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Pigrizia Intellettuale

Pigrizia Intellettuale

Pigrizia intellettuale
Pigrizia intellettuale

Quante persone oggi soffrono di pigrizia intellettuale senza nemmeno rendersene conto?

Tutti riconosciamo la pigrizia più classica, quella di chi preferisce evitare ogni tipo di attività fisica o lavorativa per poter passare il tempo senza fare nulla. La pigrizia intellettuale invece, dà meno nell’occhio. Spesso perfino chi ne è vittima non se ne accorge tutto preso com’è a fare altro.

Credo seriamente che la pigrizia intellettuale sia ancora più dannosa di quella fisica; perchè se qualcuno prima o poi ci spronerà a fare il nostro dovere, nessuno potrà mai sollecitarci a scegliere di pensare. Senza nemmeno tener conto del fatto che la pigrizia intellettuale può diventare un’abitudine così radicata da farci dimenticare cosa significa riflettere sul serio ed avere un’opinione autentica su noi stessi e su quel che ci circonda.

Al giorno d’oggi siamo tutti presi da mille impegni, corriamo dalla mattina alla sera e cerchiamo di sopravvivere alle responsabilità. Quando abbiamo un po’ di tempo organizziamo un viaggio o pratichiamo altre attività di svago: cinema, palestra, uscite con gli amici… tutto è utile per essere sempre impegnati. E quando sei impegnato non pensi di essere vittima della pigrizia e magari critichi chi passa il tempo a riposarsi .

Ma quand’è che troviamo il tempo di pensare? In realtà infatti, questa ricerca forsennata di impegni può essere un sintomo della pigrizia intellettuale. Perché chi soffre di pigrizia intellettuale cerca sempre una scusa per evitare di avere del tempo da dedicare all’introspezione. Chi soffre di pigrizia intellettuale ha paura di restare solo a guardarsi dentro e di farsi delle domande.

Spesso questo accade perché si preferisce vivere come automi programmati ad andare avanti, piuttosto che fermarsi a pensare a cosa sarebbe davvero giusto per noi, a cosa ci renderebbe felici.

Non ti piacerebbe riappropriarti del tuo tempo? Sei sicuro che gli ideali e gli obiettivi che la società ti offre siano davvero i tuoi? Che la vita che conduci sia la migliore possibile per te? Sei davvero felice?

Se non ti sei mai fermato a farti queste domande, se hai paura di pensarci, probabilmente la tua pigrizia intellettuale sta lavorando contro il tuo bene.

Coraggio, basta una piccola presa di coscienza per ritrovare te stesso, sconfiggere la pigrizia intellettuale, ed essere finalmente libero.

Pigrizia Intellettuale

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39 Commenti

  1. Consiglio “Elogio dell’ozio” di Betrand Russel.
    Autore preferito, specialmente negli anni giovanili; di formazione/informazione.

    Ciao

    1. Naturalmente trattasi di Bertrand Russel che Ti consiglio di conoscere oltre il testo prima citato.
      Per esempio “Perché non sono cristiano” e “L’ABC della Relatività”.
      Ciao e buone letture

  2. Bravo Mr. Loto. Proprio un bell’argomento per un post al quale partecipano parecchie persone che fanno “fumare i cervelli”.
    Credo comunque che la vita attuale ci obbliga ad operare con una capacità di concentrazione molto forte, e per rilassare la mente diventa quasi d’obbligo “staccare la spina”. Penso a quando per mangiare si dovevano muovere le mani (e piegare la schiena) anziché fare gli schiavi di un computer: bastava l’attenzione a quello che stavi facendo, e la mente era libera di pensare ad altro (magari anche ai tuoi problemi, ma non solo), ed avevi la soddisfazione, per quanto magra, di vedere il risultato del tuo lavoro. Adesso non più così: devi prestare attenzione a non dimenticare questo, a segnalare quest’altro, e così via senza distrarti nemmeno per un’istante. E la sera, quando dovresti staccare la spina, riposarti, pensi e ripensi a quello che hai fatto, alla ricerca di eventuali errori.
    Inoltre, purtroppo, si è anche un po’ perso (o non è mai nato) il piacere di scoprire qualcosa di nuovo ma non banale, che ci riempia quei vuoti che la quotidianità ci impone. Che ci faccia sentire di esistere, o meglio ancora, di vivere. E, peggio che mai, questo compito viene demandato a strumenti come la Tv, strumento di disinformazione per eccellenza, che svuota ulteriormente le menti (mi viene alla mente “Sturmtruppen” di Bonvi, e le strisce con “l’arma finale del dr. ???”).
    Non è un bel mondo quello che ci siamo costruiti. E speriamo che nel futuro non sia ancora peggio.
    Ciao.

    1. Purtroppo la tua descrizione della società odierna è molto calzante, è quello che succede alla maggioranza delle persone. Eppure è davvero importante cercare, almeno nel riposo, un momento da dedicare più ai propri pensieri che allo svago inteso come televisione o impegni mondani… ce n’è davvero bisogno.
      spero anche io che il futuro possa riservarci qualche sorpresa positiva…
      Ciao, buona domenica.

      1. A volte ho come la sensazione che sia la nostra “civiltà” a spingere per farci svuotare la mente… per far spazio a banalità e materialismo. I valori (o, meglio, disvalori) che vengono messi in luce sono quelli che servono al benessere economico della collettività (consumismo), raramente sono valori che portano ad una crescita interiore, che poi può trasformarsi in altruismo e pensiero per gli altri. Un po’ come, una volta, si puntava sull’ignoranza della gente per dare spazio al potere di consolidarsi.
        Che tristezza! Dobbiamo imparare a reagire a tutto questo, altrimenti…
        Ciao.

        1. Certo; a nessuno interessa riconoscere il valore dei singoli individui… quello che conta è che siano consumatori!
          Si, è davvero arrivato il tempo in cui bisogna iniziare a reagire.
          Ciao, buona serata.

  3. Devo dire che la pigrizia è una mia condizione strutturale. Ahimè non mi riesce di non essere roso dai dubbi e esplorare i meandri profondi della pigrizia intellettuale! Deve essere qualcosa che rassomiglia alla letargia, patologia assai diffusa tra chi ha dismesso alcune sinapsi in un tempo che fu e poi non ricorda più in quale cassetto ha messo via i contatti.

    1. Ah ah ah… la tua “lentezza” nella vita in questo caso è di grande utilità per la forza di pensiero! 😉
      Credi sia possibile aiutare chi ha messo via le sinapsi a ritrovarle?
      Un saluto e l’augurio di una buona domenica.

  4. E’ vero, c’è chi non fa che stare sempre in mezzo alla folla per non avere il tempo di pensare, spesso non si vuole proprio fare.
    Buona domenica!

    1. …. credo sia una delle abitudini più diffuse di questo periodo storico. Quando ci si trova costretti a stare a casa, magari da soli, si va quasi in crisi! Il problema è che ci sono troppe persone che non stanno bene in compagnia di se stesse ed qualcosa che fa pensare.
      Buona domenica anche a te, a presto!

  5. Il mio vivere quotidiano per fortuna non dà spazio alla pigrizia intellettuale.
    Già da molto tempo ho realizzato la mia unicità, nel senso che non mi piace unirmi alla “massa”, intendiamoci… non per snobismo, solo non condivido modi di fare, agire, pensare…
    E per far questo ho bisogno di nutrimento per l’anima, quindi la mia mente vaga ogni giorno alla ricerca di tale cibo.
    Purtroppo ho un difetto molto grande, che… oggi giorno, se non stai attento può ucciderti… l’emotività e sensibilità verso tutto e tutti, e questo spesso mi annienta, proprio perché mi immergo troppo.
    Il problema che proponi tu oggi in questo interessante post, delinea un comportamento molto triste, di coloro che invece prendono tutto alla leggera e con superficialità, sia la loro vita che quella degli altri, un comportamento che alla fine porta solo alla morte sia mentale che dell’anima, complice senz’altro la vita stressante, ma anche e soprattutto quando non si ha ancora ben compreso il proprio ruolo su questa terra.
    Un caro saluto Mr. Loto, con un sorriso e un abbraccio, buona domenica! 🙂

    1. Mi è piaciuta molto la tua riflessione. Il fatto è che l’equilibrio è sempre nel mezzo! Essere superficiali, come giustamente hai scritto, ti condanna alla morte intellettuale e spirituale,essere sensibili senza un giusto controllo della ragione rischia di portarti alla deriva. Se ben guidata la sensibilità non è che una virtù!
      Un caro saluto ed un abbraccio anche a te, buona domenica.

  6. Bel post, oggi non c’è piu’ tempo per pensare, si va sempre di corsa da mane a sera magari se le giornate fossero di 48 ore ci sarà qualche attimo di pausa ma ne dubito. Io sul mio comodino ho sempre un buon libro.

    1. Uno spazio per il pensiero dobbiamo ritagliarcelo; dovrebbe essere una priorità su molti dei nostri numerosi impegni.
      Un libro sul comodino è un’ottima abitudine che, neanche a dirlo, condivido!
      Ciao, buona serata.

  7. Mio figlio è uno di quelli che pensano tanto, che riflettono, che si fanno mille problemi di coscienza…E alla fine è quello che soffre di più in questa società materialista del fare e dell’apparire. Persino una psicologa, una volta, gli disse che “pensare troppo non fa bene”.

    Un amico di mio marito, pensatore e riflessivo, ci dice sempre che, mentre lui sta pensando al da farsi, sua moglie l’ha già fatto.

    Anch’io tendo a pensare e a riflettere sulle cose ma, per il mio bene, sto cominciando ad abituarmi a non farlo troppo. Un po’ di sano egoismo e un po’ di superficialità salvano da tanti mal di testa.
    In ogni caso, io ho raggiunto gli obiettivi che desideravo per la mia vita: il lavoro che volevo, una famiglia, una casa…Ora c’è una sola cosa che mi manca e che veramente desideri: vedere mio figlio felice. Ma i tempi oggi per i giovani sono difficili, in tanti campi, dal lavoro, alla realizzazione sociale, all’amore, e temo che dovrò ancora aspettare molto, purtroppo…

    1. Guarda Katherine, di sicuro tuo figlio soffrirà più dei suoi coetanei superficiali ma ciò non toglie che la sua capacità di riflettere su tutto gli permetterà sempre di cercare di essere la migliore versione possibile di se stesso, di evolversi, cosa che non è data a chi vive senza fermarsi mai a pensare. Quindi non crucciarti troppo per lui ed abbi fede: prima o poi troverà la sua dimensione e la sua serenità.
      Per quanto riguarda l’amico di tuo marito… beh, ovviamente il pensiero, nella vita pratica, deve essere seguito dall’azione, altrimenti a che serve? 😉
      Se anche tu hai la predisposizione alla riflessione dubito che tu possa cambiare anche se, certamente, è sempre bene cercare di tenersi in equilibrio… perché anche i comportamenti migliori possono diventare difetti senza un minimo di buon senso.
      Ciao, un saluto e l’augurio di una buona giornata.

  8. A volte penso tutto inizia nel tempo della infanzia, se hai avuto genitori insegnati amorevoli, la tua vita sarà sempre vissuta nella maniera equilibriata…

    Caro Mr. Loto anche questo post e grandioso, dai sempre spuntini per fare lavorare il cervello e la propria coscienza… un abbraccio Rebecca

    1. Mi sono chiesto spesso se l’infanzia ha un ruolo determinante sulle persone che siamo ma non sono riuscito a trovare una risposta che valga per tutti: molti che hanno sofferto da bambini sono diventati adulti eccezionali, altri invece dei criminali… non lo so. Probabilmente tutto dipende anche dall’attitudine del nostro spirito e non soltanto dalle circostanze.
      Ti abbraccio anche io, a presto!

      1. anche io avevo la prima infanzia bellissima con i miei genitori in affidamento… poi con 8 anni sono andata vivere con mia madre biologica ( la mia oddissea ) ma tengo nel cuore i insegnamenti dai miei primi genitori quelli che mi hanno formarto.. da quelli sono tornato quando avevo 18 anni..
        mi hanno insenganto il buon senso.. o forse nonostante di non essere loro figlia mi hanno trasmesso il loro dono naturale… chi lo sa.. 😉

  9. magari riuscissi a fermarmi in lunghe riflessioni…
    per chi lavora in proprio non è permesso
    spesso mi riduco alla riflessione fra una faccenda e un lavoro, una fatica o guidando PIK o trattore.
    una partita a scopa, briscola e tressette sono una grande occasione per ingegnarsi a vincere il mezzo litro di rosso. Buona tramontana che stamani asciuga anche gli ossi

    1. Nei lavori manuali si può anche dare spazio alla mente, ma soltanto se sono abbastanza ripetitivi; se si è “pensatori” si riesce a riflettere in ogni momento di pausa. Una partita a carte con gli amici, invece, mi sembra un buon modo per rilassarsi e divertirsi… specie se c’è in ballo mezzo litro di vino! 😉
      Ciao Andrea, a presto.

  10. Approdo per caso sul tuo blog e mi complimento per questo post.
    Facile a dirsi … sconfiggere la pigrizia intellettuale credo sia un impegno quotidiano che abbiamo con noi stessi. A volte la quotidianità ci fagocita, altre siamo noi che sprechiamo il nostro tempo prezioso … perchè. Non lo so, forse serve anche questo.
    Torno a trovarti. Buona serata 😉

    1. Ecco, è proprio questo il punto: dobbiamo impedire alla quotidianità di fagocitarci!
      Ti ringrazio per il commento e l’apprezzamento Nikole, torna quando vuoi!
      Buona giornata.

  11. M.Loto ciao, la mia maestra è stata la natura, io bimba che amavo girare per i prati, raccogliere fiori e meravigliarmi…Una mamma che leggeva, contadina ma tosta, lei mi ha insegnato tante cose ma quella di amare la natura e gli animali, le persone anziane è stata la porta che mi ha permesso di entrare e uscire come volevo. So’ quanto bene sto’ con me stessa, come ti avevo scritto in un post, a fatica mi sono ritagliata 2 orette circa al giorno di pomeriggio, tutte per me, riposare, riflettere, stare sola, leggere………….la mia vita è piena di scadenze ma la mia anima è affamata di risposte e tranquillità.
    Dobbiamo, è diventato essenziale trovare il tempo per riflettere, altrimenti ci ammazziamo a vicenda………..non ci capiamo e riconosciuamo piu’. Forse e premetto non sono una persona paranoica, abbiano studiato “a tavolino” delle tecniche per annullarci……………Come nel libro di Orwell 1984, credo tu l’abbia letto…………..buona serata e i complimenti se dettati dal cuore non sono mai troppi…………..con affetto e stima…

    1. Hai fatto bene a ritagliarti due ore al giorno soltanto per te, tutti dovremmo farlo, è necessario al nostro equilibrio ed al nostro benessere. Chi è cresciuto in mezzo alla natura conosce i ritmi giusti per gli esseri umani e sa che c’è un tempo per ogni cosa!
      Mantieni sempre la tua anima “affamata” perché è un ottimo modo per non smettere mai di imparare e migliorare!
      Ti abbraccio con stima ed affetto.

      P.S. 1984 è un libro estremamente interessante.

      1. M.Loto buona sera, si 1984 è veramente un grande bel libro, interessante e spero non futurista……………

  12. Oddio,mi prende male.In questo periodo credo di essere nel pieno di una crisi di pigrizia introspettiva e né ho voglia di pormi grandi domande a cui devo dare ferme risposte.
    Sono nel periodo di sosta e di disintossicazione dai pensieri…passerà appena il si sarà fatto il vuoto,quel vuoto che serve per avere la mente più chiara e scorrevole.
    Ciao

    1. Non ti conosco di persona ma, leggendo quello che scrivi nel tuo blog, si capisce che sei una persona decisamente incline al pensiero ed alla riflessione… quindi trovo del tutto naturale che, di tanto in tanto, tu senta il bisogno di “riposarti” un po’.
      Ciao, buon fine settimana, a presto!

  13. le tue argomentazioni non sono mai banali, ma ottimamente scelte e ottimamente condotte, il tuo elegante modo di portarci alla meditazione, cerando una via d’uscita ai pensieri molto piacevole.
    Io petterei la pigrizia mentale addirittura fra i sette vizi capitali! Niente dovrebbe riuscire a distrarci da quella che è una ricerca continua di noi stessi e di tutto bello che ci circonda
    passa una splendida giornata, amico

    1. Esatto, la comprensione di noi stessi e del mondo è troppo importante per essere sempre accantonata.
      Ti ringrazio per la tua riflessione e per i complimenti e ti auguro anche io una bella giornata!
      A presto.

  14. Bravo… ottimo! 😉 Mi ricorda proprio un pensiero del mio maestro buddhista preferito: Sogyal Rimpoche. Guarda un po’ qua (l’avevo messo in fondo ad uno dei miei post recenti):

    “Quanti di noi sono trascinati via da ciò che mi viene da chiamare ‘attiva pigrizia’? Ci sono molti stili di pigrizia, orientali e occidentali. Lo stile orientale consiste nello starsene tutto il giorno al sole senza fare nulla, evitando qualunque lavoro o attività fruttuosa, bevendo il tè e spettegolando con gli amici.

    La pigrizia occidentale è piuttosto diversa. Consiste nell’imbottarsi di attività compulsive, che non lasciano il tempo per occuparsi delle cose serie.

    Se consideriamo la nostra vita vedremo quanti impegni inutili, le cosiddette ‘responsabilità’, accumuliamo per riempirla. Un maestro lo paragona a “sbrigare le faccende domestiche in sogno”. Diciamo a noi stessi di voler dedicare il nostro tempo alle cose importanti della vita, ma non c’è mai tempo.

    Guardiamo inermi le nostre giornate riempirsi di telefonate e programmi irrilevanti, di tali e tante responsabilità… o dovremmo vorse chiamarle ‘irresponsabilità’?”

    1. Si, conoscevo questo scritto di Sogyal Rimpoche; in effetti questa cosa del riempirsi sempre di “impegni” è una caratteristica tutta occidentale ed il fatto che le persone abbiano quasi paura di non aver nulla da fare o di rimanere in tranquilla solitudine anche soltanto per qualche ora, la dice lunga sul tipo di società che abbiamo costruito fino ad ora…
      Spero davvero che pian piano sempre più persone scelgano di trovare del tempo per se stesse.
      Un saluto.

  15. Cosa ne pensi di una ragazzina che per risparmiare i soldi del tram, andava a piedi e, man mano che il gruzzolo cresceva andava a comperarsi un libro? Buona giornata Mr. Loto e grazie.

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