L'intera vita si evolve nel cambiamento.
Nessun essere vivente sfugge a questa regola implicita; dai bruchi che divengono farfalle ai fiori che si fanno frutti, il mondo progredisce attraverso il mutare delle forme e delle stagioni.
Così è anche l'essere umano che, durante tutta la sua vita, affronta continue mutazioni fisiche dovute allo scorrere del tempo e psicologiche dovute all'accumulo di nuove esperienze e conoscenze.
E' la nostra natura, il percorso che ognuno di noi deve affrontare, che lo voglia o no.
Eppure non sempre siamo pronti al cambiamento; non andare avanti, accontentarci di quello che abbiamo è rassicurante perché ci sembra già comprovato e sicuro, privo dell'ignoto che tanto ci spaventa.
Vivere dei cambiamenti comporta l'esporsi al fallimento e noi, uomini moderni "programmati" per avere successo, spesso non siamo in grado di sopportare le cadute perché non sapremmo rialzarci.
Per questo preferiamo non rischiare, restare "schiavi" delle nostre abitudini, dei nostri vizi e dei nostri guai, perché, paradossalmente, questo ci tranquillizza, ci da delle "certezze" alle quali aggrapparci quando ne sentiamo il bisogno. E allora restiamo insieme ad una persona che non ci ama perché temiamo l'esperienza della solitudine, continuiamo a recarci sul posto di lavoro che odiamo perché temiamo di rimanere senza denaro, guardiamo a chi non è come noi, che sia un senza tetto oppure un portatore di handicap, come ad un essere "imperfetto", spaventati dall'idea che essi possano avere un equilibrio interiore migliore del nostro ed essere ugualmente felici, arricchiti dalla loro apparente diversità.
La cosa triste è che si accetta tutto questo tacitamente, quasi senza accorgersene e si considerano "pazzi" ed avventati coloro che hanno la forza di opporsi alla tranquilla quotidianità per avanzare, migliorarsi, andando "oltre", accollandosi il rischio che tutto questo comporta.
E' come se vivessimo in un piccolo laghetto caldo e quieto, nella nostra melma, che ci fa muovere lentamente, senza bruschi cambiamenti di temperatura e flusso; tutto è previsto e confortante.
Potremmo nuotare in un mare immenso e meraviglioso … ma per farlo dovremmo sopportare le onde, le tempeste, lo spazio infinito, dovremmo riuscire ad adattarci all'imprevisto e decidere per conto nostro dove vogliamo andare, potremmo nuotare velocemente e conoscere cose che non immaginavamo esistessero... perchè il mondo è un oceano di possibilità infinite. Affrontare questo mare ci renderebbe forti ed entusiasti della vita … ma costa fatica …. rischiamo di star peggio e di rimpiangere l'acqua bassa alla quale eravamo abituati ….. e così preferiamo restar fermi a galleggiare nel nostro caldo laghetto quieto.
Sapete cosa significa?
Che abbiamo paura di essere liberi.