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Riflettendo sulla condizione umana non ho potuto fare a meno di notare come l'essere umano tenda inevitabilmente a farsi del male da solo, quasi fosse un richiamo al quale non poter resistere. A tal proposito mi vengono in mente le più svariate situazioni in cui la maggior parte delle persone vive la propria normalità senza farsi nessuna domanda in proposito.
C'è chi si arrabbia continuamente, chi mangia troppo, troppo poco o male, chi fuma, beve o si droga, chi si dedica al gioco d'azzardo, chi si isola, chi si getta continuamente in storie sentimentali sbagliate, chi per hobby pratica sport in cui mette a rischio la propria vita, ognuno, insomma, nell'arco della propria vita, finisce per trovare il proprio modo per farsi del male.
Da cosa nasce questa nostra predisposizione? Innanzitutto questa nostra caratteristica conferma la nostra imperfezione e allo stesso tempo rivela che tra tutte le creature che popolano la terra l'essere umano è l'unico ad adottare comportamenti autolesionisti. Evidentemente il tutto nasce dalla nostra componente spirituale che, portando in se il seme del peccato originale, non può fare a meno di comportarsi in questo modo.
Più o meno tutti ricerchiamo situazioni "sbagliate" ma ognuno ricerca cose diverse con cui farsi del male in virtù del fatto che ogni spirito ha la sua strada da percorrere nel lungo cammino della conoscenza; penso che ogni qual volta ci troviamo a soffrire per errori che abbiamo commesso, abbiamo la grandissima opportunità di imparare qualcosa di veramente importante per noi e per il nostro futuro.
Il male in questo mondo può essere utilizzato a fin di bene, a patto che lo spirito di chi ne fa l'esperienza abbia la volontà e trovi quindi la forza per elevarsi e progredire apprendendo ciò che gli è necessario.
Chi invece continua a farsi del male senza la minima volontà di comprendere e venirne fuori, molto probabilmente, perdendo la speranza, perderà anche ogni possibilità di riscatto.
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