Come si svolge la nostra vita sulla terra? E' una realtà sotto gli occhi di tutti, una realtà a cui appartiene tutto il genere umano; infatti non è mai nato nessuno che non debba un giorno morire.
Se ci fermiamo a riflettere, possiamo dividere la vita dell'uomo sulla terra in sei età o periodi:
La prima età è costituita dall'infanzia; è questo un periodo completamente dedito al nutrimento del corpo, un periodo di cui non restano ricordi. La seconda è costituita dalla fanciullezza, che, a differenza dell'infanzia, ci lascia qualche ricordo, ricordi più simili a fotografie che a filmati. Nella terza età si passa all'adolescenza, dove, per natura, l'uomo è già in grado di procreare e riprodursi; è forse questo il periodo dove, avendo già una certa coscienza di noi stessi, siamo più spensierati e viviamo pienamente ogni attimo della giornata traendo un "pura" soddisfazione in quello che facciamo e che ci procura piacere. La quarta età, la gioventù, è la più travagliata; il cominciare a muoversi in maniera autonoma all'interno della società, frequentando scuole, guidando automobili, svolgendo un lavoro, ci impone di osservare delle regole e, a voler vedere, anche la proibizione dei peccati assume un altro aspetto. E' in questa età che commettiamo i maggiori errori, spinti dall'impeto della carne unito a quello della curiosità, un'età in cui non siamo ancora a conoscenza delle conseguenze a cui ci metteranno di fronte certe nostra azioni sconsiderate. Dopo questo periodo turbolento approdiamo all'età della maturità, dove finalmente, grazie all'esperienza maturata negli anni precedenti, troviamo un po' di pace. Dopo tutto questo sopraggiunge l'età più critica, che piega il nostro fisico, un'età, salvo rare eccezioni, soggetta a svariate malattie e che ci conduce fino alla morte: la vecchiaia. Tutte le altre età hanno un'attesa ulteriore, la vecchiaia non ne ha, può solo prolungarsi in se stessa. Questa la vita dell'uomo terreno, che festeggia gli anni che passano con i compleanni e che vede nella morte la fine di tutto.
Ma esiste un altro tipo di uomo, contrapposto a questo, che durante le sei fasi della vita, senza nessun motivo evidente agli occhi umani, ha la fortuna di venire "illuminato" e di rinascere, già in questa vita; egli non festeggia gli anni che passano con i compleanni, ma si rallegra in cuor suo dei progressi spirituali.
Per questo uomo, che potremo chiamare "nuovo", la morte non rappresenta la fine di tutto, ma l'inizio.