29/03/2011
VIAGGIARE
Fra le tante possibilità che l'era moderna ci offre ce n'è una che, in modo particolare, vivo frequentemente: viaggiare. I mezzi per viaggiare sono diventati estremamente comodi e veloci per raggiungere località, anche molto lontane in termini di chilometri, è diventato un gioco da ragazzi; anche le spese per viaggiare si sono ridotte con il tempo e le compagnie low cost danno modo praticamente a tutti di spostarsi a costi ragionevoli.
Quando mi ritrovo ad aspettare un volo, mi capita spesso di osservare gli altri viaggiatori; molto lontani dall'idea passata di chi vuole scoprire nuove civiltà, sono sempre di fretta ed ansiosi di raggiungere la meta prestabilita. Le agevolazioni negli spostamenti ci hanno reso senza alcun dubbio più propensi a viaggiare ma molto meno interessati al viaggio.
Vedo sempre più di rado nel viaggiatore il desiderio di scoprire, di comprendere e, soprattutto di imparare qualcosa dai luoghi che visita; si tende a scegliere alberghi che rispettano le nostre abitudini, a visitare luoghi noti solo per dire di esserci stati, a passare attraverso altre civiltà come se fossimo davanti alla tv, senza "viverle" davvero. Viaggiare è diventato più che altro un sistema per appagare, in modo spesso del tutto superficiale, la nostra curiosità dandoci poi il modo di "vantarci" con gli amici dei posti che abbiamo visto e dei souvenir che abbiamo acquistato; l'idea stessa del viaggio è diventata del tutto materialistica, ormai priva di quell'arricchimento interiore che ogni viaggiatore dovrebbe portare a casa con sé quando lascia il Paese che ha visitato. E così più che dei viaggiatori ci siamo trasformati in turisti, pronti a criticare le diverse abitudini degli altri popoli ma sempre armati di macchina fotografica per documentare quello che stiamo vedendo.
Viaggiare, invece, può davvero farci crescere dentro se soltanto, al posto della fotocamera, usassimo di più il nostro cuore per "fotografare" e quindi ricordare nel tempo, le emozioni che certi luoghi suscitano in noi. Il viaggio, qualunque sia la meta scelta, può essere vissuto come una vera e propria esperienza emotiva se si tenta di comprendere a fondo la civiltà in cui ci si immerge e, per fare questo, dovremmo imparare ad gustare senza timore i sapori, gli odori ed i colori di ogni popolo, con estremo rispetto, con la voglia di confrontarci ed imparare dalle diversità.

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