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Giudicare gli Altri

Giudicare gli Altri

Giudicare gli altri
Giudicare gli altri

Anni fa ho letto una storia che mi ha fatto riflettere molto sulla velocità con cui tendiamo a giudicare gli altri.

– Una volta due monaci, Tanzan ed Ekido, stavano attraversando un torrente quando videro una bella ragazza in kimono e sciarpa di seta che cercava di fare altrettanto senza riuscirci. Tanzan, senza pensarci troppo, prese la ragazza in braccio e la accompagnò sulla riva opposta del torrente. Ekido non disse nulla ma, quando raggiunsero il tempio, non potè più trattenersi dal giudicare e, rivolgendosi a Tanzan, disse:

“ Noi monaci non avviciniamo le donne, specialmente quelle giovani e belle, è pericoloso. Perché mai l’hai fatto?”. 

“Io quella ragazza l’ho lasciata sulla riva del torrente, tu invece la stai portando ancora con te”, rispose Tanzan. –

La morale è evidentemente quella di evitare di giudicare gli altri visto che noi stessi siamo imperfetti. Spesso dei comportamenti che ci appaiono discutibili, hanno delle intenzioni e delle motivazioni che ci sono sconosciute. Soltanto la coscienza di chi li compie li può conoscere.

Nel momento in cui giudichiamo il nostro prossimo, dovremmo chiederci se sappiamo davvero abbastanza su quella persone. Probabilmente non ne conosciamo il passato, le esperienze, i dolori, i pensieri ed i reali propositi. Spesso giudichiamo il prossimo soltanto da quello che è evidente, da quello che si vede. Ci dimentichiamo che dietro ad ogni azione e ad ogni parola c’è una vita intera. Non abbiamo nessun diritto di giudicare gli altri esclusivamente in base al nostro ego.

Tutti Sbagliamo

La cosa sorprendente è che, quasi sempre, nel giudicare gli altri condanniamo aspramente chi ha le nostre stesse inclinazioni. Ancor peggio condanniamo chi ha vizi diversi ma obiettivamente molto meno gravi dei nostri.

Purtroppo questa abitudine non è senza conseguenze. Non soltanto saremo percepiti in modo negativo da chi abbiamo vicino, ma il nostro stesso spirito perderà forza ed equilibrio, rendendoci infelici.

Ogni volta che senti la tentazione di giudicare gli altri quindi, cerca di spingere il tuo spirito verso un sano cambiamento, impegnandoti invece a giudicare te stesso con assoluta onestà.

“È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri.” Antoine de Saint-Exupery

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54 Commenti

  1. Io penso che chi cerca a giudicare spesso gli altri è perché non sta bene con se stesso.
    In questo modo colma le sue mancanze e si sente meglio se qualcun altro ha i suoi stessi difetti e peggio ancora.
    Come hai scritto tu, ogni persona ha il suo “vivere” che può essere diverso dal nostro, ma non per questo sbagliato.
    Dovremmo imparare a “guardare” con gli occhi del cuore, e tutto sarà più limpido!

    Ti lascio una storiella simpatica a riguardo.
    Un abbraccio e ormai a quest’ora… buonanotte 🙂

    Una giovane coppia di sposi novelli andó ad abitare in una zona molto tranquilla della città.
    Una mattina, mentre bevevano il caffé, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.

    Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina!
    Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo…
    Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!

    Il marito guardò e rimase zitto.
    La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento.
    Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito:

    Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato!
    Chi le avrà fatto vedere come si fa?

    Il marito le rispose: Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina, io mi sono alzato più presto e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra!

    1. Questa storia è simpatica e molto significativa! Hai ragione, soltanto con gli occhi del cuore possiamo vedere ed interpretare tutto più chiaramente…
      Buon fine settimana Betty, a presto.

  2. Io evito in generale di giudicare qualcuno.. come posso giudicare se io faccio altre tanto sbagli… anche il pregiudizio e una piaga del nostro essere.. inizimo a giudicare noi stesso.. i propri sbagli non si vede facilmente per quello guardiamo gli altri…

    Caro Mr. Loto abbi un buon weekend torno martedì andiamo via con il Camper un abbraccio Rebecca

    1. Credo che se guardiamo bene vedremo anche i nostri sbagli! Il problema è che la maggior parte di noi guarda spesso all’esterno e poco all’interno…
      È vero, anche il pregiudizio è una brutta cosa; ci spinge a valutare le cose per come siamo convinti che siano piuttosto che per come sono davvero.
      Buon fine settimana in camper! Divertiti e rilassati! 😉

      1. ben detto… ancora grazie per il tuo commento da me.. sono felice di averti come amico qui nel web… a presto 😉

  3. Buongiorno a tutti,
    belle e interessanti discussioni in questo blog, anche gli aneddoti, molto incisivii e che rendono bene l’idea, a volte più di tante spiegazioni. Vorrei dire anch’io che in effetti giudicare è una forte tentazione a cui bisogna imparare a resistere.
    Personalemente mi sono trovata più volte a essere mal giudicata, poi la stessa persona si è ricreduta e qualcuno si è anche scusato, perchè ciò in qualche modo determina sempre delle conseguenze, più o meno gravi, che magari l’altro proprio non si meritava.
    Credo sia anche sbagliato colpevolizzare chi ha frainteso, se è una persona intelligente capisce da solo ciò può fare.
    Piuttosto ho cercato di capire perchè ciò accade, e credo sia dovuto alla mia tendenza di essere diretta, ma soprattutto nel cercare di avere e mantenere una certa libertà mentale e non farmi condizionare dalle apparenze. Cioè quando mi trovo di fronte a qualcosa o qualcuno di nuovo mi prendo il tempo di conoscerlo, di guardarlo e considerarlo da più punti di vista perchè come giustamente dite dietro quella persona c’è una vita e il suo modo di essere è determinato da più fattori.
    Non sento il bisogno di “catturare”, di ottenere il consenso altrui, di essere accettata, «io sono così come mi vedi o mi senti, se ti va ci possiamo conoscere se non ti va non c’è alcun problema». Ci sono persone con cui hai un feeling immediato, altre con cui raggiungi un’intesa dopo un po’ di tempo e altre ancora con cui proprio non riesci a interagire. Pazienza. Il mondo è bello perchè è vario, si diceva una volta e non per forza di cose devi piacere a tutti.
    Credo si sia perso un po’ la capacità anche solo di guardare, e di non ottenere… si vuole tutto subito, tutto è dovuto e difficilmente si accetta che le cose non debbano andare come invece si vorrebbe. Si vuole avere tutto sotto controllo e chi non corrisponde a quel modello, chi è diverso da noi ci fa paura e bisogna “esorcizzarlo”, renderlo innocuo, giudicarlo per dargli un senso così che non ci farà più paura.
    È un modo poco razionale di agire, ma molto rassicurante e a volte ci si accontenta di tenerlo solo a distanza, a volte si va anche oltre e si vuole distruggerlo, come purtroppo vediamo quando qualcuno viene messo alla gogna, specie per le persone pubbliche quando diventano vittime di pregiudizi o peggio, persone sgradite da eliminare.
    Eh sì, è importante rendersi conto che quando si è abituati a giudicare affrettatamnente e superficialmente si può diventare strumento in mano altrui.
    Così si fa cadere quel determinato politico, o si emargina quel cantante, quell’attore scomodi o si crea una situazione voluta per far pensare la gente in un determinato modo per ottenere un determinato risultato.
    Mio figlio dice che quando parlo così sembro una complottista. In realtà quallo di cui parlo è una strategia e una manipolazione che è stata usata molto nel passato, dai libri di scuola alle TV, e che ancora si sta usando, per cui è importante imparare a pensare con la propria testa e a cercare di essere il più possibile obiettivi. Poi umano è sbagliare. Del resto chi non sbaglia è chi non fa niente no?
    Il complottismo è altra cosa: è partire da un qualcosa che si sa farà colpo sulla gente e drammatizzarlo in modo tale da toccare più possibile le corde emotive delle persone e motivarle istintivamente a comportarsi in un deternminato modo. Un comportamentio che io definirei: criminale.
    Personalmente consiglierei di rimanere aperti agli altri, con delle riserve che via via man mano che ci si conosce si dissolveranno da sole, in caso contrario meglio così.
    Buon proseguimento di giornata

    1. Ho trovato la tua analisi del problema impeccabile; hai analizzato tutte le sfaccettature ed i risvolti più importanti della brutta abitudine di giudicare gli altri e sono d’accordo con te su tutta la linea.
      È particolarmente interessante la parte finale del tuo commento: “quando si è abituati a giudicare affrettatamente e superficialmente si può diventare strumento in mano altrui”. Credo che la maggior parte della gente non ci abbia mai pensato e non se ne sia mai accorta, per questo è una strategia di manipolazione che funziona ancora così bene… e no, nemmeno io lo ritengo complottismo ma semplice osservazione della realtà.
      Ti ringrazio e ti auguro un sereno fine settimana!

  4. Con il tempo si impara che è giusto il detto: Mai dire mai! , quindi è sempre meglio non giudicare gli altri, di infallibile e perfetto non esiste nessuno, quindi piuttosto che ergersi giudici è molto meglio cercare di migliorarsi! Buon fine settimana 🙂

    1. Eh si! Se proprio dobbiamo cercare dei difetti cerchiamoli in noi ma non per sminuire il nostro valore quanto piuttosto per cercare di correggerli!
      Buon fine settimana anche a te!

  5. Solo un semplice mio parere ……
    A volte considerare gli altri, con i nostri giudizi, lo si fa per capire meglio i nostri di comportamenti. Mettendoci in confronto considerando lo giudicare nell’atto e no nel pettegolezzo. Confrontandosi con una altro individuo sull’atto che si sta giudicando di un individuo X, poniamo il quesito di noi cosa avremmo fatto al suo posto manifestando le varie ipotesi e ascoltando l’altro giudizio del nostro interlocutore di cosa ne pensa valutandone la reazione. Diverso sarebbe se il giudizio fa parte di un contesto di spettegolamento dove vi è padrona l’invidia e gelosia.
    Un caro saluto Mr. Loto 🙂 by Lynda

    1. Si, però una cosa è confrontarsi alla pari, un’altra è giudicare il comportamento altrui dall’alto! Naturalmente è lecito chiedersi come ci saremmo comportati noi al posto di un altro ma è sempre bene tenere anche in considerazione il fatto che due persone diverse, con esperienze e pensieri diversi, hanno spinte diverse all’azione… e noi non possiamo mai sapere sul serio perché qualcuno si comporta in un certo modo, quindi è sempre bene sospendere i giudizi!
      Poi è logico che molto dipende anche dal nostro cuore e dalle nostre vere intenzioni che possono essere buone…
      Un caro saluto anche a te, buon fine settimana.

  6. Ciao M.Loto, ho avuto spesso la tendenza a giudicare, quando poi ho scoperto che ero timida e non parlavo era perchè avevo paura di essere giudicata….Crescendo ho capito in pieno che giudicare è un azione, pensione non nobile, non costruttivo…………..E’ facile oltretutto giudicare o criticare gli altri ma mettersi in discussione è molto piu’ doloroso e difficile, la gente giudica non conoscendo o non sapendo che ognuno di noi ha una vita e un passato personale e che nessuno conosce oltre a noi stessi come stanno le cose. E poi cosa mi arriva nel giudicare, si si incattivisce, si diventa cattivi, invidiosi, non si cresce, una persona che giudica con leggerezza sopratutto, deve imparare a pensare alla propria vita……………..Buon fine settimana con affetto e stima…

    1. Il tuo commento è interessante perché mette in luce un fatto verissimo, cioè che di solito ci si aspetta dagli altri quello che noi facciamo agli altri: quando critichi hai paura di venir criticata e questo ti impedisce di stare bene! Fortunatamente nella vita c’è sempre la possibilità di cambiare, se lo si vuole, e tu ne sei la dimostrazione! 😉
      Buon fine settimana anche a te, a presto!

      1. M.Loto si e ti ringrazio, è faticoso e a volte non ci riesco nel guardarmi dentro ma non sopporto piu’ il giudicare…….voglio crescere, sono curiosa della vita e non voglio fermarmi davanti a queste bassezze umane……anche se l’ho fatto e a volte lo faccio ancora purtroppo ma ogni volta poi ci rifletto e mi prendo a sberle…………buon fine settimana a te……:)

        1. Qualcuno diceva che quello che conta nella vita non è quante volte si cade ma quante volte si riesce a rialzarsi… quindi mai perdersi d’animo! 😉
          Buona serata.

  7. Azione brutta e dannosa, che non porta a nessun miglioramento per entrambe le parti. Quello che manca sempre più in questa società individualista e competitiva, è l’umiltà. Ci crediamo sempre più perfetti, pur sapendo di non esserlo; giudicare negativamente gli altri diventa un disperato tentativo di farsi spazio e di mettere in ombra i propri vizi.
    Marirò

    1. Sono assolutamente d’accordo! La nostra società punta a convincerci che possiamo fare a meno di tutti, che dobbiamo essere perfetti, che dobbiamo essere i migliori… e questo genera frustrazione, solitudine e cattiveria. Fortunatamente però il nostro pensiero può liberarsi da tutto questo mostrandoci una strada diversa, quella della condivisione e della comprensione!
      Buon fine settimana.

  8. Buondì, trovo nella storia dei due monaci che alla fine, sempre di giudizio si è trattato quando il saggio monaco ha realizzato che il suo “collega” aveva ancora in mente la donna.
    Quindi per me il giudizio è inevitabile, sta a noi scegliere di non farlo diventare pregiudizievole o sempre negativo. Giudicare mettendosi alla stessa visuale dell’altro e non dall’alto, può essere un giusto compromesso. Nessuno mi toglie dalla testa che interagendo con il prossimo, inevitabilmente facciamo dei confronti ed esprimiamo di conseguenza un nostro giudizio. Un giudizio non è una sentenza definitiva, ne presuppone di indovinare esattamente l’altrui percorso di vita, ma si viene giudicati per quello che mi fai arrivare, scrivi al lordo di quelle che c’è dietro.

    1. Certo, è naturale fare delle valutazioni su chi abbiamo di fronte ma, come giustamente hai detto, sarebbe sempre corretto farle da una situazione alla pari e non dall’alto verso il basso come invece succede molto spesso, anche se non ce ne rendiamo conto!
      In questo post volevo puntare l’attenzione sul giudizio “cattivo”, quello che ci porta ad osservare le persone per criticarle, disinteressandoci a qualsiasi forma di comprensione… e se è vero che siamo giudicati per quello che facciamo arrivare agli altri, è anche vero che, qualunque sia il tuo comportamento, ci sarà sempre qualcuno che ti giudica nel modo sbagliato. Perfino Gesù è stato crocefisso!!
      Buon fine settimana.

  9. E’ sufficiente andare al bar la mattina e tutte le mattine da quando questo calcio non dà riposo.
    Tutti allenatori e tutti arbitri. Lascio immaginare i commenti politici non solo su Renzi. I più belli in una piccola comunità sono quelli che fanno su certi libertini comportamenti di Mafalda, Giovanna, Maddalena, Katia…forse solo di donne dato che spesso siamo solo uomini…l’altra sponda chi sa cosa dirà di noi maschietti che ogni tanto scappano delle case con le scarpe in mano. Scherzo ma è sempre esistito qui in toscana: lo stesso Cellini quando faceva il famoso Perseo aveva uno stuolo di criticoni pronti a ad affondarlo. Gli occhi non si possono chiudere ma la bocca si dice il mio prete.

  10. Ed eccomi qua: potevo forse esimermi dall’esprimere la mia opinione?
    Credo sia impossibile non giudicare. Non conta se il giudizio è giusto o sbagliato, poiché questo è lo strumento (il giudicare) che ci consiglia il distacco, o ci invita ad abbassare le difese, a seconda della situazione e di chi abbiamo davanti. Il giudicare è pertanto, innanzitutto, un’arma di difesa (la prima).
    Sul contenuto del giudizio, semmai, se ne può discutere all’infinito. Personalmente, mi è successo più volte di maturare un giudizio su qualcuno, per poi scoprire che in realtà stavo giudicando un mio comportamento (sia buono che cattivo, si intente), una parte di me. Credo che questo succeda perché cerchiamo negli altri il riconoscimento di noi stessi, una conferma della qualità del nostro pensiero/operato, una compatibilità di azione prima ancora che di pensiero, suscitando un rifiuto più o meno forte (giudizio negativo quindi) qualora venga riscontrata una diversità, a sua volta più o meno accentuata.
    Non è un ragionamento facile da spiegare, lo so. Per cui devo confidare nelle vostre capacità.
    L’intelligenza, semmai, dovrebbe farci capire se quel giudizio è meglio tenerlo per noi anziché farne passaparola. Ma di questo si è già ampiamente discusso parlando di pettegolezzo.
    Ciao a tutti.

    1. Il nostro rapporto con gli altri, che ne siamo coscienti o meno, è sempre influenzato dal nostro ego; ci piacciono le persone che ci assomigliano o che sono come noi vorremmo essere. È quindi naturale giudicare negativamente chi si comporta come noi non avremmo mai fatto.
      Il punto è proprio questo: non è detto che quello che noi non avremmo mai fatto sia necessariamente sbagliato per un altro!
      Ed anche se una persona si comportasse in modo palesemente ed innegabilmente ingiusto, pur avendo il diritto di intervenire sul suo cattivo operato, non abbiamo comunque nessuna autorità per giudicare la persona… proprio perché tutti sbagliamo, tutti abbiamo dei limiti e per tutti ci sono cose alle quali proprio non si arriva con l’intelletto!
      Ovviamente con questo non voglio dire che bisogna giustificare le persone cattive ma, semplicemente, che è necessario prima di tutto comprendere e non puntare il dito tanto perché in quel caso non siamo stati noi a fare la cosa sbagliata!
      Dovremmo sentirci tutti un po’ più famiglia e meno individui… quando un fratello o un figlio sbaglia ci si confronta, si cerca di aiutarlo e non ci si erge a giudici solo per il gusto di farlo! 😉
      È sempre un piacere leggere la tua opinione!
      Buon fine settimana.

    2. Per Loris…proprio perchè quando si giudica, spesso si rivede un nostro difetto, ecco perchè dico: giudicare purtroppo si fà ma mi fido molto di piu’ delle mie sensazioni…Il giudizio è sempre un macigno che spesso marca una persona che poi è completamente diversa……siiiiiii è umano sbagliare ma non perseverare………ora non ti sto’ giudicando, sto’ scrivendo il mio pensiero riguardo al tuo commento. Dopo anni che ci si legge si capisce anche chi hai “davanti”…….ciao e scusa M.Loto per lo spazio…………:)

      1. Scusatemi entrambi (Mr.Loto / Lulu), ma devo chiarire.
        Quando io parlo di giudicare, intendo in senso lato, e cioè accettando che si formi dentro di me un giudizio, che può essere sia positivo che negativo: in conseguenza a ciò adeguerò il mio atteggiamento, rispettivamente di allontanamento, o di accettazione. Chiaro che nel primo caso (giudizio negativo/allontanamento) sarà più difficile verificare se il giudizio è stato azzeccato. Ma in questo caso non mi dico “non sai cosa perdi”, bensì “è meglio prevenire che curare”.
        Come sempre… un salutone ad entrambi (ed anche agli altri: non si sa mai).

        1. Certo, ma come ho scritto in risposta ad altri commenti, una cosa è farsi un’idea su qualcuno ed un’altra è convincersi o, ancora paggio, cercare di convincere gli altri che questa sia una verità assoluta! Ad esempio spesso chi si comporta male con qualcuno non lo fa con tutti… sarebbe quindi ingiusto etichettarlo in un modo che non corrisponde sempre alla verità.
          Ciao, a presto.

        2. Loris ciao, “dare un giudizio o un opinione” è una cosa e “giudicare” è tutt’altra cosa e il giudicare è sempre in negativo. Il giudicare porta al pettegolezzo inevitabilmente perchè non si parla con la persona interessata ma complottando ecc……………..buona serata…

          1. Ciao Lulu… abbi pazienza!
            Vediamo la sequenza di eventi quando vedo per la prima volta una persona.
            Innanzitutto si innesca da parte mia una percezione di comunicazione non verbale (abbigliamento, atteggiamento, aspetto fisico, ecc). In base a questi parametri si forma un giudizio (positivo/negativo) che ha come risultato, una personale valutazione dell’individuo che ho di fronte: lo sto giudicando.
            Tu dici, a ragione, che spesso con la parola “giudicare” si intende “fare una valutazione negativa”, per andare avanti poi fino al pettegolezzo, alla calunnia, ecc. Ma per me sono fasi diverse, anche se conseguenti l’una dall’altra.
            Quando una persona mi piace, a prima vista, è in conseguenza ad un giudizio positivo, derivante dalle stesse fasi che ti ho descritto prima.
            Spero di aver fatto chiarezza su come la vedo io.
            Ciao.

  11. Il giudizio sugli altri non può che essere temerario giacché prevederebbe una immedesimazione così totalizzante da essere francamente complessa persino con noi stessi… Il racconto è di grande e suggestiva efficacia. 🙂 Buon W.E Mr.

  12. Come si dice, spesso si guardano le pagliuzze negli occhi degli altri e non si vede il trave nel nostro occhio! Personalmente ho sempre così tanto da fare che non ho proprio tempo per giudicare gli altri. Ma qui si parla soprattutto di giudicare per criticare. Farsi un’idea di un’altra persona, tutto sommato, non è una cosa negativa. Intanto si può pensare bene, considerare quella persona intelligente, simpatica, capace, altruista…e questo non è male. Oppure si possono avere delle riserve, avere l’impressione che quella persona non sia sincera, o che il suo interesse nei nostri confronti non sia così disinteressato come si potrebbe pensare. A quel punto, un po’ di diffidenza nei suoi confronti potrebbe anche preservarci da brutte sorprese e delusioni. Insomma, c’è giudizio e giudizio…

    1. Sono d’accordo; è naturale farsi un’idea di chi abbiamo di fronte ma, nel momento in cui si formula un giudizio su qualcuno, è sempre bene tenere presente che non corrisponde necessariamente alla verità assoluta perché è viziato dal nostro ego, dal momento, da elementi di chi abbiamo di fronte che non conosciamo e da tante altre cose… quindi va bene crearsi un’opinione purché non si faccia di questa opinione un giudizio inappellabile! 😉
      Buona domenica.

  13. Interessante come evolve la discussione.
    Credo sia necessario fare una distinzione tra impressione e giudizio.
    L’impressione è una sensazione come si usa dire “a pelle”, istintiva, positiva o negativa che sia, nei confronti di una persona che non conosciamo. Questo è il sistema di difesa che ci preserva da brutte sorprese e delusioni, o al contrario ci dà come un “via libera” a fidarci di quella persona e abbassare quindi le difese. Se ci fermiamo a questo diventa un’opinione superficiale.
    Un giudizio invece presuppone un’idea che abbiamo elaborato, con cui ci siamo confrontati e in conseguenza della quale prendiamo una posizione che diventa una critica.
    Se io “leggo” la persona staccata dal suo contesto ne ho una visione limitata e limitante, che me la fa vedere solo attraverso i miei occhi, pertanto non potrà essere un’opinione obiettiva, ma solo personale.
    Se al contrario osservo e considero le varie sfaccettature a cui quella persona in qualche modo è collegata (quello che dice e, soprattutto quello che fa, come si pone nei confronti degli altri, quello che gli altri dicono di lei, il suo passato, le sue idee, i suoi obiettivi…) allora sono in grado di farmi un giudizio. Questo come si vede richiede una conoscenza.
    Concordo con il fatto che è bene il giudizio rimanga sospeso, perchè errare humanum est e ci si può ricredere e magari aver pensato che una persona era splendida e affabile e invece accorgersi che aveva solo una maschera, capita anche questo.

    Parlando più in generale, chi tende per abitudine a giudicare non obiettivamente è una persona che va presa con le pinze, e si riconosce perchè spesso cerca di convincere gli altri, cerca condizionare il loro comportamento, o per sentirsi apposto, o come dite mosso dall’invidia o gelosia, o per scopi non del tutto innocenti.
    Queste persone creano un’energia negativa che spesso evolve in persecuzione, le persone vengono etichettate, offese, condannate; mi viene in mente il film “La lettera scarlatta” in cui la protagonista viene giudicata da persone presuntuose e piene di pregiudizi che la portano a grandi sofferenze. Come se loro fossero stati migliori…!
    O è quanto succede nei casi di bullismo, di atti aggressivi verso chi è “diverso”
    Scusate se mi dilungo e buona domenica

    1. Splendida riflessione!
      È proprio questo il punto. Convincersi che quello che pensiamo di una persona sia la verità assoluta. Questo tipo di convinzione è molto pericolosa proprio perché ci mette nella posizione di pensare di essere “migliori” e quindi aventi diritto di esprimere a tutti la condizione di “inferiorità” dell’altra persona, dando inizio ad una spirale senza fine di violenza ( perché di violenza si tratta anche se fossero soltanto parole…) e sofferenze.
      È davvero necessario ergersi a giudici di chi, in fondo, è umano esattamente come noi?
      A volte penso che tendiamo a riversare odio su chi non si comporta a dovere più perché ci spaventa il fatto che quello stesso comportamento sia latente dentro di noi, che per il fatto in se.
      Buona domenica anche a te, a presto!

  14. La lettura è sempre una buona abitudine e, soprattutto nei classici, è spesso possibile imbattersi in belle riflessioni ed in qualche sprazzo di verità… se soltanto imparassimo davvero quello che leggiamo e che ci colpisce saremmo tutti molto più saggi!
    Ciao, buona domenica.

  15. Io ho tanti difetti e non è proprio il caso che chi non li conosce..ne venga a conoscenza! Allora, mi son sempre detta: Lucia impara a guardare nelle tue tasche!!!!Ci sono buchi? Rammendali in silenzio. Spero mi abbiate compresa. Un abbraccio a Mr. Loto e a tutti buona serata!

      1. Dalle mie parti invece, tanti anni fa, si diceva che “i difetti sono dietro la schiena”:
        difficilissimo vedere i propri, facilissimo quelli degli altri. Come la sapevano lunga i nostri vecchi…!
        Ciao.

  16. Gesù disse: “Non giudicare per non essere giudicati…”
    Ma Oggi, questa frase , per tanti, troppi, non riscuote successo
    Oggi, dare giudizi è uno Sport senza frontiere
    Grazie ancora Mr. Loto
    Baci da Mistral

  17. buongiorno ! non sono affatto invìcline ad esprimere giudizi, sono una persona molto tollerante e che cerca sempre di capire i motivi che portano gli altri ad agre in un modo piuttosto che in un altro, questo parlando diciamo di situazioni personali per così dire leggere, quando si passa all’eclatante spesso è solo lo stupore che mi conduce ad una forte rflessione, allora posso anche divenate cattiva, e non lo trovo giusto, quello che giustifico è che non esprimo mai questi miei pensieri ad altri, li tengo per me stessa, possibiolmente per imparare qualcosa, per cercare di difendermi dagli stessierrori, Ti dirò che questo mio modo di pensare e di agire forse è un po’ troppo distaccato, e lo considero egoistico, infondo, ed anche un difetto..però in compenso non mi fa mai ritrovare in discussioni che possono risultare anche inutili, o nei guai!
    Sempre bello passare da qui ed estrapolare un qualcosa della personalità nascosta che cìè in noi
    felice giorno

    1. Penso che il tuo comportamento sia assolutamente normale; è ovvio che tutti noi ci formiamo un’opinione sugli altri e, purtroppo, è anche nella nostra natura formulare pensieri cattivi su chi riteniamo cattivo a sua volta. La differenza sta nelle nostre azioni. Cerchiamo di comprendere oppure sputiamo soltanto giudizi? Ecco, credo che il succo sia tutto qui. A volte basta soltanto grattare un po’ la superficie di un pessimo carattere per scoprire il bisogno di ascolto che nasconde…
      Buona giornata anche a te!

  18. E’ una bella storia,l’avevo pubblicata anche io sul mio blog :-).E’ tratta,se non erro da 101 storie zen,si intitola “La strada fangosa”.Dovremmo ogni tanto fermarci a guardare con purezza d’animo.Un caro saluto

    1. Io ringrazio te perché non ricordavo più dove avevo letto questa storia; il fatto che tu l’avessi pubblicata per ammonire te stessa è molto apprezzabile. Soltanto chi riconosce i propri errori è in grado di migliorare se stesso! 😉
      Buon fine settimana.

  19. Il giudizio non è mai oggettivo perché è sempre condizionato da nostri schemi mentali, a volte è sufficiente assomigliare a qualcuno che già si conosce per condizionare il nostro giudizio. E tanto più siamo rapidi a sparare giudizi tanto più siamo lenti a modificarli.
    Addomesticare il nostro spirito al cambiamento impegnandoci a giudicare noi stessi ancor prima degli altri penso sia veramente un cammino da intraprendere per un presente migliore.
    Un caro saluto

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