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Le Cause dell’Infelicità

Le Cause dell’Infelicità

Le cause dell'infelicità
Le cause dell’infelicità

Quali sono le cause dell’infelicità? C’è qualcosa in comune nelle vite di coloro che sono infelici? L’infelicità è uno stato dell’animo così diffuso tra persone diverse che sembra assurdo cercare di trovarne delle cause comuni.

Per trovare le cause dell’infelicità è necessario prima di tutto comprendere cosa determina l’equilibrio del nostro animo.

Sant’Agostino che è stato un grande filosofo oltre che un teologo, cercando le cause dell’infelicità è riuscito ad identificare tre emozioni dell’animo umano che determinano  i nostri stati d’animo e, di conseguenza, il nostro equilibrio: il timore, la gioia e la tristezza.

Sant’Agostino prosegue la sua riflessione spiegando come queste emozioni siano quasi sempre legate alle cose materiali. Il timore più diffuso, oggi come allora, è quello di non riuscire ad ottenere quello che si vuole o di perdere quello che si ha già.

Qual è il motivo più grande di gioia? Avere qualcosa o qualcuno che si desiderava tanto. Pensa a quello che ti rende triste: non è forse il non avere o l’aver perso quello o colui che ami?

Le cause dell’infelicità risiedono dunque tutte nel nostro materialismo. Mi spiego meglio.

Non è difficile vedere come la nostra cultura ci insegni ad attaccarci e a dare importanza alle cose materiali. Teniamo tantissimo alle nostre proprietà, i nostri maggiori piaceri sono legati al corpo (anche quando ci danneggiano), rifuggiamo la vecchiaia e la morte ci spaventa terribilmente, specialmente quella dei nostri cari.

Le cause dell’infelicità sono strettamente legate a questa nostra visione limitata del mondo: facciamo dipendere le nostre emozioni da cose che sono, per loro natura, impermanenti e temporanee e che prima o poi, visto che sono destinate a finire, ci faranno sentire il dolore della perdita rendendoci infelici.

Se riuscissimo a vedere le cose materiali per quello che sono, ci renderemmo conto che le cause dell’infelicità sono le nostre priorità sbagliate che ci portano ad affidare il nostro equilibrio interiore a qualcosa che finirà.

Una volta che abbiamo davvero capito le cause dell’infelicità non ci resta che lavorare su noi stessi per essere felici. Per essere felici dobbiamo fondare il nostro equilibrio su quello che abbiamo dentro, su quella nostra parte spirituale che sarà sempre con noi e che è l’unica cosa che potrà aiutarci a restare in piedi, anche nel caso in cui tutto quello che è intorno a noi dovesse crollare.

Lettura consigliata: La Città di Dio di Sant’Agostino

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55 Commenti

  1. Credo che sia proprio così… la nostra spiritualità, che è la parte più alta del nostro essere, spesso è soffocata dalle cose pratiche e viene sovrastata da tutto quello che la realtà pretende da noi. 🙂

    1. Sono d’accordo. Ma noi dobbiamo tutelarla la nostra anima, nutrendola ed addestrandola ogni giorno agli alti e bassi della vita!
      Ciao, buona domenica.

  2. Non sono d’accordo sul fatto che le cause dell’infelicità risiedano tutte nel nostro materialismo.
    Per esempio… la cosa che a me dà principalmente gioia è lo star bene (fisicamente) dei miei cari.
    E ho una paura terribile di morire, ma non per me stessa… ma la consapevolezza di lasciare mio figlio nelle mai di chi non potrà amarlo e curarlo con lo stesso mio amore mi fa impazzire… e questo ahimè… mi fa peccare di avidità, nel richiedere più tempo da vivere da dedicare a lui, ma non credo si tratti di materialismo…
    Al di fuori di questo, credo che la felicità sia la vita stessa… accettarla nonostante tutto… è il segreto!
    E’ la parte bambina, quella che ci rende eternamente gioiosi, e che si nutre essenzialmente di pensieri positivi,
    di onestà e buone azioni…
    Un abbraccio Mr. Loto, e buona settimana!

    1. Lo capisco Betty. Ma il tuo non è materialismo, è piuttosto legato alla sfera emotiva, ti preoccupi per gli altri e non per te.
      Mi piace la tua affermazione sull’accettare la vita nonostante tutto. E mi piace molto l’idea di nutrire la nostra parte bambina con i pensieri positivi, l’onestà e le buone azioni. Qualcuno ha detto “se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”. Semplicità, sincerità, purezza, ingenuità e capacità di trasformare velocemente le lacrime in sorrisi… quanto hanno da insegnarci i bambini!
      Ricambio l’abbraccio cara Betty e ti auguro anche io una lieta settimana.

    2. Ciao, Betty.
      Più che dal materialismo… direi che la felicità (e l’infelicità) dipendono sempre più da fattori esterni a noi stessi. Perdiamo tempo prezioso aspettandoci troppe cose dagli altri, che puntualmente non ci danno niente, mentre concentrarsi su noi stessi potrebbe darci qualche soddisfazione in più.
      Sia chiaro che non sto inneggiando all’egoismo, piuttosto ad un equilibrio che solo noi possiamo valutare.
      E, visto che ti è piaciuto… serenità a te e al mondo che ti circonda.

      1. Ciao Loris,
        io penso che la felicità (come pure la tristezza) sia insita nell’essere umano, nessuno ce la può donare perché già la possediamo!, bisogna solo esser bravi a cercarla e tirarla fuori, e aggiungo anche che… essa va a braccetto con “l’Accettazione”, senza quest’ultima saremmo eternamente infelici!
        Sul fatto che molto spesso ci aspettiamo sempre qualcosa dagli altri concordo con te.
        Ma se saremmo stati bravi a “scovare” la felicità nascosta in noi, le delusioni non ci faranno un baffo… 🙂
        Una volta me la prendevo per tutto, ma ora sono consapevole che qualsiasi cosa ci accade, bella o brutta che sia, ci aiuta a crescere dentro.
        Cerchiamo di non farci mai abbattere dalle delusioni, puntiamo di più su noi stessi come dici anche tu… e… a questo proposito, ti lascio una frase che i piace moltissimo di Charlie Chaplin:
        “tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”… ma oggi so che questo è “amore di sé”
        Di nuovo… Tanta serenità a te e a tutti! 🙂
        E buona festa dell’Immacolata!

  3. E’ la prima volta che lascio un commento al tuo sito Mr. Loto, che visito di tanto in tanto e trovo interessante.
    Se penso a quanta gente si rivolge agli psicologi per l’infelicità, mi vengono i brividi.
    Ma anni addietro quando c’era tanta povertà, la gente come faceva a “sopravvivere”?
    Penso che sia una questione di educazione che va inculcata fin da piccoli.
    Mirare alla funzionalità dell’oggetto, che non per forza deve essere sostituito un mese dopo l’acquisto perché sul mercato è già presente un nuovo modello.
    Io ho trovato la mia felicità nello sdrammatizzare le situazione (che attenzione non è superficialità), a saper ridere di me stessa. Un saluto Mr. Loto

    1. Prima non c’erano gli psicologi ma c’erano gli amici, la famiglia. Qualcuno che si sedeva di fronte a te e ti ascoltavano cercando, con il cuore, di capirti, di aiutarti.
      Anche io credo che i bambini possano essere ducati alla felicità… ma in una società come la nostra è davvero essenziale che i genitori siano molto presenti ed in grado di spiegare ai ragazzi che la gioia nasce sempre da dentro e non da fuori.
      Saper sdrammatizzare è una gran cosa! Sono belle le persone che sanno ridere di loro stesse.
      Ti ringrazio per aver lasciato il tuo commento.
      Un caro saluto, a presto!

    2. Rosanna… ti rispondo io.
      Una volta la gente aveva molto più da fare… per vivere. Ogni momento serviva a creare qualcosa di prezioso. Oggi si spera sempre (troppo) nella buona sorte… e negli altri.
      Ciao.

      1. Gentile Loris, trovo saggia la tua risposta che condivido totalmente. In effetti oggi le persone si annoiano. Ma lo sperare negli altri a volte è inconsciamente, quando ti accorgi che le tue forze non ti accompagnano e soprattutto quando dei furbi riescono a realizzarsi grazie all’aiuto di persone influenti. Grazie per avermelo fatto notare.

  4. mi sovviene una poesia ” il sabato del villaggio”
    questo marchigiano forse il lider dell’insoddisfazione o infelicità….metto i puntini perché ce ne stanno altri come una mia amica che scrive di poesia quando dice di essere arrivata infondo.
    Chi sa perché chi vive nella dimensione del tempo come tanti che vivono come me sono ottimisti e col sorriso pronto quando basta solo dire:
    – non piove

    1. In effetti i poeti sono spesso persone infelici. Io credo che preferiscano restare in quella condizione dello spirito per raggiungere altre anime sofferenti come loro… e non sanno che la felicità è il modo migliore per toccare lo spirito di una persona!
      La felicità alla fine è fatta di cose semplici. Ad esempio, saper apprezzare il “qui adesso”, come dicono spesso i saggi orientali, è uno dei piccoli-grandi segreti per dare ad ogni cosa il giusto peso.
      Non piove! 🙂

  5. Ciao Mr…

    Spesso …

    molto spesso…

    E’ esattamente

    La mancanza di

    EQUILIBRIO

    Che sprigiona

    la propria infelicita’

    Spesso…

    Molto spesso ……

    la propria infelicita’

    rende infelici

    persone innocenti

    chi e ‘ felice

    non sente nessun bisogno

    di andare in giro armato

    perche’…..

    Semplicemente perche’

    L’ unica armatura che conosce

    e’ ….

    La CONOSCENZA DEL SUO SPIRITO

    si affida in questo

    e …

    Quello Spirito si innalza

    si innalza…

    sempre di piu’

    L’altezza che raggiunge

    Trovando e regalando

    Risposte equilibrate

    per tutti

    lo ha reso ormai

    UN GIGANTE

    per questo motivo …

    E’

    Avvantagiato

    Da quell’ altezza gli e’ possibile

    osservare

    Tutto…

    Tutto cio’

    Che molti mai comprenderanno……

    1. È vero che la nostra infelicità rende infelice chi ci vuole bene. Solo questo sarebbe già un buon motivo per cercare di venirne fuori.
      È vero che le persone infelici sono più chiuse e pronte ad attaccare. Per questo bisogna essere tolleranti con le persone che si mostrano aggressive… spesso è soltanto una richiesta di aiuto.
      Ed è anche vero che quando fai affidamento sull’equilibrio del tuo spirito poche cose della vita terrena possono davvero turbarti.
      La cosa bella è che ognuno di noi può lavorare sul proprio equilibrio! Si parte dalle emozioni, chiedendosi quali pensieri le hanno scatenate. E poi si cerca di comprendere perché si fanno certi pensieri… cercando di educare la mente a pensieri sempre più alti, puliti, migliori.
      Tutti possono farlo. Bisogna soltanto volerlo e non arrendersi.
      Buona serata Lara.

  6. Mr….

    chiedo scusa se le riporto questo pezzo….mi è molto piaciuto

    La cosa bella è che ognuno di noi può lavorare sul proprio equilibrio! Si parte dalle emozioni, chiedendosi quali pensieri le hanno scatenate. E poi si cerca di comprendere perché si fanno certi pensieri… cercando di educare la mente a pensieri sempre più alti, puliti, migliori.
    Tutti possono farlo. Bisogna soltanto volerlo e non arrendersi.

    Le spiego il perchè mi è piaciuto ed è molto semplice : il GIGANTE E’ LEI…..ma quello che mi sorprende è ….. non come sia riuscito lei a trovare me… ma..come sia riuscita io a trovare lei!!

    Mentre ci scambiamo questi pensieri sa cosa avverto?
    Riceviamo contemporaneamente qualcosa l’uno dall’altro….ed è un bel segno, perchè vuol dire che quell’elevarsi spiritualmente non cessa mai di aumentare , o forse mi piace l’idea che non vada in frantumi avendo ormai la certezza che la materialità è frantumabile mentre l’essenza è tutto il suo opposto..
    Un caro saluto Mr…..

    1. Ciao Lara.
      Rispondo alla tua 3 domanda con una spiritosaggine, ma di quelle che spingono a riflettere.
      Qualche volta, specie d’estate, quando maledico le zanzare che riescono a pungermi senza che me ne accorga, penso che è molto più facile per loro beccare me, che per me beccare loro. Questioni di vista… o di dimensioni?
      Confido in un tuo sorriso.
      Ciao.

      1. Direi piuttosto….questioni di: INCOMPRENSIONE.

        Scusa ma nn ho molto capito il senso, quindi nn posso sorridere senza aver compreso….
        Ma posso mandarti un carissimo saluto…
        ciao

  7. Bellissimo post caro Amico, come hai scritto la infelicità e causa dal materialismo, mio padre mi diceva una volta li ero gia grande avevo 18, si parlava quanto ci vuole per arredarmi la casa (mobili accessori ecc).. ad un certo punto mi disse tu pensi tutta questa robba poi ti rende felice?? Pensando un pò, ho risposto non lo so, poi lui mi disse fai un’altro elenco solo con le cose che servano veramente.. allora la lista si ha aveva solo un quarto dell’altra.. Mio padre mi sorrideva e diceva, iniziamo con la seconda lista, e poi mia cara hai tutto il tempo della tua vita a realizzare gli atri desideri, sempre valutando se ti rendano veramente felice o sono soltanto caprici. Oggi con quasi 52 anni posso dire non ho mai provato la sensazione di essere infelice, e questo e il merito del mio padre… buona settimana a te… con amicizia Rebecca♥

    1. È proprio così. È come quando si va al supermercato; se ti lasci guidare dalle “voglie” arrivi alla cassa con il carrello strapieno e, magari, dimentichi di comprare proprio l’unica cosa che ti serviva! Invece se usiamo la testa, valutando attentamente quello di cui abbiamo davvero bisogno, la nostra spesa e la nostra vita saranno molto più leggere!
      Grazie Rebecca, buona settimana!

    2. Rebecca… come potresti essere infelice con gli insegnamenti che ti ha dato tuo padre? Hai avuto la fortuna di approfondire la conoscenza con una persona di enorme saggezza… e se ne hai ereditato anche solo un pochino… stai percorrendo una via già segnata con i paletti d’oro.
      Quasi quasi ti invidio.
      Ciao.

  8. Il grande Totò, rileggere le sue poesie è un toccasana lasciò scritto che:

    Felicità !
    Vurria sapè ched’è chesta parola,
    vurria sapè che vvò significà .
    Sarrà gnuranza ‘a mia, mancanza ‘e scola,
    ma chi ll’ha ‘ntiso maje annummenà .
    “.

    Il grande Trilussa aveva, invece, individuato la ricetta per la felicità, lasciandoci detto che:
    ” C’è un’ape che si posa
    su un bocciolo di rosa,
    lo succhia e se ne va.
    Tutto sommato la felicità
    è piccola cosa.
    “.

    Si può essere felici con poco – concetto relativo! – ed infelici con tanto, tutto.

    Saluti e Salute da luigi

    1. Grazie per questi due scritti, belli e veri. Quello di Totò non lo conoscevo, Trilussa è uno dei poeti che preferisco per la semplicità con la quale era solito spiegare argomenti importanti.
      Buona settimana, a presto!

  9. Ti confesso che sono un po’ delusa da questo articolo. Da S.Agostino prima ancora che da te (perdona la franchezza). Ricondurre le cause dell’infelicità al mero possesso di cose o persone, mi sembra riduttivo. Potrei anche sbagliarmi, ma per quanto mi riguarda l’unica cosa che si pone tra me e la mia felicità è qualcosa che non si localizza nel tempo e nello spazio e non ha un peso molecolare. Sto parlando dell’autostima. Quella cosa che anche quando sei brava, dai il merito alla fortuna, al caso, alle circostanze, ma mai a te stessa. Di contro, quando qualcosa va storto, è sempre colpa tua. Che dici sono un caso disperato? 🙂 Sei un grande ! (lo penso davvero)

    1. Non sei assolutamente un caso disperato e sai perché? Perché ti fai delle domande!
      La mancanza di autostima è un problema molto diffuso.
      Prova a darti un voto su tutti i campi della tua vita (lavoro, amicizia, famiglia, vita di coppia) e poi chiedi a chi ti conosce di fare lo stesso. Mettendo a confronto i risultati ti accorgerai che, anche se tu non dai a te stessa i giusti riconoscimenti, quello di buono e meritevole che fai non passa inosservato agli occhi di chi ti circonda.
      Sei unica, preziosa ed indispensabile, come ognuno di noi!
      Ti abbraccio.

  10. Assolutamente d’accordo!
    Le cose materiali e la paura di perderle sono la più grande causa dell’infelicità!
    Non a caso i VERI momenti felici, quelli in cui ti senti davvero parte del TUTTO, sono quelli legati alla natura, agli animali, alle persone….come quando ammiri un tramonto, passeggi in un bosco, accarezzi un gatto che ti fa le fusa, corri con il tuo cane, ricevi il sorriso di un bambino o l’abbraccio di un amico.
    Credo che amare se stessi, totalmente, compresi i propri difetti accettandoli con un po’ di autoironia, sia essenziale per godere sempre più di questi momenti felici!
    Certo non è facile, ma se si riesce a tenere a bada la propria mente, con tutti i suoi pregiudizi e pensieri limitanti, passo dopo passo si procede sulla via per la felicità…..
    Beh, non mi resta che augurarti ed augurarci sempre più momenti felici 🙂
    Grazie per lo spunto di riflessione
    Serena

    1. Grazie a te per la sintesi perfetta del concetto, mi sembra che tu abbia le idee molto chiare! non posso che essere d’accordo su tutta la linea.
      Un saluto e l’augurio di una buona settimana, ricca di momenti di felicità!

      1. Sì, le idee sono piuttosto chiare……è metterle in pratica che non è sempre facile 🙂
        Ma daltronde, citando Lao Tse, ogni viaggio (anche interiore) inizia con un singolo passo…..
        Ciao, buona settimana anche a te 🙂

        1. Beh, questo è comune a tutti noi! 😉
          Però iniziare a pensare nella giusta direzione è già qualcosa e, piano piano, riusciremo a rendere visibili i nostri pensieri con la nostra vita quotidiana, basta perseverare!
          Che simpatica coincidenza: qualche giorno fa ho citato la stessa frase di Lao Tse, nei commenti al post precedente!
          Buona serata.

          1. Ma dai! E’ una delle frasi celebri che mi piacciono di più, perchè rende proprio l’idea ….. ogni grande impresa ha inizio con una piccola cosa, l’importante è non farsi scoraggiare dal cominciare… 🙂

          2. È una frase che piace molto anche a me. Aiuta a non scoraggiarsi quando ci si accorge che la strada davanti a noi è ancora molto lunga…
            Buonanotte.

  11. Mr….

    Io credo che tutte le persone
    che posseggono una “conoscenza elevata di spiritualita’ ” ….posseggono anche un ” elevato livello di sensibilita’ interiore “….sono i Poeti dell’anima…..

    Mr….farebbe un eccezione su questo post?
    Se lei dovesse scrivere in modo poetico , “le cause dell’ infelicita’”……cosa scriverebbe?

    Una poesia…..sul titolo del post…..sua….personale….senza riferimento ad altri poeti…solo al poeta che penso lei sia….farebbe questa eccezione??

    Ciao..

      1. No…..lei non mi ha deluso , stia tranquillo…..a dire il vero mi ha ampiamente dimostrato chi e’….

        Grazie per l’attenzione…..per avermi regalato del tempo in queto spazio infi
        nito…per le risposte equilibrate e sagge che dona a tutti coloro che conoscono molto bene le cause della propria infelicita’ e che trovano in questo blog una consolazipne nel voler/poter esprimerle senza pregiudizio o limitazione di liberta’
        …..ma GRAZIE soprattutto per la possibilita’ che ha dato a me di meditare sulla mia/nostra vita terrena oltre che spirituale….

        Le chiedo scusa se non sono riuscita ad essere nel mio essere…quella parte conformista che eviterebbe di porre e porsi domande …..dubbi….accettando passivamente ogni situazione…..

        Spesso….
        Molto spesso….

        Mi chiedo chi siamo?

        Chi siamo se non siamo noi stessi?

        Buona serata a lei Mr….

  12. Ho sempre pensato che essere felici sia un po’ da cinici, è tentazione edonista la felicità. Se mi reputo felice mentre c’è un pezzo consistente di questo pianeta venuto così così che invece geme, allora sono piuttosto distratto, per usare un eufemismo. Ma è anche vero che essere infelici non vuol dire necessariamente non essere felici, può semplicemente dire che non si è sereni, ed è questa la condizione di chi non coglie quella meravigliosa condizione che si disvela nel non prendersi mai troppo sul serio, nel farsi troppi problemi a voltar pagina quando ci si accorge di aver perso una qualsiasi disfida col resto del mondo, nel non crucciarsi per non riuscire ad avere tutto e subito, chiavi in mano, ciò che ci passa per la testa, nel non sapersene stare, quando occorre, in una stanza da soli senza far niente e senza provare una sensazione di insopprimibile angoscia!

    1. Ottima osservazione. Effettivamente dubito anche io che si possa essere pienamente felici in questo mondo ma è anche vero che la serenità interiore ci è concessa, se non altro per raggiungere la capacità di prendere atto della realtà senza restarne schiacciati, cercando invece di cambiarla in meglio.
      Un saluto e l’augurio di una serena settimana.

  13. Ieri sera, andando a dormire e non so perchè, mi è venuta alla mente una striscia di Schulz nella quale Lucy, abbracciando Snoopy, dice “felicità est parvus canis calidus” (sì, in latino). Pensandoci un po’ su, quanti gesti, a volte semplici, quasi banali ed apparentemente insignificanti, ci possono dare un istante di felicità. Stesso dicasi il donare per il puro gusto di farlo. E tanti attimi di felicità possono riempire una giornata, forse una vita, tenendo lontani i sui opposti, l’infelicità, appunto, e la tristezza. A volte basta lasciare aperta la porta alle emozioni, agli istinti, alla semplicità, mettere da parte l’egocentrismo… ed il gioco è fatto.
    Un saluto d’obbligo… serenità a tutti.

    1. Credo anche io che sia così. Se riesci a goderti tanti brevi momenti di pura felicità, come l’abbraccio al “cucciolo caldo” di Lucy, la tua vita non sarà mai davvero infelice… perché questi momenti sono davvero alla portata di tutti… o almeno di tutti quelli che sanno vederci un momento di felicità!
      Per quanto riguarda il donare sfondi una porta aperta! Non c’è nulla al mondo che renda più felici del sapere di aver davvero aiutato qualcuno, sia con donazioni materiali che donando il proprio tempo e la propria attenzione. Siamo nel periodo giusto per provare questa meravigliosa sensazione.
      Serenità!

      1. Credo di aver trovato un’altra cosa che ci porta all’infelicità: ci manca il coraggio di esternare le nostre emozioni, quasi ci vergogniamo. Le nascondiamo agli altri, quasi fosse reato esprimerle, le soffochiamo… fino a soffrirne. E magari, di tutto ciò, ne andiamo anche fieri.
        Quanto siamo assurdi.
        Serenità a te.

        1. Questa mi sembra più una cosa soggettiva; per alcuni non esternare le emozioni può effettivamente creare infelicità ma non penso valga per tutti. Molto dipende da come vivi e da come gestisci le emozioni…

        2. Loris ciao, io non sono così, io dò valore alle cose piccole, un fiore, un sorriso, un buon giorno detto con il cuore e ho imparato ad esternare le mie emozioni e ho anche il coraggio di dire in faccia quello che penso…….Ho sempre amato di me la mia parte spirituale, quella che mi fà accettare le cose che accadono……………scusa per l’intervento…ma mi è venuto istintivo di scrivere, grazie M.Loto dello spazio……

          1. Ciao Lulu. Scusa se ti rispondo con tanto ritardo.
            Tu hai la fortuna di riconoscere la tua capacità di dar valore alla piccole cose. E’ una cosa fantastica, e non da tutti.
            Quando parlavo della mancanza di coraggio nell’esternare le nostre emozioni, non mi riferivo all’esprimerle a parole, ma alla timidezza che talvolta ci assale al solo pensiero di provarle, quasi fossero una debolezza, da tenere segreta, da non far vedere agli altri, e questo fenomeno ci impedisce di manifestarle. Certi eventi ci emozionano fino alle lacrime, ma lo teniamo per noi, i limitiamo ad osservarli senza parteciparvi: forse li commentiamo, appunto, a parole e basta. E questo, a lungo andare, ci rende più duri, ed almeno in apparenza, più distaccati.
            Ciao.

  14. Ho da qualche minuto letto questa frase: “I saggi non hanno bisogno di consigli; gli sciocchi non li accettano”Benjamin Franklin.
    Pare non centri nulla con l’infelicità, ma non è vero, almeno per me. Il sapere, la conoscenza dei saggi, non basta mai. Gli sciocchi pensano di conoscere già tutto!
    Eh, Lucia, ma da che parte stai? Dalla parte di chi ha poca umiltà, pensando di averne molta!!!!
    Un giorno ho regalato ad una persona di famiglia, “Il piccolo principe” di cui sono innamorata per la bellezza di ogni singola frase. “Ah, ma è un libro per bambini!” mi ha risposto e io “ma lo hai letto” “ma cosa credi che mi metto a leggere quei libretti lì?”
    Per me queste sono le persone eternamente infelici.
    Non sono infelice, ma moderatamente felice. Nella preghiera, nel dialogo con Dio, con la mia Vale, io trovo la serenità, la pace. Questo non mi impedisce di piangere un po’, magari quando recito i Misteri dolorosi. O quando penso alla sofferenza, anche se non è la mia, di un popolo che vive nel giogo di uomini tiranni…..
    Sul tavolo da pranzo dove mangia la mia mamma, ci fa compagnia un prof di filosofia (85) anni, sordo come una campana, che l’altro giorno si guardava attorno e mettendosi le mani sul volto diceva: dolore, dolore, quanto dolore! Da un po’ di tempo posso solo salutarlo da lontano: la mia mamma non vuole che io chiacchieri con altre persone, specialmente con lui.
    Vorrei continuare, ma non vorrei annoiarvi e mio marito sta aspettando la camomilla serale!Ora sta guardando la partita…….Buona notte mr. Loto

    1. Il prof. ha ragione, questo mondo è pieno di dolore… ma non dobbiamo lasciarci abbattere, siamo qui anche per cercare di cambiare le cose. E ci vuole coraggio, fede e tanto, tantissimo amore. È bello che tu abbia una dimensione spirituale così profonda, lì troverai sempre la pace e quella “moderata felicità” che ci è concessa in questa vita terrena.
      Ti abbraccio e ti auguro una serena giornata.

  15. la prima cosa che si può dire dell’infelicità che spesso in essa c’è una caparbia ricerca di ciò che fisicamente non si possiede, e possono essere milioni di cose e quindi milioni di cause, per evitare, sapersi accontentare di quello che si ha, senza peraltro smettere di cercare ciò che si vuole
    la seconda è una mancanza di spiriualità e del senso del bello che si può trovare e rilevare ovunque si voglia
    conosco persone che per malattie o gravi disgrazie avrebbero tutto il diritto di essere infelici e non lo sono
    altre che potrebbero essere pienamente felici e non lo sono
    non ci sono ricette, è sono una questione strettamente personale
    buona domenica amico

    1. Una ricetta valida per tutti non esiste ma direi che nel tuo commento hai dato delle ottime indicazioni che vanno bene per la maggior parte della gente e che condivido.
      Grazie, anche io ti auguro una lieta domenica.
      A presto!

  16. Ciao M.Loto, ognuno di noi possiede nel cervello lo spiego a modo mio, delle ghiandole, una è quella che produce gioia, esistono persone che debbono essere stimolati per far rivivere questa ghiandola, questo per dirti che credo si nasca anche un pochino che già si si accontenta. I miei genitori mi hanno sempre insegnato ad amare, rispettare e gioire per il poco che avevamo. L’accontentarsi, l’accettare, il saper aspettare e tacere…Esistono persone che nascono in un ambiente triste e diventano persone tristi, altre in case piene di allegria, diventereanno estroverse, credo che tutto inizi da quello che i genitori insegnano, ora arriva Natale, quindi di cose materiale se ne parla a sproposito. Vendo, compro, e io non regalo mai quando ci sono avvenimenti importanti ma quando posso, e solitamente vado dalla mia amica con un fiore e ci sono bacche stupende anche d’inverno, lei le mette davanti alla fotografia di sua madre, cose piccole che fanno bene, danno gioia. L’uomo in generale, è opportunista, arrivista, competitivo, ambizioso di possedere tutto e di piu’. Ci sarebbe tanto da scrivere e S.Agostino era un grande uomo, buona serata con affetto e stima…

    1. Senza dubbio l’educazione e l’ambiente familiare contano, così come la predisposizione naturale, che secondo me però non dipende tanto dalla chimica del cervello quanto dall’animo. Il fatto meraviglioso e spaventoso insieme è che, se lo vogliamo, possiamo educarci alla gioia da soli, se lo vogliamo. Dobbiamo scegliere i nostri pensieri (se siamo sempre arrabbiati o invidiosi degli altri come possiamo essere felici?), le nostre abitudini (chi fa sempre cose brutte, malvagie o disoneste non sarà mai felice…) e, soprattutto, scegliere con curo dove indirizzare il nostro amore. Se amiamo le cose materiali o il possesso di una persona, prima o poi il nostro benessere andrà in frantumi… semplicemente perché mettiamo tutti noi stessi in cose destinate a cambiare ed anche a finire!
      Ti abbraccio cara Lulu e ti auguro una buona serata.

      1. M.Loto ciao, ho letto la tua risposta e dico che si hai ragione, una situazione, una problematica và guardata da tutte le prospettive possibili, e tu hai reso bene l’idea di una validissima “teoria-pratica”………grazie…

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