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Sentirsi Appagati

Sentirsi Appagati

Sentirsi appagati
Sentirsi appagati

Sentirsi appagati è necessario per stare bene e la nostra società è costruita sul senso di appagamento. Ogni giorno ci viene infatti suggerito qualcosa che dovrebbe permettere  agli individui di sentirsi appagati, dal cellulare all’auto veloce, dalla forma fisica invidiabile alla notorietà.

Il problema è che è difficile sentirsi appagati a lungo in una società come la nostra, perché l’economia non può fermarsi e le industrie producono continuamente nuovi oggetti da desiderare e nuove mode da seguire, costringendoci a rincorrere perennemente quello che può soddisfare i nostri desideri insaziabili. E così invece di sentirsi appagati ci si sente perennemente frustrati ed insoddisfatti, alla continua ricerca di qualcosa di più nuovo, più grande, più bello di quello che già possediamo.

Sarà mai possibile sentirsi appagati continuando ad alimentare questa spirale con le proprie scelte?

Non credo, perché il nostro vero senso di appagamento, quello più profondo, non si adegua agli standard che la società ha creato per noi al fine di renderci perfetti consumatori. Un bene materiale non potrà mai appagare lo spirito.

Paradossalmente per sentirsi appagati basta restringere le proprie necessità invece di moltiplicarle a dismisura. Perché avendo poco si riesce a dare il giusto valore ad ogni cosa, raggiungendo un equilibrio interiore che non necessita di altro e che permette di vivere godendo di uno senso di appagamento costante e duraturo.

Ti accorgi di come nel nostro vivere tutto è stato portato all’eccesso? Pensa al cibo, ad esempio. Abbiamo cibo a sufficienza per nutrirci ed appagarci ma, invece di goderne con moderazione, o ne abusiamo oppure ce ne priviamo in modo ossessivo fino ad ammalarci.

Pensa all’informazione. Non ci basta più sapere quello che accade in tutto il mondo, dobbiamo nutrire la nostra morbosità seguendo programmi che parlano per ore di fatti drammatici.

Pensa al lavoro. Ormai non si lavora per vivere ma si vive per lavora. Non c’è più tempo per la famiglia né per se stessi. E spesso soltanto per poterci comprare cose di cui in realtà non avremmo bisogno.

Tutto è diventato eccessivo  e perfino quello che nella giusta misura sarebbe salutare, nell’esagerazione crea dei danni al nostro corpo ed al spirito.

Possiamo dirci che non siamo in grado di farci niente oppure scegliere di diventare una piccola matrice di cambiamento, dimostrando che per sentirsi appagati non abbiamo bisogno di molto.

Impariamo a restringere le nostre necessità materiali, chiediamoci di cosa abbiamo davvero bisogno prima di fare un acquisto e coltiviamo piuttosto le necessità del nostro spirito.

Ci accorgeremo che si può vivere bene e sentirsi appagati con davvero molto poco.

Sentirsi appagati

Letture consigliate:

La scommessa della decrescita di Serge Lautoche

La felicità sostenibile di Maurizio Pallante

44 commenti

  1. Ciao Mr.Loto.
    Mi fai pensare ai tempi in cui un bambino, con un semplice stecco, si divertiva per giorni, ed era sereno, felice. Oggi, con tutto il ben di Dio che possediamo, abbiamo solo da lamentarci. I frutti del benessere? O è la nostra avidità che è cresciuta a dismisura? O forse, più semplicemente, abbiamo perso il gusto per le cose semplici! Ancora una volta, vogliamo distinguerci per quello che abbiamo, non per quello che siamo.
    Ciao.

    • Probabilmente quando l’essere umano dispone di troppi beni materiali tra i quali scegliere, smette di interessarsi alle cose più semplici, considerandole scontate. E questo lo porta poi, inevitabilmente, a non trovare mai pace… perché l’appagamento è una questione interiore e viene dato dal modo in cui usufruiamo di quello che abbiamo più che dai beni materiali veri e propri.
      Non è un caso come i bambini più poveri riescano spesso a divertirsi semplicemente interagendo tra loro mentre i figli della nostra ricca società sono perennemente annoiati…

      Ciao, buona domenica.

  2. Bastano veramente poche cose per il nostro benessere psicologico. Chiudere gli occhi e entrare in se stessi. Nella solitudine interiore, l’inconscio è ricco di meraviglie, e noi diventiamo più forti e consapevoli. Buona domenica.

    • Sono d’accordo con te.
      Peccato che al giorno d’oggi tutte quelle meraviglie restano spesso celate anche al loro proprietario che è impegnato a cercarle altrove… è davvero importante imparare a riscoprirle e far capire anche agli altri che la serenità interiore non può essere comprata.
      Ciao Franca, buona domenica.

    • Ciao Franca.
      Ti do ragione, ma solo in parte.
      Infatti il nostro inconscio è sì ricco di meraviglie, ma contiene anche i nostri rimorsi, le nostre angosce, le nostre paure. Tutta roba che sicuramente serve, ma solo a saperla usare come si deve.
      Ciao.

  3. Buongiorno mio caro Amico di Cu♥re.. Sta mattina ho postato in FB queste riflessioni qui ..

    Perché sono confusa? Dove mi trovo? Sono veramente IO io? Vivo veramente? Posso ancora dire SI o NO? Sono ancora un individuo singolare? O faccio parte di un collettivo? Sono i miei pensieri ancora liberi? O qualcuno sta anche già questi controllando? Perché oggi amo una cosa? E domani lo oddio? C’è una uscita da questo labirinto? … sarà una risposta a tutto questo?

    … e ora arrivi tu con questo post, …… non devo lamentarmi mi manca niente, ma qualcosa mi manca.. se mi sento appagata? A volte si a volte no.. ultimamente trovo sempre più felicità quando sono isolata dalla società.

    mio padre disse anni fa: “La felicita e facile da ottenere, dipende che cos’è per te la felicita.. a volte per sentirsi appagati si deve scegliere vie nuove per poi vedere se questo ti rende poi felice.. Io non posso aiutarti tu stesso devi fare le scelte per trovare quello che cerchi”….

    Io potrei rinunciare a tante cose per vivere lontano da tutto quello che mi stressa eccessivamente .. forse quello tutto che abbiamo ci sta soffocando… forse anche la società mi fa mancare il respiro della felicità …

    .. a volte vorrei portare il tempo indietro dove tutto era ancora cosi naturale.. andavo scalzo nel supermercato vicino .. a comprarmi un “Wurstsemmerl” panino con affettate senza pensieri negativi ,, senza paura di cosa posso ancora mangiare ..

    … sono qui e le lacrime mi annebbiano la vista, mi viene nostalgia della mia infanzia e del mio papà lui sarebbe ora capace di farmi ridere…

    buona domenica ti abbraccio bussi Rebecca

    • Ciao Rebecca.
      Stavo pensando che, forse, appagamento è proprio… sapersi accontentare di quello che abbiamo. Semplicemente.
      Ciao.

      • Caro Loris…. la mia vita e bella finché sono qui con mio marito .. quando siamo a casa o via con il camper… ma vorrei vivere isolato da tutti e tutto… non parlo del materialismo ma della serenità e della pace nel mondo… questo e il mio problema…

        • Rebecca… ancora ciao.
          Faccio un po le somme dei tuoi precedenti interventi, dai quali (se mi sbaglio… meglio) mi sembra di capire che stai attraversando un periodo in cui non riesci ad identificarti con te stessa. Ti senti in pace solo isolata da tutto, e provi un senso di vuoto nei confronti del mondo. E mi collego al fatto che hai chiuso il tuo blog… perché non riuscivi a star dietro a tutto.
          Posso solo dirti una cosa: quando un momento difficile finisce, anziché sentirci sollevati, proviamo un senso di smarrimento, di vuoto: quasi sentissimo la mancanza di tutti i problemi con i quali abbiamo vissuto e combattuto, magari per lungo tempo. Sembra assurdo, ma è così.
          Posso solo consigliarti di dar tempo al tempo, che tutto si appiana. Vivi bene con tuo marito, cioè, per dirla in altro modo, sfrutta la fortuna di avere al tuo fianco la persona giusta, e non avere fretta. Come ho detto a Betty, pochi giorni fa, tieni presente che anche la notte più buia è destinata a finire, ed il sole tornerà ad illuminare il tuo cammino.
          E non mollare. Mai.
          Ciao.

          • Ri-ciao Loris..
            sinceramente non so nemmeno io cosa sono questi sbalzi di umore che ho in questo periodo.. normalmente mi passano veloce ma questi ormai sono presente dal fine di gennaio.. ho anche già consultato un medico, secondo lui va tutto bene non c’è nulla da preoccuparsi..
            e io non so cosa dire .. sono felice quando sono assieme con Gianni e la nostra Tatanka ..
            si sono fortunata di averli ..
            Gianni dice e colpa del tempo ho bisogno sole e sentirmi nella primavera … forse ha ragione lui..
            comunque il blog mi dava ultimamente non più la soddisfazione .. per adesso sono solo in FB banalmente presente 😀 …buona domenica e grazie per le parole ♥

    • Mi dispiace davvero che tu sia provata da questa nostalgia… se può consolarti credo l’essere umano abbia sempre trovato un modo per non sentirsi pienamente appagato e felice. Ricorda che i tuoi ricordi di vita semplice sono legati alla tua giovinezza, quindi sei cambiata anche tu e penso che, in un certo qual modo, sia assolutamente normale perdere questo tipo di semplicità crescendo.
      La buona notizia è che dipende da noi e, nel momento in cui ci accorgiamo di aver perso la freschezza interiore tipica dei bambini, possiamo lavorarci sopra, magari proprio iniziando dal semplificare la nostra vita, cercando di ritornare all’essenzialità.
      Anche se per vivere civilmente con gli altri è necessario rispettare qualche regola e magari qualche convenzione sociale, spesso le maggiori costrizioni che sentiamo ce le creiamo noi stessi…
      Adesso sei in un momento della tua vita in cui puoi permetterti anche di allontanarti senza sensi di colpa da quello che non ti dà serenità.
      Cerca la gioia, prima di tutto dentro di te, e sorridi! La vita è uno specchio che ti rimanda quello che tu le mostri.
      Ti abbraccio Rebecca, con tutto il cuore, e ti auguro di trascorrere una splendida domenica.

      • Sai capita a volte di sentirsi fuori posto… ma poi torna tutto ancora normale.. sono emozioni normali almeno io penso di si…

        … ora sto già meglio… anche a te una buona domenica …bussi ♥

        • Certo che sono emozioni normali… siamo esseri umani, mica robot! 😉
          A presto.

        • Ciao Rebecca.
          Forse stai tornando ventenne, con gli ormoni in ebollizione. Adesso che inizia la primavera, poi…
          Scherzi a parte, è probabilmente il processo normale per tutte le donne. Magari un controllino alla tiroide, me lo farei fare, ma senza allarmismi.
          E soprattutto, riconquista la tua serenità. Sarebbe un peccato perderla: come tu stessa dici… hai ancora tanto da dire.
          Ciao.

          • … la tiroide e a posto, … la menopausa e passato da un paio di anni … credo cera l’attesa alla primavera … o forse le mie preghiere sono stati ascoltati torno ad essere a 20 come dici tu, ma con 32 anni di esperienza di vita … e cosi inizio da capo 😀

            buona domenica delle palme caro Loris 🙂 ho riaperto un nuovo blog ♥

  4. Buona domenica Mr. Loto, ci si sente appagati quando si è riusciti a dare il giusto valore alle cose e a tutto quello che si ha, e non parlo di cose materiali. Occorre innanzitutto fare i conti con se stessi e capire quello che ha davvero importanza e che vogliamo nella nostra vita, e spesso ci si accorge che lo abbiamo già. e tutto quello che dobbiamo fare e non perderlo e non darlo mai per scontato.
    Un caro saluto 🙂

    • È proprio così.
      Le cose davvero importanti, quelle che ci possono consentire di sentirci appagati profondamente, non possono essere comprate e, soprattutto, sono alla portata di tutti quelli che nella loro vita sono capaci di amare…
      Ciao Silvia, ti auguro una lieta domenica.

  5. Interessante esposizione Mr. Loto, ma come sempre penso che ognuno ha il suo livello di appagamento, diverso da ciascuno. Chi può (intendo anche in termini economici) cambia auto, cellulare eccetera e per la durata di mercato dell’oggetto rimane appagato. Sarò antiquata in questo senso ma preferisco il mio cellulare che cadendo si è ammaccato, sul quale conservo foto scattate nei momenti più svariati, discorsi chiarificatori. Per stare bene (e va bene) anche per un po’ di forma fisica, vado a sudare in palestra. Il mio personale punto di vista è che l’eterno insoddisfatto, frustato dall’andamento della società abbia una forte carenza di personalità. Rosanna

    • Certamente il tuo punto di vista è una delle sfaccettature di questo argomento. È vero che ognuno di noi ha un livello di soddisfazione differente, ed anche che la mancanza di personalità può creare insoddisfazione. Purtroppo però non sono solo le persone carenti di personalità ad essere perennemente insoddisfatte. L’animo umano è un mistero sconfinato…
      Ciao Rosanna, ti auguro una lieta serata.

  6. Le mie tre settimane in Nepal, mi hanno fatto rientrare nel nostro mondo ovattato con un po’di tristeza. Siamo privilegiati eppure sempre insoddisfatti, poi conosci gente che davvero non ha nulla ed e’molto piu’serena e generosa di noi. Qual e’ il modo per sentirci piu’appagati ? per me, e’ confrontarci con realta’ diverse, imparare dagli altri, forse saremo tutti piu’ in grado di andare a letto ed essere riconoscenti della giornata che abbiamo avuto e di tutti i comfort che fanno parte della nostra vita e diamo per scontati.
    Buona settiman caro amico !

    • Viaggiare, ma non come turisti, apre molto la mente. Confrontarsi con altri popoli, altre culture, ci aiuta a ritrovare la nostra essenza comune di esseri umani ed apre i nostri orizzonti. È bello che tu sia tornata dal tuo viaggio con un bagaglio emotivo così importante… sono lezioni che servono per tutta la vita.
      Ti auguro una buona settimana, a presto.

    • Ciao Fly.
      Forse anch’io un giorno farò un giro in Nepal. Però ti voglio dire di un mio viaggio di anni fa in Vietnam, nel nord, fra le tribù che non erano ancora del tutto dipendenti dalla civiltà. Un viaggio bellissimo, anche se duro, fisicamente. Visitando alcuni villaggi, uno dei partecipanti (era viaggio di gruppo) ha affermato “poveretti, non hanno niente”. Gli ho risposto “non gli manca niente: hanno tutto quello che gli serve per vivere”. E, nella loro semplicità, nel loro ritmo dei giorni e delle stagioni, nel profondo di me stesso li invidio ancora. Anche se credo che riuscirei a vivere come loro: sono “civilizzato” da troppo tempo.
      Ciao.

  7. Abbiamo tutto e troppo in tanti casi, ma sopratutto abbiamo dei vuoti interiori che non riusciamo a colmare mai abbastanza comprando e desiderando questo e quello. Quando poi lo abbiamo, la soddisfazione dura poco e si torna al punto di partenza.
    Per fortuna sono una persona che si sente appagata per quello che ha. Ogni cosa in più che posso permettermi
    è valutata e pensata e poi acquistata. Ciò non toglie che nonostante questo mi ritrovo con cose inutili.
    Sono ancora in cammino per migliorarmi. Buonanotte Mr. Loto ^_^

  8. Ieri lunga passeggiata in campagna, con relativa raccolta di pochi asparagi selvatici, seguendo Gaia, una femmina di Bull Dog Inglese che è bellissima, peraltro, ed i miei pensieri che, di norma turbolenti, piano piano si quietavano; mi sono sentito “appagato” nel corpo e nella mente.
    A casa i restanti di famiglia tutti benino, il pane non ci manca, il companatico neanche, il tempo era soleggiato, quasi primaverile; cosa si vuole di più dalla vita?

    luigi m.

  9. Buongiorno Mr. Loto,
    noto sempre più, e con grande tristezza di come la maggior parte delle persone si stia omologando, sembra di vedere tanti robot guidati per la maggiore dalla smania di apparire.
    Da parte mia mi sento appagata, quando la sera a letto penso alla giornata trascorsa… di quanto sia stato meraviglioso donare il mio tempo alle persone che amo, e di quanto mi abbiano ricaricato i loro sorrisi… di come sia fortunata ad avere un tetto sulla testa, e d’essere in buona salute.
    Consiglio alle persone che non riescono ad appagarsi, di fare ogni tanto un giro in specifici reparti ospedalieri, o ancor più al Cottolengo… occhi ( a volte anche uno solo al centro della fronte) che ti guardano penetrandoti l’anima…
    Molti potrebbero rivedere la loro vita sotto un altro aspetto, o almeno d’essere riconoscenti per ciò che hanno.
    Io penso che per stare bene occorre guardare chi sta peggio di noi, non per gioire del dolore altrui, ma per comprendere la nostra fortuna… dovremmo farne una regola di vita!
    E poi se abbiamo ancora il coraggio potremmo lamentarci.
    Il nostro “accontentarci”, penso sia anche, una forma di rispetto al dolore delle persone che soffrono veramente.
    Grazie per la profonda riflessione, un abbraccio e buona settimana Mr. Loto

    • Sottoscrivo Betty; a coloro i quali si lamentano e non si sentono appagati, pur avendo molto, quasi tutto, consiglio una visita negli Ospedali quale quello da Te citato e/o nei Reparti Oncologia et similia. Vedranno il Modo con occhi differenti, dopo, sempre che sappiano accorgersi e/o discernere.

      Ciao da luigi

    • Conosco una persona che quando ha un po’ di tempo va al cimitero perché, dice, lo aiuta a ridimensionare i suoi problemi ed a guardare le cose del mondo con la giusta prospettiva.
      Certamente rendersi conto della sofferenza degli altri insegna molto ma alla base di ogni riflessione utile è necessaria un’anima sensibile e, purtroppo, al giorno d’oggi veniamo educati ad invidiare chi ha di più invece che aiutare chi ha di meno, apprezzando quello che noi abbiamo ed altri non hanno.
      Facci caso, paradossalmente le persone più generose sono quelle più povere o più malate! Probabilmente perché conoscono la difficoltà delle privazioni.
      Grazie a te Betty, ti auguro una lieta settimana.

    • Ciao Betty.
      Quello che dici è verissimo, ma tutte le medaglie hanno un rovescio, che provo a descriverti.
      A me dà discreto fastidio quando vedo pullman di persone (li chiamo “i visitors”) che vanno in visita in posti come il Cottolengo, che arrivano con lo spirito di “andiamo allo zoo a vedere le scimmiette”. Entrano, si guardano intorno quasi per scoprire il fenomeno, distribuendo sguardi e sorrisi di compassione a chi di questi sguardi e sorrisi non sa che farsene, ma soprattutto con il pensiero “Poveretti. Per fortuna io non sono come te”, il che sottintende l’illusione di essere migliori. E che alla fine mettono mano al portafoglio, e con qualche euro tornano a casa soddisfatti per aver fatto qualcosa per questi sfortunati esseri che sembrano esistere solo per espiare colpe di chissachì. Mai vedrai queste persone perdere una giornata per fare come molti (di solito età 15-30 e over 55) che, magari armati di una chitarra o di una fisarmonica, si immergono in questo mondo per portare veramente un po’ di felicità in questi luoghi. Luoghi nei quali peraltro, a mio avviso, ho sempre visto molta più serenità di quanto solitamente pensiamo. E che sono addirittura in grado, parlando di serenità, di fartela provare.
      Ciao.

      • Ciao Loris,
        se andiamo a vedere… il rovescio della medaglia lo potrai trovare in qualunque cosa…
        Si va in questi posti con l’intenzione d’esser utili in qualche modo, ma poi alla fine ci si accorge di quanto siano stati loro e le persone che… amorevolmente se ne prendono cura ad aver trasmesso a noi qualcosa di speciale.
        Io penso che ogni cosa vada fatta con il cuore; bisognerebbe imparare a saper regalare belle emozioni in ogni persona che sfiora la nostra esistenza.
        Ciao

  10. chiami a una grande opera di introspezione e valutare la percentuale della propria vita nell’essere appagata o no. Essere sinceri è ancora più gravoso ma ci provo. Da quando ho lasciato il lavoro da dipendente e mi occupo delle mie cose della mia azienda la percentuale arriva spesso al 90% sfiorando alche il 100%.
    Anche nelle asfaltate che capitano trovo occasione di risalire la vetta con ottimismo e energia

    • Mi fa davvero piacere trovare qualcuno che sfiora il 100% di appagamento! Evidentemente hai fatto una buona scelta di vita, riuscendo a darti le giuste priorità!
      Ciao, ti auguro una buona serata.

  11. Un post molto interessante che fa luce sulla scontentezza che spesso ci accompagna e che deriva dalla troppoa dipendenza dal consumismo dilagante e imperante.
    Il problema è grave ma, prosbilmente, è ancora più grave quando si è liberi dal consumismo eppure ugualmente insoddisfattI. da cosa può allora dipendere?

    • Le cause possono essere le più svariate. Ma il problema di fondo resta lo stesso. Quando si ha tutto e non si hanno grossi problemi da risolvere si finisce con il pensare a cose “inutili” e questo atteggiamento mentale, alla lunga, può renderci insoddisfatti, irrequieti o, al contrario, inetti e rassegnati, a seconda della nostra naturale inclinazione.
      Nella vita è importante trovare qualcosa per cui combattere… ed al mondo ci sono tante “battaglie” da portare a termine per l’onestà, la giustizia, l’uguaglianza… e chi più ne ha, più ne metta!
      Un caro saluto, a presto.

    • Ciao Happysummer.
      Sinceramente, credo sia molto difficile essere liberi dal consumismo. Forse siamo convinti di poterlo controllare, almeno su noi stessi, ma liberi ho paura di no. Il consumismo non è solo “la frenesia dell’acquisto”, ma anche la dipendenza da un mondo “costruito per risolvere tutti i nostri problemi” (dai trasporti, alla comodità negli acquisti del necessario, alla possibilità di comunicare, ecc.). Però tutte queste cose meravigliose ci impediscono di “creare qualcosa di veramente nostro”, e da qui scaturisce la nostra insoddisfazione. Dipendiamo in tutto e per tutto da altri. Scusami se lo porto sempre ad esempio, ma è per questo che il “contadino di montagna”, quello che va a letto coi polli e si alza col gallo è più sereno: quello che fa, per quanto poco, è una realizzazione di sé stesso, nella massima semplicità.
      Ciao.

  12. innanzi tutto io penso che la nostra società sia costruita sul senso dell’egoismo, e il sennso dell’ego cresce a dismisura sottovalutando le vee necessità dell’esistere.Naturalmente e fortunatamente ci sono delle persone splendide che fanno del donare l’antitesi dell’egoismo ma queste vengono poco nominato, si da molta più importanza a ciò che ha poco valore o addirittura un valore deleterio, quindi il senso di appagamento come ogni altra emozione umana ha uno spettro di 360 gradi.Per me il senso di appagamento è la leggerezza, non nel senso vacuo ma nel sentirsi serenamente leggeri
    felice giorno MR Saggio-Loto

    • La società alimenta a dismisura il nostro ego, soprattutto perché allontanarci dagli altri, renderci soli, ci spinge a consumare di più… però è anche vero che esistono tante, tantissime persone che vanno in controtendenza ed invece di volere, danno!
      Quella sensazione di leggerezza che rappresenta il tuo appagamento è un vero lusso al giorno d’oggi che però può sempre essere riscoperto, magari semplicemente rallentando un po’.
      Buona giornata anche a te. 🙂

  13. Probabilmente si eccede nel materiale perchè relativamente più facile da ottenere rispetto all’appagamento spirituale. Avere il cellulare di ultima generazione o il vestito e le scarpe all’ultima moda appaiono traguardi raggiungibili in confronto a mete più alte e non materiali. Sono brutte trappole, esattamente come le droghe: ti danno una felicità illusoria e momentanea, che richiede una continua e nuova somministrazione.

    • Sono d’accordo. In un’epoca in cui tutto si vuole e si consuma velocemente, desiderare cose materiali sposta la nostra attenzione su ciò che ci appare più facile ed immediato da ottenere… peccato che nulla di quel che si ottiene in questo modo può appagare la nostra insoddisfazione.
      Mi è piaciuta molto la similitudine con le droghe, la trovo molto calzante.
      Ti auguro una lieta serata.

    • Ciao Surfinia.
      Innanzitutto penso che il bene materiale è più facile da essere messo in mostra, mentre per il bene spirituale… occorre un diverso approccio.
      A volte penso che acquisire beni materiali equivalga a far diventare propria una particella del mondo che normalmente non ci appartiene. L’acquistiamo, allarghiamo le nostre proprietà, per poi perderne il controllo in quanto troppe, e ritrovarsi alla fine insoddisfatti, se non addirittura delusi e amareggiati. Anche perché dimentichiamo quali sono stati i motivi (o scuse) per convincerci all’acquisto. E questo vale un po’ per tutto, dalla casa, alla maglietta firmata.
      Ciao.

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