A volte, guardandomi intorno, mi chiedo cosa stà succedendo agli esseri umani.
La moralità si è invertita a tal punto che essere buoni e coscenziosi è diventato un problema da curare, ed è proprio nel seno della famiglia che questo tipo di ragionamento prende piede. Avete notato che già ai bimbi viene suggerita la furbizia piuttosto che la bontà? A scuola, ad esempio, i "secchioni" vengono sempre messi in cattiva luce mentre coloro che infrangono le regole, magari copiando e sfruttando i compagni per il loro tornaconto personale, attirano la simpatia ed il consenso comune perché ritenuti, appunto, svegli e scaltri. Le cose non cambiano crescendo, dove, purtroppo, anche nel lavoro quel che maggiormente conta, nella maggior parte dei casi, non sono le capacità personali e le qualità morali ma le conoscenze e le raccomandazioni.
I genitori si preoccupano se un figlio non và alle feste o se rimane a casa il sabato sera ma non lo fanno se cambia una ragazza alla settimana e vive in maniera superficiale la sua vita.
I genitori si preoccupano se un figlio mangia poco o prende freddo ma non lo fanno se quello stesso figlio ha fame di comprensione e sente il ghiaccio della loro indifferenza.
Entrambi i genitori lavorano per coprire i figli di beni inutili, alimentando la generale mentalità consumistica, e lasciando che gli anni dell'infanzia vengano gestiti da altri, a discapito delle necessità emotive primarie dei bambini.
Le coppie che si separano dicono di farlo anche per il bene dei loro figli, salvo poi metterli al centro di un continuo tira e molla affettivo tra l'uno e l'altro genitore.
Così abbiamo un mondo dove sono considerate strane ed infelici le persone che scelgono la moralità,la riservatezza ed il rispetto delle regole .
Così si scatenano molti disturbi fisici, dai problemi legati all'alimentazione alle malattie psicosomatiche fino agli attacchi di panico, che partono da un anima sofferente della quale non ci si occupa a dovere.
Così si diventa talmente deboli interiormente da andare in crisi totale davanti alla prima inevitabile difficoltà.
Non facciamoci snaturare dal materialismo dei nostri giorni; rischiamo di perdere per sempre il senso e la bellezza della vita.