Ti incontro stasera, curiosando in qualche blog..e ti ho incontrato più di una volta.
Fortunata coincidenza, anche perchè quel che scrivi lo condivido appieno.
Siamo ancora in tempo....e VOGLIO credreci..anzi, sto già agendo.
Ti lascio un sorriso.
Rosa
Wow... davvero sensazionale! Grazie per aver scritto una cosa del genere.
Condivido al cento per cento, non ho parole...
Inoltre grazie anche di aver commentato nel mio blog.
A presto!
Delle quattro sofferenze primarie: nascita, malattia, vecchiaia e morte, quella che mi spaventa di più è la seconda.
In generale, il dolore fisico e la sofferenza dello spirito, sono ciò che rendono le cose veramente dure.
Per questo concordo con te: il difficile è vivere.
La morte? La morte può essere anche una dolce consolatrice. Molto dipende da come ci arriviamo e da quanto dobbiamo render conto alla nostra coscienza e a ciò che pensiamo ci aspetti al di là.
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Francesco di Assisi.
Sono sempre d'accordo su ciò che dici perciò non riesco mai a commentarti, leggo e sto in silenzio... non saprei cosa dire di più se non che io, ogni giorno, cerco di mettere in pratica tutto ciò che tu spieghi benissimo a parole... difficile senz'altro ma è così gratificante
... Mi hai lasciato un commento dicendomi: "se il tuo lavoro non ti piace tutto questo potrebbe essere "un segno" che è ora di cambiare"... io non ho mai detto che il mio lavoro non mi piace anzi, mi ritengo fortunata ad averlo, ho solo detto che non vengo pagata da quasi tre mesi e sappiamo tutti che non è poco quando hai delle scadenze (e non è piacevole sapere che per te i soldi non ci sono ma per le cose futili vengono fuori come d'incanto... e non parlo di spiccioli!)... ma anche questo probabilmente è un "segno" per cambiare... il problema è che se me ne vado non vedo più una lira di ciò che mi spetta perciò aspetto... non certo sedendomi sulla sponda del fiume , non più... la serenità, la positività e l'umiltà sono per me le cose fondamentali della vita, quelle che a lungo andare ripagano di tutto, basta non lasciarsi sopraffare dal resto...
"Abbiamo molto" è vero... il resto è solo un bellissimo regalo
Un sorriso
è più difficile vivere?
no, è più difficile morire
perchè nessuno sa cosa lo aspetta dall'altra parte
ed è questo che fa paura
molto più facile vivere
un modo lo si trova sempre...
credo anche io sia piu' difficile vivere, si è vero non si sà cosa c'è oltre, ma morire è un attimo, vivere ,sopratutto quando sembra che ti crolli il mondo addosso penso sia molto piu difficile, si cerca sempre di trovare il modo di stare bene con gli altri ma spesso non stiamo bene neanche con noi stessi, a meno che non ci sa riempa la testa da cose inutili per non pensare .
#8 - gigio63 - 08/06/2009 - 16:23
...ci si dovrebbe fermare a riflettere...è questo il problema di fondo...che si corre..e non si usa assolutamente il nostro cervello e il nostro cuore...è molto più semplice farsi trascinare...
@ Ros4 : nulla accade per caso...
@ Mary- Vittorio : prego!
@ Neuobi: il dolore fisico e la sofferenza dello spirito sono le cose di cui tutti abbiamo più paura...ma chi ne riconosce il senso riesce, senza alcun dubbio, a vivere al meglio anche queste terribili prove.
@ ArHal : forse è così!
@ Lory : i commenti non sono obbligatori, fortunatamente!I fatti contano più delle parole. Per quanto riguarda il lavoro beh...puoi "sentire" solo tu quel che è giusto; ma non farti mai bloccare nelle tue scelte dalla paura.
@ Irish Coffee : ....molto più facile "esistere" semmai. In ogni caso, è un bene che la pensi così!
@ Gigio63 : si, era quello che intendevo.
@ Paola : ...e lasciandosi trascinare non si sà dove si và a finire.
#10 - Mr.Loto - 09/06/2009 - 14:16
Sì, siamo ancora in tempo, eppure ne sprechiamo sempre tanto...
Ho letto il tuo commento che hai lasciato sul mio blog e te ne ringrazio di cuore.
Poi ho letto questo post e non ho potuto fare a meno di collegarlo al mio post che hai commentato.
La tua ancora si chiama fede, fede fondata anche sulla filosofia, con un pizzico di saggezza zen, se me lo permetti.
Leggerti mi ha fatto bene, quantomeno mi è sembrato di trovare degli elementi che ho dentro ma non trovo attorno a me.
Grazie ancora .
Ho pensato che una frase di Seneca potesse integrarsi bene al tuo pensiero:
"Voi vivete come se doveste viver sempre, della vostra fragilità non vi ricordate mai, non considerate tutto il tempo che è già trascorso: perdete come se possedeste un tesoro senza fondo, mentre quel giorno che voi regalate ad un uomo o ad una occupazione qualsiasi è forse ultimo.
I vostri continui terrori sono quelli di un mortale; i desideri, di un immortale."
Che si debba morire è una convinzione superficiale e non sentita. Se si considera il comportamento generale degli uomini, ci si rende conto che le loro azioni sono suggerite dall'idea che la vita non abbia mai fine . Diversamente come potrebbero farsi tutto il male che si procurano? Lotte feroci per il potere, persone mai sazie di accumulare denaro, uomini che passano il tempo cercando di umiliare e sopraffare gli altri.A questi vanno aggiunti i violenti, i malfattori,i parassiti.Il tutto a qualsiasi livello del sociale comunemente inteso. Morire vuol dire troncare definitivamente per l'eternità ogni rapporto con tutto e tutti.Sparire volatilizzarsi, diventare nulla.Comunque si vogliano intendere le cose ,la morte del corpo è l'unica certezza che ci è stata data. Solo avendo bene chiaro questo concetto secondo me si coglie il vero senso della parola vivere ;ci si fa meno male di sicuro, anche solo per il fatto che "l'altro" ha il nostro stesso destino. Certo in sè la vita offre ben poco, nascere è più uno svantaggio che un vantaggio. A fare la differenza è l'estro la tenacia, la concentrazione ,la fantasia con cui viviamo. I valori, le persone le cose con cui riempiamo il nostro tempo.Non importa quanto lungo sia. Per tutto questo vale la pena vivere ,lottare, cercare di dare il meglio di noi stessi. Coraggiosamente,fervidamente, ambiziosamente.
#14 - Nova - 09/06/2009 - 22:54
Grazie di esser passato(a)? a casa mia , mi sembrava giusto ricambiare la visita...e anche il tuo post fa riflettere...
"Smettiamola di farci male da soli"...vero, esserne in grado non sarebbe male! :)
cmq grazie del commento :)
già, le cose vanno come devono andare...però è dura, anche a distanza di mesi >.<
mah, spero che tu abbia ragione :) di sicuro non voglio che il mio cuore diventi di pietra, ma a volte mi sembra di non essere più in grado di usarlo O.o
vabbè, passerà :)
grazie del sostegno :)
Io ho la coscienza + che pulita, proprio x questo trovo assurdo che gli altri possano mettere in dubbio l'evidenza. Cmq hai ragione, non devo dar peso a certa gente...Grazie di cuore :)
D'accordo con te: anche se non lo si ammette ma si ha più paura di vivere che di morire, o semplicemente non ce ne rendiamo conto. La società ci ha portati a NON vivere degli attimi che non ritorneranno ma che possono renderci la vita più gioiosa (mi riferisco ad aesempio al tramonto che tu accenni).
La società ci ha portati a dover correre (o rincorrere), ci fa capire che non possiamo fermarci a vedere il tramonto perchè in quell'attimo potremmo fare molte altre cose... più produttive! E allora riprendiamo a correre, a inseguire le "nostre chimere" (per citare le tue parole) per realizzare qualcosa che in realtà abbiamo già... Sarà che sono troppo influenzata dalla veloce vita milanese... ma è quello che vedo e che purtroppo spesso vivo in prima persona...
Ti faccio i miie complimenti... ti leggo sempre con maggiore piacere!
Bello quello che hai scritto. Però non sempre facile. Ci sono giorni in cui penso davvero che questo sia il primo giorno del resto della mia vita... poi il giorno dopo butto tutto all'aria. E tutto torna come prima.
Tramonto e alba: ne sono sempre stata attratta e fin da ragazza mi sono spesso soffermata ad ammirarli, se non a contemplarli.
Ogni volta che ho viaggiato in nave difficilmente mi sono persa lo spettacolo di un tramonto e di un'alba.
Ciao. faraluna
Ricordo che nella mia agenda di ragazzina avevo scritto una massima a lettere cubitali, recitava più o meno così:" in questa vita non è difficile morire, vivere è di gran lunga più difficile". Leggendo l'introduzione del tuo post mi è tornata alla mente. Sono passati gli anni, la ragazzina introversa e complessata che ero allora, è cresciuta e ha lasciato spazio a una donna che...pensa ancora che la vita sia un'avventura complicata e difficile. La gioia e il dolore l'attraversano di continuo in un alternarsi frenetico quasi, ma chissà perchè, i momenti di dolore incidono in noi più di quanto facciano quelli pieni di felicità. Sarà forse perchè non siamo educati al dolore? Sarà forse perchè pensiamo che la vita debba essere sempre una passeggiata su sentieri coperti di petali di rose, che quando incontriamo sassi taglienti e aguzzi ne siamo feriti e il tempo per rimarginare le dolorose piaghe è lungo e complicato.
P.S. contenta che lo sprazzo di vita quotidiana che ho raccontato sia stato di tuo gradimento
@ Flora: se diventiamo più consapevoli impareremo a sprecarne sempre meno.
@ Filemazio: effettivamente apprezzo molto gli scritti di Seneca! E' bello sapere che ti ha fatto bene leggere quello che scrivo.
@ Nova: a fare la differenza, per me, è il motivo per cui viviamo.
@ Dorame: sei gentile e sei la benvenuta.
@ BambinadiBodom: passerà, passerà....tu tieni duro!
@ Briciole di Vita: forse toccano nel profondo perchè è la realtà nuda e cruda...
@ Mapi: ora non pensarci più.
@ Cioccolatino: ti auguro di riuscire a rallentare, prima o poi!
@ Barbara: purtroppo è l'atteggiamento più diffuso...lo so che non è facile.
@ Faraluna: i tramonti visti dal ponte di una nave sono meravigliosi!
@ Giovanna: hai toccato un punto molto importate: "non siamo educati al dolore"...
Posto che sia molto più facile sorridere amabilmente da una mercedes che non da un monopattino, vivere è comunque difficile, se ci si pone alcuni scopi precisi e si operano delle scelte chiare (vivere responsabilmente). Si può poi riuscire o non riuscire. Ma certo è più difficile colpire un bersaglio disegnato in precedenza, piuttosto che dipingerlo intorno ad una freccia lanciata un giorno a caso (vivere irresponsabilmente).
Ma quanto meglio vivono coloro che non si pongono problemi!
Pensa ad una Planaria (elminta piatto, non attrezzato a sentire il dolore fisico) la tagli a metà e da ciascuna delle due metà si riforma la parte mancante; le hai tolto anche il fastidio di riprodursi. Un taglietto invece, ci fa soffrire maledettamente: essere sofisticati è forse peggio, che essere primitivi?. L'uomo è l'unico animale che si pone il preoccupante problema della morte, prima ancora che questa si sia ancora manifestata in sé o nei propri simili. E questa è già una forma di sofferenza, da lenire, da esorcizzare, da dimenticare, da scongiurare, da aggirare. Per dirla con Emily Dickinson (parafrasandola): la vita è ciò che sappiamo del Paradiso e quanto basta dell'Inferno.
Maurizio
E' stato molto bello, per me, leggere questo post. E' un punto di vista che sto portando avanti anch'io. Lo trovo un modo di vedere le cose che porta a vivere,a crescere, e anche a vivere ogni giorno con un sorriso in più. E' bello sapere che ci sono luoghi, seppur virtuali, in cui condividere questi sguardi!!
Sono molto contenta di aver "casualmente" scoperto questo blog!!!
Fortunata coincidenza, anche perchè quel che scrivi lo condivido appieno.
Siamo ancora in tempo....e VOGLIO credreci..anzi, sto già agendo.
Ti lascio un sorriso.
Rosa
Condivido al cento per cento, non ho parole...
Inoltre grazie anche di aver commentato nel mio blog.
A presto!
In generale, il dolore fisico e la sofferenza dello spirito, sono ciò che rendono le cose veramente dure.
Per questo concordo con te: il difficile è vivere.
La morte? La morte può essere anche una dolce consolatrice. Molto dipende da come ci arriviamo e da quanto dobbiamo render conto alla nostra coscienza e a ciò che pensiamo ci aspetti al di là.
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Francesco di Assisi.
In fondo, poi, siamo un pò tutti "nevrotici", come diceva Freud.
... Mi hai lasciato un commento dicendomi: "se il tuo lavoro non ti piace tutto questo potrebbe essere "un segno" che è ora di cambiare"... io non ho mai detto che il mio lavoro non mi piace anzi, mi ritengo fortunata ad averlo, ho solo detto che non vengo pagata da quasi tre mesi e sappiamo tutti che non è poco quando hai delle scadenze (e non è piacevole sapere che per te i soldi non ci sono ma per le cose futili vengono fuori come d'incanto... e non parlo di spiccioli!)... ma anche questo probabilmente è un "segno" per cambiare... il problema è che se me ne vado non vedo più una lira di ciò che mi spetta perciò aspetto... non certo sedendomi sulla sponda del fiume
"Abbiamo molto" è vero... il resto è solo un bellissimo regalo
Un sorriso
no, è più difficile morire
perchè nessuno sa cosa lo aspetta dall'altra parte
ed è questo che fa paura
molto più facile vivere
un modo lo si trova sempre...
@ Mary- Vittorio : prego!
@ Neuobi: il dolore fisico e la sofferenza dello spirito sono le cose di cui tutti abbiamo più paura...ma chi ne riconosce il senso riesce, senza alcun dubbio, a vivere al meglio anche queste terribili prove.
@ ArHal : forse è così!
@ Lory : i commenti non sono obbligatori, fortunatamente!I fatti contano più delle parole. Per quanto riguarda il lavoro beh...puoi "sentire" solo tu quel che è giusto; ma non farti mai bloccare nelle tue scelte dalla paura.
@ Irish Coffee : ....molto più facile "esistere" semmai. In ogni caso, è un bene che la pensi così!
@ Gigio63 : si, era quello che intendevo.
@ Paola : ...e lasciandosi trascinare non si sà dove si và a finire.
Poi ho letto questo post e non ho potuto fare a meno di collegarlo al mio post che hai commentato.
La tua ancora si chiama fede, fede fondata anche sulla filosofia, con un pizzico di saggezza zen, se me lo permetti.
Leggerti mi ha fatto bene, quantomeno mi è sembrato di trovare degli elementi che ho dentro ma non trovo attorno a me.
Grazie ancora .
"Voi vivete come se doveste viver sempre, della vostra fragilità non vi ricordate mai, non considerate tutto il tempo che è già trascorso: perdete come se possedeste un tesoro senza fondo, mentre quel giorno che voi regalate ad un uomo o ad una occupazione qualsiasi è forse ultimo.
I vostri continui terrori sono quelli di un mortale; i desideri, di un immortale."
cmq grazie del commento :)
già, le cose vanno come devono andare...però è dura, anche a distanza di mesi >.<
mah, spero che tu abbia ragione :) di sicuro non voglio che il mio cuore diventi di pietra, ma a volte mi sembra di non essere più in grado di usarlo O.o
vabbè, passerà :)
grazie del sostegno :)
Bellissime parole.. toccano davvero nel profondo! Grazie per esser passato nel mio blog.. a presto!
La società ci ha portati a dover correre (o rincorrere), ci fa capire che non possiamo fermarci a vedere il tramonto perchè in quell'attimo potremmo fare molte altre cose... più produttive! E allora riprendiamo a correre, a inseguire le "nostre chimere" (per citare le tue parole) per realizzare qualcosa che in realtà abbiamo già... Sarà che sono troppo influenzata dalla veloce vita milanese... ma è quello che vedo e che purtroppo spesso vivo in prima persona...
Ti faccio i miie complimenti... ti leggo sempre con maggiore piacere!
Ogni volta che ho viaggiato in nave difficilmente mi sono persa lo spettacolo di un tramonto e di un'alba.
Ciao.
P.S. contenta che lo sprazzo di vita quotidiana che ho raccontato sia stato di tuo gradimento
@ Filemazio: effettivamente apprezzo molto gli scritti di Seneca! E' bello sapere che ti ha fatto bene leggere quello che scrivo.
@ Nova: a fare la differenza, per me, è il motivo per cui viviamo.
@ Dorame: sei gentile e sei la benvenuta.
@ BambinadiBodom: passerà, passerà....tu tieni duro!
@ Briciole di Vita: forse toccano nel profondo perchè è la realtà nuda e cruda...
@ Mapi: ora non pensarci più.
@ Cioccolatino: ti auguro di riuscire a rallentare, prima o poi!
@ Barbara: purtroppo è l'atteggiamento più diffuso...lo so che non è facile.
@ Faraluna: i tramonti visti dal ponte di una nave sono meravigliosi!
@ Giovanna: hai toccato un punto molto importate: "non siamo educati al dolore"...
Ma quanto meglio vivono coloro che non si pongono problemi!
Pensa ad una Planaria (elminta piatto, non attrezzato a sentire il dolore fisico) la tagli a metà e da ciascuna delle due metà si riforma la parte mancante; le hai tolto anche il fastidio di riprodursi. Un taglietto invece, ci fa soffrire maledettamente: essere sofisticati è forse peggio, che essere primitivi?. L'uomo è l'unico animale che si pone il preoccupante problema della morte, prima ancora che questa si sia ancora manifestata in sé o nei propri simili. E questa è già una forma di sofferenza, da lenire, da esorcizzare, da dimenticare, da scongiurare, da aggirare. Per dirla con Emily Dickinson (parafrasandola): la vita è ciò che sappiamo del Paradiso e quanto basta dell'Inferno.
Maurizio
@ Maurizio Feo: i tuoi interventi sono sempre molto interessanti.
Ciao
Sono molto contenta di aver "casualmente" scoperto questo blog!!!