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Insoddisfazione

Insoddisfazione

Insoddisfazione

Ti capita mai di essere insoddisfatto della tua vita? L’insoddisfazione è una sensazione diffusissima al giorno d’oggi e tutti la sperimentano, anche quelli che sembrano avere una vita appagante e di successo.

Capita anche di sentirsi inconsciamente in colpa a causa dell’insoddisfazione. Perché se hai una bella famiglia, un lavoro ed una vita tutto sommato accettabile, non riesci a capire e di conseguenza non accetti questo stato d’animo. E così succede che pensi di essere tu quello sbagliato, di essere un ingrato e l’insoddisfazione si ritorce su te stesso.

Anche se essere insoddisfatti di se stessi, così come essere insoddisfatti della propria vita, è una sensazione piuttosto sgradevole, può venire usata a nostro vantaggio.

Perché l’insoddisfazione può essere il preludio del cambiamento.

Oscar Wilde scriveva: “L’insoddisfazione è il primo passo nel progresso di un uomo o di una nazione.”

Se essere insoddisfatti spinge di solito le persone a diventare passive e ad affrontare la vita con rassegnazione, non è detto che debba essere per forza sempre così!

Puoi usare la tua insoddisfazione in modo positivo, sperimentando con curiosità piccoli cambiamenti quotidiani. Spesso l’insoddisfazione non è altro che la semplice necessità di sentirsi vivi. L’essere umano è fatto per il cambiamento, ha bisogno del cambiamento per mettere alla prova se stesso, per evolversi, ma anche, più semplicemente, per sentire quella scossa di adrenalina che accompagna ogni nuova sfida che è data dall’abbandono delle proprie certezze.

Essere insoddisfatti è quindi soltanto il segnale che stiamo vivendo da troppo tempo le stesse abitudini, gli stessi pensieri, le stesse blande emozioni. Vuol dire che abbiamo bisogno di rinunciare a qualche sicurezza per reinventarci.

Se ti capita dunque di provare insoddisfazione della vita non sentirti frustato né in colpa, non rassegnarti. Coltiva invece la curiosità, cerca di darti una scossa positiva, affronta qualcosa che magari ti spaventa: il cambiamento del lavoro o di città, uno stage di studio all’estero, la costruzione di quel progetto in cui hai smesso di credere tanto tempo fa … non adagiarti perché hai raggiunto la sicurezza, vivi!

E ricorda che come ogni emozione negativa che proviamo, anche l’insoddisfazione è soltanto un allarme che ci aiuta a riconoscere i piccoli errori di pensiero che commettiamo quotidianamente. La notizia positiva è che aggiustando i nostri pensieri possiamo sempre aggiustare la rotta della nostra vita.

Per essere felici serve soltanto un po’ di coraggio.

Lettura consigliata: L’arte del cambiamento

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47 Commenti

  1. Grazie Mr., tu sai arrivare sempre al momento giusto.
    E’ incredibile e davvero bello!
    E non posso che darti ragione…

    Mi faccio viva raramente ma ti leggo sempre.
    Ti auguro una serena e sorridente giornata,
    alla prossima
    Ondina

      1. Grazie, caro Mr., ho fatto tante altre cose fuori di qui in questo ultimo periodo, quindi il tempo rimasto è stato davvero poco, ma non manco mai di leggere le tue sagge parole.

        Grazie per il tuo apprezzamento su http://www.al-nair.com
        sei sempre molto carino e gentile!
        Un sorriso grande
        ciao
        Ondina 🙂

  2. Buon giorno e buon mese di dicembre caro amico.. Devo come sempre citate mio padre, quando ero piccola mi chiese una volta osservandomi se sono triste o magari insoddisfatta.. io ho risposto sono solo in pensieri. Parlando poi con lui, mi disse quando si ha tutto o tropo nasce la insoddisfazione perché si annoia o si vuole sempre di più e la insoddisfazione diventa sempre più grande.. E mi disse quando senti questo vuoto dentro di te, fai qualcosa che di da ancora la soddisfazione e il orgoglio di essere utile.. e così abbiamo guardato i miei giocattoli e quelli che non mi interessavano più messo in una scatola, per bambini che vivevano in un istituto.. e solo un esempio dal passato .. ovviamente dipende sempre da noi stessi se siamo insoddisfatto e cosa pretendiamo la noi e dalla vita.. ti abbraccio Rebecca ♥

    1. Ancora una volta il tuo papà ti ha dato un ottimo insegnamento!
      È vero, aiutare gli altri è un modo efficace per placare la nostra insoddisfazione. Non soltanto ci fa sentire utili, ma riempie il cuore d’amore e la testa di pensieri ben diversi da quelli ai quali siamo abituati. Purtroppo molta gente non ha ancora capito che aiutare il prossimo significa aiutare se stessi!
      Buon Dicembre anche a te cara Rebecca, ricambio il tuo abbraccio con affetto!

  3. Buon pomeriggio Mr. Loto, sai penso che l’insoddisfazione venga quando non si da la giusta importanza a quello che si ha, il giusto valore, ma questo si impara solo con il tempo e con l’età 😉

    1. L’insoddisfazione può nascere anche dall’abitudine; quando per anni si fanno sempre le stesse cose può succedere di sentirsi “spegnere” qualcosa dentro… il problema è che molta gente preferisce convivere con questa brutta sensazione piuttosto che abbandonare una rassicurante e certa routine quotidiana.
      Ciao, buona serata.

  4. A volte l’insoddisfazione deriva da una mania di perfezionismo, e anche se questo può portare a migliorarci, a lungo andare logora e stanca sia fisicamente che mentalmente.
    Mi sono piacciuti molto i tuoi consigli 🙂
    Un caro saluto Mr. Loto

    1. È vero, chi cerca la perfezione su questa terra non la troverà mai!
      Grazie Betty, un caro saluto anche a te e l’augurio di una buona serata.

    2. Ciao Betty.
      Condivido il tuo ragionamento, giustissimo, che fila… liscio come l’olio.
      Vorrei solo aggiungere che sempre più spesso siamo perfezionisti riguardo agli altri, ma non altrettanto con noi stessi. Quindi siamo insoddisfatti degli altri… ai quali non riusciamo a generare soddisfazione. Ancora il gatto che si morde la coda (‘sto povero gatto)! Parafrasando quello che dicevano gli antichi “siamo ciò che mangiamo”, mi vien da dire “raccogliamo quello che distribuiamo”.
      Non è una considerazione generalizzata, che vale proprio per tutti, ma ho l’impressione che stia dilagando.
      Ciao.

      1. Ciao Loris,
        Penso che il tuo discorso sul pretendere perfezionismo sull’operato di altri sia abbastanza frequente in quest’era, e qui torniamo al discorso della “critica”…
        Esistono comunque varie cause di insoddisfazione, e qualsiasi cosa noi proviamo nasce sempre e solo dal nostro stato d’animo…
        Penso che per essere pienamente soddisfatto, l’essere umano abbia bisogno di stimoli e competizioni, non verso gli altri, ma con se stesso… mettersi sempre in gioco.
        E la vita qui ci viene incontro dandocene la possibilità ogni giorno ad ogni nostro nuovo risveglio, sta poi a noi decidere di migliorare o no, e appagarci di quanto facciamo.
        Credo che un minimo di insoddisfazione sia buona cosa, perché ci dà modo di evolvere, al contrario diviene malattia…
        Chiedo scusa per la lungaggine…
        Tanta serenità a te e a tutti! 🙂

  5. Dopo tanto tempo, finalmente, ho ricominciato a sognare ! Sogni che non sono altro che voglia di cambiamenti. La mia insoddisfazione attraverso i sogni la trasformo in soddisfazione. E mi impegno con tutta me stessa per realizzarli.
    Buona serata e buona notte mr Loto!

    1. Quello che hai scritto è bellissimo! Tutti dovrebbero usare i sogni per trasformare l’insoddisfazione in grandi soddisfazioni, anche se questo comporta impegno, fatica e dedizione.
      Buona serata anche a te, mi ha fatto molto piacere rivederti da queste parti. 😉

  6. Ciao M.Loto, bellissimo posto che condivido in toto, spero che “Oscar Wilde” abbia ragione, secondo me l’insoddisfazione porta al vittimismo e difficilmente al cambiamento………..ma pensando positivo e leggendo i commenti delle persone che frequentano il tuo blog, mi sono resa conto che tante persone la pensano come te, come me…………sono contenta..! Avere voglia, desiderio di girare pagina o imbiancare la casa è sempre sinonimo di cambiamento, non servono cose eclatanti per migliorarsi…….Buona serata con un abbraccio…………

    1. Sono d’accordo; Lao Tse diceva che un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo e direi che è proprio così.
      Non possiamo alzarci una mattina e ritrovarci cambiati o con una vita diversa, il cambiamento è qualcosa che deve essere coltivato un po’ alla volta, giorno dopo giorno.
      Ci vuole pazienza e costanza!
      Inoltre spesso bastano davvero piccole cose per sentirsi meglio…
      A presto Lulu, ti auguro un sereno fine settimana.

      1. Anche a te M.Loto auguro un buon fine settimana, solitamente amo stare in casa….quando esco, usciamo con una coppia di amici con i quali io e mio marito stiamo bene molto bene…………siamo fortunati ad avere degli Amici…….pochi ma validi……notte!!!

  7. “Purtroppo molta gente non ha ancora capito che aiutare il prossimo significa aiutare se stessi ! ”

    Purtroppo molte volte diamo per scontato che anche una frase simile sia una frase senza senso…..ed e’ sbagliato!

    Chi e’ il prossimo se non noi stessi immedesimati nell’ altro?

    Quanto percorso ha seguito lei per arrivare a scrivere una simile frase?Cosa ha provato e continua a provare durante il suo di VIAGGIO ?

    Mi piacerebbe regalarle un POST e dedicare a lei lo stesso spazio che dedica ad altri, invertendo i ruoli…

    Ecco come trasformare un insoddisfazione in soddisfazione….dicendo con sincerita’quel che si pensa.

    Ciao Mr.

  8. L’insoddisfazione di Oscar Wilde è la molla che spinge il ed al progresso in tutti i sensi; non il piangersi addosso con negatività.
    Un po’ di coraggio?
    Vedo e leggo molti don Abbondio in giro.

    Saluti e salute

    1. Credo che sia un bene accettare quello che ci succede ma soltanto per fare il punto della situazione e cercare di lavorare ad un cambiamento; la rassegnazione passiva non porta mai alla felicità!
      Ciao Luigi, buon fine settimana.

  9. E allora carissimo mi piacciono due cose sopra le altre di questo tuo post, la massima di Oscar e l’approccio all’insoddisfazione come molla per un cambiamento radicale e positivo… insomma, una cosa che fa il palio con l’essere rosi dai dubbi come base di partenza per esplorare, conoscere, arricchirsi. 🙂

    1. Proprio così! Nella vita abbiamo così tanto da imparare che è assurdo restare fermi, anche quando si pensa di non poter avere di meglio.
      Buon fine settimana!

  10. Parlare di insoddisfazione è fin troppo facile, dato che credo sia capitato a tutti di provarla, prima o poi.
    Preferirei parlare, semmai, di quali sono le cause dell’insoddisfazione, ed a quali livelli.
    Dal più basso, quando non riusciamo ad ottenere qualcosa di “sfizioso” (e spesso inutile), al più brutto, cioè arrivare a guardarsi indietro, e decidere che per tutta una vita abbiamo rincorso qualcosa che, in definitiva, non valeva la pena. Oppure possiamo essere insoddisfatti perché ci aspettavamo qualcosa che non è successo da qualcuno (un saluto, un apprezzamento, un invito, una promozione, ecc).
    Credo che il comun denominatore stia nel relazionarsi con gli altri. Quante cose facciamo non per noi stessi, ma per dimostrare qualcosa ad altre persone, alla ricerca dell’appagamento (scemo) di sentirsi uno scalino più in alto (magari per frivolezze).
    Normalmente quello che facciamo esclusivamente per noi stessi non ci lascia l’amaro in bocca, a meno che non vogliamo conquistare la luna. Quindi l’insoddisfazione può derivare anche dall’erronea valutazione delle nostre capacità, che dovremmo imparare a soppesare. Se voglio fare una gita a piedi fino a Pechino… difficilmente riuscirò a farlo in due giorni. Ed in tal caso il primo passo di Lao Tse… è meglio non farlo.
    Penso pertanto che l’antidoto all’insoddisfazione sia un giusto equilibrio interiore, che ci consenta una corretta correlazione fra le nostre (vere) capacità e i nostri desideri.
    Ed ora… a voi la linea!
    Ciao a tutti.

    1. È vero che molte forme di insoddisfazione dipendono dal “relazionarsi con gli altri”, ti assicuro che però esiste anche una insoddisfazione più sottile, che non riusciamo a spiegarci, che non deriva da quello che tu hai descritto ma semplicemente da una necessità del nostro spirito di “respirare”, di essere sollecitato da qualcosa che esuli le nostre abitudini e le nostre sicurezze. Ed è a questo tipo di insoddisfazione che mi sono principalmente riferito in questo post. Perché anche quando facciamo qualcosa solo per noi stessi non sempre sappiamo scegliere quello che è meglio per noi.
      Le altre forme di insoddisfazione sono più chiare e facilmente comprensibili ed è quindi più semplice porvi rimedio.
      Buona serata e buon fine settimana.

  11. Forse ti riferisci a quello “status patologico” che non ci fa godere di nulla, di costante indifferenza, se non addirittura insofferenza, nei confronti di tutte le cose della vita? Quello che ci fa andare alla costante ricerca di non so che per sentirsi soddisfatti, pur sapendo già che non ci riusciremo? La causa, secondo me, è sempre la solita: abbiamo troppo, di tutto. E, come diceva, se non ricordo male, Giovanni Pascoli… non ci accontentiamo delle piccole cose, che non sappiamo apprezzare.
    Se posso proporre una (nuova?) forma di saluto bene-augurante… tanta serenità a te, e a tutti.

    1. Non è esattamente a questo che mi riferisco… è qualcosa di più “indefinito”. Si apprezza quello che si ha, si capisce di essere fortunati nel godere di molte cose che altri non hanno ma, allo stesso tempo, ci si sente insoddisfatti. E poi, proprio perché si ha la consapevolezza del fatto che non sarebbe giusto sentirsi insoddisfatti, ci si sente pure in colpa per essere insoddisfatti. E si vive sempre con la speranza di trovare quel qualcosa che raddrizzi la situazione… ma non si sa dove cercare!
      È difficile da spiegare a parole, comunque spero di essere riuscito a farti capire, bene o male.
      Mi piace molto il tuo saluto!
      Tanta serenità a te e a tutti! 🙂

      1. Ti rispondo un po’ in ritardo, ma con un sorriso. Quella che mi descrivi, più che insoddisfazione, mi sembra una forma di depressione. Sei sicuro di star bene?
        Magari un po’ di ginkgo-biloba, che da un po’ di energia alla mente…
        E serenità a te.

        1. Io sto bene Loris e, grazie a Dio, la mia mente di energia ne ha fin troppa! 🙂
          Credo che coloro che cadono in depressione sono quelli che hanno perso la speranza e che non riescono a risollevarsi dalla tristezza più che dall’insoddisfazione.
          Serenità!

          1. Ok! Metto via il sorriso… e ti rispondo, stavolta trattando la cosa con serietà.
            Purtroppo quella che tu hai descritto, e che ho preso con un po’ di ironia… è effettivamente un primo passo verso la depressione. Ne ho visto più d’uno, e non è un sintomo da trascurare, anche se la depressione, quella vera che tu descrivi, arriva dopo.
            Il mio discorso non era e non è certo rivolto a te, ma a coloro che, pur nelle condizioni descritte, non accettano di farsi aiutare, lasciandosi cadere nel baratro. Diciamo che ne approfitto del tuo spazio per mandare un segnale di all’erta.
            Comunque… sono contento perché ti ho strappato un sorriso (che non fa mai male), ed anche perché il mio saluto/augurio sembra apprezzato.
            Quindi… serenità.

  12. Questo post capita a fagiolo, come si suol dire. Io rientro nella categoria degli eterni insoddisfatti e che si sentono colpevoli. Proprio ieri sera ho avito una discussione accesa con una che voleva convincermi che ‘ la vita è bella’ e che lei è felice perchè si accontenta di poco. A me è arrivata come una velata accusa nei miei confronti di essere una che non si accontenta e che ha chissà quali pretese. A parte che io non giudico e non voglio essere giudicata, soprattutto dall’interlocutrice di una sera, che non mi conosce affatto. Cosa ne sai di cosa ho o non ho, o cosa voglio o non voglio, se neppure ci frequentiamo? Così quella che doveva essere una piacevole serata a casa di amici, mi ha lasciato un malumore che mi sono portata fino al giorno successivo.Posto che io insoddisfatta ci sono nata, posto che cambiamenti ne ho fatti tanti e che i miglioramenti sono stati sempre temporanei (per la serie, tutto diventa abitudine, dopo un po’) non mi sembra giusto giudicare una persona che conosci appena, facendola sentire sbagliata perchè non sa ‘fingere’ di essere felice come fanno i più (basta essere a questo mondo, così com’è, per capire che la felicità è solo un illusione). Un caro saluto

    1. Io invece penso che quella discussione ti abbia fatto bene.
      Perché si vede che ti ha scosso.
      Anche se sono d’accordo con te sul fatto che il giudizio non è mai bello, spesso il confronto con persone così diverse da noi può aiutarci. Se ti conosceva poco è ancora meglio, non poteva avere pregiudizi nei tuoi confronti.
      Credo che ti sia venuto il malumore perché, in fondo, senti che quella donna poteva avere ragione… ma non sai come porre rimedio a tutto questo.
      Ti prego di non prendere queste parole come un’altra accusa, ti scrivo questo con molto affetto perché anche io ho provato in passato le stesse cose che hai provato tu ieri sera.
      Cerca di dedicare più tempo a guardarti dentro, vivi con più leggerezza. Troverai una via d’uscita alla tua costante insoddisfazione, stanne certa!
      Ti abbraccio.

      1. Ciao Surfinia.
        Condivido quanto dice Mr. Loto.
        Poiché non c’ero e non ti conosco, non posso esprimere un giudizio sul perché di questo tuo malumore, ma probabilmente qualcosa ha fatto scattare un tuo meccanismo di difesa su qualcosa che vuoi rimanga soltanto tuo (o quantomeno “non per tutti”). E’ un fenomeno molto più frequente di quanto non si creda.
        Tu dici “posto che insoddisfatta ci sono nata…”, ma ci sarà pure una causa di questo tuo perenne stato d’animo. E poiché dobbiamo imparare ad estrarre il buono dalle cose negative, perché non approfitti di questo “malumore” per scavare dentro te stessa, magari nel tuo passato, e trovare una spiegazione “logica”. Magari scopri che si tratta di una cosa banale, ma che ha lasciato un segno profondissimo, ed il solo scoprirla può far sì che perda di importanza, liberandoti a qualcosa che ti toglie serenità.
        Sono assolutamente d’accordo con te che non si deve fingere di essere felici, soprattutto perché, così facendo, non riusciamo a mentire a noi stessi, il che ci rende ancora più infelici.
        Però devi credermi in una cosa: la felicità non è un’illusione! Puoi dire che spesso dura un attimo, se vuoi, ma c’è. Purtroppo difficilmente qualcuno te la regala, e siccome pensiamo si tratti di una cosa enorme, spesso non ci accorgiamo di viverla.
        Anche a te un augurio di serenità.

    1. Assolutamente si! Tutte le cose della vita che riteniamo negative possono insegnarci molto, se abbiamo voglia di imparare qualcosa.
      Buona settimana anche a te, a presto!

  13. @ Loris

    Il mio discorso non era e non è certo rivolto a te, ma a coloro che, pur nelle condizioni descritte, non accettano di farsi aiutare, lasciandosi cadere nel baratro. Diciamo che ne approfitto del tuo spazio per mandare un segnale di all’erta.

    Ora ti sentirai ampiamente soddisfatto che qualcuno abbia colto il tuo segnale….
    Devi però capire in che modo poter intervenire, avendo due possibilità :

    1) La persona che ha colto con attenzione le tue parole è un ”soggetto in caso di all ‘erta ” ,necessitando un serio aiuto e sentendosi tirata in causa ha risposto a questa tua forma di appello.

    2 ) La persona che ha colto con attenzione le tue parole è ”un soggetto che vede in te un caso di all’erta”, perchè si chiede come sia possibile riconoscere segnali di depressione virtualmente , non conoscendo il soggetto realmente .

    ” Il mio discorso non era e non è certo rivolto a te, ma a coloro che, pur nelle condizioni descritte, non accettano di farsi aiutare, lasciandosi cadere nel baratro”

    Loris……. mi chiedo se tu abbia considerato l’ipotesi che quelle persone possano percepire le tue stesse percezioni….

    Molte volte essendo esseri umani e non robot, se abbiamo un minimo di sensibilità e la dedichiamo agli altri , magari approcciandoli con la nostra apertura interiore, parlando delle nostre paure o sofferenze ci accorgeremo di aver messo chi ci sta difronte nella condizione di una reciproca apertura , quindi chi ci sta difronte si sentirà libero e fiducioso di parlare del suo stato…..classico modo tra paziente e terapeuta .

    La mia indignazione è che soprattutto in rete viene ”strumentalizzata la persona” a sua insaputa, per fini che non sto qui ad elencarvi, ma basti anche solo pensare agli esperimenti delle famose leggi di attrazione per mettere in pratica tecniche sperimentate su un soggetto del tutto inconscio.

    Hai un idea di tutto questo Loris?
    Hai ragione quando parli di baratro…..io purtroppo lo vedo in queste cose…e forse in fondo in fondo ti ho anche svelato un punto di vista che ha a che fare con quelle due possibilità…ciao e buona giornata

    1. Ciao Lara.
      Ti rispondo solo ora perché non avevo visto il tuo commento: scusami.
      Mi sembri arrabbiata con me come se ti avessi accusata di… credimi: quando ho scritto quello che hai letto non pensavo ad una persona in particolare, tantomeno a te (ed adesso non sentirti trascurata per questo, però!).
      Faccio solo una considerazione: quando parliamo di qualcosa con qualcuno, a volte, sotto sotto, chiediamo un aiuto, un chiarimento, un punto di appoggio, magari senza accorgercene. Stumentalizzare… mi sembra un tantino forte, come affermazione, e soprattutto non per cose, come questa, in cui la massima serietà è d’obbligo.
      Semmai torno a sottolineare che certi problemi sono più evidenti di quanto non si pensi, e purtroppo fingiamo di non vederli. E questo è triste.
      Buon Natale.

      1. Loris

        A che punto sei con il libro?

        Chi e’ l’ autore?
        Chi sono i protagonisti?
        Qual’e’ la trama?

        Perche’ rispondi alle mie domande dirette con tue di domande indirette?

        Come pensi sia possibile che io ti abbia riconosciuto nonostante non ti conoscessi?

        Cosa vuol dire per te SPERANZA?
        Perche’ mister ti dice che la stai perdendo?

        Loris cosa vuol dire “insoddisfazione”…..se non cercare risposte a domande sulle quali altri ignorano?

        Chi sta male davvero io ….tu…o tutti?

        Grazie x la lettura a tutta l’equipe.

  14. Ha, ha!
    – Parlando del libro… l’autore, i protagonisti… siamo tutti noi, ogni momento della nostra vita, e ne scriviamo un pezzettino ad ogni parola che aggiungiamo. Se poi diventerà un best-seller… e chi lo sa!
    – Risposta indiretta… a quel domanda?
    – Speranza… è una forma di pensiero che dovrebbe darci la forza di continuare. Se Mr.Loto dice che la sto perdendo… devi chiederlo a lui. Sono spesso scettico, ma se non celassi un po’ di speranza… manderei in vacca tutto e smetterei di pensare. Non trovi?
    – Insoddisfazione è uno stato d’animo conseguente alla sensazione di non riuscire a possedere qualcosa, sia materiale che spirituale/emotivo. Può essere uno stimolo, se compresa, ma più frequentemente motivo di abbattimento, frustrazione. Dipende da noi, da come riusciamo ad affrontarla.
    – Star male… ognuno deve rispondere per se stesso. Se poi vuol farlo sapere agli altri… padrona!
    – Se mi hai riconosciuto… forse ho uno stile che mi distingue da tutti (anche se su questo nutro profondi dubbi): magari potrei cambiar nome, per verificare. Se poi ti riferisci al perché abbiamo cominciato a scambiarci opinioni, pur senza conoscerci… non sai male quale sarà il percorso della tua vita, e quindi tutto può succedere: scherzi del destino? Se preferisci una risposta più seria… se potessimo calcolare le conseguenze a qualsiasi fatto nella nostra vita… la nostra vita non sarebbe più la stessa.
    Ciao.

    1. Io non ho detto che Loris sta perdendo la speranza.
      Io ho scritto:”Credo che coloro che cadono in depressione sono quelli che hanno perso la speranza e che non riescono a risollevarsi dalla tristezza più che dall’insoddisfazione.”

    2. Loris mi farebbe molto piacere conoscere il tuo maestro di vita!
      IPOTIZZO…..magari LO SPAZIO…..oppure IL TEMPO…..o L’INTELLIGENZA quella che sostituisce bene anche L ‘ESPERIENZA……..

      INTELLIGENZA NATURALE FATTA DI CERVELLO E CUORE…….NON QUELLA ARTIFICIALE ALLA QUALE MOLTI SI AFFIDANO PENSANDO DI CONOSCERE L’ALTRO MEGLIO DI QUANDO NON SI ARRIVI A CONOSCERE SE STESSO…..

      TU MI HAI FATTO ACCENNO AL DESTINO.
      …..io ti dico di sentire che nulla E’ casuale ma tutto puo’essere causale.

      Mi trovo in questo blog a causa di qualcosa…ok?Non e’ pura casualita’…..il DESTINO E’ una congettura della mente umana alla quale in molti piace credere per spiegare meglio a se stessi eventi tristi o felici di cui e’ piu’ facile convincersi per pura pigrizia mentale dovuta alla fatica del ragionare.

      NEL TUO COMMENTO HAI SOLO VOLUTO IGNORARE L’EVIDENZA e questo non ha fatto altro che accentuare una caratteristica che ti appartiene…..una sottigliezza inconfondibile mirata ad una forma di altruismo che pecca anche paradossalmente di egoismo.

      Cosa ti incuriosisce di sapere? Una certezza del mio star male con esplicita confessione , prodotta dai tuoi chiari stimoli o il fatto che emerga quella tua CAPACITA’ di cui sei dotato e che pochi ti valorizzano?

      Pensavo che il Natale ti piacesse poco……tanto da portarti ad evitare di fare gli auguri! Ti faro’ quelli per il NUOVO ANNO….sperando che tu riesca ad arrivare alla stessa apertura comunicativa che speri di vedere negli altri…..

      Devo farti un ringraziamento sincero per tutto quello che scrivi ….trovo molto interessanti i tuoi commenti……scusa l ‘ ironia, ma trovo interessanti anche i post che portano la “tua firma” :-)!

      p.s. non chiedermi scusa x le mancate risposte……mi ci sono abituata.

  15. Uno alla volta.
    – Il mio maestro di vita? La VITA stessa, che ho imparato ad osservare, sia pure a posteriori. Ed inoltre, quante cose si imparano parlando con la gente! Forse non l’hai notato, ma ho la tendenza a valutare i fatti da diverse angolazioni, anche se l’opinione che esprimo è assolutamente una sola e ben precisa.
    – L’intelligenza è una facoltà che tutti abbiamo, ma non tutti abbiamo le risorse, presumo “elettro-chimiche” per utilizzarla. Io ho sempre applicato la regola greca (sono una frana con i nomi, quindi non chiedermi di chi, Mr.Loto può certamente essermi di aiuto) “CONOSCI TE STESSO”, regola che è molto utile per risolvere il subbuglio interiore, e che spesso, poiché siamo molto più simili l’un l’altro di quanto non crediamo, aiuta a capire gli altri.
    – Destino… merita un discorso ben più lungo. E rispondo con un breve spunto di meditazione. Magari non ci pensiamo, ma se diamo un calcio ad un sasso, anziché lasciarlo dov’è, cambiamo il destino di tutto il pianeta. Per quale motivo abbiamo fatto questa scelta? Se vuoi chiamalo destino, dato che nessuno è in grado di conoscere a priori le totali conseguenze di un gesto. Che poi qualcuno usi il termine “destino” per arrendersi, e rifugiarsi in un mondo protetto da qualcosa che non riesce a spiegare diversamente… importante che trovi la forza per superare il momento NO che sta vivendo.
    – E magari potresti anche pensare che mi piace commentare solo per fare due chiacchiere di contenuto meno banale che parlare della dieta dei personaggi famosi, ma il contenuto di quello che dico non cambierebbe. Se non voglio dire una cosa, non la dico, e basta. Affermare che dietro l’altruismo si nasconde egoismo… mi sembra fin troppo banale: quando parli dei prezzi della verdura con qualcuno è la stessa cosa: evidenzi ad altri la fregatura (altruismo) per avere in cambio una approvazione delle tue capacità di osservazione, o una informazione aggiuntiva che ti indichi un mercato che pratica prezzi migliori (egoismo). Non puoi però accusare me del tuo stato d’animo, semmai valutare se le mie risposte possano aiutarti a far chiarezza, ed a trovare uno stimolo per reagire in meglio. Se invece ritieni che le mie opinioni/affermazioni ti incasinano la mente… c’è solo una soluzione: non leggerle!
    – Un tempo gli dei si travestivano da umani per intrufolarsi fra la gente. Perché non posso io calarmi nella banalità dello scambio di auguri? Non mi sento così superiore da non poterlo fare. Se a qualcuno dà fastidio… non me ne faccio un mio problema. Come, d’altra parte non mi disprezzo la domenica, giorno non lavorativo per me, anzi; anche se non vado a messa. Ti autorizzo, se ti fa piacere, a chiamarlo opportunismo, oppure asservismo alle istituzioni.
    – Forse non ho ben capito il penultimo paragrafo: non ho mai usato gli “emoticons”: se qualcuno ha firmato con un emoticon… non ero io: è un falso. Anche se, in tutta sincerità, vorrei tanto sapere come inserire le “faccine” da computer: mi fa una rabbia non saperlo fare…
    Per concludere, tanto per darti una spiegazione “scientifica” del perché ti rispondo solo oggi… sono cinque giorni che non riesco a mettermi “in rete”. Quindi, al posto delle scuse… ti passo il motivo!
    Ed ora, un po’ in ritardo, ma soprattutto se non ti offende… buon 2016.
    Ciao.
    P.s.: grazie Mr.Loto per l'”assist”, e per lo spazio che ci concedi. E buon anno.

  16. “Forse non l’hai notato, ma ho la tendenza a valutare i fatti da diverse angolazioni……”

    Ma guarda un po’ che coincidenza!Forse nemmeno tu hai notato che ho la stessa tendenza …!?

    Bisogna vedere se le valutazioni pero’ corrispondono anche agli stessi fatti che ci portano a scontrarci o magari incontrarci….

    Per il resto ti ringrazio per quel che sei riuscito a rispondermi e caso mai sono io a confondere la tua di mente….evita anche tu di leggermi..

    Grazie x gli auguri ….molto gentile

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