16/04/2010
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Perchè dover apprendere con l'esperienza quello che si potrebbe evitare con l'intelligenza?
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Paradiso
Questo post prende spunto da un suggerimento di Gamaximo, che intelligentemente si chiede se il Paradiso è una meta accessibile a tutti o una prerogativa esclusivamente cristiana, o comunque di appartenenza ad una religione.
Premetto che quello che segue è una mia personale interpretazione della questione, alla luce di quanto appreso in questi anni dalla lettura e dall'ascolto di diverse fonti.
Bisogna innanzi tutto chiarire un concetto di cui non tutti sono a conoscenza; le tre grandi religioni monoteiste (cristianesimo, ebraismo e islamismo) hanno in comune, salvo alcune piccole sfumature dovute alla diversa lingua e collocazione geografica, gli stessi valori e la stessa concezione del Paradiso. Il problema, a questo punto, è tentare di capire ed immaginare come la misericordia Divina operi in questo caso.
E' ipotizzabile che a tutti sia data la possibilità di varcare le porte del Paradiso sebbene, attenendosi alle Scritture, la fede rappresenti un requisito indispensabile per accedervi. Mi spiego. E' molto probabile che una persona buona d'animo e generosa con il suo prossimo, viva una vita da "non credente", ed è allo stesso tempo possibile che, nell'attimo prima di morire, acquisisca la consapevolezza di Dio e quindi la fede. Dico questo in quanto anni fa mi è capitato di ricevere in dono la fede e quello che più mi ricordo è che è stata questione di un battito di ciglia durante il quale, in un turbine di percezioni, non ero più quello che ero prima.  Anche per altre persone con cui ho avuto la fortuna di parlare ho potuto constatare la stessa cosa.
Purtroppo ho notato che alcuni preti e uomini di chiesa, il cui scopo è quello di istruire il popolo, molto spesso tralasciano di supportare le loro affermazioni con le dovute spiegazioni; questo atteggiamento, che reputo estremamente dannoso,  fa si che una affermazione di per sé esatta venga recepita in modo esattamente contrario con tutte le conseguenze che ne derivano.
Se riflettiamo un attimo questo è uno di quei casi in cui la risposta è nascosta nella domanda; si vuole sapere se è possibile che una persona che non crede nel Paradiso possa andare in Paradiso. E' mia convinzione e speranza che una persona "giusta" ed atea possa "credere", anche negli attimi antecedenti la morte.

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