IL DESIDERIO SCONVENIENTE
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28/05/2009
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Commenti (22)

Il parallelo con le Quattro Nobili Verità del Buddha è immediato ed inevitabile.

Concordo pienamente, specialmente con le tue considerazioni finali.

Un abbraccio.
#1 - neurobi - 28/05/2009 - 10:34
CIao Mr.Loto!!!
Sai,fino ad un certo punto del tuo post mi son trovata pienamente d accordo. ci attacchiamo troppo alla materia, senza capire, che anche fisicamente, essa ha una sua energia proprio come noi, un suo campo proprio come noi. il materiale ha na sua funzionalità. euna volta rotte, una volta "inutili" non hann motivo d essere. e di circondare lo psazio nel qualche viviamo. e soprattutto, la decorazione che comunque da piacere, agli occhi e avvolge l animo, è importante senz altro, però in effetti a volte teniamo oggetti carichi di un eenrgia passata, che nemmeno ci rpapresentano piu, per cosa poi?...
ogni tanto qui vanno di moda le pulizie, liberare il proprio campo...cio che non è più rapresentativo di se, e se si rompe qualcosa di "caro" che poi è caro semplicemente xk ci ce l ha regalato con sentimento positivo è caro per noi, va lascaito andare, semplicemente, senza paure. In fondo chi ci ama ci ama e chi amiamo continueremo ad amare, non puo essere un oggetto a condizionare le nsotre vite, la nostra energia, il nostro campo.
dovremmo essere piu spirituali (e razionali ) che materialisti!!!

PEr quanto riguarda..la seconda parte...creo che ognuno di noi , in vita, attraversi delle fasi significative, a volte di buio e altre di luce, altre un misto, a volte si ha smeplciemente bisogno di sfogarsi, di liberare il buio tramite poesie di autocommiserazione) per gettare via da se un emzione chea lungo andare potrebb danneggiare noi stessi (nel profondo) . è necessario riconoscere, essere consapevoli ed affrontare(come dici tu) ma a volte uno sfogo, un tentavio di libertà , in un mondo in cui a volte non ci sentiamo, è necessario...è bello. poi ci son sempre persone accanto(o almeno si spera) che trarranno la luce anche da quell parole di buio e chissà magari riusciranno a far risplendere un po di sole anche nel cuore di quelle persone. io almeno lo spero sempre...
ma andiamo a cicli... e ognuno è com'è..non costa niente...ammirare l animo umano in tutte le sue forme...e chissà piano piano quest energia positiva si espanedrà e finiranno anche queste cose...se tutti facessimo la nostra parte, con sincerità,onesta, amore...forse ognuno di noi si sentirebbe meno solo, meno soggetto a cadere...forse piu propenso a non vergognarsi, accettare se stesso e i propri traumi...con gli altri... e chissà da dentro nascerebbe un bel fiore...e poi attorno un prato di fiori, e alberi...e bellezza. :) un abbraccio verox
#2 - verox - 28/05/2009 - 11:07
Sono d'accordo con molte cose che hai detto, solo l'ultima frase:

"Gli altri si compiacciono del loro dolore, scrivono poesie … e si chiedono perché sono tanto sfortunati!"

Non so, non credo che scrivere poesie sia poi così male (almeno chi riesce a scriverle) credo anzi che aiuti a guardasi dentro, a riorganizzare le proprio idee, e magari avvicinarsi di più alla consapevolezza.
Un saluto!!
:-D
#3 - Setif - 28/05/2009 - 11:36
leggendo il tuo post capisco ora il tuo commento , ma se non l'avessi letto il tuo commento era assolutamente fuori luogo, la prima cosa che ho pensato "questo non ha capito niente perche non sa"

e un po lo penso ancora ,sono d'accordo con te nella prima parte , è vero tendiamo a farci condizionare troppo, avvolte abbiamo paura della ns stessa ombra.

pero non sulle debolezze, tu mi dici che devo prendere provvedimenti e hai ragione, sono una persona intelligente per cui capisco che ci vuole volontà, ma quello che non capisci tu che ci sono casi e casi, che le debolezze avvolte non si superano, certe cose ti schiacciano, e non dipendono solo da te. e allora l'unico modo è riconoscerle e trovare una valvola di sfogo. ecco il mio era proprio questo. uno sfogo... come chi riesce a scrivere poesie. sfogarsi è importante. per accettare. e crescere.

chi non sa non parli.^^
#4 - lastkiss - 28/05/2009 - 12:01
Ti ringrazio della tua partecipazione nel mio blog e con meraviglia ho visto questo tua interessante proposta di comunicazione. Sant'Agostino forse perchè conosceva bene il peccato se n'è liberato (magari non del tutto). Penso che dobbiamo accettare anche i nostri limiti e i nostri vizi.....poi chi ha il dono del credere di una nostra perpetuazione rispettando molte regole.....fortunato....Io al momento sono titubante.
#5 - stefano - 28/05/2009 - 18:27
Nessuno legge più (figurarsi poi, addirittura Sant'Agostino). Di fronte alla necessità di esprimere un giudizio Etico/Morale, i più preferiscono nascondersi dietro una battuta: "Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio; tendono a farti arrivare in ritardo alla cerimonia". Si evita di esporsi, si fa ridere tutti e - cosa che non guasta - si passa per tipi allegri e navigati, magari un po' cinici, il che fa rimorchiare di più...
Non è più di moda il tipo: "Chiedo a Dio ogni giorno di darmi il coraggio di superare le avversità per cui basta la mia sola forza e di darmi la saggezza per non contrastare inutilmente quelle troppo più grandi di me".
Grazie per la tua offerta, Mr Loto: scaricherò gli scritti di Sant' Agostino.
#6 - Maurizio Feo - 28/05/2009 - 19:43
Les choses que nous désirons ,désirons-les peu , non seulement parce qu'elles ne méritent pas d'^etre autrement désirées,mais parce que,les desirant beaucoup, elles deviennent le sujet de mille peines.
#7 - Nova - 28/05/2009 - 21:26
Sono d'accordo su molti punti. Tante volte anche gli affetti tendiamo a ritenerli come averi, come possesso e poi oggi va di gran moda l'ostensione del dolore mentre sta diventando obsoleta una raccolta e sensata elaborazione dello stesso per allontanarlo e guarirne.
#8 - hettori - 29/05/2009 - 11:10
Ciao, uh già è proprio così...ci attacchiamo alle "cose" materiali ed io spesso ci cado, per es facendo 1000 foto a mio figlio e stampandole tutte per la paura di dimenticarmi certi momenti, che invece dovrebbero rimanere solo nel mio cuore
#9 - chicca - 29/05/2009 - 11:56
Per prima cosa grazie di avere fatto visita al mio blog. Il nome del tuo blog mi ha fatto venire in mente un libro molto interessante che ho letto tempo fa e che si chiama "Sutra del loto", se non sbaglio...Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto: i beni materiali non possono che condannarci all'infelicità poichè non durano. Le vere gioie sono altre. Solo sulla poesia non sono d'accordo: penso sia espressione dell'anima, un'anima che, nel suo cammino, è passata attraverso anche a giorni di dolore e sofferenza. Penso che nessuno, ma proprio nessuno, possa dire di non aver mai sofferto nell'arco della propria vita. Il dolore è l'altra faccia della gioia: non può esistere l'uno senza l'altra. E' come il giorno e la notte: come si fa a riconoscere la luce se non sppiamo cosa sia il buio?
Compliemti per il blog, dici cose molto interessanti ;-)
A presto :-)
#10 - Rossana - 29/05/2009 - 11:56
...e a volte basterebbe vivere serenamente ciò che la vita ci offre giorno dopo giorno, senza pensare troppo al domani. Spesso accade che ciò che desideriamo non lo otteniamo, e rattristandoci per questo non vediamo ciò che abbiamo, puntandoci soltanto sul desiderio non esaudito senza godere di ciò che è in noi.
#11 - cioccolatino - 29/05/2009 - 12:27
Penso che si impari presto e sulla propria pelle della temporaneità delle cose, sia materiali che inerenti a sentimenti. Ed osservando con spirito libero ciò che ci sta intorno si capisce che è tutto un fluire, uno scorrere, anche se si pensa che l'acqua nel fiume sia sempre la stessa.
Ho imparato a godere della felicità quando c'è ed a cercarla quando non la vedo ma so che mi sta solamente aspettando.
Ciao
#12 - spaziocorrente - 29/05/2009 - 13:12
@ Neurobi: esatto! Infatti devo ringraziarti perché questo post mi è venuto in mente leggendo il tuo blog…quindi è un po’anche merito tuo !
@ Verox- Setif- Rossana: non sono contrario a tutta la poesia né all’arte di saperla scrivere. Quello che non mi piace è l’esaltazione del dolore come se ci sia qualcosa di eroico o nobile nel soffrire per nostra stessa causa; putroppo nelle poesie questa tematica è assai ricorrente e chi stà male, invece di svegliarsi, trova implicite giustificazioni in questo tipo di letture…
@ Lastkiss: certo, ci sono casi e casi ed io mi riferivo soltanto alle debolezze che possiamo controllare! Sfogarsi và bene. Ma poi bisogna agire, altrimenti non serve a nulla.
@ Stefano: dobbiamo accettare i nostri limiti, ma mai i nostri vizi. Prima o poi, ne sono certo, abbandonerai ogni titubanza.
@ Maurizio Feo: mi fa immensamente piacere!
@ Nova: a beneficio di chi non conosce il francese traduco il tuo commento -"Le cose che desideriamo, desideriamole poco, non solo perché non meritano di essere desiderate diversamente, ma perché se le si desidera molto, diventano l'argomento di mille pene."-
@Hettori: giuste considerazioni le tue.
@ Chicca: allora inzia a goderti la compagnia del tuo bimbo senza il “filtro “di una macchina fotografica!!
@ Cioccolatino: appunto! Può esserci un comportamento più sciocco?
@ Spaziocorrente: ti assicuro che sono in pochi ad accettare davvero la teoria del “tutto scorre”…
#13 - Mr.Loto - 29/05/2009 - 14:44
Prima di tutto, grazie per i tuoi commenti nel mio blog, sempre graditi :)
Siamo attaccati tanto alle cose materiali, che stiamo diventando i custodi armati della nostra vita. Ha senso affannarsi per un cellulare nuovo o per un piatto di sushi?
Bisogna tornare alla cultura delle cose semplici, e delle idee buone, come quelle di Sant'Agostino.
#14 - Insopportabile - 29/05/2009 - 18:23
Non sono d'accordo con l'ultima parte del post.
Non sempre chi scrive poesie o esterna attraverso un insieme di parole, che danno, solo l'idea del verso,solo l'idea,si compiace del proprio dolore o della propria sofferenza.
A volte, scrivere è terapeutico. Aiuta a guardarsi meglio dentro e riconoscere le proprie debolezze. La perfezione non ha sembianze umane, spero ne convieni!
Il dolore, spesso volte, spinge all'isolamento e all'implosione degli stessi pensieri. E credimi, in quei momenti,la ragione è ben distante da noi anni luce. Per cui, ben venga lo sventolare quello che passa per il cervello. "Il fine giustifica il mezzo".
E non sempre tutto è esibizionsmo.
Ciao
#15 - verissima - 30/05/2009 - 10:16
Carissimo, non sono d'accordo con te se non per l'esortazione a tentare sempre un equilibrio, ma non a" a prescindere" bensì nonostante quello che accade fuori. Vorresti forse essere un angelo? Nessun uomo è un isola, siamo tutti nodi di una rete e siamo noi stessi "cose materiali" e pertanto instabili, destinati a finire. Il dolore va sopportato per non esserne sopraffatti, non evitato, perchè è connaturato ai nostri desideri: è l'altra faccia di una stessa medaglia. Quanto alla gioia talvolta è proprio l'essere effimero della sorgente del sentimento che lo rende prezioso, è l'attimo fuggente che non per questa qualità, come declama il poeta, è meno bello, anzi. La torre d'avorio talvolta cela la codardia, e comunque non ci rende migliori perchè ci isola dal contesto dell'umanità sofferente, si rischia l'indifferenza. Riguardo a S. Agostino e al mondo cristiano in generale, non è forse questo il mistero dell'incarnazione? Un Cristo che piange sulla tomba di un amico e che si compiace dei fiori dei campi? Bisogna sporcarsi le vesti,caro amico. Timore, gioia, tristezza sono il condimento dell'esistenza. Che saremmo senza le nostre emozioni?
#16 - U - 31/05/2009 - 00:46
Io non la farei così facile. Spesso gli eventi della vita ci sfuggono di mano, e non sempre siamo gli artefici del nostro destino (pensa ai malati, mica è colpo loro). la vita è un cammino singolo, soggettivo e ciò che imparo io dal mio dolore non lo puoi imparare tu e viceversa. c'è il momento della poesia lamentosa e il momento di costruire, c'è il momento di maledire il cielo e il momento per ringraziarlo. un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo (il saggio Qoelet!).
ti saluto
#17 - Asoka - 31/05/2009 - 12:30
;-)Ciao sono d'accordo su tutto tranne "i nostri vizi, sesso e cibo"...perchè "sesso", come mai hai menzionato il sesso, per il cibo sono d'accordo! E' un piccolo contrasto ma mi andava di dirtelo! Come sempre chiaro e veritiero........Se tutti noi fossimo più consapevoli di ciò che "siamo"........haaaaaaa il mondo sarebbe molto ma molto più piacevole, i rapporti tra di noi sarebbero molto più veri! Ciao e buona domenica!
#18 - luisa - 31/05/2009 - 14:01
@ Insopportabile: prima o poi sarà inevitabile….
@ Verissima: la ragione deve essere sempre tenuta salda.Soprattutto nei momenti difficili.
@ U: non ho mai scritto che non si debbano provare emozioni; semplicimente non dobbiamo permettere che queste prendano il sopravvento sulla nostra ragione.
@ Asoka:… e chi ha mai detto che è facile?
@ Luisa: perché ho menzionato il sesso? Beh, prova a pensarci…..
#19 - Mr.Loto - 31/05/2009 - 23:27
un tantino moralista nella prima parte,
interessante e condivisibile la seconda,
un tantino pesante il giudizio finale..
ciao
#20 - pat* - 01/06/2009 - 12:58
Hai mai perso una persona molto cara?
Spero proprio di no!
Vivere un dolore, un lutto e poi cercare di accettarlo è qualcosa che richiede un bel po' di tempo. E in questo trascorrere la ragione non è sempre presente, e penso che sia una condizione più che normale.
Accettare con razionalità quanto di più spiacevole possa capitarci, mi pare sia qlc che riguarda chi non possiede nessuna sensibilità.
Poi...sono solo modi di vedere e vivere in maniera diversa.
Ciao
#21 - verissima - 01/06/2009 - 15:59
@ Pat*: la parte più importante era la seconda! :-)
@ Verissima: sebbene sia dura accettare la mancanza di qualcuno che ci è caro, tengo sempre a mente che lo scopo della nostra vita è riconsegnare, prima o poi, al Signore la nostra anima nel miglior stato possibile. Ti assicuro che rendersi consapevoli con la ragione di ciò che accade intorno e dentro di noi non ci rende insensibili. Anzi.
#22 - Mr.Loto - 01/06/2009 - 16:38
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;-) :-) :-D :-( :-o :-O B-) :oops: :-[] :-P

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