Sebbene cercare la felicità sia nella nostra natura, non sempre è naturale scegliere i comportamenti adatti a perseguirla. Spesso ci creiamo da soli dei malesseri interiori alimentando emozioni che ci danneggiano (odio,rabbia,gelosia … ) non traendo beneficio dall'esperienza, anzi. Di solito chi nutre sentimenti negativi si "abitua" a tale condizione e non riesce a fare altro, anche se riconosce la sofferenza che deriva da questo atteggiamento sfavorevole. E' per questo motivo che la mente deve essere addestrata ai valori morali. Morale è tutto ciò che è positivo per il nostro spirito, mentre è da considerarsi immorale tutto quello che, alla lunga, lo danneggia. A tal proposito è importante comprendere che non è la soddisfazione personale o il piacere immediato a determinare il "bene" che un'azione comporta; è necessario valutarne gli effetti a lungo termine che, a discapito della nostra felicità, potrebbero essere negativi. Pensiamo ad una bugia che ci toglie dai guai o ad un tradimento oppure ad un furto. Spesso la scelta più giusta per noi può portarci a sacrificare un piacere immediato (evitare una discussione, il godimento fisico, un facile incremento dei beni materiali beni materiali ) al fine ultimo di perseguire la felicità. Più è elevato il livello della nostra conoscenza e meglio riusciremo a gestire le nostre azioni e le nostre emozioni.
In passato, attraverso il concetto di "peccato", erano le religioni a tramandare questi insegnamenti ; oggi esse anno un ruolo sempre più marginale nella società e, di contro, non si è formata nessuna etica laica che sia in grado di diffondere l'apprendimento dei principi basilari per il benessere spirituale dell'individuo. Gli effetti sono evidenti là dove il piacere viene continuamente scambiato per felicità creando perenni insoddisfazioni e danni emotivi a volte irreparabili. Per questo, a prescindere da quello in cui si crede, è necessario che ognuno di noi raggiunga la consapevolezza degli effetti benefici che la moralità ha sul nostro spirito, al fine di raggiungere quell'equilibrio interiore che chiamiamo felicità.
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