Quando si interpreta la vita in modo sbagliato, prima o poi, si comincia a star male. Difficilmente si capisce subito da dove arriva il nostro malessere, perché l'anima sofferente è l'ultima cosa della quale ci preoccupiamo. Scattano le prime domande e, non riuscendo a vedere chiaramente dentro di noi, per istinto, cerchiamo le risposte altrove; nei libri, nei medici, nei conoscenti e purtroppo anche nei maghi. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, quando troviamo qualcuno che sappia davvero riconoscere la radice dei nostri mali lo sentiamo ostile. Fateci caso, quando date il vostro parere a qualcuno e suscitate in questi una reazione, una difesa immediata e concitata, sicuramente avete colto nel segno; l'idea che qualcuno conosca i nostri "problemi" a livello interiore ci infastidisce e non ci piace, soprattutto perché ci dice quello che non vogliamo sentire ma che, inconsciamente, sappiamo bene essere la verità. Siamo abituati ad usare il nostro consolidato sistema di ragionamento, l'andare contro le nostre convinzioni radicate ci destabilizza, facendoci sentire fragili ed incerti su tutto. Non teniamo mai conto del fatto che la nostra vita terrena è fragile ed incerta, anche se ci piace pensare che tutto funzioni secondo la nostra logica e secondo quello che a noi sembra giusto.
Eppure ci sono così tante cose che non possiamo comprendere… e così ci sembra "assurdo" che chi divorzia e poi và a letto con un'altra persona , prima o poi, debba fare i conti con la propria coscienza, perché "ha pure il diritto di rifarsi una vita", come se stare soli privasse la vita di qualcosa di necessario, non concepiamo l'idea di essere biasimati dalle religioni per il modo dissoluto con cui conduciamo la nostra vita, convinti che Dio perdona sempre perché è buono e misericordioso, e se "amiamo" siamo sempre perdonati, scordando che Dio è anche giusto, e che tiene conto certamente di chi rispetta le sue Leggi e di chi, invece, in assoluto libero arbitrio non lo fa, ci stupiamo se, anche avendo tutti i beni materiali che il mondo indica come utili ad essere felici, spesso ci ritroviamo ad essere tremendamente infelici; pensiamo che soffrire per "amore" sia normale e lecito e non consideriamo nemmeno l'idea che l'amore, quello vero, è corrisposto ed eterno, genera solo gioia ed appaga senza nulla chiedere; non pensiamo mai che sposarsi solo per non restare soli o perché è quello che tutti si aspettano da noi, ci espone a mille problemi e sofferenze che non avremmo avuto restando soli e, quando poi l'attrazione finisce, perché spesso è solo di questo che si tratta, ci troviamo con un pugno di mosche in mano, pieni di rancore a piagnucolare sull'ingiustizia della vita.
Ma nessuno ha il diritto di giudicarci!! Nessuno può essere tanto superbo da darci dei suggerimenti, pensando di essere nel giusto!! E la superbia del non saper ammettere di essere in errore, dove la mettiamo?
E così tentare di dare una mano diventa un modo certo per trasformarsi nel bersaglio di mille accuse basate sul nulla.
A volte venivo sopraffatto da un senso di sconforto … ma poi tutto è svanito osservando i medesimi comportamenti e le stesse identiche reazioni delle persone che impiegano le proprie energie per sollevare continue, inutili obiezioni piuttosto che cercare di ascoltare ed apprendere con umiltà.
Un modo piuttosto sciocco per buttare al vento un'opportunità di crescita interiore; e comunque
anche queste persone meritano il nostro rispetto, se non altro il danno lo subiscono in prima persona.
Ognuno deve essere libero di scegliere la propria direzione; anche se è quella che porta verso il dolore.