09/07/09
ETERNITA'
Mi ha sempre attratto il concetto dell'eternità e spesso mi capita di fermarmi a riflettere su questa parola; trovo sia un modo molto efficace per arrivare a toccare con mano il limite posto da Dio alla nostra mente.
E' con l'intelletto che si riesce a distinguere l'eternità da tutto ciò che cambia, che è mutevole e solo con l'intelligenza si riesce in qualche modo ad addentrarsi  nel concetto di eterno e a comprendere che in esso non può  esistere nessun intervallo di tempo, perché gli intervalli nascono là dove esiste il tempo che scorre, dove esiste un movimento passato e  futuro delle cose.
Nell'eternità, invece, niente passa e niente deve avvenire, in quanto quello che passa già non esiste più e quello che deve avvenire non esiste ancora, non ha ancora incominciato ad essere.
Se parliamo di eternità possiamo solo dire che essa è, è in questo momento così e per sempre: non possiamo dire che fù, come se ormai non sia più, né possiamo dire che sarà , come se ancora non sia.
E' sempre molto interessante soffermarsi a riflettere sul l'uso che si fa delle parole, si scoprono sempre significati che a volte, benché semplici, per svariati motivi non riusciamo a cogliere.
Nessuno ha mai visto Dio. Neppure Mosè, che stando alla Bibbia si trovò faccia a faccia con Lui sul monte Sinai, potè vederLo; vide solo una sua rappresentazione, sottoforma di una luce ardente, forma adatta ad essere accolta da occhi umani, ma non la sua vera essenza, che mai occhio umano ha visto né mente umana ha mai saputo descrivere. Perché scrivo questo?  Perché qui entrano in gioco le parole che ci interessano. Quando Mosè volle sapere il nome di Colui al quale stava parlando, Dio rispose con piena verità: Io sono colui che sono; e con altrettanta verità aggiunse in seguito: E'Colui che è che mi ha mandato.

Chiedendo egli come si chiamasse Dio, gli fu risposto: Io sono Colui che sono. E dirai ai figli di Israele: Colui che è mi ha mandato a voi . Che significa? O Dio, come ti chiami? Mi chiamo "è", disse. Che significa: "Mi chiamo è"? Che rimango in eterno, che in Me non vi sono cambiamenti e restando tale governo tutto il mondo. Le cose che mutano non sono, perché non rimangono. Ciò che è resta immutabile. Ciò che cambia fu qualcosa e sarà qualcosa, ma non è, perché è mutevole. Perciò l'immutabilità di Dio si è degnata chiamarsi con questo nome: Io sono Colui che sono .

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Perchè dover apprendere con l'esperienza quello che si potrebbe evitare con l'intelligenza?
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