Quando pensiamo al nostro corpo, secondo quanto abbiamo imparato a scuola e dall'esperienza dei nostri predecessori, di solito vediamo un insieme di organi e sistemi che devono funzionare in un certo modo e che quando non lo fanno generano una malattia. Nell'epoca moderna, soprattutto in Occidente, siamo abituati a trattare i sintomi di qualsiasi malattia come qualcosa di fortemente indesiderato , da eliminare al più presto. Per questo prolificano le case farmaceutiche e le malattie, di anno in anno, si moltiplicano a dismisura; sono alimentate dalla nostra paura di vedere nel nostro corpo qualcosa che non và.
In realtà la fisica quantistica ha dimostrato come ogni nostra singola cellula sia dotata di una propria "intelligenza"; siamo tutti geneticamente programmati per l'auto guarigione, tant'è che se ci feriamo i tagli si rimarginano, le infezioni vengono combattute dal sistema immunitario e via dicendo.
Quello che davvero fa la differenza nel nostro modo di porci nei confronti della malattia è il nostro pensiero, il modo in cui la mente "guida" le nostre cellule in modo spesso inconsapevole; è evidente come le persone ottimiste e convinte di poter guarire guariscano, mentre quelle che non sanno esattamente cosa vogliono e si lasciano trascinare dai pensieri negativi di solito peggiorano o diventano malati cronici.
Un ulteriore conferma del potere che la mente esercita sulla malattia è data dagli studi del così detto "effetto placebo"; un falso medicinale senza alcuna incidenza sul corpo che però risulta avere un esito perfino maggiore del farmaco per cui viene spacciato semplicemente perché il paziente è convinto che tale rimedio sia realmente efficace nella cura della propria malattia.
Sento di affermare con certezza che qualsiasi malattia è frutto di un nostro disequilibrio e che, in realtà, non esistono malattie davvero incurabili se non siamo noi a decidere che esse siano tali. Ogni sintomo di malattia, quindi, deve essere percepito per quello che è, un avvertimento che il nostro corpo ci invia per segnalarci che qualcosa nel nostro modo di vivere non và bene.
Prendere coscienza di questo ci aiuterà a non aver paura della malattia, imparando ad accoglierla piuttosto che combatterla, lasciandoci guidare verso una crescita interiore che ci permetterà di capire dove stiamo sbagliando.
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