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	<pubDate>22 Jul 2009 12:08:02 GMT</pubDate>
	<title>I consigli di Mr.Loto</title>
	<description>Consigli pratici per la soluzione di piccoli problemi</description>
	<link>http://www.mr-loto.it/consigli.html</link>
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	<title>Potenziare il segnale wi-fi con Sitecom Extender range 300 N</title>
	<description>Quella di potenziare il segnale wi-fi della nostra linea adsl è un'esigenza che sta diventando sempre più diffusa visto che sempre più persone decidono di utilizzare questa importante risorsa che il progresso ci offre. 
Ambienti molto grandi, muri spessi e ostacoli vari rappresentano molte volte un impedimento per il nostro segnale wi-fi, tanto da lasciare alcune zone della nostra casa o del nostro appartamento prive del segnale della nostra adsl wi-fi.

Per risolvere questo inconveniente ho provato a potenziare il segnale wireless dell'adsl con un amplificatore di segnale e devo dire con ottimi risultati; con una spesa di circa 60,00 Euro si può acquistare l'amplificatore di segnale wi-fi della Sitecom Mod. Wireless Range Extender 300 N e riuscire così a coprire con il segnale wireless tutte le stanze della nostra casa.

Ho deciso di scrivere questa guida in quanto, all'interno della confezione, ho trovato una mini guida su carta non completa, non adatta a tutti gli utenti e per di più in sola lingua inglese; a dire il vero all'interno della confezione del  Sitecom Wireless Range Extender 300 N vi è anche un manuale completo su Cd ma anche questo è in lingua inglese per cui qualcuno non avvezzo con la lingua inglese potrebbe trovarsi in difficoltà.

Ecco come configurare il potenziatore di segnale wi-fi Sitecom Wireless Range Extender 300 N per Window Xp, Vista e Windows Sette:

- Collegare l'Extender alla rete elettrica, prendere il cavo grigio ethernet in dotazione e collegare un'estremità al pc che si intende collegare alla rete tramite segnale wi-fi e l'altro naturalmente al Sitecom Extender 300 M.

- Accendete il pc, andate nel pannello di controllo - gestione dispositivi - schede di rete - e cliccando col tasto destro del mouse sulla vostra schesa wi-fi attiverete un menu in cui compare "disattiva": cliccate su questa voce, confermate ed uscite dal pannello di controllo.

- A questo punto aprite il browser che usate per navigare ( explorer, firefox etc... ) e nella barra degli indirizzi scrivete 192.168.0.234 e date invio, entrerete così nella schermata di setup del Sitecom Extender 300 N. Prima di poter entrare vi verrà chiesto username e password che trovate nelle istruzioni cartacee. 

In questa schermata dovete cliccare su " Site Survey", vi comparirà un elenco di connessioni adsl disponibili; tra queste dovete scegliere la vostra linea spuntando il pallino a fianco per potenziare il segnale wi-fi dell'adsl. Fatto questo cliccate su "done" e tornerete alla pagina precedente.
Ora cliccate su "advanced Settings" e, dal menù a tendina di fianco alla voce "encryption", dovete scegliere il tipo di sicurezza identico a quello adottato dal vostro router; di seguito scrivete la password facendo attenzione a non sbagliare, nella casella bianca a destra della voce " Pre- Shared Key".
A questo punto non resta che andare nell'ultima pagina denominata "Toolbox" per terminare la nostra configurazione e potenziare così il segnale wi-fi tramite il Sitecom Range Extender 300 N.
In questa schermata è importante che l'indirizzo ip del vostro router corrisponda esattamente a quello segnato in questa pagina; se guardate nella scatola del vostro router ( non dell'Extender Sitecom ) nelle istruzioni troverete il suo indirizzo Ip. Se al penultimo numero trovate uno zero allora i valori vanno bene così come sono mentre, se al penultimo numero trovate un 1 allora dovete cambiare i due valori corrispondenti:
dove avete la voce "Ip Address" dovete sostituire lo zero con un uno e otterrete così 192.168.1.234

La stessa cosa la dovete fare con la voce "Default Gateway" ed otterrete così 192.168.1.1

In ultimo, alla voce "DHCP Server" dovete cambiare da "enabled" a "disabled".

Concludete cliccando su "Apply" poi spegnete il modem e riaccendetelo, se il pc si connette significa le impostazioni sono esatte e potete quindi staccare il cavo ethernet grigio e posizionare il modem in un luogo dove il segnale wi-fi è sufficiente per essere amplificato.
Quando collegate il Sitecom Extender 300 N al pc è importante che in quel luogo vi sia il segnale wi-fi della vostra adsl in modo da poter constatare se le impostazioni che avete settato sono quelle giuste.

Quando andrete a posizionare il vostro potenziatore di segnale wifi all'interno della casa è fondamentale posizionarlo in un luogo abbastanza vicino al router dove il segnale wifi è discreto e sufficiente per essere amplificato.

Se vi capita di non poter accedere alla pagina di configurazione del Sitecom Extender 300 N digitando 192.168.0.234 è necessario resettare l'apparecchio; per farlo bisogna tenere premuto il tasto "reset" posto sul retro fino a che la spia verde lampeggia. A questo punto rilasciare il tasto ed attendere che la spia non lampeggi più. Ora dovrete poter accedere al setup del vostro Extender inserendo Username e Password.

Nel menù di setup dell'Extender, alla voce "Mode" scegliete dal menù a tendina " Universal Repeater".</description>
	<pubDate>3 Feb 2012 21:08:04 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/potenziare-segnale-wifi.html</link>
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	<title>Detersivi ecologici fai da te</title>
	<description>Navigando in rete alla ricerca del significato della parola "detersivo ecologico" ho trovato alcune definizioni interessanti; wikipedia per esempio definisce un prodotto "ecologico" quando questo ha un impatto ambientale minore rispetto ad altri prodotti della stessa categoria. Stando a questa definizione possiamo dire che molti detersivi che troviamo nei banchi dei supermercati sono ecologici per il solo fatto che inquinano un po' meno rispetto ad altri.
In realtà, a mio parere, un detersivo, per potersi definire ecologico, dovrebbe essere composto nella sua totalità da sostanze di origine vegetale la cui lavorazione non includa l'utilizzo di sostanze chimiche nocive ed inquinanti; anche il contenitore stesso dovrebbe essere composto da sostanze non inquinanti ( vetro, cartone etc.. ). Vendere un detersivo ecologico in un contenitore inquinante è un po' un controsenso.

I detersivi biologici devono essere quindi caratterizzati da una rapida e completa biodegradabilità e devono essere composti da sostanze di origine vegetale con l'esclusione di quelle anche solamente sospette in fase di lavorazione.
Secondo recenti studi condotti a livello mondiale, l'impatto ambientale derivante dai prodotti che utilizziamo normalmente per la pulizia domestica, è di proporzioni veramente allarmanti; le sostanze tossiche non biodegradabili dei detersivi, degli anticalcare dei prodotti spray per la pulizia, dei solventi chimici che utilizziamo normalmente in ambiente domestico sono una delle principali cause di inquinamento della terra, dell'acqua e dell'aria che respiriamo.

Alla luce di tutto questo è importante ricordare come la nostra pelle è in grado di assorbire le sostanze nocive con cui viene a contatto, sostanze che spesso sono contenute nei prodotti che utilizziamo tutti i giorni per la pulizia dell'ambiente domestico. Anche i capi di abbigliamento lavati in lavatrice possono trattenere le sostanze tossiche dei detersivi e provocare allergie e patologie più o meno gravi.
Motivi questi che dovrebbero far meditare ed invogliare ad utilizzare sempre più detersivi ecologici, ancor meglio se" fai da te" visti i tempi difficili che stiamo vivendo.
Il detersivo più ecologico in assoluto è rappresentato dalle noci appartenenti all'albero della saponaria ( sapundus mukorossi ) che cresce in prevalenza nelle regioni asiatiche, India in particolar modo. E' stato dimostrato che l'utilizzo di queste noci ha lo stesso rendimento dei detersivi tradizionali  ( ed inquinanti ) con la differenza però che le noci sono naturali e completamente biodegradabili, quindi inquinamento zero.

Per utilizzare questo "detersivo ecologico" per un lavaggio in lavatrice è sufficiente mettere quattro gusci di noci della saponaria all'interno di un sacchetto di tessuto e adagiarlo nel cestello della lavatrice; le noci possono essere utilizzate più volte ed alla fine possono essere impiegate come concime per la terra.
L'effetto pulente delle noci è dovuto al fatto che al loro interno è contenuta la "saponina", una sostanza che viene rilasciata nell'acqua ad una temperatura di circa 30° e che funziona come tensioattivo naturale amplificando la capacità detergente dell'acqua; se si vuole ottenere un effetto sbiancante è sufficiente aggiungere un po' di bicarbonato di sodio.

Secondo calcoli standard è stato stimato che un chilogrammo di noci è sufficiente ad una famiglia di quattro persone per un anno di lavaggi in lavatrice. E' possibile reperire queste noci in erboristeria o in drogheria
Quella del fai da te è una soluzione decisamente economica anche se è abbastanza laboriosa ed impegnativa; la cosa più importante però è che possiamo scegliere sostanze completamente naturali per ottenere un detersivo completamente ecologico.

Una delle ricette più conosciute e diffuse per un buon detersivo ecologico fai da te consiste nel prendere tre limoni, tagliarli a fette ( eliminando i semi ) e frullarli fino ad ottenere una crema omogenea senza grumi.

Versare la crema di limone ottenuta in una pentola a cui aggiungere 200 ml. di aceto bianco, 300 ml. di acqua e 150 gr. di sale fino; a questo punto occorre far bollire il composto a fuoco lento, mescolando per evitare che si bruci, fino a quando il composto non avrà raggiunto una consistenza densa.
Per i dosaggi è consigliabile fare delle prove partendo da un cucchiaio per poi aumentare se la quantità impiegata non dovesse risultare sufficiente; il detersivo in questione si può impiegare per il lavaggio a mano dei piatti ma anche per quello in lavastoviglie.
Un ottimo sapone ecologico e fai da te può essere preparato con i seguenti ingredienti ( dosi per circa 20 pezzi di sapone ):

10 litri di acqua, 500 grammi do potassa ( carbonato di potassio ), 2 litri di olio di oliva e 500 grammi di farina.

Preparazione: versare 9 litri di acqua ( il litro rimanente va messo in una pentola a parte ) in una bacinella, aggiungervi la farina e mescolare bene fino a che il tutto risulti ben amalgamato. Mettere sul fuoco il litro d'acqua nella pentola fino a riscaldarlo lievemente ( poco più di tiepido ), aggiungere il mezzo litro di potassa e mescolare a lungo con un cucchiaio in legno. In seguito riscaldare lievemente l'olio di oliva ed aggiungerlo al composto di acqua e farina; fatto questo il passo successivo è quello di aggiungere al tutto anche la soluzione di acqua e potassa e mescolare per 30 minuti circa.
Infine versare il composto ottenuto in contenitori bassi e lasciare asciugare in un luogo areato per una settimana; passato tale periodo si può togliere il sapone dal contenitore e tagliare nelle forme desiderate, avrete così ottenuto dell'ottimo sapone ecologico fai da te.
La quantità di detersivo che siamo abituati ad usare normalmente è eccessiva; provate a diminuirla gradualmente e vi renderete conto che nella maggior parte dei casi è sufficiente una quantità inferiore a quella che utilizzate di solito.
Per aumentare la capacità di lavaggio di qualsiasi detersivo è sufficiente impiegare acqua calda.
Per la pulizia dei vetri spesso non è necessario nessun detergente; è sufficiente passare una spugnetta bagnata ( anche un panno giallo da cucina ) ed asciugare con il tergivetro che usano anche i benzinai per asciugare i vetri delle automobili</description>
	<pubDate>26 Jan 2012 19:29:37 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/detersivi-ecologici.html</link>
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	<title>Guida all'acquisto del frigorifero, consigli</title>
	<description>Anche per l'acquisto di un frigorifero, come per gli altri grandi elettrodomestici, non è facile orientarsi in mezzo alla vastissima scelta che ormai da anni il mercato ci propone; per chi non ha ancora le idee chiare in proposito ed ha la necessità di acquistare un frigorifero nuovo ho preparato una piccola guida con alcuni consigli pratici che potrebbero facilitarvi nella scelta e nell'acquisto di un nuovo frigorifero.
Una della cose che dobbiamo avere ben chiare in testa prima di procedere con l'acquisto di un frigorifero è quella di sapere quali sono le nostre esigenze per poter così focalizzare la nostra attenzione verso una tipologia ben precisa di frigorifero. 

Vari tipi di Frigorifero

In base alle impostazioni ed alla disposizione del frigorifero rispetto al congelatore abbiamo cinque tipologie principali di frigoriferi: il frigo bar ( o frigo tavolo ), il monoporta, il doppiaporta, il combinato ed il Side by Side. 
Ogni tipo di frigorifero risponde a diverse esigenze familiari ed è per questo che è importante saper scegliere il giusto frigorifero, così facendo si evitano inutili sprechi energetici e si risparmia così prezioso denaro. 
Ho visto spesso coppie senza figli acquistare enormi frigoriferi Side by Side con capacità di 600 per poi tenerlo perennemente semivuoto; il suo vero utilizzo è esibirlo agli amici.
Analizzeremo in seguito queste tipologie di frigorifero, ora vediamo quali sono i sistemi di raffreddamento utilizzati per creare il freddo all'interno di questi elettrodomestici tanto utili nella nostra vita quotidiana.

Raffreddamento classico statico: è il sistema di raffreddamento tradizionale che consiste nel raffreddare la parete interna del frigorifero tramite un gas apposito che viene spinto dal compressore nel circuito refrigerante; questo meccanismo raffredda l'interno del frigorifero tramite la parete interna che normalmente si ricopre di un sottile strato di ghiaccio. Quando il frigo raggiunge la temperatura richiesta il compressore si ferma ed il ghiaccio formatosi nella parete si scioglie; l'acqua, tramite un apposito foro ( che periodicamente va controllato e pulito se è il caso ) va a depositarsi in una vaschetta posta sopra il compressore che con il suo calore la fa evaporare. 
Questo "ciclo" si ripete continuamente all'interno del frigorifero, quindi è assolutamente normale vedere il ghiaccio nella parete interna del frigorifero.

Raffreddamento ventilato: questo sistema di raffreddamento è identico allo statico con la sola differenza che all'interno del frigorifero viene collocata una ventola che con il suo movimento contribuisce a rendere la temperatura più uniforme all'interno del frigorifero.

Raffreddamento No-Frost: questa tecnologia di raffreddamento differisce dai precedenti in quanto il freddo viene prodotto facendo circolare in modo forzato l'aria fredda all'interno del frigorifero per mezzo di apposite canalizzazioni.

Differenze sostanziali: nel sistema tradizionale, a lungo andare, si forma del ghiaccio nello scomparto congelatore che col tempo tende ad aumentare di volume; per questo motivo ogni tre/quattro mesi è necessario compiere uno sbrinamento manuale. 
Nel sistema No-Frost invece non si ha la formazione di ghiaccio e quindi non è necessario lo sbrinamento; per contro però l'aria fredda che viene immessa nel frigorifero produce un freddo secco che tende a seccare gli alimenti che andrebbero così riposti in contenitori oppure coperti.
Come scritto in precedenza esistono diversi tipi di frigorifero: i frigo tavolo, i monoporta, i doppia porta, i combinati ed i Side by Side. Vediamo ora di descriverli un po' più nel dettaglio.


Frigorifero monoporta: come dice la parola stessa, sono dotati di un'unica porta; si trovano in commercio con una piccola cella congelatore al loro interno oppure senza, completamente adibiti ad uso frigorifero.
Quando questo tipo di frigorifero è dotato di congelatore bisogna fare attenzione perché non si tratta di un vero e proprio congelatore; normalmente ha "una stella" o al massimo "due stelle" e quindi  va bene esclusivamente per la produzione di ghiaccio e per conservare gli alimenti al massimo per un paio di giorni.
Chi acquista questo tipo di frigorifero normalmente ha già un congelatore a parte, oppure non gli serve.


Frigorifero doppia porta: questo tipo di frigorifero era quello più diffuso fino ad una decina di anni fa nelle cucine degli italiani, ha una capacità di 240 litri circa ed è strutturato con due sportelli, uno più piccolo in alto per il congelatore ed uno più grande nella parte sottostante per il frigorifero.


Frigorifero combinati: questi frigoriferi, come suggerisce la parola stessa, combinano un frigorifero ad un congelatore "quattro stelle" in grado di arrivare ad una temperatura di -18° ideale per la conservazione degli alimenti a lungo termine. Il frigo si trova nella parte superiore mentre il congelatore, che si trova nella parte inferiore, è dotato di tre/quattro cassetti che facilitano la sistemazione in modo ordinato degli alimenti al suo interno. Questo tipo di frigorifero è consigliato per famiglie di 4/6 persone.


Frigorifero Side by Side: sono frigoriferi caratterizzati da una grande capienza, 500/550 litri, dotati di due porte affiancate, una per il frigo ed una per il congelatore; esistono anche modelli che hanno uno o due cassettoni nella parte inferiore adibiti a congelatore e due porte nella parte superiore per il frigorifero.
Molto spesso i Side by Side sono dotati di un dispenser esterno per il ghiaccio ( disponibile intero o tritato per granite ) e per l'acqua fredda. Questo frigo è consigliato per famiglie numerose.Mr.Loto Consigli 
Guida per l'acquisto del frigoriferoEtichetta energeticaQuesto sito utilizza la Creative Commons License l Privacy l Author Mr.LotoTipologie di FrigoriferoSegui su TwitterContattamiI colori e gli ambientiCellulite, rimedi naturaliColtivazione piante grasseCura della pelleConsigli rasoio elettricoCeliachia, alimentiAllergia ai polliniMaschere fai da teBELLEZZAEssiccare i funghiGelato fatto in casaConsigli per lavare l'autoFAI DA TECome addestrare un cane da tartufiColtivazione tartufi1GoogleColpo della stregaInsonnia, cause e curaEmicrania, mal di testaColla a caldoCome accendere un fuocoWindows Mail  Windows 7Condizionatori-climatizz.Maionese veganaSciatica, nervo sciaticoSegui via mailI sistemi di raffreddamento dei FrigoriferiRaffreddamento classico statico: è il sistema di raffreddamento tradizionale che consiste nel raffreddare la parete interna del frigorifero tramite un gas apposito che viene spinto dal compressore nel circuito refrigerante; questo meccanismo raffredda l'interno del frigorifero tramite la parete interna che normalmente si ricopre di un sottile strato di ghiaccio. Quando il frigo raggiunge la temperatura richiesta il compressore si ferma ed il ghiaccio formatosi nella parete si scioglie; l'acqua, tramite un apposito foro ( che periodicamente va controllato e pulito se è il caso ) va a depositarsi in una vaschetta posta sopra il compressore che con il suo calore la fa evaporare. 
Questo "ciclo" si ripete continuamente all'interno del frigorifero, quindi è assolutamente normale vedere il ghiaccio nella parete interna del frigorifero.

Raffreddamento ventilato: questo sistema di raffreddamento è identico allo statico con la sola differenza che all'interno del frigorifero viene collocata una ventola che con il suo movimento contribuisce a rendere la temperatura più uniforme all'interno del frigorifero.

Raffreddamento No-Frost: questa tecnologia di raffreddamento differisce dai precedenti in quanto il freddo viene prodotto facendo circolare in modo forzato l'aria fredda all'interno del frigorifero per mezzo di apposite canalizzazioni.

Differenze sostanziali: nel sistema tradizionale, a lungo andare, si forma del ghiaccio nello scomparto congelatore che col tempo tende ad aumentare di volume; per questo motivo ogni tre/quattro mesi è necessario compiere uno sbrinamento manuale. 
Nel sistema No-Frost invece non si ha la formazione di ghiaccio e quindi non è necessario lo sbrinamento; per contro però l'aria fredda che viene immessa nel frigorifero produce un freddo secco che tende a seccare gli alimenti che andrebbero così riposti in contenitori oppure coperti.SIDE BY SIDE WHIRLPOOLInstallazione del FrigoriferoI frigoriferi non necessitano di particolari tecniche di installazione, due sono le cose a cui prestare attenzione:

1 - Non posizionare il frigorifero vicino a fonti di calore come termosifoni, stufe o esposizione diretta al sole; così facendo eviterete di far lavorare il frigo in modo eccessivo e prolungherete la sua durata.

2 -  E' importante lasciare almeno 8 centimetri dal muro ( a tal proposito insieme al frigo vengono forniti dei distanziali da sistemare sul retro del frigo ) cosicché il condensatore possa raffreddarsi senza ostacoli. Frigoriferi e consumiConsigli asciugatriceConsigli per l'acquisto del frigoriferoFino a pochi anni fa era ancora possibile trovare in commercio frigoriferi dal consumo un po' elevato; oggi le cose sono cambiate velocemente ed i frigoriferi sono tutti i classe A, A+ e A++.</description>
	<pubDate>20 Jan 2012 19:46:15 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/frigorifero.html</link>
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	<title>Guida all'aqcuisto dell'asciugatrice, consigli</title>
	<description>E' soprattutto nella brutta stagione, e soprattutto al nord Italia, che ci si rende conto di quanto sia difficile asciugare i panni in un tempo ragionevole; chi abita nelle grandi città ha anche il problema dello smog che spesso intacca il candore dei panni appena lavati. E' per questi motivi che negli ultimi anni l'asciugatrice elettrica ha visto un'impennata delle vendite.
Come per tutti gli altri elettrodomestici, anche l'asciugatrice è ormai disponibile in numero elevato di marche e con caratteristiche differenti così da creare sempre un certo disorientamento nell'acquirente che decide di dotarsi di una asciugabiancheria.
In questa piccola guida vediamo, se possibile, di chiarire i possibili dubbi più diffusi con alcuni consigli pratici di facile comprensione.
Problemi di spazio

La prima cosa a cui dobbiamo pensare quando decidiamo di acquistare una asciugatrice è quella di avere bene in mente lo spazio che abbiamo a disposizione; chi abita nei condomini, in particolar modo nelle grandi città, normalmente non ha a disposizione grandi spazi e di solito l'asciugatrice viene posizionata in bagno insieme alla lavatrice.
A questo proposito esistono asciugatrici con dimensioni ridotte e con carico ridotto ( 3,5 Kg. ); le asciugatrici normali con un carico di 6 Kg hanno le stesse dimensioni di una lavatrice ma con la differenza di pesare molto meno. Questo perché, non dovendo asciugare i panni per mezzo della centrifuga, non hanno al loro interno i blocchi di cemento per tenerle ferme; grazie a questa loro caratteristica e grazie ad un semplice kit di bloccaggio, le asciugatrici possono essere facilmente posizionate sopra alla lavatrice per risparmiare spazio. 
Le asciugabiancheria non usano la centrifuga per asciugare la biancheria appena lavata ma utilizzano l'aria calda che viene soffiata all'interno del cestello in movimento; questo sistema ad aria calda produce vapore all'interno dell'asciugatrice che necessita quindi di essere smaltito. Qui di seguito i due sistemi adottati dai costruttori per lo smaltimento del vapore acqueo.

Asciugatrici ad espulsione ( evacuazione ): le asciugatrici ad espulsione appartengono alla tipologia più economica, fermo restando che anche loro fanno benissimo il loro lavoro; come dice la parola stessa questo tipo di asciugatrice smaltisce il vapore acqueo derivante dall'asciugatura tramite un tubo flessibile ed estensibile che viene dato in dotazione con la macchina.
Il tubo ha un diametro di 10 cm. circa ed è solitamente lungo dai 1,5 metri ai 2 metri.
Chi decide di acquistare un'asciugatrice ad espulsione deve necessariamente avere un finestra o un'apertura che comunichi con l'esterno e attraverso la quale deve posizionare il tubo dell'asciugatrice durante il funzionamento per poter espellere il vapore acqueo. Non mettere il tubo fuori dalla finestra equivale a riempire la stanza di umidità. 

Asciugatrici a condensa: queste asciugatrici hanno un costo maggiore ma allo stesso tempo sono più pratiche da utilizzare e sono generalmente fornite di più programmi e funzionalità. Nell'asciugatrice a condensa il vapore generato all'interno del cestello viene fatto condensare in acqua dentro ad un apposito serbatoio; una spia apposita ci segnalerà quando il serbatoio è pieno ed è così giunto il momento di svuotarlo.
Dal 1998 è obbligatorio per i rivenditori applicare sui grandi elettrodomestici  un'etichetta energetica che ne attesti i consumi e  le caratteristiche principali; prima di acquistare un' asciugatrice è bene quindi concentrare la propria attenzione su  questa etichetta e valutarne le caratteristiche. Qui di seguito una piccola guida per la corretta interpretazione dell'etichetta energetica delle asciugatrici:

A - In questo settore troviamo il marchio del costruttore e il modello dell'asciugatrice.

B - Indica l'efficienza energetica: A è la classe che consuma meno energia, man mano che si scende con le lettere  il consumo sale. Ad oggi, per legge non si possono più costruire asciugatrici in classe energetica D, E, F, G.

C - Indica il consumo di energia espresso in Kw/h misurato su di un ciclo completo di asciugatura.

D - Indica la capacità di carico dell'asciugatrice in kg. di cotone.

E - Questo settore indica la capacità di evacuazione della macchina misurata in un ciclo standard di tessuti di cotone 

F - Indica la rumorosità dell'asciugatrice espressa in Db (decibel), durante un ciclo di asciugatura standard.

I marchi CE e IMQ garantiscono la presenza di tutti i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge in termini di apparecchiature elettriche.

Per poter utilizzare l'asciugatrice con buoni risultati è essenziale che la lavatrice che si utilizza per lavare la biancheria abbia una centrifuga con un minimo di 800 giri/min.; infatti, al di sotto di questi giri, la biancheria risulta essere troppo bagnata e se andremo a riporre tale biancheria nell'asciugatrice i panni resteranno bagnati ed avremo solo un inutile spreco di energia.

Consideriamo poi che più i panni che andremo a riporre nell'asciugatrice sono asciutti, più breve sarà il tempo che la macchina impiegherà per asciugarli e più basso sarà il consuno energetico.

Visto che le asciugatrici consumano parecchio vi sono alcuni accorgimenti che possiamo adottare per risparmiare un po' di energia:

- Acquistare una asciugatrice in classe A significa spendere un po' di più all'inizio ma risparmiare soldi in bolletta negli anni successivi.

-  Fare lavorare l'asciugatrice a mezzo carico equivale a consumare la stessa energia che si consumerebbe a pieno carico; meglio quindi riempire sempre il cestello della macchina.

- Grazie alla partenza ritardata è possibile far partire l'asciugatrice nelle ore notturne ( magari quando stiamo dormendo )  in cui si paga di meno la corrente elettrica.

- La biancheria asciuga meglio se l'umidità che contiene è minima; meglio dotarsi quindi di una lavatrice con almeno 1.000 giri di centrifuga.

- Pulire spesso i filtri dell'asciugatrice al cui interno si possono depositare i pelucchi della biancheria; questa abitudine manterrà il funzionamento della macchina efficace e duraturo.

- Non appena il clima lo permette meglio non utilizzare l'asciugabiancheria.</description>
	<pubDate>15 Dec 2011 19:31:37 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/asciugatrice.html</link>
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	<title>Sciatica, sciatalgia: cos'è e come si cura, rimedi</title>
	<description>La sciatica ( o sciatalgia ) è una patologia molto diffusa a cui sono soggetti indifferentemente sia le donne che gli uomini e consiste nell'infiammazione del nervo sciatico con conseguenti dolori localizzabili, come vedremo in seguito, in varie parti della gamba. La sciatica compare normalmente nelle persone di età adulta e si verifica in concomitanza con la compressione e la conseguente infiammazione del nervo sciatico nel suo punto di inizio.

Con il termine sciatica ( o sciatalgia ) si intende dunque identificare il dolore avvertibile  lungo il nervo sciatico che ha origine dalle terminazioni nervose delle ultime vertebre; il nervo sciatico inizia dunque all'altezza delle ultime vertebre e per poi dispiegarsi lungo tutta la lunghezza della gamba. A causa della sua lunghezza ha quindi molte possibilità di essere compresso in più punti, anche se la maggior parte dei problemi si verifica solitamente nella zona della colonna vertebrale.
Il dolore causato dalla sciatica si manifesta nella zona lombare o dell'anca, nella parte posteriore della coscia, solitamente all'altezza dei glutei.La causa della sciatica è dovuta prevalentemente a problemi alla colonna vertebrale causati da un ernia al disco o ad infiammazioni che in qualche modo fanno pressione sul nervo sciatico.

La compressione del nervo sciatico avviene in conseguenza dello spostamento dei dischi intervertebrali su cui poggiano le vertebre. Questo spostamento può essere dovuto a vari fattori. Una postura sbagliata mantenuta per molto tempo, come ad esempio può essere il lavoro in ufficio dove si resta seduti per gran parte della giornata oppure sforzi intensi come il sorreggere grandi pesi con una posizione sbagliata della colonna vertebrale. Anche una vita molto sedentaria può essere responsabile dell'indebolimento e quindi dello spostamento dei dischi intervertebrali.

Si può prevenire la sciatica adottando alcune piccole precauzioni da mettere in atto durante tutti i comportamenti a rischio a cui possiamo esporci  nell'arco di una giornata.


Quando ci accingiamo a sollevare un peso è bene piegare le gambe e divaricarle un po' mantenendo la schiena in posizione dritta; si afferra poi il peso e lo si alza semplicemente riaddrizzando le gambe evitando così di far lavorare la schiena.


Quando si deve stare a lungo seduti, per prevenire la sciatica,  è bene stare con la schiena bene appoggiata allo schienale della sedia in modo che il collo sia ben allineato con la colonna vertebrale.


Qualora capitasse di portare più pesi, come ad esempio le borse della spesa, è bene distribuirli in modo equo sulle due braccia in modo da bilanciare la colonna vertebrale durante il cammino per una postura corretta.


Un altro accorgimento da adottare per la prevenzione della sciatica ( sciatalgia ) va preso in considerazione quando capita di piegarsi in avanti in modo significativo, ad esempio per afferrare qualcosa di scomodo: in questo caso bisogna piegarsi flettendo le ginocchia e mantenendo la schiena in posizione eretta, in seguito si appoggia un ginocchio al suolo e l'altro si flette verso il petto. A questo punto è possibile sporgersi proteggendoci così dal rischio sciatica.
Un altro buon metodo preventivo della sciatica è quello di evitare un tipo di vita sedentario; la sedentarietà abbinata a posture scorrette mantenute per lunghi periodi e le abitudini acquisite sin da giovani come lo stare curvi, contribuiscono a predisporre gli individui alla sciatica ( sciatalgia ).


Come evitare quindi la vita sedentaria quando si svolge un lavoro che limita di molto i movimenti come ad esempio il lavoro d'ufficio? Praticare sport è la risposta giusta per tenere lontana la sciatica. L'attività fisica è in grado di proteggere le articolazioni e allo stesso tempo le rende più elastiche.


Negli ultimi anni è nata un tipo di ginnastica mirata atta a prevenire e a curare sciatalgia: la ginnastica posturale.
Questo tipo di ginnastica permette di allineare le vertebre della schiena ed educare così l'individuo ad assumere una postura corretta durante la giornata.


In caso di sciatica è molto importante comprendere a fondo le vere cause che hanno portato all'insorgere di questa patologia; una volta curato il dolore è indispensabile lavorare sulla causa ed eliminarla. Chi ha condotto per anni una vita sedentaria deve riuscire a stravolgere la propria vita da questo punto di vista; ricordiamo che con l'avanzare dell'età i dischi che si trovano tra le vertebre a protezione dei nervi, si assottigliano e diventano più duri rendendo il dolore della sciatica più acuto.</description>
	<pubDate>3 Nov 2011 17:51:09 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/sciatica-nervo-sciatico.html</link>
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	<title>Maionese vegan fatta in casa, come preparare la maionese senza uova</title>
	<description>A quanto pare, stando ai dati delle ultime statistiche, sono sempre più le persone che decidono di fare a meno della carne nella loro dieta; personalmente ho fatto questa scelta parecchi anni fa e devo riconoscere che privare il nostro organismo delle proteine animali non fa altro che migliorare la nostra salute. Questa almeno è la mia esperienza.
Ho da poco scoperto che esiste il modo di preparare un'ottima maionese vegan fatta in casa senza l'impiego delle uova.
Dopo essermi documentato in rete ed aver consultato varie ricette ho subito tentato di preparare la maionese vegan ma devo dire che i primi risultati sono stati piuttosto deludenti; ho dovuto fare qualche tentativo e sostituire qualche ingrediente per ottenere finalmente una maionese vegan densa al punto giusto e soprattutto con un sapore molto gradevole.
Stando ai vari commenti che ho potuto leggere riferiti alla preparazione della maionese vegan, la parte più difficile della ricetta consiste nel fare raggiungere alla maionese la giusta consistenza; io stesso ha avuto questa difficoltà.


Vediamo ora di spiegare nel modo più semplice possibile come preparare una buona maionese vegan fatta in casa senza l'utilizzo di uova. Questi gli ingredienti ed il metodo che ho utilizzato:


- 100 ml. di latte di soia al naturale. E' importante che sia al naturale in quanto in altri tipi di latte vi possono essere degli addittivi che, oltre a rendere difficoltoso il processo di "solidificazione" della maionese, ne alterano il gusto.


- 200 ml. di olio di girasole. Questo olio a mio parere è il più indicato in quanto il suo gusto è molto neutro ma si può utilizzare a piacimento anche l'olio di mais o l'olio extra-vergine di oliva; quest'ultimo, dato il suo aroma  piuttosto marcato, condizionerà il gusto finale della nostra maionese vegan.


- 2 cucchiaini di senape


- 2 cucchiaini di sale fino


- 2 cucchiai di succo di limone ed infine mezzo cucchiaino di curcuma in polvere. La curcuma ha il solo scopo di variare il colore della maionese vegan dal bianco al giallognolo.


Naturalmente la quantità di sale, curcuma e senape può essere variata a proprio gusto, a seconda che si preferisce la maionese più o meno colorata, gustosa e salata.


Una volta terminata la preparazione della maionese vegan fatta in casa ci si renderà presto conto di come il suo gusto sia praticamente uguale a quello della classica maionese con le uova che abbiamo consumato per anni; la maionese vegan si potrà utilizzare senza problemi per la preparazione dell'insalata russa, in abbinamento con le patatine fritte, per farcire i tramezzini e in tutti gli altri modi in cui abbiamo sempre utilizzato la maionese classica.
Versare nel bicchiere in dotazione con il frullatore ad immersione il latte di soia, accendere il frullatore ed incominciare a versare l'olio di semi di girasole a filo; questa operazione è l'unica ad essere un po' "delicata" ai fini del raggiungimento dello stato denso della maionese, per cui, se possibile, meglio farsi aiutare da un'altra persona nel versare l'olio a filo nel bicchiere.
Per quanto riguarda la velocità da utilizzare per il frullatore ad immersione io ne ho utilizzato uno a due velocità ed ho scelto la prima, quella più lenta; penso tuttavia che vadano bene anche i minipimer ad una sola velocità.

Quando avrete finito di versare l'olio, trascorsi un paio di minuti, la nostra maionese vegan avrà già raggiunto una certa consistenza che aumenterà non appena aggiungerete i due cucchiaini di senape; in seguito aggiungete il succo di limone, il sale e la curcuma. Quando la maionese avrà una densità ed un aspetto che vi soddisfano, spegnete il frullatore e riponetela in frigo per un'oretta circa. La maionese vegan senza uova è pronta per essere consumata!</description>
	<pubDate>27 Jul 2011 16:39:12 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/maionese-vegan.html</link>
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	<title>Condizionatori e Climatizzatori, quale acquistare, Consigli</title>
	<description>Anche se spesso ci si sforza di fare una distinzione tra climatizzatore e condizionatore in realtà non sarebbe errato considerarli la medesima cosa. Il termine climatizzatore si utilizza per identificare il tipo di macchina che, una volta impostata la temperatura, si autoregola in maniera più sofisticata e precisa rispetto ad un condizionatore al fine di mantenere condizioni stazionarie nell'ambiente, anche in termini di filtrazione dell'aria. Infatti, un climatizzatore di qualità, non solo raffredda l'aria, ma, grazie a particolari filtri ( sempre più evoluti ), è in grado di purificare l'aria eliminando odori e sostanze inquinanti.

Esistono condizionatori senza unità o tubo esterno?

La domanda che sempre più spesso chi lavora nel settore si sente rivolgere è se esistono condizionatori ( o climatizzatori ) senza tubo o unità esterna. Questo perché ultimamente alcune ditte produttrici pubblicizzano alcuni loro prodotti enfatizzando il fatto che non necessitano ne di unità esterna ne di alcun tubo che comunichi con l'esterno; questo tipo di messaggio attira la curiosità di molti consumatori che sono "allettati" dalla comodità di non dover praticare nessun foro nella casa e nell'evitare così lavori di muratura.
In realtà le cose non stanno proprio così. Infatti non esistono condizionatori o climatizzatori del genere ed infatti se andiamo ad esaminare queste macchine con attenzione vedremo che in effetti per la loro installazione e funzionamento hanno bisogno di due fori ( uno per aspirare l'aria e l'altro per espellere l'aria calda ) comunicanti con l'esterno.

Condizionatori  portatili
Come la parola stessa suggerisce, i condizionatori portatili, in quanto dotati di ruote e non essendo eccessivamente pesanti, possono essere trasportati indifferentemente da un locale all'altro a seconda delle proprie esigenze. Esistono due tipologie di climatizzatori portatili: con il tubo e con la "valigetta" esterna o "split". La differenza consiste nel fatto che i condizionatori con lo split sono più potenti rispetto a quelli forniti di tubo e di conseguenza adatti ad ambienti più grandi.

Pregi

Come già detto i climatizzatori portatili sono facilmente trasportabili da un ambiente all'altro, non hanno bisogno di fori o lavori di muratura e necessitano solamente di una finestra o di una porta con terrazza che possono essere tenute socchiuse così da poter fare uscire il tubo del climatizzatore in modo che possa espellere all'esterno l'aria calda.

Difetti

A differenza degli impianti di climatizzazione fissi i condizionatori portatili sono più rumorosi in quanto il compressore è all'interno della macchina; in secondo luogo, a parità di potenza, la resa di un condizionatore portatile è molto inferiore a quella di un climatizzatore fisso.
Solitamente i portatili hanno meno funzioni rispetto ai fissi; infatti spesso non sono dotati della funzione separata di deumidificazione, non hanno la filtrazione dell'aria e la pompa di calore.Condizionatori FissiI climatizzatori fissi sono dotati di due unità, una interna da cui fuoriesce aria fredda ed una esterna per il raffreddamento del gas che serve a raffreddare l'aria. Per l'installazione di questo tipo di condizionatore, a differenza di quello portatile, è necessario l'intervento di un tecnico installatore che provvederà, oltre a collegare le due unità con tubi in rame anche al collegamento elettrico ed al fissaggio dell'unità esterna.

Il costo dell'installazione di un climatizzatore/condizionatore fisso si aggira sulle 350,00 &amp;euro; e varia in base alla lunghezza dei tubi che dipende dalla distanza che intercorre tra l'unità interna e quella esterna.

A seconda delle esigenze esistono condizionatori dotati di un'unica unità esterna collegata a due o più unità interne, in modo da riuscire a raffreddare anche un grande appartamento.

Pregi
Una della caratteristiche che rende maggiormente apprezzabili i condizionatori fissi è la grande silenziosità che si ha all'interno dell'ambiente condizionato; pompa di calore, regolazione automatica della temperatura, filtrazione dell'aria, funzione notte, funzione di deumidificazione separata, il tutto comodamente regolabile da telecomando.
Difetti
Può capitare che chi abita in un condominio si trovi impossibilitato ad installare un climatizzatore fisso in quanto la collocazione dell'unità esterna diventa difficoltosa, se non impossibile, a causa del divieto imposto da alcuni regolamenti condominiali; oltre a questo, chi abita in affitto non se la sente di spendere soldi in un bene che un domani, se dovesse cambiare abitazione, dovrebbe lasciare in regalo al futuro nuovo inquilino.

Un elemento che non va sottovalutato prima di acquistare un climatizzatore sono i centri di assistenza; chiedete sempre se vi sono centri assistenza in tutta Italia e verificate di persona la distanza del centro assistenza più vicino a voi. Il fatto che vi sia una rete di assistenza che copre tutta Italia è sinonimo di serietà e professionalità; in caso di guasto non dovrete "buttare" il vostro condizionatore. 
Si perché può capitare anche questo quando, per spendere poco, si acquista una macchina a bassissimo costo, magari proveniente dalla Cina, che in caso di guasto, non avendo centri assistenza in Italia, non può essere riparata.
Premetto che sussistendo le condizioni per poterlo fare è sempre meglio acquistare un condizionatore fisso; queste le caratteristiche principali a cui fare riferimento per non incorrere in un incauto acquisto: è importante acquistare una macchina con un basso consumo energetico. La scala di consumi è esposta su di una apposita etichetta ( i rivenditori hanno l'obbligo di esporla ) e va dalla lettera A ( minor consumo ) alla F (maggior consumo). 
Tuttavia, oggigiorno, è difficile trovare in vendita condizionatori che non siano di classe energetica A a meno che non ci si trovi di fronte a fondi di magazzino risalenti a qualche anno fa; in questo caso il costo di acquisto sarà ridotto, ma non quello relativo al consumo elettrico.
La pompa di Calore, consigliOrmai tutti i condizionatori fissi sono dotati di pompa di calore; questa funzione, all'apparenza molto comoda, che permette al climatizzatore di produrre aria calda nel periodo invernale ha però due controindicazioni:

- quando la temperatura esterna scende sotto lo zero la pompa di calore diventa inutilizzabile.

- la pompa di calore va utilizzata solo in caso non se ne possa fare a meno; pensare di utilizzare questo dispositivo come alternativa al riscaldamento tradizionale diventa costosissimo.

Condizionatori con tecnologia Inverter

I condizionatori con tecnologia "inverter"  sono macchine dotate di un dispositivo elettronico che è in grado, variando il regime di rotazione del compressore, di regolare la potenza erogata dal condizionatore in base alla effettiva richiesta di freddo ( o di caldo ). In questo modo si eliminano i "fastidiosi" attacca/stacca dei condizionatori tradizionali con un risparmio energetico che può variare dal 30 al 50%.</description>
	<pubDate>23 May 2011 14:25:02 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/condizionatori-climatizzatori.html</link>
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	<title>Come utilizzare windows mail di Vista su windows Sette</title>
	<description>Chi è passato da poco da Windows Vista a Windows 7 avrà sicuramente notato che il client di posta gratuito Windows Mail presente su Vista non è invece più presente su Windows 7 ed è stato sostituito con Windows Live Mail, un client di posta "on line", parte integrante della suite di programmi Windows Live Essential.
Il programma fornito da Windows 7 è più moderno ed offre sicuramente più funzioni ma non a tutti piace e molti fanno fatica ad abituarsi alla nuova interfaccia introdotta da Microsoft, in particolar modo chi si era abituato ad usare Windows Mail presente su Vista. 
Ecco quindi qui di seguito due semplici metodi su come integrare Windows Mail su Windows 7:

se si ha a disposizione un pc con una versione funzionante di Windows Vista è sufficiente recarsi al seguente indirizzo: C:/programmi/windows mail e copiare quest'ultima cartella ( Windows mail ) per intero su una chiavetta usb, un cd, o un Dvd; la cartella non occupa più di 10 Mb.

Una volta eseguito questo passaggio accendere il Pc con Windows 7 su cui si intende installare Windows Mail ed andare sempre al seguente indirizzo. C:/programmi (o program files )/ windows mail e rinominate la cartella di Windows mail a vostro piacimento. 

Nel caso non riusciste a trovare la cartella Windows Mail su sette per rinominarla fate così: cliccate su "menù start" e poi su "computer", di seguito in alto a sinistra su "organizza", su "opzioni cartella e ricerca", cliccate sulla scheda "visualizzazione" e togliete infine la spunta su "Non visualizzare cartelle, file e unità nascosti".
Fatto questo potete prendere la cartella che avete precedentemente copiato da Vista ( oppure quella che andrete a scaricare dal link più in basso ) ed "incollarla" in Windows 7 all'indirizzo c:/programmi ( o program files ).

In seguito bisogna entrare nella cartella appena copiata su Sette di Windows Mail, posizionarsi col mouse sul file eseguibile "winmail", cliccarvi sopra con il tasto destro, cliccare infine con il sinistro sulla voce del menù appena aperto "aggiungi alla barra delle applicazioni" ed avrete così Windows Mail funzionante anche su Windows sette e raggiungibile comodamente dalla barra delle applicazioni in basso a destra.Utilizzare la nostra versione di Windows Mail presente su VistaIl secondo metodo, ancora più semplice, è quello di scaricare Windows mail a questo indirizzo: http://www.megaupload.com/?d=AQXDVV69 e seguire poi le istruzioni per copiare la cartella scaricata su Windows Sette.

In realtà esisterebbe un terzo metodo ancora più semplice e sbrigativo che però non ho testato personalmente; visto che su Sette esiste già la cartella di Windows Mail, ( C:/program files/windows mail ) ma non funzionante, è semplicemente sufficiente prelevare dalla cartella di Windows Mail funzionante su Vista il file "msoe.dll" ed andarlo a sostituire nella cartella di Windows Mail su Sette.
Una volta sostituito questo file Windows Mail dovrebbe funzionare perfettamente.</description>
	<pubDate>16 May 2011 18:04:57 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/windows-mail-su-sette.html</link>
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	<title>Come accendere un fuoco senza fiammiferi e accendino</title>
	<description>Essere in grado di accendere un fuoco in qualsiasi situazione di emergenza e solamente con quello che si ha a disposizione in un determinato momento è una nozione che potrebbe rivelarsi molto utile in caso di imprevisti.
Vi siete mai chiesti se sareste in grado di accendere un fuoco in caso di necessità ed in mancanza di un accendino e dei classici fiammiferi? Se la risposta é no ecco allora alcuni metodi pratici  per accendere un fuoco da soli senza l'aiuto della "tecnologia".
Supponiamo ed esempio di trovarci in un bosco e di dover per forza accendere un fuoco per nutrirci, per riscaldarci o per tenere alla larga animali indesiderati.
Un metodo molto veloce e soprattutto efficace, consiste nell'utilizzare una lente di ingrandimento come strumento per accendere un fuoco; naturalmente tutti sappiamo che è abbastanza improbabile che in una situazione improvvisa di emergenza, come può essere perdersi in un bosco, avere con se una lente di ingrandimento.
Niente paura, anche dei semplici occhiali da vista possono servire benissimo allo scopo.

L'elemento che risulta invece indispensabile per poter accendere un fuoco in queste condizioni è il sole, senza di cui risulta impossibile accendere un fuoco con le lenti.
Una volta però che riuscite a procurarvi una lente e un po' di sole, accendere il fuoco è un gioco da ragazzi; è sufficiente che vi procuriate un po' di erba secca ( per innescare il fuoco ) e un po' di rametti secchi ( per propagare il fuoco ) che sarete in grado di accendere il vostro bel fuoco.

Il procedimento, come scritto sopra, è molto semplice: prendete l'erba secca, posatela in un luogo asciutto e riparato e, con le spalle al sole e tenendo la lente a circa 10 cm. dall'erba secca, muovetela fino a concentrare i raggi del sole in un punto luminoso che dirigerete sopra l'erbe secca per alcuni istanti.

Quando comincerà ad uscire del fumo è il momento di soffiare leggermente sull'erba fino ad innescare il fuoco vero e proprio che andrete poi ad alimentare con i rametti secchi preparati in precedenza. 
Se si utilizza della legna per accendere il fuoco è bene sapere che non tutti i tipi di legna sono uguali: infatti la resina presente in alcune pigne e nel tronco dei pini si accende molto facilmente, anche in presenza di umidità.
Stessa cosa dicasi del legno di betulla, il quale contiene una un olio resinoso facilmente infiammabile.
Salice, castagno e pioppo andrebbero  invece evitati in quanto bruciano con difficoltà.Come accendere un fuoco con la lente di ingrandimentoUn altro metodo per accendere il fuoco in modo agevole e che sfrutta sempre il principio della lente di ingrandimento è quello di utilizzare una bottiglia in plastica ( ma anche vetro ) riempita con acqua per concentrare i raggi del sole; il segreto è trovare dell'ottimo materiale asciutto e infiammabile per l'innesco del fuoco. Erba secca e sterpaglia vanno benissimo. Qui sotto il video dimostrativo.

Come accendere un fuoco  con la sola legna

In caso invece non si abbia a disposizione  o il sole o una lente per accendere il fuoco ecco un metodo che può risultare utile in ogni condizione, questi gli strumenti necessari per accendere il fuoco a cui bisogna però aggiungere un minimo di manualità: un ramo asciutto lungo almeno 30 cm. circa e con diametro di 1 cm. circa, un pezzo di legno piano e del materiale facilmente infiammabile come può essere l'erba secca.

Per la procedura guardare il video qui sotto che mostra come la tribù dei Maasai accende il fuoco con questi pochi strumenti.</description>
	<pubDate>14 Apr 2011 21:10:43 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/come-accendere-fuoco.html</link>
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	<title>Colla a caldo, cosè e come funziona</title>
	<description>Ho da poco scoperto la grande utilità dell'uso della colla a caldo e dei suoi risultati; con mia grande sorpresa ho constatato che la colla a caldo ha una grande proprietà: una volta asciugata ( tempo di asciugatura 8 minuti ) non è più possibile che le superfici da noi incollate si stacchino.
In caso di necessità però, con l'utilizzo di semplice alcool, è possibile staccarla da parti indesiderate.
E' difficile pensare a quanti "problemini tecnici" si possa porre rimedio in modo permanente con l'utilizzo della colla a caldo.
La colla a caldo, anche chiamata termocolla, si usa normalmente con l'impiego di un utensile che ha la forma di una pistola con cui, grazie alla presenza al suo interno di una resistenza, si andrà a sciogliere lo stick di colla solida che trova alloggio al suo interno.
Premetto che la spesa per acquistare una pistola per l'utilizzo della colla a caldo è veramente esiguo; se non la si deve usare per scopi professionali la si può trovare a prezzi veramente esigui, di norma dalle 10 alle 15 euro, con almeno uno stick di colla già incluso.

Detto questo l'uso della colla a caldo è molto semplice: è sufficiente inserire lo stick di colla nel suo alloggiamento all'interno della pistola, attaccare la spina della pistola stessa ad una presa di corrente ed attendere 3/4 minuti che la resistenza si scaldi bene per poter sciogliere la colla in modo idoneo.
Trascorsi questi minuti premete sul "grilletto" della pistola e, se la pistola si è scaldata a dovere, vedrete uscire un piccolo flusso di colla densa e liquida che potrà essere apposta sulla superficie desiderata e precedentemente preparata.
E' molto importante che prima di incollare qualsiasi cosa le superfici interessate debbano essere completamente asciutte e sgrassate; solo così la colla a caldo può esprimere tutta la sua potenzialità.
Sono due i principali tipi di colla a caldo: 

La colla EVA, abbreviazione di Etil Vinil Acetato, fonde completamente ad una temperatura di circa 150° e si raffredda in tempi molto brevi facendo presa anche su superfici porose in circa due minuti. Si scioglie in presenza di sostanze solventi.

La colla PUR, diversamente dalla EVA, può essere applicata anche a freddo ( in soluzione acquosa o con solventi ), mentre a caldo fonde ad una temperatura di 110° circa; questi tipi di colla lavorano molto bene anche in presenza di umidità e per questo motivo vengono molto utilizzate per la stesura di pavimenti, parquet in particolar modo.
Entrambi i tipi di colla possono essere utilizzati in ambito domestico con ottimi risultati su materiali come plastica, legno, cartone, ceramica, stoffa e tessuti in generale.
Un utilizzo particolare della colla a caldo che ha preso molto piede negli ultimi tempi è quello per rimuovere ammaccature dalle automobili. 
Cercando in rete si può trovare in vendita ad un prezzo molto basso ( a partire da 9 euro ) un kit per la rimozione delle ammaccature dalle automobile che si avvale appunto dell'utilizzo della colla a caldo.
Il kit, oltre alla pistola per la stesura della colla a caldo, ha in dotazione tre diverse misure di ventose dotate di vite filettata, una base su cui far leva per rimuovere le ammaccature ed un pomello filettato. Una volta identificata la giusta misura della ventosa da utilizzare ( a seconda dell'entità dell'ammaccatura ), la si cosparge di colla a caldo e la si fissa spingendo in modo deciso sulla parte centrale dell'ammaccatura ( pulita, asciutta e sgrassata ) per almeno un minuto. 

Attendere ancora un paio di minuti e poi infilare la base tramite l'apposito foro sulla parte filettata della ventosa su cui si andrà ad avvitare il pomello con al centro il dado filettato; a questo punto è sufficiente girare il pomello piano piano fino a che non si sentirà il classico suono dell'ammaccatura che scompare.
Attenzione: trascorsi otto minuti dalla stesura della colla sarà praticamente impossibile staccare la ventosa dalla macchia, per farlo è sufficiente versare sulla parte incollata dell'alcool.</description>
	<pubDate>26 Feb 2011 14:59:37 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/colla-a-caldo.html</link>
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	<title>Emicrania e mal di testa, sintomi e rimedi</title>
	<description>Solo in Italia 12 milioni di persone soffrono regolarmente di mal di testa; l'emicrania è uno dei disturbi fisici più diffusi in assoluto. Può durare ore o, addirittura, giorni interi rendendo spesso le attività quotidiane impossibili da portare a termine e costringendo i soggetti colpiti a stare a letto, in una stanza silenziosa ed al buio. Il mal di testa colpisce più le donne che gli uomini e tende ad essere un disturbo ereditario.
I sintomi del mal di testa sono dolori spesso fortissimi, ipersensibilità a luci e suoni e, nel caso di emicrania, nausea e vomiti con dolore localizzato ad una sola area del capo. 

Chi soffre di mal di testa o di emicrania ha, di solito, il primo attacco durante l'adolescenza o, comunque, prima dei trent'anni. 
Una volta che il mal di testa si presenta in un soggetto, difficilmente sarà un episodio isolato anche se, ultimamente, si è osservato che dopo i cinquant'anni ci sono alte probabilità che il disturbo sparisca da solo.
Nei soggetti predisposti i fattori scatenanti del mal di testa sono moltissimi: si va dalle intolleranze alimentari all'uso della pillola anticoncezionale o di altri farmaci, dalla mancanza di sonno allo stress. Le tensioni emotive non solo scatenano l'emicrania ma, qualora il mal di testa fosse già presente, la intensificano. Molte donne soffrono di emicrania durante il ciclo mestruale.

Il fattore ereditario, soprattutto quando è materno, è una delle cause principali che predispone le persone a soffrire di emicrania; lo stress invece, sia a livello fisico che mentale, è uno dei fattori più importanti che determinano lo scatenarsi del mal di testa. In questo caso gli attacchi di emicrania si manifestano quando ormai la situazione di stress che l'ha generata è giunta ormai al termine.
Esistono poi fattori di natura ambientale che, oltre a scatenare il mal di testa, possono altresì aggravare l'emicrania già in corso: il clima e l'inquinamento dell'atmosfera sono le cause che più influiscono sulla comparsa del mal di testa per quanto riguarda i fattori ambientali.
Dato che alcuni individui sono sensibili alla tiratina, un vasodilatatore naturale presente in molti cibi, sarebbe utile cercare un collegamento dietetico con gli attacchi di mal di testa; i cibi meno indicati in caso di emicrania che contengono appunto la tiranina sono i formaggi stagionati, il fegato, le banane, le melanzane, il cioccolato ed il lievito. 
E' anche consigliabile evitare la carne rossa, i prodotti in scatola come il tonno, il consumo di alcolici ( specialmente il vino rosso) e di caffeina. 

Anche il glutammato monosodico, l'additivo presente nella maggior parte dei dadi da brodo, può provocare mal di testa. Alcune donne hanno risolto il problema del mal di testa semplicemente abbandonando i contraccettivi orali.
Ovviamente, come per ogni altro disturbo di natura anche emotiva, per evitare attacchi frequenti di mal di testa è molto importante imparare a gestire lo stress; esercizio fisico regolare, ritmi di lavoro meno intensi e forme di rilassamento di qualsiasi tipo aiutano a limitare le ricadute di emicrania.
La medicina ufficiale si avvale, di solito, dell'aspirina e del paracetamolo per dare sollievo al mal di testa. Nei casi più importanti il medico prescrive un analgesico più forte o un vasocostrittore come l'erotamina, che agisce sui vasi sanguigni che circondano i cervello; tuttavia quest'ultimo può essere pericoloso se assunto in eccesso o durante la gravidanza. Anche betabloccanti e calciobloccanti sono spesso usati per prevenire l'emicrania.
Una cura in caso di emicrania è rappresentata dal praticare la digitopressione sulla mano, sul collo e sul piede. 

Sulla mano la pressione deve essere esercitata nel punto alla confluenza tra il pollice e l'indice. 

All'apice del collo premete verso l'alto nel punto appena sotto il cranio e a lato della colonna vertebrale. 

Sul piede la pressione va esercitata sullo spazio tra l'alluce ed il secondo dito, in direzione del piede.
I rimedi più comuni sono Sanguinaria per il dolore sul lato destro e Spigelia per quello sul lato sinistro.
Nei casi in cui ci siano dei disturbi visivi prima del manifestarsi del mal di testa si usa Iris versicolor e invece Natrum muriaticum quando il dolore è pulsante o l'emicrania è accompagnata da formicolii ed intorpidimento del viso</description>
	<pubDate>21 Jan 2011 14:40:38 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/emicrania-mal-di-testa.html</link>
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	<title>Insonnia: cos'è, cause e rimedi</title>
	<description>Il sonno è un naturale stato temporaneo di incoscienza che si presenta nel momento in cui l'attività elettrica del cervello funziona più ritmicamente rispetto a quando siamo svegli e reagisce meno agli stimoli esterni. Esistono due tipi ben definiti di sonno: il sonno profondo detto anche non-REM ( NREM) durante il quale il corpo si rigenera, ed il sonno REM ( rapido movimento degli occhi ) durante il quale si sogna dando modo alla mente di rielaborare sentimenti e paure, azionando una sorta di valvola di sfogo per la nostra psiche che ci permette, una volta svegli, di essere più sereni. 
Dormire bene, insomma, è essenziale per mantenere uno stato fisico ed emotivo ottimale; con il giusto riposo permettiamo al nostro corpo di guarire più facilmente da alcune malattie e di combattere adeguatamente lo stress.

L'insonnia, purtroppo, è spesso un circolo vizioso dal quale è piuttosto difficile uscire. Le cause dell'insonnia vanno solitamente ricercate in un eccesso di stress che, a sua volta, è un ulteriore fonte di stress per il nostro corpo che, così, non riesce a trovare pace.
Esistono varie tipologie di insonnia; c'è chi ha difficoltà a prendere sonno , chi si sveglia più volte nel corso della notte e chi si sveglia eccessivamente presto alla mattina; tutte le forme di insonnia, comunque, causano una forte spossatezza ed un logorio psico-fisico. Fortunatamente l'insonnia può essere solamente momentanea, legata ad eventi significativi della nostra vita quali matrimoni, nascite, lutti, traslochi etc ..., destinata a sparire da sola; un generale stato di buona salute ed un buon temperamento possono limitare gli effetti dello stress ma più aumentano le cause dello stress e meno si diventa in grado di difendersi.

Se si vuole tornare a dormire bene è fondamentale riconoscere quando il livello dello stress ha superato il limite. I principali sintomi dello stress sono l'irritabilità e la difficoltà a prendere decisioni, i bruciori di stomaco ed il mal di testa, la tendenza ad isolarsi e gli attacchi di panico; se soffriamo di insonnia e, contemporaneamente, presentiamo anche qualcuno di questi sintomi, dobbiamo tentare di identificare le cause dello stress e, qualora fosse possibile, tentare di porvi rimedio. A volte dei piccoli cambiamenti mirati ad eliminare le tensioni possono rappresentare degli ottimi rimedi. 

L'insonnia può altresì essere generata da alcune allergie alimentari latenti tra le quali quelle ai latticini, in tal caso il classico consiglio contro l'insonnia di bere un bicchiere di latte prima di andare a dormire potrebbe esasperare il problema anziché attenuarlo.

Anche la tendenza ad ingrassare potrebbe essere legata all'insonnia: quando dormiamo troppo poco il nostro corpo produce un ormone, la grelina, che stimola l'appetito, aumentando la sensazione di fame al risveglio; quando dormiamo serenamente, invece, l'ormone rilasciato è la leptina che provoca un senso di sazietà ed appagamento che ci accompagnerà per tutta la giornata.
Non esiste una norma assoluta in merito alle ore di sonno necessarie per stare bene; esse variano da individuo ad individuo e cambiano nel corso della vita, diminuendo notevolmente con l'avanzare dell'età senza determinare l'insonnia; basta osservare quanto dormono i neonati e quante poche ore di sonno siano invece necessarie ad una persona anziana per sentirsi riposata.

Di solito si dorme sette - otto ore per notte anche se, personalmente, trovo che sarebbe necessario dormire un po' più a lungo per guadagnare salute e buon umore.
-Se combattiamo l'insonnia evitiamo di consumare pasti troppo pesanti per la cena ma, in ogni caso, mai andare a dormire a stomaco vuoto.

-Caffeina, alcol e nicotina interferiscono con una buona qualità del sonno; teniamo sempre conto.

-Gli alimenti che facilitano il sonno sono quelli che contengono la vitamina B6 ( insalate a foglia verde,banane, albicocche,noci  ) che ha un potere calmante, e quelli che contengono triptofano (uova, pesce, legumi e frutta secca) un amminoacido che serve a sintetizzare la serotonina, una sostanza chimica che migliora l'umore. Ricordiamoci quindi di inserire gli alimenti giusti nella nostra dieta se soffriamo di insonnia, sono degli ottimi rimedi contro l'insonnia.

-Praticare regolarmente dello sport durante il giorno elimina gli ormoni dello stress ed aiuta a stancarsi fisicamente; una combinazione perfetta contro l'insonnia.
-Sarebbe bene interrompere qualsiasi attività, sia quella fisica che quella mentale come l'uso del computer, almeno un'ora prima di andare a letto; questo semplice accorgimento permette di rasserenare la mente predisponendola al giusto rilassamento.

-Quando non riuscite a dormire evitate di restare a letto e di guardare continuamente l'ora per non innalzare ulteriormente il livello di stress; alzatevi ed andate in un'altra stanza, dedicandovi magari alla lettura di un libro fino a quando non vi sentirete assonnati.
-Essere abitudinari è uno dei rimedi cha ha i suoi vantaggi nella lotta all'insonnia: andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, ogni giorno della settimana, è un modo eccellente per ristabilire l'equilibrio sonno/veglia nel nostro corpo.

-Bere una tisana calda prima di andare a dormire, specialmente quelle a base di camomilla e valeriana, è un rimedio particolarmente efficace per indurre il sonno e contrastare quindi l'insonnia.

-E' consigliabile fare un bagno caldo prima di dormire al fine di rilassare la muscolatura, predisponendo il nostro corpo al sonno; aggiungendo al bagno alcune gocce di olio essenziale (al vetiver, alla lavanda, alla camomilla o al bergamotto )avremo un benefico effetto calmante immediato poiché l'olio verrà in parte inalato ed in parte assorbito dalla pelle. Molti oli non sono però adatti ai bambini; controllate sempre prima di usarli.</description>
	<pubDate>11 Jan 2011 17:45:11 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/insonnia.html</link>
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	<title>Colpo della strega, cos'è e come si cura</title>
	<description>Il colpo della strega si manifesta con un dolore molto acuto, improvviso e localizzato in fondo alla schiena, la causa scatenante è spesso dovuta ad una torsione anomala della schiena che non viene sufficientemente supportata dai muscoli interessati. Nel colpo della strega uno spostamento dell'articolazione situata tra una vertebra e l'altra da luogo ad una contrazione dei muscoli con conseguente immobilizzazione della parte dolente in corrispondenza di un certo tipo di movimento.

Le cause del colpo della strega, oltre ad un movimento brusco, possono essere imputate anche ad altri fattori come ad esempio il peso eccessivo di una persona che può, in concomitanza con una riduzione della massa muscolare, sovraccaricare la colonna vertebrale e danneggiarne quindi i dischi situati tra le vertebre.
Anche la debolezza dei muscoli può portare al verificarsi del colpo della strega, questo perché, quando i muscoli della schiena perdono tonicità, costringono la colonna vertebrale ad un lavoro extra per sostenere il peso del corpo che a lungo andare può indurre un assottigliamento dei dischi intervertebrali con conseguente colpo della strega alla schiena.
Anche il continuo assottigliamento dei dischi situati tra le vertebre può causare un improvviso colpo della strega con conseguente immobilizzazione della schiena.
Neppure i giovani, in presenza di una malformazione della colonna vertebrale corrispondente alla sua parte finale, possono considerarsi esenti da questo fastidioso inconveniente alla schiena.

Uno sforzo deciso, quando la muscolatura è ancora fredda, o il mantenimento prolungato per ore della stessa posizione, soprattutto da seduti, sono tra cause più diffuse del manifestarsi del colpo della strega; i muscoli adiacenti alla zona lombare si infiammano e provocano un dolore acuto e molto localizzato che generalmente è in grado di bloccare la schiena per qualche giorno.
Il dolore, che è provocato dalla pressione su di un nervo, si manifesta alla base della schiena, è molto forte ed è localizzabile in un punto ben preciso e centrale nella parte finale della colonna vertebrale.
Il dolore acuto si manifesta soprattutto durante la torsione della schiena, chinandosi , tossendo e anche durante uno starnuto.
Capita anche, durante la fase acuta del colpo della strega, di non riuscire a prendere sonno a causa del dolore provocato dalla torsione del dorso tipica del "comportamento"  che assumiamo nella fase notturna del sonno.
Anche il semplice gesto dell'infilarsi un paio di calzoni o di allacciarsi le stringhe delle scarpe diventano imprese impossibili.
Fortunatamente, quando il colpo della strega non è dovuto a cause gravi quale può essere un'ernia del disco ma ad esempio un semplice colpo di freddo, la sua durata si esaurisce solitamente in tre/quattro giorni; nel caso invece il mal di schiena durasse molto di più o si manifestasse molto frequentemente si consiglia di farsi visitare da uno specialista al fine di identificare quali siano le esatte cause per poter intervenire in modo mirato ed efficace.
Colpo della strega, Cura e Rimedi
Qui di seguito trovate esposti alcuni rimedi che non rappresentano assolutamente la soluzione o la guarigione definitiva dal colpo della strega ma che possono rivelarsi un valido aiuto in termini di prevenzione o di aiuto nella sopportazione del dolore.
A differenza di quanto si è sempre sentito dire il riposo assoluto non sembra più essere l'atteggiamento migliore per la cura del colpo della strega; il consiglio è quello di stare a riposo nelle prime 10 ore che seguono il manifestarsi della patologia per poi riprendere in modo graduale a camminare senza eccessivi sforzi per dare così modo alla muscolatura di rilassarsi in modo del tutto naturale.

Per alleviare il dolore si impiegano impacchi di ghiaccio, mentre per rilassare la muscolatura vengono consigliati bagni o impacchi caldi; anche l'agopuntura e i massaggi possono essere di grande aiuto nel risolvere la situazione.

Se il dolore è molto forte è anche possibile avvalersi dell'assunzione di analgesici, giusto per un paio di giorni; questi, oltre ad alleviare il dolore possono facilitare il rilassamento dei muscoli con i conseguenti benefici.
Ricordiamo che gli analgesici alleviano momentaneamente il dolore ma non ne eliminano la causa per cui, in caso il problema persistesse a lungo è necessario rivolgersi ad uno specialista del settore.</description>
	<pubDate>10 Jan 2011 12:08:55 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/colpo-strega.html</link>
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	<title>Coltivazione dei tartufi, consigli per la coltivazione del tartufo</title>
	<description>Come sappiamo il tartufo è un fungo sotteraneo e come tale non è in grado di nutrirsi da solo; per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di "favori". Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta a sua volta riceve dal tartufo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo.
La coltivazione dei tartufi consiste quindi nel ricreare con metodo "artificiale", ossia creato dall'uomo, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta; questa tecnica è chiamata in gergo "micorrizazione" e consiste nel lasciare le radici della pianta interessata a contatto con le spore del tartufo che si intende impiantare affinché quest'ultimo "attacchi" generando così un rapporto simbiotico con la pianta. In genere questo procedimento si attua su piantine ancora piccole che, in caso di coltivazione, si andranno poi a piantare su un terreno idoneo alla coltivazione dei tartufi  preventivamente preparato.
La micorrizazione può tuttavia essere praticata anche su piante adulte innaffiandole a più riprese con acqua di lavaggio dei tartufi o con acqua e tartufi fradici per un raggio di circa 5 metri attorno alla pianta interessata.
Se invece si vogliono avere più certezze ( ma mai la sicurezza al 100% ) è bene sapere che in Italia le piante micorrizate vengono prodotte da vivai specializzati e sono generalmente di ottima qualità. In caso di acquisto si consiglia di chiedere piante certificate in quanto assicurano una maggior garanzia di successo rispetto a quelle sprovviste di certificazione; la certificazione delle piantine micorrizate per la coltivazione dei tartufi viene infatti rilasciata dalle Università o da altri enti preposti, rispondendo ad un rigido protocollo e quindi in grado di offrire maggiori garanzie di successo.
In Italia sono presenti allo stato naturale e spontaneo  diverse specie di tartufi; non di tutte però è consentita la commercializzazione, sono infatti solo sette le specie commerciabili e ancora meno sono quelle di cui si può tentare di avviare una coltivazione. 

La specie che ha dato i migliori risultati per quanto riguarda la coltivazione in Italia è rappresentata dal tartufo nero pregiato, seguito a ruota da quello estivo e dal bianchetto; per quanto riguarda la coltivazione del tartufo bianco i risultati sono stati fino ad ora deludenti. 
Nel nostro paese la coltivazione dei tartufi è iniziata intorno agli anni ottanta e, come scritto sopra, si sono ottenuti risultati estremamente positivi con la coltivazione dei tartufi neri, mentre, al contrario, la coltivazione del tartufo bianco per ora non è ancora possibile sebbene gli studi procedono in modo intensivo anche in questo campo( grazie soprattutto al valore economico di quest'ultimo ).
I tartufi per crescere e svilupparsi hanno bisogno di un terreno ed un clima con determinate caratteristiche e quindi prima di iniziare una coltivazione è necessario informarsi per determinare se il terreno su cui intendiamo avviare la coltivazione è effettivamente idoneo. A tal scopo è sempre meglio avvalersi del parere di personale qualificato per l'analisi del suolo onde poter identificare, in seguito ai risultati ottenuti, quale sia la specie di tartufo più idonea ad essere coltivata per il terreno in questione.

Non sono idonei alla coltivazione dei tartufi i terreni troppo compatti, con un Ph acido e con la completa assenza di calcio; anche i terreni che presentano una profondità ridotta ( anche a causa di uno strato roccioso  sotto la terra ) da non permettere lo sviluppo in profondità delle radici per almeno 15 cm. vanno sicuramente scartati.
La capacità di ritenzione idrica, la percentuale di sostanze organiche e nutrienti, in qualità di fosforo, potassio e azoto sono tutti elementi che vanno analizzati a fondo.
Una volta appurato di essere in possesso di un terreno idoneo è necessario procedere con la preparazione e la livellatura del terreno che dovrà ospitare la coltivazione dei tartufi; arbusti, grosse pietre e tutto quanto può essere di impedimento allo sviluppo delle piante va dunque rimosso.
Stabilita la specie di tartufo più indicata ad essere coltivata nel terreno a disposizione, bisogna quindi scegliere la tipologia di pianta atta ad entrare in simbiosi con il tartufo; è consigliabile comunque realizzare impianti di coltivazione con due o tre specie di piante così da avere una maggiore diversificazione e variabilità di fronte ad inconvenienti ed avversità imprevisti al fine di garantire comunque la produzione.
Attualmente il prezzo medio di una pianta micorrizata per la coltivazione dei tartufi si aggira sui 9/12 euro, il loro prezzo dipende molto dalla tipologia di tartufo da impiantare; infatti le piante micorrizate con tartufo nero pregiato costano in media 2 euro in più delle altre e se sono certificate il loro prezzo aumenta ancora di 60/80 centesimi a piantina.
La stagione ideale per avviare un impianto adibito a coltivazione va dall'autunno alla primavera. Una volta approntati i buchi che dovranno accogliere le piante si consiglia di svasare quest'ultime con attenzione e posizionarle nella buca avendo cura di ricoprirle con terra molto fine al fine di facilitare la formazione di nuove radici che rappresentano la condizione ideale allo sviluppo dei nuovi tartufi.
L'irrigazione, che non va assolutamente fatta con acqua di acquedotto ( contiene cloro ), rappresenta sicuramente una spinta in più al successo della coltivazione; favorisce il buon attecchimento delle piante e molte volte una precoce entrata in produzione "dell'impianto" ed una costante produzione protratta negli anni.
Affinché tutto si mantenga in ordine e l'impianto continui regolarmente la sua produzione di tartufi è bene eliminare dal terreno le eventuali piante infestanti ed assicurarsi che le piante non siano infestate da parassiti che risulterebbero molto dannosi per la produzione stessa.
L'entrata in produzione di una tartufaia coltivata inizia solitamente dopo il settimo/ottavo anno dal suo impianto, mentre la produzione a pieno ritmo comincia di norma tra il tredicesimo ed il quindicesimo anno, parliamo naturalmente di tartufo nero.
Anche questo campo non è esente da truffe; da vari anni operano infatti sul nostro territorio alcune organizzazioni che hanno già truffato molte persone in buona fede. Costoro si presentano come esperti del settore garantendo per le loro piantine micorrizate caratteristiche che sono tutt'ora impossibili a verificarsi: garanzia al 100% della riuscita dell'impianto, entrata in produzione dopo appena tre anni dalla messa in opera dell'impianto, una produzione annua che va da 1 a 3 chili per singola pianta. Non solo. Queste persone consigliano e quindi vendono ( a peso d'oro ) un'ipotetica "mistura miracolosa" che sarebbe in grado di assicurare la produzione di tartufi.</description>
	<pubDate>1 Nov 2010 16:38:24 GMT</pubDate>
	<link>http://www.mr-loto.it/coltivazione-tartufi.html</link>
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