di morte la immaginiamo nei Paesi lontani, culturalmente diversi da noi, come l'Iran, l'Iraq, il Pakistan e l'Arabia Saudita ma invece è applicata in modo massiccio anche nelle grandi potenze economiche come la Cina e gli Stati Uniti d'America. La pena di morte esiste ancora perfino nella nostra Europa, in Bielorussia.
La buona notizia è che al momento, c'è un'inversione di tendenza e le esecuzioni capitali stanno diminuendo di anno in anno, così come il numero degli Stati mantenitori della pena di morte che ad oggi sono 58, contro i 140 che hanno deciso di abolirla.

Siamo sulla strada giusta.

23/04/2015  -  Mr.Loto
Pena di morte