Per stare bene è necessario sentirsi appagati e la nostra civiltà ci suggerisce i beni che dobbiamo possedere per sentirci "soddisfatti"e, di conseguenza, vivere felici: il nuovo cellulare, l'abito firmato, una forma fisica perfetta, un'informazione esasperata etc.
L'industria, però, produce costantemente nuovi beni sempre più appetibili e noi, per adeguarci agli standard che la società moderna ci impone, continuiamo a vivere consumando quei beni per trovare l'appagamento effimero che, essendo legato a qualcosa che passa velocemente di moda, non dura più di una stagione e ci porta a spendere continuamente per stare al passo e mantenere quello stato di benessere a lungo, alimentando, così, un vortice infinito dal quale è molto difficile uscire.
In realtà la vera felicità si raggiunge soltanto restringendo i nostri bisogni e non moltiplicandoli a dismisura.
Quando si ha la giusta dimensione di ogni cosa si raggiunge un equilibrio perfetto che non necessita di altro e che permette di vivere godendo di uno stato di appagamento costante e duraturo.
L'esempio più lampante è il rapporto con il cibo. E' necessario mangiare per vivere ed essere in salute, ma non è giusto vivere per mangiare , che sia troppo o troppo poco, perché poi subentra una moltitudine di problemi fisici.
E' giusto curare il proprio aspetto e la propria immagine, ma diventarne schiavi, costringendoci a ritmi di attività fisica disumani o, addirittura, ad interventi chirurgici, crea innegabilmente degli scompensi.
Così come il rapporto con i Mass Media. E' senza dubbio importante essere informati su quello che accade ma, ultimamente, mi sembra che si stia creando una certa morbosità intorno alle notizie, specie quelle di natura tragica che vengono enfatizzate e gonfiate a dismisura per alimentare l'audience e l'allarmismo basato, spesso, sul nulla.
Tutto è diventato eccessivo e quel che nella giusta misura è salutare, nell'esagerazione crea dei danni al nostro vivere.
Possiamo dirci che non siamo in grado di farci niente oppure scegliere di diventare una piccola matrice di cambiamento.
Impariamo a restringere i nostri bisogni primari, chiediamoci di cosa abbiamo davvero bisogno prima di fare un acquisto e ci accorgeremo che si può vivere bene e in modo soddisfacente con davvero molto poco.