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Tecnologia e Solitudine

Tecnologia e Solitudine

Tecnologia e solitudine
Tecnologia e solitudine

Mi sono domandato spesso se tecnologia e solitudine ai giorni nostri vadano di pari passo.

Se in passato poteva succedere di vivere in solitudine per lunghi periodi, isolati dalle altre persone magari per via del lavoro in campagna, oggi, grazie alla tecnologia, abbiamo molti modi per restare in contatto con i nostri cari, perfino viaggiando in capo al mondo. Eppure, nonostante i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, la solitudine oggi sembra essere un problema ancora più grave del passato.

Ho già parlato più volte delle solitudine e dei tanti motivi che ci portano a sentirci soli, anche in mezzo alla gente. Questa volta osservo l’argomento da un profilo più materiale e visibile. La solitudine vista attraverso i cambiamenti che la tecnologia ha apportato alle nostre vite.

Perché se è vero che la tecnologia ci permette di usare gli smartphone ed internet per comunicare, perfino in video chiamata con i nostri amici, è anche vero che la tecnologia tende ad alimentare la nostra solitudine rendendo sempre meno necessario il contatto umano.

Pensate alla tecnologia che ci aiuta, con i navigatori satellitari, a trovare la strada che stiamo cercando; possiamo farlo senza chiedere indicazioni, in perfetta solitudine.

La tecnologia ci aiuta, attraverso i conti on line ed i bancomat, a gestire i nostri soldi senza parlare con bancari o persone che attendono in fila.

Pensiamo ai selfie, gli autoscatti fatti con lo smartphone. Adesso, per sfruttare al meglio la tecnologia, hanno inventato perfino una prolunga per permetterci di scattare foto migliori … a noi stessi! Anche in perfetta solitudine.

Libri ed Acquisti in Solitudine

E poi gli ebook ed i siti di informazione on-line. La tecnologia ci offre una forma virtuale di lettura che ci permette di leggere libri e notizie senza parlare con bibliotecari, librai o giornalai, nella solitudine della nostra stanza.

Perfino per comprare abiti e scarpe la tecnologia ci offre la possibilità di non parlare con altri esseri umani. Un click in solitudine e pacco in arrivo con diritto di recesso.

E poi, grazie alla tecnologia, ci sono le casse automatiche nei centri commerciali che sostituiscono le cassiere dei negozi di alimentari che magari ci sorridevano e, per qualche minuto, ci davano il modo di scambiare due parole.

Gli esempi di come  tecnologia e solitudine vadano spesso in coppia, sono infiniti. Mi chiedo come mai, con tutto il tempo che diciamo di guadagnare grazie alla tecnologia, non riusciamo più a trovarne un po’ da dedicare a dei rapporti umani sani, allontanando così la solitudine

Tecnologia e solitudine

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61 Commenti

  1. Ne ho scritto in un mio recente post che, però, non riesco a rintracciare.
    Mi fanno tenerezza e riflettere tutti questi adolescenti soli con il loro telefonino in mano a guardare lo schermo in attesa di chissà quale chiamata!
    Quanta solitudine!

    1. È vero e non è un problema esclusivamente degli adolescenti! Tutti vicini, alle fermate degli autobus e sui treni, ed ognuno con lo sguardo fisso sul proprio schermo …
      C’è davvero bisogno di ritrovare la voglia di scambiare quattro chiacchiere e magari accorgersi che gli altri possono essere individui interessanti da scoprire.
      Ciao, buon fine settimana!

  2. sai che anche io penso che la tecnologia porti ad una esasperazione della solitudine, ma mi chiedo se la solitudine viene esaltata, comunque c’è…quindi forse non cambia tanto…

    1. … cambia il fatto che prima se vedevi una persona sola ti veniva quasi naturale scambiarci due parole, adesso questi mezzi tecnologici sono quasi un confine che si ha paura di superare, sembra di violare la tranquillità degli altri … e magari molte di queste persone che si nascondono dietro ad uno smartphone sono semplicemente troppo timide per affrontare qualcuno che avrebbe piacere di parlare con loro ed accrescono così la loro solitudine.
      Diciamo che la tecnologia fornisce un alibi a chi ha problemi a socializzare ma anche a chi preferisce ignorare il prossimo …
      Buona serata e buon fine settimana.

  3. Eh sì, direi che ci stiamo avviando verso un’era di grande solitudine, e soprattutto “dell’apparire invece di essere”
    Mi fa una gran tristezza vedere coppie, o amici in pizzeria, intenti tutto il tempo a muovere i pollici sui loro cellulari, senza una parola, uno sguardo….
    Non sono contraria alla tecnologia intendiamoci, ma l’uomo come sempre esagera e va oltre.
    Tutto ha il suo rovescio, ma occorre avere un po’ di cervello e capire quando si arriva al limite.
    Un caro saluto e sereno fine settimana a te Mr Loto 🙂

    1. Proprio così! Con un minimo di buon senso potremmo usare tutto il buono della tecnologia senza farci rendere la vita sociale ed i rapporti interpersonali ancora più difficili di quanto non siano già in quest’era così diffidente nei confronti del prossimo.Tutte queste cose tecnologiche senza dubbio sono utili ma non dobbiamo fare si che queste ci isolino dagli altri esseri umani …
      Grazie Betty, ricambio con affetto il tuo saluto e ti auguro anche io un buon fine settimana.

    2. Betty hai perfettamente ragione. La gente deve riscoprire il piacere di guardarsi negli occhi, stringersi la mano per salutarsi, scambiarsi due parole faccia a faccia, e soprattutto deve imparare ad usare la tecnologia solo per lo stretto indisensabile. Invece tutti si sentono “menomati” se non hanno in mano uno smarth-phone, meglio se costosissimo, una Tv da 70 pollici (che nemmeno guardano), un’auto piena di strumentazione elettronica che manco sanno utilizzare, e così via.
      A me inoltre fanno tristezza tutti quei selfie (orribili dal punto di vista fotografico) che, penso, servono solo a comunicare una propria immagine (peraltro falsa o quantomeno irreale) a mezzo mondo, proprio per l’impossibilità di avere un contatto “dal vivo”, magari per suscitare l’invidia di altri (ricordiamoci che l’invidia allontana le persone), o per dichiararsi parte di una cerchia di “emarginati”.
      Ancora una volta, il progresso ha un suo prezzo; ma il conto ci deve ancora arrivare.
      Ciao.

      1. Come sempre è una questione di “giusto mezzo”, di equilibrio. Oggi, rispetto al passato, viviamo una vita che ci permette molte più possibilità, perfino sotto il profilo sociale; attraverso internet possiamo conoscere persone che non avremmo mai incontrato dal vivo, possiamo restare in contatto con amici e parenti lontani … ma sembra che questa possibilità quasi si sostituisca ai normali rapporti sociali, quelli nei confronti della gente che ci circonda ogni giorno.
        La tecnologia potrebbe e dovrebbe essere un’opportunità in più non una scelta da preferire a discapito dei rapporti umani di sempre…
        Ciao Loris, buona domenica.

  4. Il progresso è sempre un’arma a doppio taglio, dobbiamo imparare ad usarlo nel giusto modo senza farsi assorbire troppo dalla tecnologia, perché per quanto affascinante non potrà mai sostituire i rapporti umani che sono e rimarranno essenziali.
    Buona domenica 🙂

  5. Interessantissime riflessioni! Belli gli esempi che hai fatto, ai quali spesso non si pensa….
    Penso anche io che il progresso tecnologico sia una grande cosa, che dovrebbe servire a migliorarci la vita e che invece purtroppo spesso ce la complica!
    Sta a noi avere la capacità di discernere tra cosa è realmente migliorativo e cosa invece rischia di allontanarci da noi stessi e dagli altri.
    La solitudine è anche positiva se ci serve a stare realmente con noi stessi, a prenderci del tempo solo per noi, a “centrarci”, per trovare il nostro equilibrio, per poter poi stare meglio anche con gli altri.
    Come sempre la moderatezza è auspicabile in ogni cosa, ma purtroppo spesso le persone sono così assorbite dal loro quotidiano, che neanche si accorgono di cosa succede nella loro vita in senso più ampio e senza consapevolezza è davvero difficile cambiare direzione…..
    Buona domenica
    Serena

    1. Certo, la solitudine è positiva, direi necessaria, quando è cercata, quando serve a riflettere ed a guardarsi dentro; purtroppo però la solitudine che vedo in giro non ha nulla a che fare con tutto questo! È una solitudine “vuota” fatta soltanto di mancanza e tristezza. Eppure basterebbe alzare lo sguardo dagli schermi per incrociare gli occhi di tante altre persone … e poi chissà cosa potrebbe accadere: nuovi amici, nuove informazioni, nuovi amori….
      Purtroppo non possiamo donare la consapevolezza agli altri però possiamo iniziare a migliorare noi stessi per dare il buon esempio!
      Buona domenica anche a te, a presto!

  6. Io devo molto alla tecnologia perchè è proprio grazie ad essa che ho potuto conoscere persone speciali che mi hanno dato veramente tanto in un periodo molto difficile della mia vita. Non so se ce l’avrei fatta a superare quel senso di vuoto e di solitudine che sembrava opprimermi, se ce l’ho fatta è grazie all’ascolto e alla loro grande disponibilità di alcune persone (a me fino ad allora sconosciute) nel risponderre alle mie mail. Ho trovato attraverso il computer quell’ascolto che non riuscivo ad avere da persone a me più vicine. E’ cresciuta grazie a loro la convinzione che al mondo c’è sempre qualcuno pronto a tenderti una mano nel momento del bisogno. Io porto tutti nel cuore, mi sono resa conto che non devo vivere il computer come un obbligo nell’aprirlo tutti i giorni se questo toglie tempo alle relazioni con i miei figli o con altre persone. per cui avendo meno tempo lo apro un po’ di meno.
    Possiedo un cellulare vecchissimo è uno dei primi, ma per me lo scopo del cellulare è quello di aver la possibilità di poter chiamare sempre qualcuno quando è necessario, le colleghe di lavoro mi sfottono un po’ quando lo vedono e mi dicono: “dai cambiano oggi non costano più neppure così tanto, poi puoi avere Whats App e così possiamo sentirci in gruppo e possiamo mandarti foto e video”, vi dirò che è proprio quello che non voglio, mi sembrano schiave del cellulare, ogni piccola pausa è riservata al telefonino. prima a fine turno si chiaccherava, ora tutte sedute con il capo chinato verso il cellulare, intente a leggere o guardare video e stai zitta perchè ti sembra di disturbare.
    Occorre davvero tanto buon senso perchè altrimenti tutti i vantaggi che derivano da questa teconologia sempre più avanzata finiranno col ritorcersi contro e la solitudine che ci assalirà sarà davvero difficile da superare. Quello che mi spaventa è che sembra davvero che senza cellulare non si possa più vivere, non ci si stacca mai, lo si usa anche come sveglia al mattino per cui è con noi 24 ore su 24, non solo quando si è seduti in treno, ma per strada ovunque non rispondono più al saluto perchè sempre più presi da questo che io chiamo semplicemente cellulare, ma che per tutte le possibilità che offre collegamenti internet e……. si sta sostituendo proprio al contatto interpersonale e se, anche girando in paese non riesci a strappare alla gente un ciao perchè sempre attaccati a questo cell. la cosa mi sembra problematica.
    Buon pomeriggio Mr Loto!
    Un caro saluto ed un grande abbraccio!

    1. Hai esposto perfettamente i pro ed i contro della tecnologia che abbiamo a disposizione ed hai ben focalizzato il “problema”.
      Probabilmente l’evoluzione dello spirito dell’uomo non riesce ad andare di pari passo con l’evoluzione tecnologica … e questo è davvero triste!
      Come sempre però, sono fiducioso ed immagino già un futuro in cui gli esseri umani e la tecnologia troveranno un perfetto equilibrio per lo sviluppo positivo di entrambi!
      Un grande abbraccio anche a te e l’augurio di una lieta domenica!

      1. Come ci evolviamo materialmente attraverso la tecnologia …di pari passo ci evolviamo spiritualmente…equilibrando questo sviluppo positivo di entrambi?

        Credi sia possibile?

        Sai che seguo un blog culturale e quindi tecnologico do ve il mio senso spirituale percepisce il grande legame tra lei e lo stesso blogger?

        Cosa vorrà dire tutto questo…senza che io ci capisca nulla di tecnologia?

        Buonaserata

        1. Cosa voglia dire non lo so.
          Ci evolviamo spiritualmente di pari passo con la tecnologia? Probabilmente si ma non tutti e comunque non tutti allo stesso modo.
          Saluti.

          1. Grazie caro loto..
            Credo che tutto abbia un preciso senso, e non per tutti ha o è lo stesso senso.Siamo chiamati a qualcosa sempre e comunque a prescindere dalla via di comunicazione che intendiamo proseguire il viaggio.I nativi d’America comunicavano con il loro “sentire”…. Un mondo affascinante senza “onde “che ne disturbassero i segnali..ciao

  7. Qualunque mezzo di per sé non è negativo, figuriamoci la tecnologia. Pensaci: avere un mezzo, potente, in più per rompere la solitudine, anche se di fatto poi in molti lo usano male e in modo controproducente, è molto meglio che non averlo affatto. Ritengo che dare la responsabilità della solitudine alla tecnologia sia un errore, la colpa non è mai nel mezzo, piuttosto nell’utilizzatore che ha la responsabilità di come lo usa.
    Pensa ad un bisturi. Come potrebbero i chirurghi operare senza di esso? Possiamo dare la colpa al bisturi se qualche malintenzionato lo usa come arma contro altre persone o qualche sventurato lo usa su stesso per farla finita? Certamente no.
    Ovviamente ci sono dei limiti a questo modo di pensare, il pensare ad un’arma da fuoco come un “mezzo” a disposizione di tutti, come fanno negli Stati Uniti, ad esempio. Ma dare alla tecnologia la colpa della solitudine delle persone… no, su questo non sono d’accordo. Ognuno è responsabile delle proprie azioni, perfino sul web 🙂
    In realtà, il succo del tuo discorso, il fatto che il problema sia che la tecnologia rende “sempre meno necessario” il contatto umano, è fallace di per sé: nel momento in cui una persona ritiene “necessario” il contatto umano, mina il contatto umano. Nessuno ha successo nelle relazioni con il prossimo perché “necessarie”, lo ha quando le ritiene utili, divertenti, belle, piacevoli. Se le cerca perché “necessarie” è destinato a fallire.
    Pensa ad una persona che va in cartoleria per comprare un quaderno (invece che ordinarlo sul web). Se è una persona chiusa non gli servirà a nulla trovarsi davanti un essere umano “per necessità” (di procedere ad un acquisto ad esempio), anzi non vedrà l’ora di sbrigare l’incombenza ed andarsene. Se è una persona aperta invece potrà servirgli ma… non avrà problemi nemmeno sul web e avrà il desiderio di uscire e frequentare il prossimo indipendentemente dai mezzi tecnologici di cui dispone.
    Credimi: chi è chiuso nella sua solitudine lo è indipendentemente dai mezzi tecnologici, anzi il fatto di poter interagire online dalla sua camera può aiutarlo ad aprire una porta che altrimenti resterebbe chiusa indefinitamente.

    1. Ti faccio una domanda: come fai a ritenere “utile, divertente, bello, piacevole” qualcosa che non hai mai sperimentato e che magari ti fa paura? Ovviamente non è la tecnologia il problema ma il fatto che molte, troppe persone, la usino come pretesto per non affrontare i propri timori. Un po’ come quando impari una lingua straniera; ti vergogni del fatto che la tua pronuncia sia imperfetta e, se puoi, eviti di aprire bocca … ma se ti trovi in un posto in cui sei costretto a parlare quella lingua straniera, devi affrontare la cosa e, pian piano, diventi più sicuro di te e felice di poter comunicare in una lingua diversa dalla tua.
      Io vedo ragazzi che con le parole scritte su una tastiera riescono ad esprimere amore, amicizia, rabbia, cattiveria ma che poi quando questi sentimenti devono essere espressi dal vivo si bloccano, perché non sanno reggere un confronto diretto.
      Se è vero che essere socievoli o meno dipende dal carattere, è anche vero che il carattere si forma giorno dopo giorno e l’uso che facciamo oggi della tecnologia secondo me non ci aiuta perché alimenta la nostra individualità, rendendo il contatto umano quasi superfluo, soprattutto nei nostri pensieri.
      Ciao, buona giornata!

      1. Ma era così anche prima della tecnologia! 🙂 Quanti di noi nella propria testa fanno bellissimi discorsi che poi si perdono nel nulla appena è il momento di esternarli? 🙂 Quanti di noi riescono a parlare meglio con estranei appena conosciuti che con persone che in teoria sono a loro molto vicine?
        Noi cerchiamo le colpe fuori di noi, le attribuiamo agli altri, ai mezzi… al tempo! 😀 Ma le uniche responsabiità… sono le nostre 😉

        1. Che la responsabilità sia solo nostra è fuori dubbio ma continuo a pensare che più “comodità” ci sono e più l’animo dell’uomo tende a non impegnarsi se non resta vigile!
          Ciao, a presto.

  8. Buon giorno, ogni volta se vado via con il camper in montagne o al mare evito di usare il cellulare ignoro anche sms (proprio i sms mi stressano eccessivamente) Anni fa pensavo che il computer (internet) unisce le persone, ma mi rendo conto che questa nuova tecnologia allontana la vera comunicazione, un abbraccio. Vedo la gente ovunque dove vado sempre con il smartphone a comunicando.. anche le copie seduto nella pizzeria scrivano sms anzi di dialogare fra di loro.. Io amo a colte la solitudine, staccarmi da tutte queste cose della moderna tecnologia, questi due giorni del weekend in cui vado via con il camper sembra che mi fa rinascere.. Non voglio dire no alla tecnologia, ma non voglio diventare dipendente da tutto questo.. poi il libro voglio leggere tradizionale in carteggia.. il e-book non mi piace leggere per me anche sentire il profumo della carta del libro.. Poi mi piace anche il dialogo verso internet, altrimenti non avrei mai avuto il piacere leggere post come il tuo.. ma nonostante sono felice di avere ancora amici reali con cui vado bere un caffè. Questa epoca moderna ha tanti pro e tanti contra, credo che dipende da noi stessi come utilizzare tutte queste cose.. ti abbraccio buna settimana Rebecca

    1. Esatto, alla fine dipende sempre tutto da noi stessi. Fai bene a staccare di tanto in tanto; rinunciare completamente alla tecnologia per qualche giorno ci aiuta a ripulire la mente, a ritrovare il contatto con noi stessi e con gli altri, a ridare attenzione a tutto quello che ci ruota intorno, compresa la natura!
      Io apprezzo gli ebook, soprattutto per il fatto che non si consuma carta e quindi alberi per produrli … però ammetto che quando un libro mi piace sul serio lo compro anche cartaceo. 😉
      Ti abbraccio anche io e ti auguro una splendida settimana!

      1. Rispondo a tre in un colpo solo (wow): Wolfgost, Rebecca, Mr.Loto.
        Quello che dite è perfetto. E lo condivido. Il problema, da come la vedo io, è che la tecnologia sta diventando (o forse lo è già) una droga: non riusciamo più a farne a meno, stiamo perdendo sempre più il controllo… (concetto difficile da spiegare) delle azioni quali frutto del nostro pensiero. Stiamo diventando schiavi della capacità inventiva di altri, sia pur motivata dalle migliori intenzioni… E se non ci diamo una regolata…
        Ciao a tutti (anche agli altri).

        1. Si è vero, il cervello può effettivamente intossicarsi di tecnologia; stanno infatti nascendo diversi “centri di recupero” per insegnare alle persone ad uscire da questo tipo di dipendenza…
          Ciao.

  9. M.Loto ciao, io credo che tutta questa tecnologia usata senza regole, le regole dovrebbero essere dettate, insegnate dai genitori, ma i genitori si giustificano sempre con “non ho tempo di stare dietro a tutto”, stiamo parlando di figli, di persone, di esseri umani in balia di siti poco affidabili. Se cellulari ecc, venissero usati con “cautela” nelle situazioni importanti e basta…………..Era tanto bello entrare in una cambina telefonica e telefonare assieme al sudore di chi ci era stato un’attimo prima. Ricordo che i primi tempi che usavo il pc, adavo in giro ovunque poi dopo qualche anno mi sono appasionata alla grafica, altrimenti non l’avrei nemmeno mantenuto il pc. Quello che manca nei rapporti virtuali è la realtà del momento, se non si guarda, sente, ascolta, percepisce una persona difficile conoscerla via internet, adoro seguire te perchè sono anni e amo i tuoi pensieri e la tua coerenza…………sono convinta che sei così uguale anche nella realtà ma sono poche le persone, Non amo rapportarmi via internet e nemmeno via cellulare……………l’unica cosa comoda e lo dirò sempre è il telecomando quando sono a letto…………………Buona serata con stima e affetto sempre………..

    1. Hai fatto un’osservazione intelligente; per usare la tecnologia contro la solitudine e non a favore, ampliando le nostre conoscenze con persone che non avremmo mai incontrato nella nostra vita fuori dal web, è necessario aver avuto prima un’educazione ai rapporti sociali. Purtroppo è vero che i genitori di oggi sono poco attenti a questo aspetto dell’educazione ed anche la scuola non è, fino ad ora, al passo con i tempi. Perché se è interessante leggere gli scritti su un blog o ascoltare la voce di una persona che non si è mai visto di persona, nulla è paragonabile allo stare uno di fronte all’altro, senza la possibilità di disconnettersi quando più lo riteniamo opportuno.
      Buona serata anche a te, con stima ed affetto sempre ricambiati da parte mia! 🙂

  10. Beh, come per tutte le cose credo che sia necessaria la giusta misura. La tecnologia permette di raggiunngere facilmente le persone conosciute, tramite mail o messaggi vari, e anche di conoscere persone che, altrimenti, non s’incontrerebbero mai. Io ho delle amicizie per via del blog che durano da più di dieci anni e, in alcuni casi, si sono tradotte in amicizie reali. Il mio blog è letto anche da colleghi e amici reali, che a volte lo leggono e commentano poi direttamente di persona; su facebook ho amici, colleghi, parenti, amici virtuali, alunni ed ex alunni, in un allegro miscuglio e, anche in questo caso, a volte si finisce col commentare vedendosi di persona ciò che si è letto o scritto sul web. Una volta un amico virtuale, conosciuto poi anche nella realtà, mi disse che io riuscivo a chiacchierare anche con le pietre e con il suo mouse. Ridemmo molto allora, ma in fondo è così, io parlo allo stesso modo con gli amici reali e con quelli virtuali. Quando il tempo è bello mi piace uscire, stare all’aria aperta, portare a spasso il cane incontrandomi con altri amici dei cagnolini, prendere un caffè al bar con gli amici, ma la sera, in tutta tranquillità, mi siedo daventi al pc per leggere, commentare o scrivere qualcosa. Insomma, nella vita bisogna dividere il proprio tempo tra varie attività e non fossilizzarsi su una sola.

    1. Sono pienamente d’accordo; tutto nella vita, per farci stare bene e non danneggiarci, ha bisogno di stare in equilibrio. perfino le cose salutari come l’attività fisica se si esagera diventano dannose, figuriamoci stazionare di fronte ad un pc! È bello che tu sia riuscita a crearti dal web delle amicizie reali; questo accade spesso se si è davvero se stessi, se si usa la sincerità anche dietro allo schermo.
      Ti sei accorta che questo post è nato da una riflessione scaturita commentando un tuo scritto?
      Ti abbraccio e ti auguro una splendida giornata!

  11. Credo non ci sia niente di più desolante che vedere degli adolescenti in circolo ignorarsi concentrandosi su messaggini col cellulare… non, c’è qualcosa di peggio, lo fanno anche gli adulti!

    1. Si, infatti!
      Il paradosso è che si tengono tutti in contatto con chi non c’è attraverso il cellulare ignorando quelli che sono presenti !!
      Viviamo tempi strani …
      Ciao, buona serata!

  12. Ciao, la solitudine è da sempre un problema almeno negli ultimi decenni. Non credo che Internet e le nuove tecnologie siano la causa ma probabilmente solo un ulteriore palesarsi del problema principale. Mi chiedo ad esempio nel rapporto citato con il personale della nostra Banca, siamo così certi che allo sportello il funzionario di turno (oggi) sia così disponibile all’ascolto “umano” delle nostre richieste? Come sempre la giusta misura è il segreto per fruire delle nuove tecnologie, come dei rapporti umani per uscirne. Un esempio in vacanza, TV PC e cellulare vengono da me ignorati ( o quasi) fruendone solo per lo stretto necessario. Certo è che senza la conoscenza basilare delle nuove tecnologie, la quotidianità pratica, diventa tutta in salita.

    1. Sono d’accordo; non sto assolutamente dicendo che la tecnologia ha rovinato il mondo! Il problema, secondo me, sta soltanto nel fatto che molte persone la usano per nascondersi dalle proprie paure invece di sfruttare le occasioni che la vita quotidiana offre per superarle … e così la solitudine si aggrava.
      Tra l’altro abituandosi a fare tutto per conto proprio, senza dover contare mai su nessun altro, ci illude di essere autosufficienti e tende a farci diventare diffidenti nei confronti del prossimo …
      Un saluto e l’augurio di una buona giornata.

  13. Come non condividere il tuo pensiero? Siamo sempre più soli. Personalmente uso la tecnologia per farmi viva con persone lontane nel tempo e nello spazio, ma noto che quasi mai ricevo lo stesso trattamento e così ho perso tante persone per presunto disinteresse da parte loro. Ma forse non è così. Grazie per i tuoi spunti e il passaggio nel mio blog

    1. … se hai perso quelle persone probabilmente sarebbe andata così comunque, anche se fossero state vicine, nel tempo e nello spazio! 😉
      Grazie a te per essere passata a trovarmi, a presto.

  14. Tecnologia? Solitudine?
    Entro in una profonda crisi quando debbo cercare i pezzi di ricambio per qualche Robot in cucina. Una volta sapevo persino cambiare la corda delle tapparelle ora: “c’è qualcosa che non va nel pc.”
    “Telefona al Marco”
    “Non funziona il flasc nella macchina fotografica”
    “Aspettiamo Enrico”
    Il telefonino invece è fantastico: Se, con Paolo vado all’ipermarket, oggi ad esempio, Paolo mi rintraccia e mi chiede se ho finito le commissioni e saputolo, mi raggiunge.
    Non sopporto la maleducazione delle persone che hanno il prolungamento alle mani……sempre lì….a tic taccare e a tavola non dicono una parola. Fare attenzione: al ristorante sono tutti interessati in una conversazione con chi è assente! Idem in macchina……
    In compenso, quando “attacco un bottone”, non finisco più…..anche per strada, anche con chi non conosco…Sono grave? Abbracci Mr. Loto

  15. … visto che i problemi dei prodotti tecnologici ti costringono a chiamare sempre l’aiuto di qualcuno che li sappia risolvere, nel tuo caso la tecnologia alimenta la compagnia e non la solitudine! 🙂
    Scherzi a parte, se i cellulari vengono usati con il buon senso sono davvero molto utili; il tuo carattere è molto solare e socievole nel web e nella vita e questo è un gran bel pregio!
    Ciao Lucia, buona serata.

  16. Salve Mr Loto,

    come va,sta bene?

    Mi fa piacere che abbia riaperto questo genere di post dedicato alla tecnologia…
    ma ho trovato anche interessante il fatto che lo abbia associato alla solitudine..
    Ora sarebbe davvero interessante scoprire se l’eccessiva tecnologia sia alimentata dall’eccessiva solitudine o viceversa, se l’eccessiva solitudine alimenta un eccessiva tecnologia….che dilemma! Una cosa però è certa che sia dietro la tecnologia , sia dietro la solitudine c’è sempre la natura umana, non ho mai visto piovere dal cielo un cellulare, un pc…e nemmeno piovere una persona in solitudine…anzi spesso quella persona troppo in solitudine evapora nel cielo o nello spazio, chissà……

    Intuisco spesso in tante persone , quel bisogno di una riappacificazione con la propria natura…..ma il surrogato che ne è conseguito tenda di alimentare e sostituire abbastanza bene quella stessa natura.

    Un caro saluto.

    Lara

    1. Ciao Lara, sto bene, grazie.
      L’uso eccessivo della tecnologia alimenta la solitudine e la solitudine spinge ad usare eccessivamente la tecnologia … è vero, è una spirale. Però entrambe le cose possono trovare una soluzione con un po’ di buon senso; come sempre è importante trovare un equilibrio. Se si percepisce il peso della solitudine va certamente bene cercare di parlare con altre persone via internet ma è necessario anche sforzarsi di coltivare i rapporti nella quotidianità, fatti di chiacchiere davanti ad un caffè e pacche sulla spalla.
      Allo stesso modo è bene usare la tecnologia per tutti i vantaggi che offre senza però, sostituirla sempre e comunque a quello scambio umano che ci rendeva tutti più vicini; non trovo giusto, ad esempio, chattare su whatsapp con persone lontane ignorando beatamente chi abbiamo di fronte!
      Un caro saluto anche a te.

  17. è vero, è una spirale.

    Si ,e purtroppo lo è anche il modo in cui lei risponde a me ed io a lei…..lei….lei dà sempre tutto per scontato, parla di equilibrio, di rispetto per le regole, e spesso dà risposte belle e giuste ma che comunque rimangono tali solo per iscritto, ma concretamente credo che sappia che ci stiamo illudendo di trovare soluzioni….
    forse anche coloro che chattano su whatsapp (cosa estranea a me che addirittura non faccio uso nemmeno del cellulare) con persone lontane non hanno nessuno di fronte, ed è per questo che riversano la solitudine su altri o altro…..e mi meraviglia che la sua saggezza non abbia tenuto conto di questo!Ma… cosa dire che va tutto bene!!No, non va bene affatto perchè lei sta dietro a questa maschera… e vedo che parlare di solitudine tecnologica ha richiamato l’attenzione di molti qui….ma nessuno ha ammesso la verità…che è quella di VIVERLA

    Le chiedo scusa se scrivo cose che non sono usuali scrivere qui, mi dispiace

    buonaserata

    1. Lara, scusami se mi intrometto fra te e Mr. Loto (che non credo abbia bisogno del mio aiuto per difendersi). Ma la maschera che tu tiri in campo è proprio la tecnologia a farcela indossare. Come dice Mr. Loto, che in questo caso ha perfettamente ragione, dobbiamo noi trovare il modo più adatto per comunicare, per aprirci al mondo, magari sì utilizzando la tecnologia, ma non tanto per mantenere le distanze e l’anonimato, ma per aprire un dialogo con persone altrimenti irraggiungibili, con la possibilità poi di un incontro e così via. Il tutto finalizzato quindi ad eliminare la solitudine, non a farla perdurare.
      Sulla solitudine, poi, ti ho già risposto in altro blog, al quale ti rimando.
      Ciao.

      1. Ciao Loris e non hai motivo di scusarti di niente con me, anzi leggere i tuoi interventi mi arricchisce, poichè credo che ogni comportamento o azione umana giusta o sbagliata, reale o virtuale…sia lì per noi, per aiutarci
        a crescere , a migliorarci soprattutto quando ci sentiamo offesi o magari quando siamo noi ad offendere il prossimo con un atteggiamento presuntuoso….

        …riportare le persone alla realtà, scuoterle mentalmente, disintossicare le coscienze, recidere quei cavi elettrici che alimentano l’essere umano da sostanze tossiche e dannosamente manipolatorie , Loris riuscirà mai qualcuno a fare tutto questo per tutti, se non attuando un percorso disintossicante ed individuale??

        Quando vedi le persone spegnersi non servono competenze, nè possedere requisiti particolari , devi agire per istinto…buttarti dentro e salvare un maggior numero possibile di vite mettendo anche a rischio la tua di vita se sai di lottare per una giusta causa…altrimenti continua a vivere nel gregge perchè solo pascolando in mezzo a tutti ti garantisci un pasto dove non mancherà erba per nutrire il corpo tenendolo in vita e spegnendo ogni contatto fatto di sentimenti ed emozioni …elementi fondamentali della nostra esistenza.
        Loris è proprio grazie a questi sentimenti ed emozioni che ti incrocio spesso su questo cammino, già e questa non è tecnologia credimi , almeno non per me.

        Sulla solitudine, poi, ti ho già risposto in altro blog, al quale ti rimando.

        Grazie, ma ti rimando anche io sulla stessa pagina per rivedere eventuali risposte che ti ho già dato.

        Chiedo scusa a M.Loto per questa discussione
        Buona giornata a tutti..

        Lara

        1. Ciao Lara.
          Leggo solo oggi le tue risposte, poiché non ero più entrato in quel blog. Scusami. E ti rispondo, passo passo.
          – Penso non vedrai mai il mio viso su internet soprattutto perché non mi piace essere fotografato (e questo, da sempre). Inoltre, lo scrivere come sto facendo adesso, mi consente di concentrarmi meglio su ciò che sto dicendo, magari correggendo eventuali errori, e soprattutto cercando di trovare le parole che meglio esprimono il mio pensiero. Non penso proprio che se fossimo a quattr’occhi (o 6, o 8, o quanti ne vuoi) mi farebbe dire qualcosa di diverso: esprimo quello che penso, al meglio delle mie capacità; nient’altro.
          -Ripeto: la realtà (non la verità) è puramente soggettiva, e come tale solo ogn’uno può valutare la propria. Può cercare di descriverla, ma non saprai mai se è esattamente la stessa di un altro.
          -Solitudine di solito equivale a mancanza di contatti “mentali”, più ancora che “fisici”. Quindi necessita di dialogo, e per essere vinta, di confronto con gli altri. Ho usato l’espressione “catturare l’interesse di altri” perché è ben altra cosa che “attirare l’attenzione su di sé”: per attirare l’attenzione basta comportarsi da imbecilli in pubblico… ed il gioco è fatto; catturare l’interesse comporta quantomeno avere la capacità di coinvolgere altri nel nostro pensiero. Ripeto: è tutt’altra cosa.
          -C’è tecnologia che ci controlla (siamo vittime passive), e tecnologia che noi utilizziamo “al meglio”. Della tecnologia siamo utilizzatori, fino al limite di diventarne schiavi, drogati se vuoi, ma siamo comunque noi gli artefici, sia pure, a volte, senza rendercene conto. E dobbiamo ringraziarla quando ci consente di fare cose che non potremmo fare diversamente. Ma importante, ricordalo, è farlo senza perdere il controllo della situazione, e soprattutto di noi stessi.
          -La paura di cui parlavo è quella che ci impedisce di renderci disponibili a rapporti umani, e che ci da la sensazione (menzoniera) di essere al sicuro solo con noi stessi.
          Spero di aver chiarito quelle che mi sembravano delle interpretazioni “non proprio perfette” di quanto avevo scritto. D’altra parte, penso sia importante precisare che difficilmente abbiamo una tale padronanza di linguaggio da poter esprimere perfettamente quello che la nostra mente sta elaborando, come anche di recepirlo. Inoltre talvolta, per non essere prolissi, usiamo un linguaggio fin troppo complesso, talvolta ermetico, che ci rende ancor più difficile l’essere compresi.
          E, per concludere, come fai tu, ringrazio Mr.Loto che ci mette cortesemente a disposizione il suo spazio per scambiarci queste opinioni, che speriamo ci consentano innanzitutto di confrontarci, e poi, se possibile, di migliorarci. E non credo sia cosa da poco, specie di questi tempi.
          Ciao a tutti.

    2. Lara, non ho menzionato il fatto di chattare quando non si ha nessuno di fronte perché, in quel caso, non ci sarebbe assolutamente nulla di male nel farlo.
      Mi dispiace che tu abbia sempre la sensazione che sul web le persone indossino una maschera soltanto perché non le vedi o non ne conosci il nome; “portare una maschera”, secondo me, significa fingere di essere diversi da quello che si è e, sinceramente, quello che scrivo in queste pagine lo affermo anche nella vita reale e cerco sempre di vivere coerentemente con i miei pensieri … e lo stesso penso che accada a molti altri che frequentano questo sito.
      Si, tutti viviamo una qualche forma di solitudine, per questo è importante parlarne; magari hai ragione tu e l’idea di poter cambiare questa cosa è soltanto un’illusione, ma a me invece piace pensare che lavorando su noi stessi possiamo rendere il mondo un posto migliore.
      Quando esprimi la tua opinione senza offendere nessuno non devi chiedere scusa; il fatto che ognuno di noi abbia pensieri differenti è soltanto un arricchimento per tutti.
      Ti auguro un lieto fine settimana.

  18. MR. LOTO

    Ciao, lei crede nelle coincidenze??
    Che strano vero? Un minuto ….

    “portare una maschera”, secondo me, significa fingere di essere diversi da quello che si è

    PERCHE’ CONTINUA A RAFFORZARE I MIEI DUBBI DICENDO QUESTO??Mi scusi ma lei indossa o no una maschera? Che abbia un senso buddista è inoltre incoerente con questa frase stessa, dove lei stesso ammette quel che scrive, ho capito male forse??

    Io non indosso una maschera perchè ho bisogno di fingere, intanto smascheriamo quel su cui io o lei non siamo concordi!!

    Lei mi toglie spesso le parole di bocca , e come ha potuto notare, quel commento ci rispecchia su diverse cose, non nascondo che trovare persone che appoggiano i miei pensieri mi faccia sentire bene, ma non è su di me che mi concentro…ho bisogno di sentire la coscienza sveglia anche in altri..

    1. Forse non mi sono spiegato bene e credo che il fraintendimento nasca dal diverso significato che attribuiamo al concetto di portare una maschera.
      Se io conosco una persona nella vita reale, la vedo, la frequento, so come si chiama, dove abita e che lavoro svolge e poi scopro che fingeva, che so, di essere altruista ed invece pensava al suo tornaconto, per me quella persona portava una maschera.
      Se io leggo quello che scrive qualcuno sul suo blog e questa persone è sincera e sempre coerente con i pensieri che esprime, anche se non ne conosco il volto, il nome o altro, per me quella persona non porta una maschera.
      Io non porto una maschera perché quello che scrivo, le opinioni che esprimo, sono sincere e mi accompagnano anche nella vita reale. Tutto qui.

      1. Ha chiarito più che bene il concetto di portare o meno una maschera, e mi è molto piaciuto, se ho frainteso il significato lei era lì a chiarirmelo, per questo oggi la rispetto ancora di più..GRAZIE

        LARA

  19. M.Loto in primis perchè è il tuo blog ma volevo dire a Lara che se non ha mai seguito M.Loto non ha il diritto di pensare che indossi una maschera, che qui fà la persona saggia ecc…………M.Loto per mia esperienza personale sono anni che lo conosco tramite blog ed è stata l’unica persona che seguo perchè coerente e lo si vede perchè segue sempre la stessa linea di pensiero e saggio, persone come lui se ne trovano raramente sia nel virtuale sia nel reale, se vuoi essere un’altra persona lo fai sia nel virtuale sia nel reale………………….scusatemi………..

  20. Dedicato contemporaneamente a LARA, MR. LOTO, LULU’.
    Accidenti che dibattito abbiamo messo in piedi.
    Non so se Luigi Pirandello (colui che ha portato in alto il concetto di uomo-maschera) riuscirebbe a far di meglio.
    Aggiungo solo un piccolo commento: la tanto menzionata saggezza, di per sé, non ha affinità religiose; semmai alcune religioni ne facilitano lo sviluppo. Anche se, talvolta, la sua valutazione, è strettamente soggettiva.
    Ciao a tutti… e avanti cosi!

  21. Aggiungo solo un piccolo commento: la tanto menzionata saggezza, di per sé, non ha affinità religiose; semmai alcune religioni ne facilitano lo sviluppo. Anche se, talvolta, la sua valutazione, è strettamente soggettiva.

    Ciao Loris, mi permetto di aggiungere un mio commento sul tuo ”piccolo commento”, visto che lo hai dedicato anche a me…

    Riferendomi ad un concetto pirandelliano,questo tuo commento non fa altro che confermarmi il modo con il quale attraverso una maschera l’individuale si distacca dall’universale presentandosi a se stesso…..
    La saggezza può essere rapportata alla religione e può essere un concetto ben distinto dalla stessa, appunto potrebbe avere una valutazione molto soggettiva, ma non ho ben capito il nesso nella questione….è una tematica in cui tu stesso ti sei presentato e riconosco bene questo genere di interventi..

    Ciao Loris

    Lara

    1. Lara.
      Credo che la maschera Pirandelliana sia proprio lo strumento di copertura per presentarsi agli altri, indipendentemente da come conosciamo noi stessi. Anche perché spesso è inconscia. E a quanto sembra… tutti ne indossiamo una, magari a seconda delle occasioni.
      La saggezza è una conquista per l’uomo, ed avviene quando l’uomo usa l’intelligenza per mettere in pratica quello che ha imparato con l’esperienza. E questo indipendentemente dal credo religioso. Quello che volevo dire, e penso che tu possa convenire con me, è che alcune religioni, specie le più antiche, danno più importanza alla saggezza di altre, educando a raggiungerla, e a farne uso. Ovvio poi che non tutti abbiamo le stesse capacità, e quindi per qualcuno la saggezza sarà sempre un miraggio. Ma su questo, consentimelo, non è possibile intervenire.
      Ciao.

      1. Loris ….

        ”a quanto sembra… tutti indossiamo una maschera…. magari a seconda delle occasioni ”…………….già anche a me sembra ciò che dici, e non è tanto la maschera quanto il livello altissimo di connessione tecnologica ignorata da una percepibile sconnessione mentale, con se stessi…( non nel tuo caso, vorrei chiarirlo)

        ”Spero di aver chiarito quelle che mi sembravano delle interpretazioni “non proprio perfette” di quanto avevo scritto.”

        Hai chiarito benissimo tranquillo, a volte quelle interpretazioni non perfette servono a vedere se il mio interlocutore è appunto connesso solo tecnologicamente o anche mentalmente….e detto questo credo che sappiamo entrambi cosa voglia dire ”attirare l’attenzione” e ”catturarla quell’attenzione”.

        Apprezzo i tuoi interventi e ne condivido spesso il pensiero..

        Mr.Loto mi perdoni per queste sequenze, ma credo che siano importanti per chiarire in modo reale e diretto come gestire la tecnologia senza mai perdere la cosa più importante: NOI STESSI.

        Buonaserata a tutti e grazie

        1. Ciao, Lara.
          Scusa se insisto, ma ho detto “catturare l’interesse”, non “l’attenzione”. E’ una differenza… neanche poi così sottile.
          Piuttosto, sto pensando ad un’altra cosa: stiamo dialogando su un livello molto più alto di quello, banale, che normalmente usano le persone al solo scopo di passare un po’ di tempo in compagnia. Non parliamo del tempo, né del vestito della divetta vista in tv. Stiamo intavolando discorsi che, credo, ben difficilmente vedono coinvolte le “persone comuni”. E senza la tecnologia… ne avremmo avuto l’occasione? E poi… con questo scambio di idee, ti senti forse sola? Io proprio no!
          Ciao.

  22. LORIS!!!

    Finalmente , trovo qualcuno che mi dimostra di possedere il dono dell l’equilibrio tra ”connessione mentale e connessione tecnologica”…..vedo che siamo molto attenti sulle risposte … :” catturare l’interesse”, ”attirare l’attenzione” e ”catturare quell’attenzione”….io credo che le abbiamo messe in piedi tutte, se non in un modo forse nell’altro….

    Piuttosto, sto pensando ad un’altra cosa: stiamo dialogando su un livello molto più alto di quello, banale, che normalmente usano le persone al solo scopo di passare un po’ di tempo in compagnia. Non parliamo del tempo, né del vestito della divetta vista in tv. Stiamo intavolando discorsi che, credo, ben difficilmente vedono coinvolte le “persone comuni”. E senza la tecnologia… ne avremmo avuto l’occasione?

    Forse prima di arrivare a questa conclusione, dove và quasi premiata e pubblicizzata la nostra bella tecnologia io ti inviterei a leggere i miei commenti sparsi in rete,noterai il mio giudizio, molto critico essendo solo una ”spettatrice” dei più bei programmi ideati dall’uomo: LA CASA DEL” GRANDE FRATELLO” O ANCHE ”L’ISOLA DEI FAMOSI”…Sai sono dei programmi che aiutano a crescere…….. vedendo l’uomo scegliere liberamente la sua migliore forma di schiavitù, sperimentandola di persona. INTERNET è solo una password per accedere liberamente a questo genere di programma.

    Grazie alla tecnologia ho solo riscoperto la veridicità della logica Pirandelliana, deducendo che essere NESSUNO è molto meglio che l’essere UNO, rivelatosi un illusione di fronte allo svelarsi delle centomila maschere.La rete è il posto ideale per acquisire la propria identità o per impadronirsi di altre?

    Luigi Pirandello, è l’esempio di colui che ha portato in alto il concetto di uomo-maschera , nato nel 1867, quando la tanto avanzata tecnologia era sostituita dalla bellezza dell’intelligenza umana che scavava nella ragione dell’Io più profondo…… oggi sarebbe fiero delle sue conclusioni ” incarnatesi ” e non più solo letterarie………….

    Mi stupisco che Mr Loto non sia intervenuto,
    e mi stupisco che Loris non lo abbia menzionato per aver invaso un lungo spazio!!!

    Serena giornata a chi è lì dietro…

    1. Non stupirti; a volte mi piace stare semplicemente ad “ascoltare”; ho trovato il vostro scambio di opinioni molto interessante.
      Ciao, buona giornata anche a te!

    2. Ciao LARA. E scusa se non ho risposto prima: sto passando un periodo denso di impegni, e non riesco a star dietro a tutto. E non vado a caccia di tutti i tuoi interventi, anche perché dovrei leggermi (suppongo) tutti i blog di Mr. Loto (che non sono pochi).
      Intanto ti dico solo che vivo benissimo, da oltre trent’anni, senza televisore, e quindi “GRANDE FRATELLO” o “POSTO AL SOLE” sono cose a me quasi sconosciute, di cui ho solo sentito parlare, e per quanto ho sentito… non ho perso gran che. Se poi dici che insegnano a vivere… stavolta non mi intrometto nelle tue opinioni.
      L’essere “NESSUNO” o essere “UNO”… dipende dai tuoi gusti personali: c’è chi preferisce restare nell’anonimato, e magari essere “scoperto” dopo la morte, e chi non riesce a non essere (credersi) protagonista giorno per giorno. Ma non puoi né generalizzare, ne sostenere con certezza quale sia meglio. Forse potrei dire che bisogna valutare, caso per caso, la situazione, il momento che si sta vivendo. E magari decidere, in base a questo, cosa si vuole essere.
      Ai suoi tempi, Pirandello non aveva i mezzi di oggi, ed usava al meglio la sua intelligenza, per valutare, e trarne conclusioni. Cosa che comunque anche oggi possiamo fare: sta a noi come, quando, e perché. E con quali mezzi. Ripeto quello che continuiamo a ripeterci tutti: la tecnologia è come le medicine: un bene se lo usiamo bene, un male se la usiamo a sproposito, pericolose in caso di over-dose.
      E per quanto riguarda Mr. Loto, che ringrazio nuovamente per la disponibilità di spazio, credo che, sotto sotto, abbia abbozzato un un sorrisetto pensando che, una volta tanto, lo abbiamo lasciato a far da spettatore, anziché contraddirlo su tutto.
      Ciao a tutti.

      1. Mi intrometto per una precisazione; ho soltanto un blog! Presuppongo che tu intendessi dire “dovrei leggermi (suppongo) tutti i post di Mr. Loto (che non sono pochi)”.

        Ciao, buon fine settimana.

        1. Hai ragione: scusami. Io di solito sto ben attento ad usare le parole giuste, ma stavolta mi è scappata.
          Ciao.

      2. Loris…

        Se ti parlo di qualcosa che non conosci, e che quindi dovrebbe stimolare il tuo interesse, ma uso un linguaggio ostico (magari troppo scientifico, o troppo tecnico, come, per fare qualche esempio, certe schede tecniche, o il testo di qualche legge…) prima o poi vai in tilt, e la tua mente rifiuta di immagazzinare le informazioni. E quindi la comunicazione si interrompe.
        Ovvio che se per te l’informazione è di “vitale importanza” farai di tutto per riuscire a recepirla, con enorme sforzo.

        Caspita che bel discorso hai fatto dall’altra parte!… hai tutte queste doti e conoscenze sulla ”comunicazione” ?….. prima lasci l’aroma e poi la sostanza !!!Lo dicevo io …che non guardare TV per lungo tempo ci tiene occupati su altro che ben lo sostituisce….stimolando l’intelligenza sia di chi parla, sia di chi ascolta.

        POSTO AL SOLE… addirittura esistono altri programmi che aiutano a crescere oltre ai due da me citati!

        L’essere “NESSUNO” o essere “UNO”… dipende dai tuoi gusti personali: c’è chi preferisce restare nell’anonimato, e magari essere “scoperto” dopo la morte, e chi non riesce a non essere (credersi) protagonista giorno per giorno.

        Quale opzione la tua ANONIMO O OMONIMO???

        OVER -DOSE…. se non la conosci come farai a capirne il suo effetto??? Hai ragione… può arrivare ad ucciderti e non capiresti comunque l’effetto…o almeno non potrai più descrivere come ti sei sentito!

        A te piace di più travisare o animarsi di spirito di rivincita?

        Complimenti per aver smesso di vedere TV… dico davvero, grazie per le risposte….mi scuso con Mr. Loto

        1. Lara, rispondo solo alle ultime due domande.
          – ANONIMO o OMONIMO? la risposta è “ME STESSO”.
          – OVER DOSE: basta un adeguato spirito di osservazione degli altri… e capirai perfettamente dove sono i limiti, e quali non sono da superare.
          – Normalmente mi piace “mettermi nei panni dell’altro” per cercare di meglio comprendere il suo pensiero, anche se alla fine ben difficilmente cambio idea.
          – Per quanto riguarda la TV, non è che ho smesso di guardarla: proprio non l’ho acquistata.
          Ciao ancora a te e grazie a Mr. Loto per la pazienza.

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