Vivere è difficile, lo è sempre stato.
E' molto più difficile che morire.
Alcuni dicono di aver paura della morte, ma pochissimi ammettono di temere la vita.
Eppure è quello che vedo ogni giorno.
Nessuno di noi rispecchia in pieno il prototipo della vita perfetta, ed è umano, qualche volta, soffrire per quello che a nostro modo di vedere, pensiamo ci manchi.
E' così , quasi dal nulla, che iniziano quei sentimenti oscuri che ci trascinano a fondo.
Il sentirsi "inadatti" ad una società che ci vuole in un certo modo, ci rende tutti vulnerabili.
Si smette di mangiare o si mangia troppo, in una autodistruzione lenta e spesso inarrestabile.
Ci si chiude in casa o si esce di continuo, nel tentativo di ripararsi dai giudizi o di stordirsi di esperienze che colorino, nel bene o nel male, la nostra vita.
Si cerca di sfoggiare il proprio denaro, i propri successi o il proprio corpo, nella speranza di mascherare al mondo le nostre inquietudini.
Ci si "fissa" sui propri figli o suoi propri animali, alla ricerca di una gratificazione trasversale o di un motivo per stare al mondo.
Ma sapete qual è la verità?
Nessuno di noi ha tutto, ma tutti abbiamo molto.
Ogni essere umano dispone di infinite opportunità da cogliere e sfide da affrontare.
Ogni essere umano ha la gioia così come il dolore anche se in sfumature individualmente diverse.
Ognuno di noi ha uno scopo per essere al mondo, che ci crediate oppure no.
Ed in questo siamo tutti uguali.
Smettiamola di farci del male da soli.
La vita accade e ci passa sotto le dita mentre siamo impegnati a rincorrere le nostre assurde chimere.
Quante volte ci soffermeremo davanti ad un tramonto in tutta la nostra esistenza?
Trenta? Sessanta?
Nessuno pensa mai che avremo a disposizione quel che la vita ci offre solo per un determinato numero di volte e che, un giorno, tutto finirà o, almeno, non sarà più così…
Su una panchina di Central Park qualcuno ha scritto "Oggi è il primo giorno del resto della tua vita".
Siamo ancora in tempo.