LA VITA E LA MORTE
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20/07/2009
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Commenti (34)

Hai perfettamente ragione, ma come dico in un articolo, invece di soffrire, vogliamo anestetizzare su quello che potrebbe far male, quindi non parliamo mai di certi argomenti.
Poi ci ritroviamo impreparati davanti a casi come la Englaro. Se si dovesse scegliere qualche cosmetico o qualche capo d'abbigliamento, la società riuscirebbe a rispondere immediatamente.
Personalmente, essendo cattolico e credente ho un'idea ben precisa della morte, anche se ho dovuto ricercare un pò nella mia vita per arrivare a quello che penso adesso.
Continua così, il tuo lettore
Vittorio.
#1 - Vittorio - 20/07/2009 - 11:07
solo la parola fa rabbrividire "morte"
anche se fa parte del nostro viaggio, non è mai accettabile almeno che non ci sia tanta sofferenza per una malattia...
ciao!
#2 - pam - 20/07/2009 - 21:18
questo è un argomento che mi mette molto in crisi

la vita e la morte
difficile ragionarci

ciao grazie del tuo passaggio e commento
io la musica la amo tutta.

sorriso!
#3 - mavee - 20/07/2009 - 21:38
già, un argomento che non possiamo fare a meno di ignare.. è il mistero più grande con cui siamo chiamati a rapportarci.. ed è talmente grande che su questa questione gli uomini non troveranno mai risposta, ne si metteranno d'accordo per cercarne una. Io la morte l'ho vista da vicino, sia sulla mia pelle che su quella di persone che ho amato. E sai cosa ho capito? Che la morte ti fa vivere..
Grazie del passaggio, a presto.
#4 - deah - 20/07/2009 - 23:51
Quando mi misuro con la morte, quasi sempre entro in crisi. Se è vero che siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, è altrettanto vero, però, che non si può misurare la morte con il metro umano. E ciò credo che valga anche per le guerre, le violenze e per quant'altro ci sgomenta quotidianamente, facendoci a volte esclamare: "Ma Dio dov'è?" Un saluto e grazie del tuo passaggio.
#5 - albix - 21/07/2009 - 14:51
L'equivoco sta nel contrapporre la morte alla vita, anziché alla nascita.

Ritengo bisogna parlarne di più, per arrivare alla familiarità dimostrata da Francesco d'Assisi che la chiama "sorella", al pari delle altre cose.

Un saluto, Ardovig
#6 - Ardovig - 21/07/2009 - 14:58
Tu dici:La domanda che veramente è importante farsi è questa: qual' è il valore che diamo alla vita?
Qual'è il valore che ciscuno di noi dà alla propria vita? oppure qual'è il valore che "una entita morale" vuole cercare di dare alla vita in maniera più o meno razionale?
O si cerca di dare una riposta razionale e contingente oppure si lasci perdere il dibattito e ci si assicuri che ciascuno di noi possa decidere che valore dare alla propria vita..senza che nessuno ci obblighi a dargli un valore che noi non volevamo attribuirgli!
Eluana da questo punto di vista ci ha insegnato molto.
#7 - zazza - 21/07/2009 - 15:38
Il dubbio mi era venuto...
Chi facesse vivere..chi....
Non ho paura della morte..
Forse perchè mi fa paura la vita..o chi ci vive...
A volte si dimentica che ci sono anime che sono nella sofferenza..che altri alimentano con la mente le loro pene...
Io credo nel paradiso..sento che c'è..
Non potrebbe essere diversamente,visto che conosciamo l'Inferno..Quello che comunemente chiamiamo VITA....

Un sorriso per ricambiare il tuo passaggio nel mio mondo....grazie

Bacio_Anima
#8 - Anima_ - 21/07/2009 - 16:17
Ma, chi sei? .. hai lasciato tu un commento nel mio blog?
#9 - Eclypse - 21/07/2009 - 16:35
@ Vittorio: chi ha fede non ha dubbi su questo argomento. ;-)
@ Pam: se fa parte della vita dobbiamo essere in grado di accettare anche la morte…
@ Mavee: l’importante è iniziare a farsi delle domande…
@ Deah: “la morte ti fa vivere”. Un’affermazione molto profonda che, forse, possono davvero capire soltanto coloro che hanno vissuto un’esperienza come la tua. Grazie della testimonianza.
@ Albix: direi che hai ragione. Ci sono cose che vanno troppo al di là della nostra possibilità di comprensione.
@ Ardoving: sai che è vero? Concettualmente, tra l’altro, nascita e morte non sono poi così distanti…sono entrambe dei passaggi da una condizione ad un’altra!
@ Zazza: sono assolutamente per la libertà di opinione, ci mancherebbe altro. Il problema nasce soltanto là dove la vita di una persona dipende da un’altra che la pensa in modo diverso…qual è la scelta più lecita? Andare contro i propri principi per agevolare un pensiero contrario al nostro, facendo quello che non riteniamo giusto, oppure dobbiamo comunque seguire la nostra coscienza?
@ Anima_: anche io credo nel Paradiso sebbene lo intenda come una condizione spirituale, piuttosto che come un “luogo” in cui andare; ricambio il sorriso! :-)
@ Eclypse: si, sono stato io e ti ho lasciato il mio link per farti sapere chi sono! Comunque piacere, Mister Loto!
#10 - Mr.Loto - 21/07/2009 - 19:14
;-)Ciao Mister Loto, ho notato come molti abbiamo paura di morire non accorgendosi di esserlo già in parte! Spesso sento dire: è morto così giovane ed era un ragazzo così bravo che non si meritava di morire in tal modo....la morte arriva quando è il suo momento, io credo che il destino siamo noi a costruircelo con le nostre scelte, quindi inconsapevolemente scegliamo di morire in quel momento e causa quel motivo! Apprezzare la semplicità dei momenti e condividerli con gli altri, cercare di vivere con leggerezza e saggezza e sopratutto al presente. Non fare una cosa e essere con la mente in un altro posto! Sempre post intelligenti e creativi oltre che saggi.....Grazie!:-D
Non penso mai alla morte e se ci penso spontaneamente il pensiero dopo un attimo se ne và, penso a vivere!
#11 - luisa - 21/07/2009 - 22:39
Di sicuro la vita e' il dono piu' prezioso che ci venga fatto , da conservare e da apprezzare ogni giorno, purtroppo questo non sempre accade e davvero putroppo a volte ci rendiamo conto della sua importanza quando e' troppo tardi.
Penso pero' anche che ognuno abbia il diritto di disporre della propria vita e che in casi estremi quando ci si rende conto di essere condannati ad una vita " non vita" si possa decidere di non an dare avanti.
Penso che ogni essere umano abbia una propria dignita' e che delle volte accanirsi per portare avanti la vita di una persona condannata a passare i suoi anni come un vegetale ( scusa l'espressione e' orribile ma rende l'idea) contro la sua volonta' sia una violenza al volere di quella persona.
Giusto o sbagliato questo e' il mio pensiero.
Un saluto da noidue
#12 - noidue2004 - 21/07/2009 - 23:51
Il problema che tu dici non nascerebbe affatto se ciscuno potesse decidere liberamente della propria vita...senza dipendere da nessuno..senza creare conflitti con entità "morali" superiori. Ognuno sia libero di scegliere come vivere e come morire (eutanasia e testamento biologico) in piena coscienza. Se poi ci sarà un entità spirituale superiore (Dio) che gliene renderà conto...dovrà risponderne solo Lui e non un legislatore miope, ottuso e in mala fede.
#13 - zazza - 22/07/2009 - 08:49
come moderni abbiamo un pessimo rapporto con questa nostra "sorella maggiore"...gli antichi latini intesero Morte nell'unione di due termini Magis + Oriri - ovvero, Magis = maggiore o aumentato e Oriri = vita e dunque M-orire è inteso come un accrescimento dell'esistenza che diviene iper-esistenza...lo dissero loro, credo avessero ragione, ma noi come moderni non siamo più idonei a sostenere una definita, intima tensione metafisica e viviamo per lo più allo sbando, confinati in noi stessi con una percezione delle cose che è prevalentemente piatta e tale perché essenzialmente antipoetica e dunqe a noi, che siamo poveri razionali, la morte ci spaventa assolutamente per carenza "d'allenamento poetico" per assenza di robuste ispirazioni...a almeno così a me sembra
Un saluto a tutti
#14 - giovanni - 22/07/2009 - 12:04
Punti di vista interessanti!
Ciao, Bianca
#15 - bianca - 22/07/2009 - 14:12
è un argomento che non riesco ad affrontare con tranquillità perchè in me mette ancora paura.è vero,riguardo ad essa la maggior parte di noi vive in forte contraddizione, ma non è facile accettarla per come ce la presenta la chiesa. l'attaccamento alla nostra vita e a tutto ciò che la rappresenta è un grosso ostacolo che non a tutti permette di scavalcarlo e condividere o meglio ancora pensare alla morte come a un qualcosa che non ci farà soffrire.
#16 - lucesulmare - 22/07/2009 - 17:26
Perchè continuare a chiederci della vita associata alla morte?La vita va colta nei suoi aspetti migliori e tristi,ma non necessariamente deve essere collegata alla morte.La morte è la fine di tutto.Una verità che sappiamo.
Se non ci chiedessimo tanti perchè sulla vita e ci lasciassimo guidare dal cuore e anche dalla ragione,vivremmo senz'altro di gran lunga maggiore felici.
E' ciò che penso.Ma i fatti son altri.Ho una storia "particolare" dietro me e sinceramente a volte preferisco morire.Però so che esisto e continuo a vivere.
#17 - Chiara - 22/07/2009 - 17:30
@ Luisa: una volta raggiunta la consapevolezza della natura temporanea del nostro passaggio sulla terra, "pensare a vivere" è la migliore strategia possibile per non aver paura di morire!
@ Noidue2004 : anche io sono contrario all'accanimento terapeutico ma credo che la morte non debba mai essere indotta volontariamente anche perchè non possiamo sapere con certezza cosa sia quella che tu definisci "non vita"e quale sia il suo scopo.C'è da dire che se sei convinto di essere soltanto un corpo e, di conseguenza, credi che nel caso in cui quel corpo smettesse di funzionare a dovere tu smetteresti di essere vivo, allora fai bene a pensare quel che pensi.
@ Zazza: beh, di solito, quando qualcuno decide di suicidarsi buttandosi magari da un edificio, si tenta di salvarlo con il telone! Il problema nell'eutanasia è che deve essere per forza un'altra persona a staccare la spina e a commettere, quindi, un omicidio. Una firma su un pezzo di carta che "autorizzi" legalmente questo procedimento, dal mio punto di vista, può cambiare il nome dell'azione che si compie ma non la sua vera natura. Io sono sempre contrario a togliere la vita. Per il resto sono d'accordo con te.
@ Giovanni: mi è piaciuto molto quello che hai scritto; è un'ottimo spunto di riflessione.
@ Bianca: benvenuta :-)
@ Lucesulmare: qui la chiesa non c'entra niente. Qui conta quello che senti tu. Che si creda nell'eternità dell'anima o no, bisognerebbe vivere sapendo che siamo in una condizione temporanea e che, per questo motivo, non vale la pena di prendercela troppo per le cose che ci capitano nella vita. Non avere paura, vivi, ama, sorridi, sogna sempre senza riserve, perchè il tempo che ci è dato è sempre sufficiente per essere felici, se lo vogliamo...
@ Chiara: non conosco la tua storia ma mi spiace sinceramente che tu abbia sofferto tanto da considerare la morte preferibile alla vita. L'importante, però, è che sei ancora qui. La parte più stupefacente della vita è che si può sempre ricominciare...
#18 - Mr.Loto - 22/07/2009 - 18:44
Dopo aver letto il tuo commento, sono venuto a leggere il tuo/vostro blog, e cosa ho scoperto? Che l'ultimo intervento era sulla morte, o meglio, sul senso della vita. Ed è un tema molto simile a quello che vorrei affrontare io nel prossimo post. Lo sto preparando, ma è una cosa un po' difficile da raccontare...
#19 - tourniquet84 - 22/07/2009 - 23:23
Ancora non ho ricominciato.Intanto attendo.
#20 - Chiara - 22/07/2009 - 23:27
La mort et la vie ont des droits pareils; elles ne peuvent se passer l'une de l'autre
#21 - Nova - 22/07/2009 - 23:48
parlo così forse perchè ho 17 anni e perchè forse mi crogiolo nel fatto di essere ancora un'adolescente per evitare di interrogarmi sulla morte quando non so ancora che farne della mia vita. qualche giorno fa è morto un mio compagno di classe, lo conoscevo da un anno e non ci avevo legato molto ma la cosa mi ha sconvolta. lo trovo ingiusto e nemmeno so il perchè ma il sol pensiero che aveva la mia età e che -chi può dirlo?- poteva capitare anche a me qualcosa del genere mi spaventa tanto. io sono ancora una piccola, stupida indifesa e la vita la voglio, tutta quella che c'è e non voglio andarmene prima di avele dato un senso. forse è proprio questo che trovo ingiusto.
grazie per esser passato, un saluto.
#22 - raffaella - 23/07/2009 - 11:53
Ti ho trovato in un commento sul mio blog.
Son venuta a leggerti e mi piace questo tuo angolo di riflessione.Ti metto tra i preferiti,non voglio perderti.
Per quanto riguarda l'argomento vita-morte,penso che sono due facce della stessa medaglia,percui non mi sono mai sentita molto coinvolta per chi"parte" quanto piuttosto per chi"resta".
Quando un bimbo muore ,mi rammarico per la sofferenza che può provare la madre,lo stesso per una vedova o per un orfano ecc ecc.La morte la vivo come un evento naturale,senza caricarla di troppe angosce.
Ciao,Sofia.
#23 - Sofia - 23/07/2009 - 15:57
Una riflessione profonda..dove veramente chi ci si sofferma potrebbe dare un valore diverso alla vita..anzi il suo vero valore..Vita e morte i due opposti.. Se mettiamo al mondo i nostri figli..dovremmo sapere che sono votati a morire...come anche noi..solo in visione del significato che nulla e' un caso... ma un disegno..una idea del nostro creatore..siamo piccole goccie di acqua di un grande oceano.. parole famose... e nell'oceano dobbiamo tornare... nell'Eternita..che e' dentro noi il nostro stato di vita deve divenire beato.. quindi solo attravero l'angoscia della morte..una malattia...una perdita ecc. nella disperazione scaturiscano le domande..si puo' dare vero valore alla vita e cominciare un cammino..che entra dentro noi..nelle nostra mentee nel nostro cuore..e..cominciare a chiedersi perche'? Sono al mondo? per quale scopo..che significato a tutto questo..allargare il pensiero e si apriranno orizzonti infiniti...buon cammino e buon pellegrinaggio a tutti noi! Grazie per la riflessione profonda..un sorriso di Luce risplenda e ci doni tenerezza nei cuori..
#24 - mariella - 23/07/2009 - 19:29
Riflettere sulla vita e sulla morte.
È difficile perché il cervello si perde, come pensare all'infinito. Dove finisce l'universo.......................

Così spesso ci si dimentica di riflettere sulla gioia della nostra vita, come dono, perché è una cosa in cui siamo immersi, ci siamo dentro nei pantaloni, e lasciamo che tutto scorra, e solo la Fine torna a farci ricordare che la vita esiste.

Di primo acchito mi viene in mente questa frase:
«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?».
#25 - riccardo Paracchini - 23/07/2009 - 22:23
@ Tourniquet84: spero di poterlo leggere presto.
@ Chiara: vedrai che presto tutto andrà per il verso giusto.
@ Nova: è vero, la morte e la vita non possono esistere l’una senza l’altra …
@ Raffaella: mi spiace per il tuo compagno di classe, è inevitabile restare colpiti da una scomparsa così prematura, ma sono sicuro che, anche se non lo capiamo, c’è un senso per ogni cosa che accade. Quanto a te, apprezza ogni singolo giorno della vita che ti è stata data, non sentirti infelice per piccole cose che passeranno presto…fallo anche per chi non ha avuto la possibilità di farlo.
@ Sofia: mi sembra un punto di vista equilibrato. Ti ringrazio per la fiducia.
@ Mariella: non è sempre facile capire il proprio scopo nella vita terrena, a volte resta sconosciuto anche a noi stessi…ma mi piace pensare che la motivazione spirituale di ognuno di noi sia quella che hai scritto tu: tornare nell’Eternità.
@ Riccardo Paracchini: forse riflettere sulla morte, almeno fin dove ci è concesso, aiuta proprio a non dare per scontata la vita.
#26 - Mr.Loto - 23/07/2009 - 23:20
Per come la vedo io la morte è soltano un passaggio che dobbiamo affrontare, ma chissà come mai quando viene a mancare una persona cara si ha sempre l\'impressione di non aver fatto o detto qualcosa (e molto spesso è così). E\' che troppo spesso siamo impegnati ad inseguire qualcosa e non ci rendiamo conto che dovremmo dare + importanza a momenti che poi di sicuro ci mancheranno.
#27 - Emeraldas999 - 24/07/2009 - 10:17
;-)Ciao mister Loto, la tua risposta mi ha fatto piacere, è così! Teneramente...ciao!
#28 - luisa - 24/07/2009 - 21:13
grazie del commento sul mio blog (finora segreto ...). mi ha permesso di conoscere il tuo. ti leggerò con calma. la mie riflessioni sulla morte partono dal dato di fatto che ho il cancro, e pure uno brutto, e che non sono credente. ma penso, appunto, di avere - e di volere, per il tempo che mi resta - "una vita interiore". piacere, mr loto!
#29 - ticonemme - 25/07/2009 - 00:14
@ Emeraldas999: è vero.
@ Luisa: :-)
@ Ticonemme: piacere! Non è mai troppo tardi per coltivare una vita interiore e, magari, trovare la fede.Le cose, spesso, possono cambiare nella vita, anche quando ci sembra che non sia possibile solo che bisogna crederci.
#30 - Mr.Loto - 25/07/2009 - 00:58
Nella vecchia Cina molti tenevano in casa la loro bara per ricordarsi della loro mortalità; alcuni si ci mettevano dentro quando dovevano prendere decisioni importanti, come per avere una migliore prospettiva della transitorietà del tutto...
#31 - aquilotta 71 - 27/07/2009 - 19:21
Ciao!
Scusa ma...chiediamoci :perché porci allora questa domanda?...se dobbiamo apprezzare la vita e quello che ci offre...perché porsi di fronte a questo dualismo?...

Vivi e muori...nasci,cresci,invecchi...un cerchio, quello della vita, naturale nel suo scorrere nel tempo, non un "circolo vizioso" del quale temerne la fine...
L'importante é essere consci che come di un filo esistono un capo e una coda...ma poco importa da quale lato lo prendi, basta che ti aiuti a cucire qualcosa, a "costruire" e lasciare un segno del tuo passaggio... o no?!:-D

Baci MrLoto! ;)
#32 - Io e... - 03/08/2009 - 14:05
la morte ce la spieghiamo solo perche' non la conosciamo, ne vediamo la porta d'ingresso e quello ci sembra gia' tutto...
Ma credo che sia molto piu' complessa della vita stessa, semplicemente perchè non credo nella morte intesa come fine.
Spero di oltrepassare quella soglia prima delle persone che amo perchè -egosticamente- non mi è sopportabile neppure l'idea del contrario...
E da li' comprenderemo la semplicita' dell'apparente complessita' del presente, riconducibile a linee guida ben chiare e definite ma che - da vivi- mai saremmo riusciti a vedere
#33 - vivi - 27/10/2009 - 10:21
Ciao Mr.Loto,
rileggo questo tuo vecchio post e mi fermo a scriverci proprio oggi. Forse perchè sono stata tutto il giorno a pensare se andare al fu nerale di un collega.
Era relativamente giovane, ci conoscevamo a stento... eppure la cosa mi ha fatto pensare. Nel mio lavoro se non ti "ammazzano" i clienti, ti "ammazza lo stress":-D e, purtroppo credo sia stato questo per il mio collega.
La cosa è stata tanto repentina quanto imprevedibile... non ha avuto nemmeno il tempo di farsi accompagnare al probot soccorso (era in macchina con un altro collega).
E' strano... rincorriamo le cose, rincorriamo gli appuntamenti, rincorriamo le note in agenda e io penso.. chissà se ha avuto il tempo di dare un bacio a sua moglie ieri mattina, oppure ai suoi ragazzi!

devo essere proprio strana.
un saluto
#34 - elle - 16/03/2010 - 20:04
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