02/04/2010
ADOLESCENZA
Mi capita, a volte,  di osservare quella parte ancora giovane della nostra società chiamata adolescenza; si mostra quasi sempre disinteressata a qualsiasi valenza spirituale della vita ma, alla fine, quella è l'età più adatta per farsi delle domande esistenziali e per cercare delle risposte valide.
L'adolescenza è il momento più delicato del percorso umano, l'attimo in cui è palpabile il cambiamento che scorre inarrestabile in ognuno di noi. E' in quegli anni che si formano le coscienze e le attitudini di ogni individuo perché è in quel preciso istante della vita che si inizia ad avere la consapevolezza di cosa significhi "esistere". Le insicurezze che derivano dal non sapere ancora cosa si è esattamente creano a volte dei disagi profondi, spesso invisibili agli occhi degli adulti. Ci sono ragazzi che si adeguano a questa trasparenza  e tentano di andare avanti come possono, tra gli alti ed i bassi della loro vita acerba; ce ne sono altri , invece, che sentono il bisogno irrefrenabile di urlare a chi hanno intorno che ci sono, e , totalmente privi di una guida, in questa disperata ricerca di attenzioni, spesso finiscono con il commettere fatti gravi che vanno a finire sulle prime pagine dei giornali.
Li osservo camminare per la strada, parlare tra di loro, sfrecciare sul motorino.
Cercano un'identità e non trovandola nel loro individualismo la condividono con il gruppo. Ed il discorso è sempre lo stesso. Gli adulti non sanno più ricoprire il loro ruolo naturale di guida per le giovani menti.
I ragazzi vanno a scuola ma, tranne rare eccezioni,  nessuno trasmette loro la meraviglia della conoscenza.
Fanno sport e vengono incitati alla competizione ma raramente viene  loro insegnato quanto sia importante il lavoro di squadra ed il rispetto di un avversario più forte.
Sanno tutto quel che c'è da sapere sulla sessualità ed i metodi di contraccezione, ma pochi di loro hanno avuto un'educazione affettiva ed etica. Si mostrano forti e spesso arroganti, ma sono fragili figli del materialismo dilagante, dove un abito vale più di un corpo sano ed un obiettivo raggiunto più di una coscienza pulita.
In un epoca così lontana dal trasmettere quello che è davvero importante ai propri figli, mi piacerebbe far riscoprire anche ad uno soltanto di loro quanto sia piacevole essere puliti e splendenti dentro prima che fuori, quanto sia importante non commettere mai qualcosa di cui vergognarsi in seguito, quanto renda felici amare e quanto sia facile sorridere guardandosi allo specchio se si apprezza quel che si è e non quel che si ha.
Qualcuno sicuramente penserà: "Quanto buonismo in queste parole…." Ma so per certo che, comunque, questo termine è stato inventato da poco appositamente per dare una denotazione negativa al pensare in un certo modo che, invece, è la strada più giusta per superare tutte le inquietudini.


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