Ascoltate il poeta Giovenale, che mordendo con le sue satire, dice il vero:
"Ora subiamo i danni d'una lunga pace.
Ci è piombato addosso il lusso, più crudele
delle armi;
e fa le vendette del mondo da noi vinto.
Non ci manca nessun delitto, nessun
misfatto, nessun genere di lussuria,
da quando è sparita la povertà da Roma!"
Giovenale era un poeta satirico che visse nella Roma degli anni 80-100 dopo Cristo.
Quello che lo spinse a scrivere fu l'indignazione verso il degrado della società in cui si ritrovò a vivere.
Già da allora, una volta sparita la povertà e subentrato l'apparente benessere che deriva dalla ricchezza e dal lusso, Roma si trovò a fare i conti con una popolazione dedita ai peggiori vizi che possiamo annoverare tra le afflizioni dell'animo umano.
Corruzione, omicidi, insabbiamento della verità, depravazioni sessuali, la frode, il furto, la rapina, la perfidia, l'orgoglio, l'ambizione, l'invidia, i parricidi, le crudeltà, le sevizie, l'iniquità, la lussuria, l'impudenza, l'impurità, gli adultèri, gli incesti, e tanti atti di libidine e sconcezze contro la natura dell'uno e dell'altro sesso, che sarebbe turpe anche nominare, i sacrilegi, le eresie, le bestemmie, gli spergiuri, l'oppressione degli innocenti, le calunnie, le prevaricazioni, le false testimonianze, le violenze, i latrocini e tutti i mali che vengono in mente.
Questo è quello che accade quando l'abbondanza di beni e la facilità con cui si acquisiscono irrompono in una società che fino a poco tempo prima occupava la giornata con lavori di fatica e non, comunque impegnata nella risoluzione dei problemi legati alla soddisfazione dei fabbisogni giornalieri.
Niente, a volte, è più nocivo di qualcosa che viene accolto come un evoluzione positiva; meglio faticare tutto il giorno per poter mangiare che avere molto tempo libero ed impegnarlo facendo del male a noi stessi e di riflesso alla società in cui viviamo.
E voi cosa dite? Non sono le parole di Giovenale riconducibili ai giorni nostri? Non troviamo forse le stesse identiche nefandezze, moltiplicate ed ingigantite anche dai mezzi che il progresso ci mette a disposizione?
Meglio una crisi economica, un ridimensionamento, oppure qualcosa di più grave?