Chi non vuole essere felice? Tutte le scelte che facciamo nella nostra vita, inconsciamente o meno, hanno come ultimo fine il nostro benessere, sia a livello interiore che fisico.
Può essere felice chi ha un malanno fisico, ma non può esserlo chi ha l'animo affranto da uno stile di vita e da scelte errate.
E' certo che tutti vogliono vivere felici ma è altrettanto sicuro che molti vivono in modo da non poterlo essere.
Penso che non possa dirsi felice né chi non ha quello che ama, qualsiasi cosa essa sia; né chi ha ciò che ama se ama ciò che è dannoso; e neppure chi non è in grado di amare quello che possiede, anche se ha la fortuna di possedere un bene ottimo.
Infatti chi vive desiderando quello che non può avere, nè mai raggiungere, vive nell'affanno, nella ristrettezza; chi invece riesce ad ottenere quello che non và nemmeno desiderato, poiché dannoso, vive nell' inganno; chi invece non desidera quello che và desiderato, vive nella malattia.
E' evidente che nell'animo di costoro è presente la miseria, condizione questa che non può convivere nell'anima dell'uomo insieme alla felicità; possiamo di conseguenza affermare che costoro sono infelici.
Le cose che non vanno desiderate sono tutte quelle che vanno contro i precetti divini nel loro insieme; al contrario, il non desiderare tutto ciò che potrebbe portare giovamento alla nostra anima, come la rottura delle catene che ci legano ai nostri vizi, rappresenta una vera e propria malattia.
Le medicine per questo tipo di male naturalmente non le troviamo in farmacia, ma nella nostra volontà.
Per cui sono necessariamente infelici coloro che o non hanno ciò che vogliono, o hanno ciò che non desiderano in modo retto.
D'altra parte, tutti coloro che sono felici hanno ciò che vogliono, anche se non tutti quelli che hanno ciò che vogliono sono felici. Infatti, come sopra scritto, non possono essere beati se hanno quello che non và desiderato.
Concludendo possiamo affermare che è felice colui che ha tutto quello che vuole e nello stesso tempo non vuole nulla di male.