Se in passato le notizie si diffondevano molto lentamente e, nella maggior parte dei casi, non era neppure possibile sapere cosa accadeva dall'altra parte della nazione, oggi ci basta sfogliare un giornale, accendere la televisione o accedere ad internet per vedere, in un istante, tutte le notizie di ogni parte del mondo. Notizie drammatiche come le catastrofi naturali o gli attacchi terroristici diventano il centro di trasmissioni e speciali edizioni giornalistiche che, in breve tempo, ci permettono di sapere ogni dettaglio del fatto accaduto e di seguirne le conseguenze in tempo reale. Sembra una cosa eccezionale eppure, anche questo, senza un filtro, senza un controllo costante da parte della nostra coscienza, può diventare pericoloso.
Siamo sottoposti, ogni giorno, ad una valanga indiscriminata di notizie su qualsiasi cosa che, pur dandoci la convinzione di sapere tutto sull'argomento, in realtà ci priva della parte più importante dell'informazione: quella emozionale. Basta semplicemente pensare a quanti omicidi, sofferenze e distruzioni assistiamo dalla nostra comoda poltrona; in un anno, attraverso la televisione, assistiamo da spettatori a più di duemila omicidi. Durante il telegiornale queste notizie catturano la nostra attenzione ma dopo qualche minuto ci ritroviamo tranquillamente a sorseggiare il nostro caffè. Questo accade perché ormai le nostre coscienze sono "anestetizzate" dalla sovraesposizione a fatti così tragici. Non a caso il sistema giornalistico si basa sull'immediatezza delle informazioni e, per tenerci sempre aggiornati, ci sottopone ad assorbire le notizie in modo veloce, tanto veloce da non permetterci alcuna riflessione al riguardo; non avendo il tempo materiale di riflettere sulle notizie che ci vengono fornite, esse ci scivolano sopra, senza essere capite davvero, né registrate dalla nostra mente e dalla nostra coscienza.
Persino le emozioni, ultimamente, sono diventate fonte di spettacolo; programmi colmi di litigi e lacrime facili che non hanno altro risultato che quello di prosciugare la coscienza di ognuno di noi, privandoci della capacità di provare vera empatia o commozione nei confronti di qualcuno.
Il nostro spirito, la parte immateriale di noi, si nutre di quello che vediamo, di quello che sentiamo e proviamo; impariamo dunque a scegliere di cosa cibarlo affinché esso possa svilupparsi in modo salutare, esattamente come facciamo per il nostro corpo. Non lasciamoci inaridire.