Quante persone sono trascinate via da quel gorgo che oggi potremo chiamare "pigrizia attiva"?
Vi sono svariati modi in cui la pigrizia si manifesta. Nella parte orientale del mondo, per esempio, si preferisce starsene tutto il giorno senza fare assolutamente nulla, evitando accuratamente ogni tipo di lavoro o attività proficua che richieda fatica, bevendo e spettegolando con l'amico di turno.
Qui da noi la situazione è alquanto diversa, anche se poi, tirando le somme, il danno è della stessa entità; le caratteristiche della pigrizia occidentale si esplicano in modi veramente funambolici! In questa parte dell'emisfero, dove tutto viaggia a ritmi forsennati, c'è chi preferisce riempire la giornata di attività compulsive, così da non aver tempo ed energie da dedicare ad attività serie; è sufficiente analizzare la giornata tipo di molte persone per rendersi conto di quanti e quali impegni inutili sia pervasa, le cosiddette "responsabilità". Vi è poi chi decide di dedicare tutta la sua vita al lavoro e alla carriera, non lasciando il minimo spazio ad attimi di "intimità" con sé stesso, si, perché è proprio di questo che stiamo parlando, della pigrizia legata al pensiero, alla conoscenza di sé stessi e delle meravigliose leggi che regolano la vita umana, soprattutto a livello interiore, dove, purtroppo oggi si scavano le fondamenta di errori, che si ripercuoteranno molto presto su tutti gli altri campi della nostra esistenza.
E' importante innanzitutto avere dei ritmi normali di vita, non dettati dal lavoro, da impegni inutili creati ad hoc da noi stessi come una barriera per tenerci lontani da un minimo di salutare introspezione, impegni che poi diventano un'abitudine negativa.
Più che di coraggio necessitiamo di idee chiare e determinazione per riappropriarci del nostro tempo e della nostra interiorità, per non aver paura di rinunciare a tutto quello che la società ci ha inculcato come un vero e proprio ideale da perseguire, come il posto di lavoro fisso, ad esempio, anche a costo di perdere la lucidità e la padronanza dei propri pensieri.
Questa è la vera pigrizia: non volere affrontare la fatica di pensare a cosa è veramente giusto per noi e se veramente vale la pena di continuare a condurre il tipo di vita che stiamo facendo. Uno dei pensieri che si formano più frequentemente nella nostra mente in questi casi è: "ma si andiamo avanti ancora un po' così, poi qualcosa succederà". No, non capita nulla, se noi non decidiamo che è ora di cambiare, e quello che adesso magari ci spaventa domani forse prenderà sembianze inaspettatamente positive.
Guardiamo inermi le nostre giornate riempirsi di impegni e programmi irrilevanti, di tali e tante responsabilità .… o dovremo forse chiamarle irresponsabilità? Diamo vita ai nostri pensieri!