Io spesso vorrei comprare, comprare, cpmprareeee...
Ma non perchè mi pongo come oggetto, o prodotto, forse magari... Una cavia, :) quello si... Vorrei provare l'anti rughe, l'anticiccia, quello che gonfia qui e sminuisce li... Il rossetto che non si toglie... Molte purtroppo sono cavolate e fregature... Una volta, spesi 22 euro, so che possono sembrare poche, ma alcune voplte 22 di qua, 10 di la... poi non sono nababba... spesi questi 22 euro per un fondotinta, che non macchia... resistente per 11 ore, l'ho messo alle 16, alle 17, avendo il vizio di mettere le ,mani sul viso, specie davanti la bocca o che regge il mento... Alle 17, qualunque cosa toccavo, prendeva il colore del fondotinta... L'unica cosa (positiva)magariiiiii, è stata che siccome ci avevo messo "l'anima per truccarmi" ricevetti molti complimenti... Mi sono sentita una scema... Avere i complimenti solo se si è truccate, per una donna di mezza età, è la cosa più triste che possa accadere... Ma che ci vogliamo fare... in fin dei conti, ho lasciato il segno... Ho meglio, le mie impronte ovunque :) :)
alcune volte uno sfizio è bello toglierselo, basta che costi poco e che soprattutto funzioniiiiii ... Moschino tradizionale è il mio sfizio bimestrale :)
Scusa la pubblicità
#4 - maria - 08/03/2010 - 20:49
A volte si compra per sfizio , commento di amici , curiosità , o magari testare proprio l'inutilità del prodotto. Quello che preoccupa non è tanto quanto i teenager e/o persone già grandi grosse e vaccinate sono attratti dal comprare cose superflue ma la quantità. Si pensi a quanto sia necessario avere 45 paia di scarpe diverse in casa. Insomma , un po' di moderazione.
Bisogna distinguere lo shopping compulsivo dal" consumo" tradizionale.Nel primo caso esiste un fatto psicologico definito con quello che comporta.Nel secondo le cose sono diverse.Vi è secondo me una connivenza notevole tra i media e un determinato tipo di pubblico. Un pubblico "referenziale" che si immedesima, imita che non sente affatto il peso di vivere una vita mediata.Si è contenti delle pubblicità cui si assiste, più i prodotti sono pubblicizzati e più vale chi li consuma.Non importa se per farlo si usano donne che gettano vestiti e dignità , bambini, anziani decisamente in forma, si perchè l'immagine dei protagonisti deve essere perfetta, giovane, giovanile.Questo tipo di pubblico esiste e continuerà ad esistere.Continuerà a richiedere messaggi semplici e consolatori ai mezzi di comunicazione. Non bisogna però ignorare a mio avviso, una ampia fetta di persone che è più esigente, preparata, ha senso critico, è capace di umorismo.Persone che sanno distinguere le cose buone da quelle che buone non sono, le cose utili da quelle inutili, un politico onesto da un demagogo.Viviamo in un sistema pluralistico e complesso.Ogni voce dovrebbe avere un suo spazio, compresi coloro che non si identificano pienamente ad esempio con un particolare partito politico,che non accettano logiche massificanti.Il pubblico, a iniziare da questo secondo tipo di pubblico,può e deve avere un ruolo nell'orientare le scelte, a patto che prenda consapevolezza dello spazio e del potere dei media e del proprio medesimo.
#6 - Nova - 08/03/2010 - 22:05
il termine cerco di "vendermi" al meglio mi fa orrore sinceramente, e quello che dici in parte è vero..siamo continuamente bombardati da messagi che possono indurci a volte a comportarci in modo inusuale o comprare cose di cui non abbiamo assolutamente bisogno,, ma ci sono anche eprsone che riescono a mantenere un giusto equilibrio e a destreggiarsi nella giungla dei messaggi subliminali e delle sollecitazioni .. lavaggi del cervello a cui vengono sottoposti
@ Giampaolo: il vuoto interiore è decisamente una delle motivazioni di tanti acquisti inutili. Un saluto.
@ Fioredicollina: mi fa piacere, ciao!
@ Maria Antonietta: dici?
@ Maria: qualche “sfizio” và bene, ma non bisogna farsi prendere troppo la mano! A presto.
@ Marta: è vero. Buona serata.
@ Nova: le divisioni di cui hai parlato esistono; come giustamente affermi è molto importante conoscere l’influenza dei mass media sulla nostra capacità di giudizio per poter vedere le cose più chiaramente. Saluti.
@ Albafucens: certo, esistono moltissime persone che non si fanno “corrompere”; di solito sono quelle che riescono a valutare la realtà per quella che è e non per quella che vogliono farci sembrare che sia. A presto.
#8 - Mr.Loto - 09/03/2010 - 12:37
L'argomento in effetti è molto più vasto e profondo di quanto non si possa intendere inizialmente.
Siamo condizionati da un'idea consumistica che ci consuma, consuma persino il desiderio di scoprire, di inventare. Tutto è già qui, ma non lo si conosce per niente perchè è sin troppo facile ottenerlo. E quando il livello economico non è agiato, lo stesso ci manca quel non so checosa che ci farebbe sentire all'avanguardia e siamo disposti a tutto per ottenerlo. anche ad ammalarci se non ci riusciamo...
ammalarci di depressione, di noia, di sconforto, di invidia, di malessere generale.
Poi capita addirittura una frase cinica, direi anche un po' gretta, detta come se fosse niente.. Quasi ritenendola un modo esatto di sopravvivere...
E' incredibile come ci sia ben poca riflessione nel mondo... Ma prima di individuare di chi sia una presunta colpa, in effetti dovremmo imparare a correggere noi stessi..
Sono infatti d'accordo che è più difficile scegliere una vita semplificata, che essere assorbiti ed a volte anche rovinati da una vita gonfia di oggetti, azioni, e comportamenti inutili..
Nell'aria si respira, troppo spesso l'essenza dell'apparire...del mostrarsi... dell'avere che va mostrato...esibito...quasi come un trofeo...una conquista...un vanto...
Quanto sono lontani i tempi in cui "l'essenziale" era... "invisibile agli occhi"!!!
È interesante questo pensiero sui messaggi subliminali, sul corpo come oggetto, la necessità di apparire in un determinato modo, e le pubblicità che compaiono sopra e sotto per avere un corpo perfetto, per dimagrire.
Io odio fare shopping. Ma stavolta non è certo un virtuoso merito. Sono così da sempre, per indole. Girare negozi e guardare vetrine mi annoia. Non entro in un supermercato se non ho la lista della spesa ben scritta e difficilmente compro degli extra.
Compro le cose solo quando mi servono e tendo ad andare dritto allo scopo senza perdere tempo nella scelta. L'unica motivazione che ho è quella economica, ovvero cercare di ottenere il meglio al prezzo più conveniente.
@ Simona: mi è piaciuta molto la tua analisi con la quale mi trovo d'accordo. Un saluto.
@ Yeasty_Waves: l'essenziale è ancora invisibile agli occhi; in realtà penso che molta gente se ne stia lentamente accorgendo! Un abbraccio.
@ Riccardo Paracchini: ottima osservazione; le pubblicità confermano le continue pressioni psicologiche alle quali siamo sottoposti!
@ Neurobi: mi rispecchio spesso nelle tue descrizioni; forse non sei poi così strambo!! A presto.
#13 - Mr.Loto - 10/03/2010 - 12:47
Come non condividere queste osservazioni? Non sono certamente frutto della banalità, ma frutto di una attenta analisi sulla nostra società, analisi che condivido.
ho letto con attenzione il tuo post. In effetti la "mercificaziione femminile" è purtroppo abbastanza ... come dire "acquisita" che anche a parlarne non si fa altro che avvalorarla (è solo una mia opinione).
Invece mi volevo soffermare sulla sindrome da shopping.
E' alquanto diffusa.. mascherata ... e, soprattutto sottovalutata.
Personalmente ho "superato" la fase che mi piace definire "del supermercato". Ovvero quella fase in cui nulla ti soddisfa al punto che ti fiondi in un centro commerciale (o simile) e guardi tutto. Osservi le vetrine colorate .. annusi i profumi che ti vengono offerti alla cassa o alle porte dei negozi.. ti immagini con indosso questo o quel paio di jeans.. oppure le borse per ogni occasione..ecc.ecc.)
Poi, decidi e acquisti (mia cugina quando era una teen.. ogni settimana si ritirava a casa con un paio di scarpe diverse.. ridevamo come pazze pensando la disperazione degli zii).
In fondo penso che sia il bisogno di colmare quel senso di insoddisfazione o.. l'ansia di "apparire".. o (per chi è adulto e non solo) di miglioramento della nostra vita.
Solo.. che ..arrivi a casa e quella "cosa" che hai acquistato ti da un temporaneo senso di benessere che NON dura. Si esaurisce quasi subito perchè rientri nella monotonia e anche quell'oggetto lo butti nell'armadio senza più guardarlo per mesi.
Oggi NON sono più così.
Compro solo quello che mi serve veramente e le vetrine le guardo solo per capire le mode che nemmeno seguo.
Certo ho maturato nel mio "io" vari concetti come:
mi piaccio così come sono
sono imperfetta ma c'è chi mi vuole bene lo stesso
la mia famiglia mi adora e io faccio ciò che posso per proteggerla
Credi che io mi senta superiore???
No!!!
Sono certa che tutti (ma proprio tutti) quelli che soffrono di sindrome da shopping abbiano una vita soddisfacente intorno e non se ne accorgono neanche.
Dovrebbero solo guardarsi in giro e rimboccarsi le maniche..
Si.. è vero: questo non va
quell'altro non va
Tizio mi ha fatto questo
Quell'altro mi ha fatto quest'altro
..ma ..
alla fine: TUTTO S'AGGIUSTA
(anche le cose che ci sembrano più terribili)
I problemi "seri" sono tanti.. penso ci voglia autodeterminazione per viverli serenamente e affrontarli al meglio delle proprie possibilità. Anche se non saremo capapci di risolverli almeno avremo guadagnato la certezza di non esserne schiacciati.
Piccoli passi "precisi" .. come vincere lo scoraggiamento e fissare delle mete vicine e raggiungibili da percorrere sempre in un senso (possibilmente quello giusto)
una buona giornata a tutti
#16 - elle - 11/03/2010 - 12:32
Ciao M.Loto, c'è chi vende e noi compriamo! Sappiamo che l'importante è apparire e non essere apprezzati per quello che si è......Il vestito non fà il monaco...Ma anche qui la sua bella e grande responsabilità e parte ce l'hanno i genitori, i figli prendono l'esempio dai genitori e se i genitori vestono con capi firmati anche i figli lo fanno.....Quella frase che hai scritto inizialmente fà accapponare la pelle e purtroppo succede troppo spesso! Pensa che ho una sorella di 12 anni più anziana di me e lei veste jenas e magliette, quando non vanno più a lei me le passa e spesso compera al mercatino dell'usato dove si trovano delle cose stupende e ad un prezzo più che vandaggioso......Tutto il resto è illusione! Un bacio e buon pomeriggio!
Hai perfettamente ragione, anche se rispetto alla posizione dell'acqua l'ho sempre pensata diversamente...non credi che si tratti semplicemente di una questione di comodità? Perché scarrozzarsi dietro per tutta la spesa qualcosa di tanto pesante e ingombrante? E magari lo hanno fatto anche per i poveri cassieri che erano costretti a caricarsi 10-12 kg solo per passare un codice a barre che ora tengono tranquillamente a lato cassa. Comunque anche la tua logica ha un senso...I dolciumi a lato cassa sicuramente sono lì per il motivo di cui tu giustamente parlavi. Ma allora...vogliamo anche parlare dei prezzi a 9,9999999 centesimi, che ti spingono a pensare che stai comprando una cosa che costa 9 euro quando in realtà ne costa 10? E' tutto un messaggio subliminale, sta tutto sotto. A volte ce ne accorgiamo, a volte no. Ah! Il potere del marketing!
Penso soprattutto all'inizio del tuo post e penso all'uso della donna (diciamo della sua immagine anche se non è solo così) ed all'accettazione da parte di quest'ultima, ovviamente in senso generale, al fine di godere di attimi di notorietà e di ricchezza che finiranno ben presto con lo sfiorire naturale della momentanea bellezza.
Ho sempre messo in guardia mia figlia da questi pericoli e dal fatto che il mondo è maschilista, checchè se ne dica, e che l'oggetto donna viene solamente usato ... e per scopi molto diversi l'uno dall'altro.
#19 - gamaximo - 11/03/2010 - 21:54
@ Elle: la tua mi sembra una filosofia di vita positiva e corretta. Tutto s'aggiusta prima o poi!Un caro saluto.
@ Luisa: purtroppo tutti noi tendiamo un pò a giudicare le persone per l'abito che portano e dimentichiamo che i criminali peggiori si nascondono spesso anche dietro ad una bella giacca e cravatta. Buona giornata.
@ Millecose: ti assicuro che anche la posizione dell'acqua è una tecnica per incentivare maggiori spese...potere del marketing o debolezza della nostra psiche? A presto.
@ Gamaximo: fai bene a dare a tua figlia anche un'educazione etica; purtroppo è l'unica forma di conoscenza che l'intera società trascura con i danni che possiamo chiaramente vedere.Un saluto.
#20 - Mr.Loto - 12/03/2010 - 09:25
@Gamaximo,
ne sono convinta anch'io. Spesso è la stessa donna che si lascia "usare" pensando che così facendo guadagnerà fama e notorietà ...o nel piccolo (anche nello stretto ambiente familiare) semplicemente si terrà stretto il suo piccolo orticello.
Invece non è così. Molte donne se ne accorgono quando è tardi.
Alcune non se ne accorgono neanche.
Ma... se da una parte ho sempre pensato che la donna debba riscoprire l'importanza della sua femminilità autentica... dall'altro ho pure pensato che tocchi alla parte maschile ritrovare la propria virilità al di fuori della "mercificazione" che viene offerta dai media e dalla società in genere.
Come dire... riscoprire se stessi spegnendo TV, chiudendo giornali, chiudendo fuori pregiudizi e preconcetti atavici,ecc.ecc.
Secondo me, continuando invece di questo passo si avranno sempre più uomini insoddisfatti e incapaci di autostima, donne disposte a tutto e, nel contempo, situazioni di degrado sociale sempre più inaccettabili.
un saluto
Ma non perchè mi pongo come oggetto, o prodotto, forse magari... Una cavia, :) quello si... Vorrei provare l'anti rughe, l'anticiccia, quello che gonfia qui e sminuisce li... Il rossetto che non si toglie... Molte purtroppo sono cavolate e fregature... Una volta, spesi 22 euro, so che possono sembrare poche, ma alcune voplte 22 di qua, 10 di la... poi non sono nababba... spesi questi 22 euro per un fondotinta, che non macchia... resistente per 11 ore, l'ho messo alle 16, alle 17, avendo il vizio di mettere le ,mani sul viso, specie davanti la bocca o che regge il mento... Alle 17, qualunque cosa toccavo, prendeva il colore del fondotinta... L'unica cosa (positiva)magariiiiii, è stata che siccome ci avevo messo "l'anima per truccarmi" ricevetti molti complimenti... Mi sono sentita una scema... Avere i complimenti solo se si è truccate, per una donna di mezza età, è la cosa più triste che possa accadere... Ma che ci vogliamo fare... in fin dei conti, ho lasciato il segno... Ho meglio, le mie impronte ovunque :) :)
alcune volte uno sfizio è bello toglierselo, basta che costi poco e che soprattutto funzioniiiiii ... Moschino tradizionale è il mio sfizio bimestrale :)
Scusa la pubblicità
un caro saluto
@ Fioredicollina: mi fa piacere, ciao!
@ Maria Antonietta: dici?
@ Maria: qualche “sfizio” và bene, ma non bisogna farsi prendere troppo la mano! A presto.
@ Marta: è vero. Buona serata.
@ Nova: le divisioni di cui hai parlato esistono; come giustamente affermi è molto importante conoscere l’influenza dei mass media sulla nostra capacità di giudizio per poter vedere le cose più chiaramente. Saluti.
@ Albafucens: certo, esistono moltissime persone che non si fanno “corrompere”; di solito sono quelle che riescono a valutare la realtà per quella che è e non per quella che vogliono farci sembrare che sia. A presto.
L'argomento in effetti è molto più vasto e profondo di quanto non si possa intendere inizialmente.
Siamo condizionati da un'idea consumistica che ci consuma, consuma persino il desiderio di scoprire, di inventare. Tutto è già qui, ma non lo si conosce per niente perchè è sin troppo facile ottenerlo. E quando il livello economico non è agiato, lo stesso ci manca quel non so checosa che ci farebbe sentire all'avanguardia e siamo disposti a tutto per ottenerlo. anche ad ammalarci se non ci riusciamo...
ammalarci di depressione, di noia, di sconforto, di invidia, di malessere generale.
Poi capita addirittura una frase cinica, direi anche un po' gretta, detta come se fosse niente.. Quasi ritenendola un modo esatto di sopravvivere...
E' incredibile come ci sia ben poca riflessione nel mondo... Ma prima di individuare di chi sia una presunta colpa, in effetti dovremmo imparare a correggere noi stessi..
Sono infatti d'accordo che è più difficile scegliere una vita semplificata, che essere assorbiti ed a volte anche rovinati da una vita gonfia di oggetti, azioni, e comportamenti inutili..
Bel post..
Un caro saluto
Quanto sono lontani i tempi in cui "l'essenziale" era... "invisibile agli occhi"!!!
A presto Mr.!
Compro le cose solo quando mi servono e tendo ad andare dritto allo scopo senza perdere tempo nella scelta. L'unica motivazione che ho è quella economica, ovvero cercare di ottenere il meglio al prezzo più conveniente.
Che tipo strambo che sono!
@ Yeasty_Waves: l'essenziale è ancora invisibile agli occhi; in realtà penso che molta gente se ne stia lentamente accorgendo! Un abbraccio.
@ Riccardo Paracchini: ottima osservazione; le pubblicità confermano le continue pressioni psicologiche alle quali siamo sottoposti!
@ Neurobi: mi rispecchio spesso nelle tue descrizioni; forse non sei poi così strambo!! A presto.
ho letto con attenzione il tuo post. In effetti la "mercificaziione femminile" è purtroppo abbastanza ... come dire "acquisita" che anche a parlarne non si fa altro che avvalorarla (è solo una mia opinione).
Invece mi volevo soffermare sulla sindrome da shopping.
E' alquanto diffusa.. mascherata ... e, soprattutto sottovalutata.
Personalmente ho "superato" la fase che mi piace definire "del supermercato". Ovvero quella fase in cui nulla ti soddisfa al punto che ti fiondi in un centro commerciale (o simile) e guardi tutto. Osservi le vetrine colorate .. annusi i profumi che ti vengono offerti alla cassa o alle porte dei negozi.. ti immagini con indosso questo o quel paio di jeans.. oppure le borse per ogni occasione..ecc.ecc.)
Poi, decidi e acquisti (mia cugina quando era una teen.. ogni settimana si ritirava a casa con un paio di scarpe diverse.. ridevamo come pazze pensando la disperazione degli zii
In fondo penso che sia il bisogno di colmare quel senso di insoddisfazione o.. l'ansia di "apparire".. o (per chi è adulto e non solo) di miglioramento della nostra vita.
Solo.. che ..arrivi a casa e quella "cosa" che hai acquistato ti da un temporaneo senso di benessere che NON dura. Si esaurisce quasi subito perchè rientri nella monotonia e anche quell'oggetto lo butti nell'armadio senza più guardarlo per mesi.
Oggi NON sono più così.
Compro solo quello che mi serve veramente e le vetrine le guardo solo per capire le mode che nemmeno seguo.
Certo ho maturato nel mio "io" vari concetti come:
mi piaccio così come sono
sono imperfetta ma c'è chi mi vuole bene lo stesso
la mia famiglia mi adora e io faccio ciò che posso per proteggerla
Credi che io mi senta superiore???
No!!!
Sono certa che tutti (ma proprio tutti) quelli che soffrono di sindrome da shopping abbiano una vita soddisfacente intorno e non se ne accorgono neanche.
Dovrebbero solo guardarsi in giro e rimboccarsi le maniche..
Si.. è vero: questo non va
quell'altro non va
Tizio mi ha fatto questo
Quell'altro mi ha fatto quest'altro
..ma ..
alla fine: TUTTO S'AGGIUSTA
(anche le cose che ci sembrano più terribili)
I problemi "seri" sono tanti.. penso ci voglia autodeterminazione per viverli serenamente e affrontarli al meglio delle proprie possibilità. Anche se non saremo capapci di risolverli almeno avremo guadagnato la certezza di non esserne schiacciati.
Piccoli passi "precisi" .. come vincere lo scoraggiamento e fissare delle mete vicine e raggiungibili da percorrere sempre in un senso (possibilmente quello giusto)
una buona giornata a tutti
Ho sempre messo in guardia mia figlia da questi pericoli e dal fatto che il mondo è maschilista, checchè se ne dica, e che l'oggetto donna viene solamente usato ... e per scopi molto diversi l'uno dall'altro.
@ Luisa: purtroppo tutti noi tendiamo un pò a giudicare le persone per l'abito che portano e dimentichiamo che i criminali peggiori si nascondono spesso anche dietro ad una bella giacca e cravatta. Buona giornata.
@ Millecose: ti assicuro che anche la posizione dell'acqua è una tecnica per incentivare maggiori spese...potere del marketing o debolezza della nostra psiche? A presto.
@ Gamaximo: fai bene a dare a tua figlia anche un'educazione etica; purtroppo è l'unica forma di conoscenza che l'intera società trascura con i danni che possiamo chiaramente vedere.Un saluto.
ne sono convinta anch'io. Spesso è la stessa donna che si lascia "usare" pensando che così facendo guadagnerà fama e notorietà ...o nel piccolo (anche nello stretto ambiente familiare) semplicemente si terrà stretto il suo piccolo orticello.
Invece non è così. Molte donne se ne accorgono quando è tardi.
Alcune non se ne accorgono neanche.
Ma... se da una parte ho sempre pensato che la donna debba riscoprire l'importanza della sua femminilità autentica... dall'altro ho pure pensato che tocchi alla parte maschile ritrovare la propria virilità al di fuori della "mercificazione" che viene offerta dai media e dalla società in genere.
Come dire... riscoprire se stessi spegnendo TV, chiudendo giornali, chiudendo fuori pregiudizi e preconcetti atavici,ecc.ecc.
Secondo me, continuando invece di questo passo si avranno sempre più uomini insoddisfatti e incapaci di autostima, donne disposte a tutto e, nel contempo, situazioni di degrado sociale sempre più inaccettabili.
un saluto