Nella nostra cultura occidentale, purtroppo, ci viene insegnato ad "attaccarci" alle cose materiali, che, essendo per loro natura destinate a finire, prima o poi, ci causeranno un dolore derivante dallo loro perdita.
Abbiamo paura di essere derubati dei nostri averi, temiamo la morte, la vecchiaia e la malattia e non sappiamo gestire i vizi, specialmente quelli legati ai piaceri del corpo (come l'uso sconsiderato del sesso e del cibo) benchè, evidentemente, ci danneggino.
Sant'Agostino, che è uno dei pensatori che in assoluto prediligo, spiega come sia proprio dallo sconveniente desiderio delle cose mutabili che derivano le tre emozioni umane che più determinano i nostri stati d'animo e, di conseguenza, il nostro benessere interiore:
- il timore di non riuscire ad ottenere quello che si vuole o di perdere quello che si ha già.
- la gioia del possedere qualcosa o, addirittura, qualcuno.
- la tristezza del non avere o non poter mai avere quel che si desidera.
Riuscendo pian piano a vedere le cose del mondo per quello che sono realmente, cioè instabili, ci si rende conto di quanto sia sciocco affidare il proprio benessere interiore a qualcosa che, prima o poi, necessariamente, sappiamo già per certo che finirà.
Bisognerebbe sforzarsi di trovare, o perlomeno di cercare, un equilibrio che permetta di "restare in piedi"a prescindere da quello che accade fuori da noi.
Ma va di moda sventolare le proprie sofferenze, lamentarsi, piagnucolare …. essere vittime dei propri sentimenti piuttosto che consapevoli osservatori degli stessi; invece è proprio attraverso la consapevolezza di come siamo e di come reagiamo agli stimoli di questa vita che troviamo la nostra forza.
Le persone intelligenti ammettono le proprie debolezze per tentare di superarle con la volontà della ragione e riuscire a stare meglio.
Gli altri si compiacciono del loro dolore, scrivono poesie … e si chiedono perché sono tanto sfortunati!