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La Regola d’oro

La Regola d’oro

La regola d'oro
La regola d’oro

Sapete cos’è la regola d’oro? È la regola che accomuna tutte le religioni del mondo, che è alla base di una buona coscienza e che indica la strada verso il bene. La regola d’oro è anche la regola dell’amore:  desiderare che le cose belle e buone che vogliamo per noi vadano anche agli altri ed allo stesso modo, nel non volere che agli altri capitino i mali che temiamo per noi stessi.

La regola d’oro, questa meravigliosa regola dell’amore, richiede di conservare questo stato d’animo non soltanto verso i nostri amici e familiari, ma nei confronti di tutti, senza alcuna distinzione.

Questa legge viene definita “la regola d’oro” perché è una legge universale e senza tempo, che non cambia e non cambierà mai con le mode o con l’evolversi dell’umanità.

  • “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.” (Vangelo di Matteo 7, 12)
  • “Nessuno di voi è credente se non desidera per il fratello ciò che desidera per se stesso.”( 13° delle 40 hadith di Nawawi)
  • “Non fare al prossimo ciò che non vorresti fosse fatto a te. Questa è tutta la Toràh, il resto è commento.”(Talmùd B. Shabbath 31a)

La regola d’oro appare in tutte e tre le religioni monoteiste che invece spesso si fanno la guerra.

Ma la regola d’oro appare anche in tutte le altre religioni e filosofie religiose: Buddha ha detto “Non trattare gli altri in modi che tu stesso troveresti dannosi”, Confucio “Non fare agli altri ciò che tu stesso non vorresti fosse fatto a te”, Lao T’zu “Considera il guadagno del tuo vicino come il tuo e la sua perdita come la tua stessa perdita”. E potrei andare avanti all’infinito.

La regola d’oro appare chiara e splendente ovunque vi sia la ricerca etica del vero bene.

In pratica pensare alla regola d’oro è il segreto per non sbagliare quando stai per fare qualcosa nei confronti di qualcuno della quale non sei pienamente sicuro: basta immedesimarti nell’altro e chiederti come ti sentiresti se quello che stai per fare a lui lo facessero a te.

Sembra una riflessione banale ma pochi pensano al reale valore della regola d’oro perché anche se è insita nel nostro cuore, spesso siamo troppo deboli davanti alle tentazioni: pensa ad esempio a chi per avarizia nega il suo superfluo ai bisognosi o a chi tradisce la moglie. Entrambi pensano di guadagnarci ma soffrirebbero se gli altri facessero a loro la stessa cosa. In realtà non applicando la regola d’oro vai prima di tutto contro te stesso perché ti danneggi a livello interiore, perdendo per sempre la serenità e l’equilibrio.

Chi non ama gli altri non ama neppure se stesso: questa è la verità alla base della regola d’oro.

In questo caso per passare da una teoria illuminata alla pratica quotidiana il passo è davvero breve:  prova ad usare la regola d’oro e verificherai in prima persona tutto il bene che porterà nella tua vita.

Due libri per chi è interessato all’argomento:

La regola d’oro come etica universale a cura di C.Vigna e S.Zanardo

Non fare agli altri. Il benessere in una società meno ingiusta di F. Folgheraiter

La regola d’oro

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58 Commenti

  1. Buon giorno caro Mr. Loto, come sempre scrivi post che meritano di essere letti. Come sai a me mi piaciono molto i nativi americani, vorrei lasciare qui qualche regola d’oro di loro 😉

    L’UOMO

    L’uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere.
    Ma si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto.
    La sua funzione non è quella di sfruttare,
    bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore.
    L’uomo non ha né potere, né privilegi.
    Ha solamente responsabilità.

    da: Oren Lyons, Onondaga

    L’AMORE

    Amici miei, quando disperatamente abbiamo bisogno di essere amati
    e di amare. Quando Cristo disse che l’uomo non vive di solo pane,
    parlava di una fame. Questa fame non era quella del corpo. Non era
    la fame di pane. Parlava di una fame che ha origine nel profondo
    del nostro essere. Parlava di un bisogno necessario come l’aria
    che respiriamo parlava del bisogno d’amore.
    L’amore è qualcosa che tu ed io dobbiamo avere. Dobbiamo averlo
    perché il nostro spirito si nutre di esso.
    Noi dobbiamo averlo perché senza di esso noi perdiamo le nostre
    forze e ci indeboliamo. Senza amore la nostra autostima viene meno.
    Senza di esso il nostro coraggio viene a mancare.
    Senza amore non sappiamo affrontare con sicurezza il mondo.
    Ci ripieghiamo su noi stessi e cominciamo a trovare nutrimento
    nelle nostre stesse personalità.
    E così, poco a poco, ci distruggiamo. Grazie ad esso siamo creativi.
    Grazie ad esso procediamo infaticabilmente.
    Grazie ad esso, e solamente grazie ad esso,
    siamo capaci di sacrificarci per gli altri.

    da: Capo Dan George dei Salish

    RELIGIONE

    Non perseguire mai un tuo simile,
    a causa della sua religione.
    Rispetta invece ciò in cui gli altri credono,
    se vuoi che loro, in cambio, rispettino te.

    da: Tecumseh

    poi “La vera Pace” leggi qui -> https://rebeccaantolini.wordpress.com/2015/05/24/la-vera-pace/

    alla fine noi tutti desiseriamo tutti queste cose, ma dipende da noi stessi per avergli.. ti abbraccio Rebecca

    1. Gli esseri umani, per quanto possano essere diversi nell’aspetto, nelle usanze e nelle convinzioni personali, rispondono tutti alle stesse regole morali. Tutti abbiamo bisogno di amore e comprensione, tutti soffriamo se ci sentiamo traditi o delusi da qualcuno, tutti vorremmo essere apprezzati per quello che siamo.
      Sono molto belli gli scritti dei nativi americani che mi hai lasciato; contengono tutta la saggezza di un popolo che viveva nell’osservazione e nel rispetto di ciò che lo circondava… cosa che dovremmo fare anche oggi.
      Grazie Rebecca, ti abbraccio anche io, a presto!

      1. per prima, mi fa piacere che hai messo ancora il vecchio avatar, mi sono abituato a questo immagine …

        usano molto il termine integrazione in questo periodo.. ma credi noi tutti dobbiamo integrarsi e diventare un popolo cosciente di quello che facamo, al prossimo e alla terra.. perchè alla fine lo facciamo a noi stessi..
        credo che facciamo i passi molto veloci, il spirito ha bisogno più tempo …

        1. Credo che sia davvero importante comprendere che siamo tutti concatenati e che facendo del male agli altri esseri viventi si fa del male a noi stessi; purtroppo in questo momento il pensiero dominante è quello individuale, con tutto quello che ne consegue… ma non perdiamo speranza nel futuro e nella capacità del genere umano di evolversi in meglio!
          Si ho rimesso il vecchio avatar: non sei stata l’unica a preferirlo al nuovo!
          😉

          1. Quando mi permette il tempo guardo fotografie o videoclip della nostra terra.. dalla vista dello spazio.. la terra e cosi bella sia di giorno e la notte .. e noi siamo qui fissati sulle nostre piccole cose.. senza che ci rendiamo conto quanto sarebbe bello vedere la terra come si lo vede dallo spazio… li non si vede frontiere, violenza, odio, religioni ecc… li si vede solo la nostra patria.. abbiamo bisogno una nuova visione sulle cose.. solo cosi possiamo diventare veri umani terrestri..

            quel avatar sei tu… rispecchia la tua anima 😉

          1. Ciao Rebecca.
            Visti da lontano… non si vedono i difetti. Come una bella donna di 80 anni: da lontano non si vedono le rughe…
            Il guaio è che la vita, e l’umanità, ci passano mooolto vicino!
            Semmai da criticare è che non facciamo gran ché per correggerli: una cremina per le rughe non basta.
            Ciao.

  2. No, non è una riflessione banale Mr Loto, ma più che per colpa di tentazioni, secondo me la colpa è dell’egoismo.
    La maggior parte se ne infischia altamente dei guai che passeranno gli altri, o alle conseguenze delle proprie azioni, anche se… a danno altrui.
    La “Regola d’oro” (anche se non la conoscevo) è il mio vivere quotidiano, ma ti confesso che anche attuandola ( a volte a mio discapito), non ne ho ricevuto granché beneficio dagli altri, bensì dal senso di pace e serenità che mi pervade e mi gratifica attuandola, e questo mi dona grande forza e mi incita a perseverare.
    In pratica, bisogna amare gli altri come noi stessi…
    Questa “Regola d’oro” potrebbe andare a braccetto con una delle 3 forme d’amore esistenti al mondo. .. “la Carità”, in greco “Agàpe”.
    Pe me, la forma d’amore più elevata in assoluto! Perché è facile amare persone a cui siamo legati da vincoli di parentela, amicizia o altro… il difficile invece è amare chi non si conosce, persone che richiedono il nostro aiuto… sostegno fisico o morale, e magari anche senza averle mai viste.
    L’immedesimarsi è il segreto, come dici saggiamente anche tu…
    Per me la carità ha un grande valore, e chi la possiede sa veramente pregare.
    Molto, molto interessante il tuo post, non conoscevo la “Regola d’oro”, c’è sempre da imparare, grazie!
    Un abbraccio e un sorriso per te 🙂

    1. Sono pienamente d’accordo con quanto hai scritto; la regola d’oro magari non ti porta dei riconoscimenti o dei benefici materiali ma certamente è basilare per costruire la pace e la serenità nel nostro cuore. Si, amare chi ci è vicino e si comporta bene nei nostri confronti è davvero facile; la cosa difficile è applicare il “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” a chi non conosciamo o, ancora più difficile, ci sta antipatico o ci ha fatto del male… ma è solo una questione di esercizio! 😉
      Ti ringrazio molto per le tue giuste osservazioni e ricambio con affetto sia l’abbraccio che il sorriso.

  3. Spesso a suonare banali proprio i ragionamenti di buon senso perché sono, o meglio dovrebbero essere, comuni, già sentiti. Ma ciò non toglie il loro valore 😉 E il fatto di conoscerli non significa affatto seguirli.
    Infatti, va da sé, spesso le cose di buon senso non sono seguite dai più 😛 Ecco perché, banali o non banali, è sempre meglio ricordarle 😉
    Non è certamente un caso se le religioni più antiche hanno molti punti cardine in comune: se sono cose vere o di buon senso… devono valere ovunque! No? 🙂

    1. Certo, la regola d’oro ci permette di vivere al meglio ovunque ci troviamo e con chiunque siamo; è questo a renderla così preziosa. Se solo cercassimo tutti di applicarla il mondo sarebbe davvero diverso…
      Ciao Wolfghost, a presto!

  4. Sulla Religione, Religioni, nutro molte, moltissime riserve.
    Sono assolutismi!
    La vera regola d’oro è quella che è insita in ogni umano che non si piega alla Fede, ma ricerca la Verità fin dove possibile, anche nella Scienza; oltre che nel proprio Libero Pensiero ed è perciò tollerante.

    Ciao

    1. In realtà siamo noi ad essere abituati a vedere le religioni come “assolutismi” perché se le guardi con un pensiero davvero libero, ti accorgi che esse ti indicano la strada per essere spiritualmente ed intellettualmente vivi, non il contrario. Il problema è che la maggior parte delle persone vive la religione semplicemente ripetendo dei riti, senza ragionarci sopra e senza cercare di imparare niente. E te lo dico dopo essere stato ateo per molto tempo.
      In ogni caso sono d’accordo con il fatto che la regola d’oro è insita in ognuno di noi e che non c’è bisogno di credere in Dio o di seguire una religione per capire certe verità.
      Ciao, buona giornata.

      1. ” … ateo per molto tempo …”; vuol dire che sei peggiorato andando avanti; del resto solo il vino buono, invecchiando, migliora.

        ” … le religioni come “assolutismi” …”; tutte le religioni lo sono anche e non solo perché l’una esclude tutte le altre. Quella dove Tu militi dice, al primo punto: ” Io sono il Signore tuo Dio. Non avrai altro dio all’infuori di me.”.

        Io sono intellettualmente vivo e con spirito critico poiché uso la Ragione e frequento il Libero Pensiero, non mi genufletto verso l’ignoto, ma cerco, seguendo la Scienza, di capire fin dove possibile. Non apro i cassetti della Fede poiché là c’è il buio e l’oscurantismo!

        “… non c’è bisogno di credere in Dio o di seguire una religione per capire certe verità …”; su questo non ci piove!

        Ciao, con simpatia, ma altrettanta determinazione “laica”.

        1. Leggendo il tuo commento ho sorriso perché quello che hai scritto sono bandiere che ho sventolato per anni, ogni volta che si parlava di fede e religione!
          In realtà è stata proprio la razionalità a spingermi ad approfondire l’argomento, per conoscere bene quello contro cui mi schieravo con così tanta convinzione e per essere certo di non sbagliarmi, soprattutto su tutte quelle cose che davo per scontate perché le avevo imparate da altri.
          Comunque rispetto il tuo pensiero, lo capisco.
          Un saluto! 😉

          1. C’è – di certo e ne converrai – un refuso nella Tua replica poiché, nello specifico, andava scritto ir-razionalità; è saltato un “ir”.
            Accetto tutto o quasi, ma non che con la razionalità si arriva alla Fede. Ci sono dei limiti alla tolleranza anche nel e del Pensiero.
            Cosa ne pensi se Ti fermi alla Fede, sulla quale non discuto perché i dogmi non sono sottoponibili alla Ragione, e non scomodi – quale mossa maldestra! – la razionalità per “giustificare” la Tua conversione (“Nessuno è perfetto!”)?

            Ciao

  5. Non sapevo si chiamasse regola d’oro, ma è proprio vero……basta pensare se quello che stiamo facendo/dicendo agli altri vorremmo fosse fatto/detto a noi, al di là dei credo religiosi….è semplice senso di giustizia, ma spesso ci si dimentica di una semplice e inequivocabile regola come questa. Grazie per averla ricordata, avergli dato un nome ed aver indicato i libri….interessanti!
    Ciao, buona serata
    Serena

    1. Si, con la regola d’oro si ha sempre un semplice metro di giudizio per capire se quello che stiamo facendo è una cosa giusta.
      Si, ho voluto segnalare dei libri sull’argomento alla fine dei miei post perché è un buon modo per approfondire temi che non possono essere approfonditi a dovere in poche righe e magari, per imparare anche qualcosa di nuovo.
      Ciao Serena, a presto!

    1. Sul serio?
      Magari non sapevi che “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” si chiama regola d’oro, ma non posso credere che tu non abbia mai sentito questo detto!
      Ciao, ti auguro anche io una buona giornata!

  6. Regole d’oro condivise, persino straordinariamente laiche, che in sostanza dicono esplicitamente che il dialogo è tra persone che sanno cosa dire e persone che sanno ascoltare, ponendo in secondo piano – finalmente – la propria appartenenza (sempre ammesso che si appartenga veramente a qualcosa che sia altro rispetto all’essere umani).

    1. Come potrei non essere d’accordo? Anche se all’apparenza abbiamo tutti modi di essere, fare, pensare diversi, in realtà siamo tutti fondamentalmente uguali…
      Ciao Giò, a presto.

  7. Per:

    Mr.Loto

    8 ottobre 2015 at 10:02

    Non si tratta di preferenza, ma di obbligo; per logica stringente.
    Non c’è mai stata razionalità nella Fede, almeno finora.
    Ragione e Fede sono due percorsi differenti; il primo aperto al Libero Pensiero, il secondo chiuso/finito con il dogma.
    Scusa se insisto, ma … “cogito ergo sum!”

    luigi Ti saluta così come i Tuoi ospiti.

    1. @ eugualemcalquadrato

      Trovo molto interessanti i tuoi interventi,
      ma….”cogito ergo sum” : «penso dunque sono……», è una formula applicabile sia alla Ragione che alla Fede, indipendentemente e dipendentemente dalla certezza indubitabile che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante, non crede?

      Mr. Loto….rimane con la sua idea, precisando che non cercherà ” lui ” di fartela cambiare, perchè magari ha conosciuto una verità che lo trascende, rendendo quel suo pensiero certo

      eugualemcalquadrato….rimane con la sua di idea a tal punto da mettere in dubbio la certezza alla quale Mr. Loto è arrivato…..perchè magari ha conosciuto una verità che lo trascende, rendendo quel suo pensiero certo

      DOMANDA —————–

      Cosa hanno in comune Mr. Loto —- e=mc2………………?

      RISPOSTA —————–

      ” IL DOGMA ”

      ”Ragione e Fede sono due percorsi differenti; il primo aperto al Libero Pensiero, il secondo chiuso/finito con il dogma.”

      Ci sono casi in cui anche la Ragione, soprattutto quando fa riferimenti filosofici (Cartesio ) diventa inevitabilmente un ”percorso finito con il dogma”….ossia non soggetto a mettere in discussione quello stesso percorso .

      DUBBIO espressione di VERITA’ O VERITA’ espressione di DUBBIO?

      Mi scuso per l’intromissione, buona serata a tutti voi.

      LARA

      1. Gentile Lara,
        proverò ad incrociare la lama, pardon la lingua/penna con Lei.
        Pensare vuol dire – anche – riflettere e non fermarsi alla prima o altre “stazioni” della via Crucis o di altre strade.
        La Fede non permette il Pensiero, quanto più se Libero, vive e si sostiene con il Dogma dell/sullaa medesima. Se credi non ti devi porre interrogativi!
        Mr Loto rimane con la sua idea? Peggio per lui, ma non gliene voglio; rinuncia, però, all’utilizzo di quella Ragione che ha fatto sì che la “scimmia” scendesse dai rami per diventare Uomo.
        Ha conosciuto una verità? Hai fatto bene a scriverla con la minuscola perché non è dimostrata; è un dogma, non confondiamo le acque e le idee. Non è Verità, ma la verità della Chiesa, peraltro cattolica, in particolare versus tutte le altre millanterie similari.
        Io non ho verità, mi fido solo del Pensiero Libero e della Verità scientifica, perciò stesso dimostrata.
        Filosofia e Ragione non sono le medesime specificità; talvolta coincidono, ma…
        Sono sì due differenti percorsi, Ragione e Fede, la prima non si ferma e ricerca la Verità, la seconda obbedisce al dogma ed è finita!
        Cosa abbiamo in comune? Sulla specificità nulla!
        Io vivo di e del Dubbio, chi ci ospita si ferma al Dogma che limita/delimita ogni forma di Pensiero, oltre lo stesso assunto iniziale – Io sono il Signore Dio tuo … -; indimostrato ed indimostrabile.
        Io resto qui; non vado via ed attendo dimostrazioni; con la curiosità intellettuale che mi ha fatto, negli antenati, scendere dall’albero..
        Un saluto a Lei ed all’ospite che ci ospita.

        luigi

        1. C’erano sei uomini dell’Indostan, molto inclini ad apprendere, che andarono a vedere l’elefante (sebbene tutti loro fossero ciechi) così che ciascuno per osservazione potesse soddisfare la sua curiosità.

          Il primo si avvicinò all’elefante, e accadendogli di sbattere contro il suo largo e robusto fianco, subito iniziò a gridare: “Che Dio mi benedica! Ma l’elefante somiglia molto a un muro!”

          Il secondo, toccando la zanna, gridò: “Oh! Cosa abbiamo qui così tanto rotondo e liscio e aguzzo? Per me è molto chiaro che questa meraviglia di un elefante somiglia molto a una lancia!”

          Il terzo si avvicinò all’animale, e accadendogli di prendere tra le mani la proboscide, così senza timore egli parlò: “Vedo”, egli disse “che l’elefante somiglia molto ad un serpente!”.

          Il quarto stese una mano impaziente, e toccò vicino al ginocchio.”A cosa più somiglia questa mirabile bestia è molto semplice”, disse; “è abbastanza chiaro che l’elefante somiglia molto a un albero!”.

          Il quinto, a cui capitò di toccare l’orecchio, disse: “Anche il più cieco degli uomini può dire a cosa più questo somiglia; neghi il fatto chi può, questa meraviglia di elefante somiglia molto a una ventola!”

          Il sesto aveva appena iniziato a brancolare intorno alla bestia quando, afferrando la coda dondolante che cadeva alla sua portata, “vedo”, egli disse “che l’elefante somiglia molto a una corda!”

          E così questi uomini dell’Indostan discussero a lungo ad alta voce, ciascuno nella sua opinione estremamente rigido e accanito, e anche se ognuno aveva un po’ ragione, tutti quanti avevano torto.

        2. Salve Luigi, è un piacere incontrarla o rincontrarla, le dico questo perché anche io vivo di , del e nella CERTEZZA che tutto sia possibile .

          ” Se credi non ti devi porre interrogativi!”
          Già, mentre chi non crede può permettersi una situazione parallela e compensativa ,sostituendola con!!!!!….esclamativi.

          ” …. è un dogma, non confondiamo le acque e le idee. ”

          Più che Dogma …adesso parlerei di DOGMATISMO , fermo restando a quel che ha scritto lei a seguito..

          ”Io resto qui; non vado via ed attendo dimostrazioni…”

          OK, intanto mi ha dimostrato di essere molto attento alle lettere Maiuscole ed a quelle minuscole…..e come lei è un lei io sono una lei e non una Lei ….. Luigi.

          Trovo sempre più interessanti i suoi interventi…..

          Per quanto riguarda le dimostrazioni, legga il seguito….grazie e buonaserata.

          @Mr: Loto

          Il settimo disse:

          Ora visto che io personalmente, non vedo nè il Sig. Luigi nè il Sig. Loto, e quindi oggettivamente non vedo l’ELEFANTE…. continuare ad inveire nella completa ignoranza di ciò che ciascun altro intende dire, con quel ”IO CREDO….”e partecipando attivamente in una disputa teologica, dove NESSUNO può dimostrare nulla tranne che l’invio di frasi da una tastiera… io vi richiedo:

          DUBBIO espressione di VERITA’ O VERITA’ espressione di DUBBIO?

          GRAZIE

          1. Consiglio la lettura de Il Dubbio di De Crescenzo e mi dilungo aggiungendo che il dubbio spinge alla ricerca la quale non sempre giunge alla verità o Verità.
            Il dubbio non è espressione di verità, ma la peculiarità che alcune menti umane utilizzano per non fermarsi a disquisire su cosa sia o meno un elefante.
            L’elefante di per se stesso è tale e quale lo si vede, un animale grande come un alto muro, dotato di zanne a mo’ di lance, con una proboscide somigliante ad un serpente, molto simile nella stazza ad un robusto albero, portatore di ventole (orecchie più o meno grandi a seconda se asiatico o africano), con una lunga corda, pardon coda, che completa sul retro la bestia ed alla quale si attaccano i piccoli durante le transumanze/spostamenti.
            Esso, in verità, è un animale se lo si guarda nel suo insieme e non ci sofferma a disquisire, inutilmente, sui particolari del suo corpo. Su questo non v’è alcun dubbio!
            Finisco dicendo che ognuno può credere in ciò che più gli aggrada (purché non pretenda di imporre il proprio Credo ad altri!); noto però che taluni si fermano al Dogma – e vanno a ritroso – ed altri continuano sulla strada della ricerca della Verità – a si portano avanti fin dove possibile con i mezzi che la Ragione ci ha regalato e la Scienza ha dimostrato -. Non più, non altro.

            Saluti a Lei ed all’ospite che ci ospita il quale non mi incanta mica con le storielle, gradevoli, che mi/ci racconta.

            luigi

            P.S.:
            La mia, mi sia permesso sottolineare non è disputa teologica; è terreno sul quale non mi inoltro poiché parlare/scrivere del Nulla non è esercizio che mi soddisfa se non per rimandare la palla, come in una partita di tennis, sul campo dell’altro giocatore, pardon conversatore.
            So di non sapere e … dubito; ergo sum!

          2. Gentile Lara,
            la mia replica al Suo commento, da me inserita a prima ora stamani, è sparita.
            Me ne dispiaccio e ne prendo nota.

            Saluti

            luigi

          3. E’ rientrato, in attesa di moderazione, il commento che non riuscivo più a leggere e la segnalazione della scomparsa.
            Misteri dell’elettronica.

            Saluti

            luigi

          4. Ciao Lara, ciao e=mc2.
            Intanto avverto che mi state facendo venire il mal di testa!
            Personalmente distinguo fra DUBBIO e CERTEZZA, non fra DUBBIO e VERITA’. Il dubbio salva l’uomo, la certezza lo frega.
            La verità, invece, è una condizione che scaturisce dalla cultura degli osservatori. Fate presto voi a parlare dell’elefante, che ben conoscete, ma mettetevi nei panni di un cieco, che non sa nemmeno di cosa state parlando.
            Dogma e scienza hanno dei limiti, solo che nel secondo caso spronano a continuare la ricerca, mentre nel primo vengono semplicemente archiviati (e imposti) come MISTERI.
            Ciao.

    2. Ciao e=mc2.
      Anch’io la penso come te.
      Solo che io sono convinto che le religioni sono nate dall’uomo (non il contrario) con lo scopo di dettare le regole base per il vivere comune. Se osservi le cose da questo punto di vista… tutto ti sembrerà più logico. Devi aggiungere solo le attenuanti che le religioni sono nate molti secoli fa, quando la gente per spiegarsi usava coltello e bastone, e purtroppo, essendo sempre stata considerata come un dono di Dio, non si è adeguata al pensiero dell’uomo, né alle sue esigenze dei giorni nostri. Come pure sappiamo benissimo quanto sia stata strumentalizzata nei secoli, generando di fatto un immobilismo di pensiero.
      Ciao.

      1. Certo che le Religioni, sig. Loris, sono nate dall’Uomo; dalle paure di costoro, nostri antenati e dalla mancanza di spirito critico oltre che dalla volontà di non spiegarsi, fin dove possibile – tempo per tempo – molte non conoscenze.
        Sono state utili, illo tempore, perché hanno disciplinato alcuni aspetti del vivere che allora non era molto “civile”.
        La contrarietà della carne di maiale nei Musulmani è spiegata con il male che fa il consumo di questa carne nei climi caldi e se non ben cotta; per esempio.
        Povero maiale così bistrattato da quelle parti!
        Anche così il divieto per le bevande alcoliche.
        Insomma, da norme per un vivere più civile e sano, talune comprensibili/giustificabili/necessarie, si sono trasformate in divieti erga omnes che non sono al passo dei e con i tempi.
        La Chiesa di Roma ha spento la luce, o, per meglio dire, ha cercato di mettere al buio la mente umana; ma taluni avevano, hanno la pila e … cercano ancora oggi la Verità; anche nella Scienza, per tutto ciò che è dimostrato/accertato/dimostrabile/certo, oltre ogni ragionevole dubbio.

        Ciao da luigi

        1. Scusa… ma fra e=mc2 e Luigi comincio a far confusione. Non prendertela, ma per favore non darmi del “Sig.” che non mi piace, e non credo e non voglio essere. Penso che almeno nel blog di Mr.Loto possiamo/dobbiamo considerarci tutti semplicemente essere umani.
          A parte queste cose, di pochissimo conto, il principale problema è che l’uomo, pur di acquisire “potere” è disposto a qualsiasi cosa, soprattutto all’inganno, o alla sopraffazione dei suoi simili. Questa è una schifosa abitudine che da sempre, nei secoli dei secoli, ci ha distinto dagli altri animali. E, anche se talvolta sono i pilastri delle religioni, le nostre leggi, frutto di saggezza, prima o poi vengono manipolate, disgregate dal loro giusto fine, da qualche figlio di… Basti pensare a quale possa essere il senso di scannarsi per motivi religiosi… visto che tutte (o quasi) le religioni, da sempre, predicano la pace, ma… Ma quale Dio dovrebbe godere nel vedere con quanto impegno ci scanniamo l’un l’altro. Neanche quelli pagani, dei tempi di Atene, Troia, Roma antica!
          Piuttosto credo sia importante distinguersi da queste persone proprio per la capacità di fare non tanto per avere qualcosa in cambio, ma per il solo piacere di farlo. Anche se non è così facile come dirlo.
          Solo una considerazione: l’unica cosa che ritengo eccezionale, quasi magica, è come certe leggi possano essere scaturite da menti che più che contare le pecore, non sapevano fare. Penso che certe necessità di dettare dei comportamenti-guida ci sono sempre state, proprio per tenere a freno la nostra stupidità.
          Ciao.

          1. Luigi, caro Loris (tu), è, nello specifico, e=mc2 perché sono innamorato della Relatività; è la sigla del mio Blog dalla sua nascita nel novembre 2006.

            Ci sono Leggi che devono essere promulgate per tenere a bada l’istinto malevolo dell’animale Uomo e molte di esse sono divieti/punizioni.
            Ci sono regole non scritte che attengono invece a comportamenti che dovrebbero distinguerci in una Società civile.
            Ci sono regole emanate per “fregare” l’animale Uomo, converrai di certo; molte scritte con i piedi ed altre con acume, allo scopo del quale prima scritto.

            Questa è una verità, non ho dubbi al riguardo, anzi solo certezze.
            Per il resto, con dubbi relativi, mi incammino sempre alla ricerca della verità con la lampada, pardon Ragione; in dotazione.

            Ciao da luigi

      2. Ciao Loris, Mr. Loto Luigi….”ospite di chi ci ospita” …………..

        DUBBIO espressione di VERITA’ O VERITA’ espressione di DUBBIO?

        *Luigi—– …. ” il dubbio spinge alla ricerca la quale non sempre giunge alla verità o Verità. Il dubbio non è espressione di verità, ma la peculiarità che alcune menti umane utilizzano per non fermarsi a disquisire su cosa sia o meno un elefante.”

        * Loris—– ”Personalmente distinguo fra DUBBIO e CERTEZZA, non fra DUBBIO e VERITA’. Il dubbio salva l’uomo, la certezza lo frega.”

        DUBBIO espressione di VERITA’ O VERITA’ espressione di DUBBIO?

        DUBBIO E VERITA’ sono due espressioni che spesso scaturiscono l’una dall’altra,………. usate in questo contesto appositamente per distinguere il duplice significato tra : Dubbio socratico-cartesiano ed il dubbio cattolico..( Luigi e Mr: Loto).

        Il Dubbio cattolico

        La Chiesa non riconosce il ”Dubbio” in sè, ma solo certezze di fede , e quindi conclude …. escludendo altre possibilità di conoscenze per arrivare ad una verità se non attraverso quella stessa fede (Dogma).

        La mia verità è dubitare tantissimo di chi non dubita……….

        Il Dubbio socratico-cartesiano
        Attraverso la Ragione continua quella ricerca sin quando non giunge a conclusioni sicure o ad un principio certo ed inconfutabile. Ma anche quando tale principio sembra essere raggiunto attraverso quella stessa Ragione arriva alla certezza che altri Dubbi potranno sorgere e che ogni verità, anche se all’apparenza certa ed inconfutabile altro non è che un avvicinamento alla Verità Suprema.

        La mia verità è pensare che dubitare tiene svegli

        Per quanto riguarda la ”storiella” ognuno tragga quel che vuole in positivo o in negativo, io non ho percepito ”imposizioni” se non un libero dibattito che mette in moto ”LA REGOLA D’ORO” e che penso ognuno di noi possiede dentro di sè , lasciandone forse inconsapevolmente un pezzetto anche qui..

        *Loris—– Fate presto voi a parlare dell’elefante, che ben conoscete, ma mettetevi nei panni di un cieco, che non sa nemmeno di cosa state parlando.

        Spesso Loris si nasce ciechi…..spesso lo si diventa, ( mi riferisco ai tuoi commenti che condivido in pieno) ma in comune chi nasce e chi lo diventa hanno il potenziamento degli gli altri sensi che compensano quella cecità, consentendogli una vita più serena …

        * Luigi– Finisco dicendo che ognuno può credere in ciò che più gli aggrada (purché non pretenda di imporre il proprio Credo ad altri!)

        Le parentesi!!!! DUBBIO o VERITA’…… era dubbioso di dire una verità così ha pensato di non liberare apertamente quelle parole,…Luigi…..ciao

        Un saluto a Loris, ed un grazie a Mr. loto

        1. Ciao Lara, volevo soltanto chiarire una cosa, sperando di non scatenare altri fraintendimenti perché, francamente, siamo usciti abbondantemente dal tema del post.
          Il fatto che io creda nell’esistenza di Dio non mi esclude la possibilità di seguire la logica e la razionalità… fin dove questa mi permette di arrivare. Oltre si aprono due strade: o si ammette che ci sono concetti che il nostro intelletto non può afferrare pienamente oppure no.
          L’elefante rappresenta la verità che certamente, è sempre fedele a se stessa, a prescindere dalla parte che noi sperimentiamo in prima persona e che quindi conosciamo, ma nessuno di noi può vedere l’intero elefante semplicemente perché ci sarà sempre qualcosa che non riusciamo a comprendere o a percepire chiaramente.
          Per questo è così prezioso cercare di ascoltare tutti senza avere mai la presunzione di pensare di essere l’unico a sapere come stanno le cose. Ogni persona possiede un pezzo di verità, nessuno possiede tutta la verità.
          Con questo chiudo e ti auguro una lieta serata ed una felice settimana.

          1. ” ….. francamente, siamo usciti abbondantemente dal tema del post”.

            Mr. Loto avrei voluto il seguito di questa frase un pò prima, quei suoi pensieri non hanno però data di scadenza, valgono comunque e mi fa piacere che li abbia espressi….forse a volte è molto più importante”uscire abbondantemente fuori tema da un post” se può aiutare chi legge oltre a chi scrive, nella comprensione ,seguendo razionalmente una logica, dettata dal Dubbio che spinge alla ricerca più vicina ………. alla VERITA’.

            Oltre si aprono due strade: o si ammette che ci sono concetti che il nostro intelletto non può afferrare pienamente oppure no.

            Bellissime e veritiere parole, il Mistero esiste ed è bello per questo, altrimenti tutti coloro che sono — innamorati della Relatività —smetterebbero di usare il software , e tutti coloro che non riconoscendo il Dubbio se non attraverso quella certezza di fede…smetterebbero di genuflettersi al Dogma……..e il risultato sarebbe UN ESISTENZA SENZA DOMANDE …….” generando di fatto un immobilismo di pensiero”.Scusa Loris ….ho preso in prestito questa tua frase che si adegua alla perfezione al mio discorso.

            Gent.mo Mr. Loto condivido quasi nella totalità la sua risposta…. quello che contesto un pò a tutti i Blogger, è quando li vedo preoccupati sul fatto che la ”coerenza” di un post valga PIU’ di una PERSONA incoerente (fuori dal ”gregge” se vogliamo usare un espressione tipica di qualcuno che saluto).

            ”Per questo è così prezioso cercare di ascoltare tutti senza avere mai la presunzione di pensare di essere l’unico a sapere come stanno le cose. Ogni persona possiede un pezzo di verità, nessuno possiede tutta la verità.”

            La saluto, concludendo con questa sua REGOLA D’ORO che condivido e che penso tutti, usando un pochino di introspezione personale, concorderanno con se stessi e con lei….

            Ringrazio Luigi e tutti i presenti…….

          2. Sono d’accordo sul fatto che uscire fuori tema può essere opportuno e, a volte, molto più importante che restarci. Infatti ho ascoltato tutti voi. Il fatto è che in un blog si discute per argomento e dedicando spazio alla disquisizione che abbiamo avuto ne abbiamo tolto alla regola d’oro che era l’argomento sul quale avrei voluto riflettere in questa pagina.
            Ma va bene così perché è stato interessante! 😉
            Grazie a te Lara, ti auguro una buona giornata.

        2. Non mi sembra di aver scritto che il Dubbio sia espressione di Verità, ma che il primo spinge alla ricerca della seconda; mentre la fede si ferma alla prima o ad una delle “stazioni” della Via Crucis, senza andare oltre, fin dove lo scibile umano consente tempo per tempo.
          Io, ragionando – o cercando di farlo con il software a disposizione – su ciò che mi/ci circonda, sono “innamorato” della Relatività e non posso genuflettermi al Dogma (denominazione del mio Blog: http://www.eugualemcalquadrato.ilcannocchiale.it ).

          Saluti a tutti i partecipanti la discussione ed al padrone di casa.

          luigi (e=mc2)

          P.S.:
          Nonno Luigi scriveva (estratto):

          Se preghiera è piegarsi,
          chi prega non sta diritto;
          perde perciò il diritto
          di essere Uomo qual’ è.

          1. Beh, adesso basta a tutti e tre (Lara, Luigi, Mr. Loto: chissà perché tutti e quattro iniziamo con la “L”, più Lulù, e facciamo cinque). Se non vi mettete buoni… vi mando il conto delle pastiglie per il mal di testa che mi farete prendere.
            Ciao.

        3. Ciao Lara.
          Intanto… le tue verità (dubitare di chi non dubita, e pensare che dubitare tiene svegli) preferisco chiamarle saggezza.
          Non importa come e quando ha avuto origine la cecità, né che permetta di sviluppare altri sensi: è comunque uno stato, disagiato, che toglie una grandissima possibilità di percezione. Tu dici che ne può derivare serenità, ma credo, purtroppo, possa derivare solo dalla impossibilità di confronto/verifica (se è dalla nascita), o dalla rassegnazione, se sopraggiunta in seguito. A meno che, oltre che cieco, lo sfigato in questione non sia anche scemo. Ma allora è tutto un altro paio di maniche.

          Ciao Luigi.
          La fede, più che bloccare la ricerca della verità, fa accettare, più o meno passivamente/coscientemente, quella di altri. Ti dico questo perché, personalmente, considero la verità come una cosa strettamente soggettiva, anche se, come spesso succede, condivisa da molti altri. E ricordalo, visto che è la tua passione… relativa!

          E vi saluto con un “cogito ergo sum… s’ciupà”.
          Ciao a tutti.

          1. La verità può essere soggettiva, ma quando sottoposta al prova e riprova, metodo scientifico galileiano, ed è quella alla quale faccio riferimento io, è Verità – erga omnes – meno per coloro i quali si affidano alla Fede e si fermano prima del traguardo, tempo per tempo raggiunto dalla Scienza, dalle Scienze.
            Per il mal di testa “pigliate ‘na pasticca (un’altra) …” e non pensare a me.

            Beh, adesso ciao Loris da luigi

  8. Come sempre la soluzione è nelle cose semplici.Semplici così tanto da essere considerate banali ma poi quando si prova ad applicarle ci si rende conto della loro profondità e di tutte le difficoltà che incontriamo dentro noi stessi.
    Un saluto e un buon fine settimana.

    1. La regola d’oro è un concetto semplice, comprensibile perfino dai bambini, ma non è sempre facile da mettere in pratica, proprio perché il nostro ego spesso è più forte anche del buon senso… e regole etiche come la regola d’oro servono proprio ad “educare” quella parte di noi a venire fuori soltanto quando è necessario.
      Ciao Carola, buon fine settimana anche a te! 😉

  9. Ciao M.Loto, che bel post, la mia regola d’oro è “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, per mia madre era il suo vangelo anche se non era credente…! Credo che il bene, che le regole d’oro non le ha scritte l’uomo ma le ha tramandate con le emozioni e azioni…In questo periodo prevale il male e l’uomo, l’essere umano stà perdendo proprio il senso innato delle regole d’oro, che sono alla base della nostra vita. Nessun Dio puo’ solo pensare di scatenare una guerra o ordinarla, il male si e si sta’ vedendo ogni giorno………con affetto e stima, buona serata…

    1. La regola d’oro è proprio questa, “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” e si, senza dubbio più che una regola scritta è un valore che si trasmette di generazione in generazione, anche al di fuori degli insegnamenti religiosi, prima di tutto con l’esempio.
      Purtroppo al giorno d’oggi molti valori stanno andando perduti perché si pensa di poterne fare a meno, nel nome dell’individualità… ma, come è evidente, ne paghiamo tutti le conseguenze!
      Ma siamo sempre in tempo per recuperare…
      😉
      Ciao Lulu, ti abbraccio e ti auguro una bellissima settimana!

      1. Pensandoci un attimino… e togliendo le negazioni.
        Fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te… come la potremmo definire? Forse la “regola d’argento”?
        Ciao ciao.

  10. Rif.: e=mc2 14 ottobre 2015 at 6:56
    Grazie per il consiglio riguardo la pastiglia…
    Ribadisco comunque la mia opinione che la verità è relativa, e soggettiva. Ti porto un esempio, banale se vuoi, ma che può essere di grande utilità.
    Nel medioevo si credeva che la terra fosse piatta: pensa a quante teste sono saltate nel tentativo di dimostrare il contrario (e quanti uomini di scienza, illuminati, hanno dovuto abiurare per salvare la pelle).
    Chi non ti dice che fra cinquant’anni non scopriremo che quello che crediamo oggi non è affatto vero?
    Non chiedermene il nome perché la mia memoria è una delle vergogne di famiglia, ma c’è un filosofo nordico (forse finlandese, o giù di lì) che sostiene che TUTTO è frutto della nostra mente, che è l’unica cosa ad esistere. Se ha ragione lui…
    Ciao.

    1. C’è una verità relativa, tempo per tempo, ed una Verità assoluta, dimostrata in modo inequivocabile dalla Scienza (leggi Relatività) e dai fatti quali realmente accaduti.
      Quella soggettiva non è Verità se contrasta con questa.
      La nostra mente non è l’unica cosa ad esistere. C’è tutto il resto che l’Uomo, curioso e scienziato scopre/dimostra tempo per tempo.
      Nello specifico la Tua opinione è una verità, il mio dire, non per fare il tifo per il sottoscritto, è Verità ed è inutile girarci intorno.
      Gli uomini illuminati che hanno abiurato erano di Scienza (assoluta) e contro la Fede; mi hai servito un assist e Ti ringrazio porgendoTi i miei saluti, anche.

      Ciao

      1. Ciao Luigi.
        Preciso che la teoria filosofica sopra menzionata afferma che esiste SOLO la MIA MENTE: il mio corpo, le mie sensazioni, voi tutti, le scoperte della scienza e tutto lo scibile sono frutto di essa (quindi “esiste” solo la mia mente, che tutto genera: non esiste NULL’ALTRO). Tu, Mr,Loto, il computer, eccetera eccetera, in realtà non esistete, siete puro frutto della mia mente (chiamala immaginazione, se vuoi), che Vi ha creati al solo scopo di tenersi attiva, di confermare la propria esistenza.
        E’ una concezione pazzesca, d’accordo, ma chi mai potrà dimostrare che non è vera? E quindi, quale realtà sarebbe vera, assoluta, univoca?
        Parlando di relatività, ho sentito che è stato affermato che Zio Albert (mi piace chiamarlo così) ha sbagliato i calcoli, che è superata, e così via. Tu certamente ne sai molto più di me sull’argomento, e francamente mi spiacerebbe se il simpatico genio venisse smentito, ma ho paura che prima o poi succederà. In quel momento, se succederà, quante verità assolute ed universali cadranno?
        So che la mia sembra l’elegia del dubbio, ma, come ho già detto… il dubbio ci salva… la certezza ci frega.
        Ciao.

        1. Anch’io sono seguace del “Dubbio”; ecco perché non sono credente.
          La Teoria non è stata smontata, era un bluff.
          L’unico “assoluto”, ad oggi conosciuto, verificato, dimostrato è la velocità della luce ecc…
          La mente percepisce, correttamente, concretamente, solo ciò che esiste; ergo se Tu dialoghi con la tastiera, con me, vuol dire che il PC ed io esistiamo.
          L’immaginazione è altra cosa poiché si può spaziare, nel cielo e nei cieli, creando anche cose inesistenti che, però, nella nostra mente, non hanno certezza e certezze.
          La realtà vera è quella dimostrata.
          Delle concezioni pazzesche va dimostrata la verità, che talvolta sono, poi, scienza comprovata, non il contrario; insomma non sono io che devo dimostrare che esisto, ma Tu che io – ed il PC – non esistiamo.
          Un saluto, ora spengo il PC e la mia mente, anche per riposare dalle fatiche alle quali mi costringe il Tuo girovagare con anche arrampicate sugli specchi.

          Ciao da luigi, “relativo”, ma esistente
          Non invertiamo i ruoli.

          1. Intanto, tieni presente che possiamo dimostrare SOLO quello che i nostri mezzi ci consentono di dimostrare: chi non ti dice che ci sia qualcosa che viaggia a velocità superiore di quella della luce, e che solo la mancanza di mezzi ci impedisce di scoprirla?
            Tu dici che la mente “percepisce”… Ma ti faccio un ragionamento, difficile da interiorizzare, che non implica essere credenti o meno, ma ti invito allo sforzo. Paragona la parola “mente” alla parola “Dio”. Entrambe sono prive di “materialità”, e quindi non sono dimostrabili con i nostri mezzi “meccanici/fisici”. Eppure… Quando leggiamo della creazione, quando un Dio immateriale ha dato origine alla materia (ed antimateria), di cosa stiamo parlando? Quando ci chiediamo cosa c’era prima del big-bang, di cosa stiamo parlando? O di come tutta la materia (ed antimateria) hanno avuto origine, di cosa stiamo parlando? Forse che qualcuno riesce a dimostrare qualcosa di più che non sia solo frutto di un pensiero? Perché non potremmo accettare che TUTTO è frutto esclusivamente della MENTE (per me, la mia, per te la tua, e così via)? Puoi chiamarlo arrampicarsi sugli specchi, se vuoi, ma non avrai mai nessuna certezza se non quella che ti ha reso convinto di essere nel vero. Anche se vero non fosse, ricordalo.
            Ancora una volta… tutto è relativo.
            Ciao.

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