anche l'atteggiamento più ingiusto se diventa legge passa automaticamente per giusto.Il Italia ne abbiamo di leggi sbagliate fatte da persone che le hanno approvate solo x il loro tornaconto personale.In politica ce ne sono di 'pirati' che forti del loro potere la stanno saccheggiando...Diffido di tutti, sia dei pirati che degli imperatori.ognuno fa sempre e solo ciò che gli dà dei profitti.
Pirati: un tempo pensavo fossero i personaggi affascinanti di certe avventure, oggi ne sento parlare in tv che agiscono nei mari di certe coste africane...
Politica e avventura...
avventura e politica...
realtà o leggenda...mah! Forse le menti di molti uomini hanno letto troppo e male!!
Come gli uomini di domani vedono troppi film o troppa tv oggi e....poveri noi!
Per il post precedente che non permette l'ingresso :
leggendo m'è venuta in mente "sorella povertà", e di come spesso aver nulla ci rende più ricchi di chi ha molto e ha sempre più sete d'avere.
Ciao , grazie per esser passato dal mio blog, anche il tuo e` molto interessante... e appena avro` un po` di tempo ripassero` con piu` calma a lasciare commenti...
un bacio ciao
........Ciao, sono parole sante, vere! Si subiamo le angherie di chi vuole arricchirsi e diventare potente ma io nel mio piccolo sono serena! Quindi chi troppo vuole nulla stringe in special modo come dici tu: i padroni della terra credono di essere anche i nostri padroni ma si sbagliano di grosso. Non siamo tutti ignoranti da come vedo quini......buona vita e grazie per questi post interessanti........Luisa
L'art de la guerre est l'art de dètruire les hommes , comme la politique est celui de les tromper
#8 - Nova - 18/05/2009 - 22:11
Ciò che più apprezzo di te è il coraggio, quando usi parole come bene e virtù in questa epoca di decadenza in cui le persone hanno orrore di qualunque dottrina morale, (dis)educate a considerare ogni proprio vizio, debolezza e abiezione come valori della propria libertà ed individualità.
"I pirati dei Caraibi", che film divertente!
Purtroppo ad oggi i pirati non sono soltanto sul mare, ma li abbiamo anche sulla terra... e con una semplice spiegazione (o forse meglio dire "giustificazione"...?) riescono a far passare per buono ciò che è cattivo... tutto questo solo per soddisfare i propri interessi...
La politica é sporca, si usa dire e probabilmente mai aggettivo fu più appropriato.Ma la politica non la fanno soltanto gli uomini che detengono il potere, che hanno qualche carica, che manovrano la finanza ....Questa politica più o meno sporca la facciamo anche noi nei reciproci rapporti quotidiani.La facciamo negli uffici, nelle fabbriche (quelle poche che sono rimaste),nei negozi o supermercati che siano, nelle campagne, nei salotti ,dappertutto. Se stiamo attenti ci rendiamo conto di essere sempre sul chi vive,diffidenti di chi ci sta intorno;pronti se l'altro abbassa la guardia a tirare fuori le unghie. Salvo qualche caso di amicizia autentica ,raro ; nei rapporti interpersonali, la vera ragione che ci guida è far prevalere il nostro "particolare", non cercare soluzioni che convengano alla pari o convergenze. l'esistenza di tutti si vede bene è una continua lotta in cui ognuno cerca di evitare i colpi degli altri e piazzare i suoi, cioè una autentica schermaglia di ipocrisie. A questo punto la domanda è questa:chi non è in regola, ha moralmente il diritto di condannare chi non è in regola?
#11 - nova - 19/05/2009 - 20:49
Ottima riflessione
#12 - Mr.Loto - 19/05/2009 - 22:05
Giustizia ed ingiustizia, però, sono concetti antitetici nella forma ma spesso molti vicini nella pratica quotidiana.
La storia giudiziaria italiana dimostra che non sempre le sentenze sono state emesse solo sulla base del diritto e della legge, che sono gli unici indici cui il magistrato è soggetto: dimostra che ci sono stati degli abusi gravi (Tortora), degli sbagli mostruosi (Micgele Perruzza), dei semplicistici giochi di parole per evitare di vedere la verità (i "pochi ed anziani amici al bar" protagonisti del tentato golpe guidato da Borghese).
Circa la magistratura milanese, non possiamo nè dimenticare la presa di distanza da Falcone nel momento in cui doveva essere nominato Procuratore nazionale antimafia, nè possiamo scordare che delle tante sentenze di condanna emesse in tempo di tangentopoli, pochissime hanno resistito al vaglio di legittimità, in quanto confezionate su principi e ragionamenti inesistenti nel codice penale (è il caso della concussione ambientale, definita "inesistente positivamente e irricevibile logicamente in uno stato di diritto" dalla Cassazione).
Quindi giustizia sì, ma giusta, senza ombre, libera e ossequiosa solo della legge (e di nessun altro).
"Se potessimo osservare la realtà, privi di condizionamenti, noteremmo che chi è buono, anche se in condizioni di dipendenza, è libero, mentre chi è cattivo, anche se comanda, è schiavo, e non di un uomo, ma , cosa più grave, di tanti padroni quanti sono i propri vizi."
Ecco, questo è il succo del discorso, spesso chi comanda è apparentemente libero di fare quello che vuole...
invece no, spesso è schiavo, non solo di chi sta sopra, ma anche di chi sta sotto di lui (difficile da accettare ma vero).
Pensare ad un ipotetica situazione nella quale il capo di una piccola azienda si trovi ad avere l'improvvisa assenza del suo dipendente migliore, il pezzo d'oro che solo grazie a lui si fatturava la metà del guadagno mensile....
beh, è una grande sberla...
Direi che a volte le cose non sono mai come sembrano, e chi è capo, spesso dovrebbe districarsi dal proprio ego presuntuoso ed accettare la realtà dei fatti.
Apprezzare ed incoraggiare i propri sottoposti se vuole mantenere ben salda la poltrona.
Il potere che hanno certe persone autoritarie è una effimera sensazione di assolutismo che, se nelle mani sbagliate viene a ritorcesi contro di loro.
Presto o tardi...
Grazie x la tua visita.
Donatella
Politica e avventura...
avventura e politica...
realtà o leggenda...mah! Forse le menti di molti uomini hanno letto troppo e male!!
Come gli uomini di domani vedono troppi film o troppa tv oggi e....poveri noi!
Per il post precedente che non permette l'ingresso :
leggendo m'è venuta in mente "sorella povertà", e di come spesso aver nulla ci rende più ricchi di chi ha molto e ha sempre più sete d'avere.
un bacio ciao
Sforziamoci, diligentemente. Sempre.
Purtroppo ad oggi i pirati non sono soltanto sul mare, ma li abbiamo anche sulla terra... e con una semplice spiegazione (o forse meglio dire "giustificazione"...?) riescono a far passare per buono ciò che è cattivo... tutto questo solo per soddisfare i propri interessi...
La storia giudiziaria italiana dimostra che non sempre le sentenze sono state emesse solo sulla base del diritto e della legge, che sono gli unici indici cui il magistrato è soggetto: dimostra che ci sono stati degli abusi gravi (Tortora), degli sbagli mostruosi (Micgele Perruzza), dei semplicistici giochi di parole per evitare di vedere la verità (i "pochi ed anziani amici al bar" protagonisti del tentato golpe guidato da Borghese).
Circa la magistratura milanese, non possiamo nè dimenticare la presa di distanza da Falcone nel momento in cui doveva essere nominato Procuratore nazionale antimafia, nè possiamo scordare che delle tante sentenze di condanna emesse in tempo di tangentopoli, pochissime hanno resistito al vaglio di legittimità, in quanto confezionate su principi e ragionamenti inesistenti nel codice penale (è il caso della concussione ambientale, definita "inesistente positivamente e irricevibile logicamente in uno stato di diritto" dalla Cassazione).
Quindi giustizia sì, ma giusta, senza ombre, libera e ossequiosa solo della legge (e di nessun altro).
Grazie per le tue visite da me :) a presto.
"Se potessimo osservare la realtà, privi di condizionamenti, noteremmo che chi è buono, anche se in condizioni di dipendenza, è libero, mentre chi è cattivo, anche se comanda, è schiavo, e non di un uomo, ma , cosa più grave, di tanti padroni quanti sono i propri vizi."
Ecco, questo è il succo del discorso, spesso chi comanda è apparentemente libero di fare quello che vuole...
invece no, spesso è schiavo, non solo di chi sta sopra, ma anche di chi sta sotto di lui (difficile da accettare ma vero).
Pensare ad un ipotetica situazione nella quale il capo di una piccola azienda si trovi ad avere l'improvvisa assenza del suo dipendente migliore, il pezzo d'oro che solo grazie a lui si fatturava la metà del guadagno mensile....
beh, è una grande sberla...
Direi che a volte le cose non sono mai come sembrano, e chi è capo, spesso dovrebbe districarsi dal proprio ego presuntuoso ed accettare la realtà dei fatti.
Apprezzare ed incoraggiare i propri sottoposti se vuole mantenere ben salda la poltrona.
Il potere che hanno certe persone autoritarie è una effimera sensazione di assolutismo che, se nelle mani sbagliate viene a ritorcesi contro di loro.
Presto o tardi...