Una volta eliminata la giustizia, come possiamo definire gli Stati, se non un'enorme ammasso di delinquenti?
Anche i malfattori, del resto, non formano dei piccoli stati?
Infatti non sono altro che un piccolo gruppo di uomini comandati da un capo, uniti da un patto comune e che si dividono il "bottino" in base a regole non scritte ma comunque accettate.
Se questa banda si espande sempre di più, arruolando nelle proprie fila uomini scellerati, se occupa una regione, vi fissa una sede, conquista città e comanda sui popoli sconfitti, assume allora il nome di Stato.
Interessante notare come il nome di Stato, in questi casi, non significhi tanto che i suoi componenti abbiano rinunciato all'avidità dell'arricchirsi in modo disonesto ma piuttosto sta ad indicare come queste persone abbiano raggiunto quella condizione in cui non potranno essere puniti.
Questa che segue è la risposta, vera ed adeguata, che un pirata fatto prigioniero diede ad Alessandro Magno. Avendogli questi domandato perché gli sembrasse giusto infestare il mare con le sue scorrerie, quello con impudente audacia rispose:
" Per lo stesso motivo per cui tu infesti la terra; ma poiché io lo faccio con una piccola barca mi chiamano pirata e poiché tu lo fai con un'enorme flotta ti chiamano imperatore".
Su questa terra quindi, il male che viene inflitto alle persone buone e giuste da chi comanda in modo sbagliato non rappresenta una punizione di una colpa ma piuttosto una prova in cui mettere alla prova la propria virtù.
Se potessimo osservare la realtà, privi di condizionamenti, noteremmo che chi è buono, anche se in condizioni di dipendenza, è libero, mentre chi è cattivo, anche se comanda, è schiavo, e non di un uomo, ma , cosa più grave, di tanti padroni quanti sono i propri vizi.