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Come Essere Felici

Come Essere Felici

Come essere felici
Come essere felici

Tutti, prima o poi nella vita, ci siamo chiesti come essere felici. Anche se non te ne accorgi ed a volte lo fai in modo del tutto inconsapevole, tutte le scelte che fai nella tua vita hanno come unico obiettivo il tuo benessere fisico e/o interiore, quindi la tua felicità. Perché allora a volte è così difficile essere felici?

Capire come essere felici sembra difficile perché c’è molta confusione su questo argomento: capita di vedere  persone che sono malate o estremamente povere ma sono felici, ed altre che invece stanno bene fisicamente ed economicamente e non lo sono. Il segreto per capire come essere felici  è nell’anima umana: quelli che non hanno cose materiali possono essere felici, ma quelli che hanno l’anima turbata da scelte e comportamenti sbagliati non possono esserlo.

Se è vero che tutti cerchiamo di capire come essere felici  e vorremmo davvero esserlo, è anche vero che molti vivono in modo da non poterlo essere perché fanno le loro scelte su parametri sbagliati.

Quando pensiamo a come essere felici diamo per scontato il fatto che non possiamo esserlo se non abbiamo quello che vogliamo. Quello che invece non consideriamo mai è che, anche se abbiamo quello che vogliamo, non possiamo essere felici se vogliamo le cose sbagliate o se non siamo in grado di apprezzare quello che abbiamo.

È quindi evidente che per sapere come essere felici è necessario osservare le nostre scelte: se desideri quello che non puoi avere vivi nell’ansia, se hai quello che vuoi ma non è qualcosa di buono per te vivi nell’illusione, se desideri cose cattive vivi nel vizio. Così come si può essere felici? Quando nella nostra anima c’è superficialità e miseria non c’è spazio per la felicità.

Quali sono allora le scelte giuste da fare per essere felici? Quelle che sviluppano la nostra anima.

Se non ci riusciamo da soli, abbiamo una guida che ci insegna come raggiungere la felicità: le scelte morali ed etiche che sono racchiuse nei Dieci Comandamenti. Anche chi non crede in Dio potrà facilmente accorgersi che rispettando quelle regole si capisce in fretta come essere felici perché ci permettono di tutelare ed accrescere la nostra anima o, se preferisci, la nostra coscienza.

Come essere felici, dunque? Possiamo dire che trovano la felicità coloro che hanno quello che gli serve, apprezzano quello che hanno e, soprattutto, non vogliono niente di male.

Libri per approfondire l’argomento:

La felicità di Sant’Agostino

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44 Commenti

  1. Argomento già discusso: la felicità. Io vedo gli stati d’animo dell’uomo come su una scala: partendo dal basso, il dolore e la sofferenza in tutte le loro sfumature, poi l’indifferenza, poi la tranquillità, la serenità, ed infine la felicità. Quanto più in basso… tanto più stabile e difficile da superare. Quindi, come ho già detto in passato, la felicità, che è il punto “alto” nei nostri stati d’animo, è uno “stadio” transitorio, e di breve durata. Più che la felicità, dobbiamo cercare la serenità, dalla quale il passo per la felicità è breve. Senza serenità, a parte la maggior difficoltà ad essere felici, la stessa felicità viene turbata, e subito spenta.
    Come raggiungerla? Ognuno ha le proprie “vocazioni”, cercando di sviluppare le quali c’è qualche possibilità in più. Ed evitando, per quanto possibile, le interferenze negative della vita. Anche se è più facile dirlo che metterlo in pratica…
    Ciao.

    1. È tutto una questione di scelte e di priorità. È davvero difficile raggiungere la serenità se non si ha ben chiaro che certe scelte possono invece farci scivolare in basso nella scala degli stati d’animo. Il problema è che molte persone pensano di poter essere felici soltanto quando raggiungeranno un determinato obiettivo oppure commettendo azioni immorali, disoneste, ingiuste… ma ovviamente non è così! Per tutelare i nostri stati d’animo dobbiamo prima di tutto tutelare il nostro animo!
      Ciao Loris, ti auguro un lieto fine settimana.

  2. Sinceramente penso che si faccia molta confusione tra felicità e serenità, personalmente credo che la felicità arrivi quando meno te l’aspetti, in fondo sono attimi quelli in cui si è veramente felici.
    La serenità invece è una conquista più duratura, che si raggiunge quando si è in pace con se stessi e si riesce a dare il giusto valore e importanza a tutto quello che già abbiamo, e che invece spesso si da per scontato.
    Buon fine settimana, un caro saluto 🙂

    1. Io invece credo che in fondo in fondo serenità e felicità coincidano… semplicemente la serenità è una condizione di felicità stabile e duratura.
      Mi vengono in mente le parole di Tiziano Terzani:”Io trovo che c’è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola felice, ed è contento, accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice.”
      Ciao, buon fine settimana anche a te!

  3. M.Loto ciao, sono mancata 1 mese esatto, un’ abbraccio di un Amico mi ha provocato un trauma al torace, che male M.Loto………da qualche giorno riesco a stare in piedi e seduta..!!! Ho letto il tuo grande bel post, io credo che la felicità esista ma sia tanto effimera che spesso non la vediamo, non la sentiamo………Il mio personale obbiettivito è la serenità……..la felicità è un attimo di gioia immensa, poi se ne serba il ricordo………..e personalmente mi accontento di vedere la prima pratolina in un prato, mi arrabbio se vedo una carataccia in terra, amo guardare gli animali, mi accontento di quello che ho…….Non sarò mai ricca non avrò una bellissima casa ma ho l’amore di mio marito e l’Amicizia di due persone speciali, ecco sono ricca……………..e poi attraverso la sofferenza se una persona è riflessiva e combattiva, comprende anche il motivo di quella sofferenza o status…………Ti abbraccio forte, mi sei e siete mancati………buon sabato con stima ed affetto sempre……

    1. …ma sai che proprio oggi stavo pensando di scriverti una mail per sapere se stavi bene? È incredibile pensare che un’abbraccio ti abbia causato un trauma! O il tuo amico è troppo forte o tu sei troppo fragile! 😉
      Scherzi a parte, sono felice che tu stia iniziando a riprenderti.
      Per quanto riguarda quello che hai scritto sulla felicità… credo che chi si accontenta di quello che ha e sa apprezzare le piccole cose in realtà sia sempre felice…
      Buon fine settimana Lulu, guarisci presto!

      1. Ciao Lulu.
        Sai già che eravamo in pensiero per la tua assenza.
        Ma mi viene una domanda: ma che razza di amici hai? 🙂 🙂 🙂 Bella dimostrazione di affetto/amicizia… se ti mettono fuori uso!
        Battutacce cattive a parte… importante che sia in fase di guarigione, e ti possa ancora dedicare alle nostre chiacchierate.
        Ovviamente… i migliori auguri.
        Ciao.

      2. M.LOTO e LORIS ciao, santo cielo sono diventata molto fragile, girerò con un cartello con scritto………..amo gli abbracci ma sono fragile………ahahhah……E’ l’unica coppia di Amici che ho, lui è un uomo e il suo abbraccio è stato forte per me, ora comunque stò meglio, sono pure uscita per la terza volta con la mia amata cagnetta Lady………….Vi ringrazio di avermi pensata………accidenti che bello, vedi sono felice ora………..dura sino al pensiero successivo ma la felicità è effimera come la neve………
        Grazie Loris, spero che tu stia bene e a presto con le nostre condivisioni nello spazio di M.Loto…..Lo sai M.Loto che sei una persona molto ospitale………..grazie di tutto, un abbraccio con stima e affetto sia per te M.Loto sia per Loris…..

          1. Lulu…
            Ringrazio, contraccambio e… mi associo a quanto dice Mr.Loto.
            E ti raccomando… PRUDENZA! Può essere la chiave della felicità. 🙂
            Ciao.

          2. Ahahahahah, M.Loto e Loris siete due compagni di viaggio simpatici ed intelligenti, è un piacere……..buon fine settimana………..ma vengo nel prossimo post che è tanto interessante………

  4. La vera felicità viene spesso dopo un grande dolore, una grande ansia. Il giovane prova felicità dopo aver superato un difficile esame, o nell’aver trovato l’anima gemella. Si prova felicità dopo aver superato una brutta malattia, trovato un lavoro che si cercava da tempo. I genitori provano felicità quando nasce un figlio o nel vedere i figli realizzati. Poi c’è la serenità del quotidiano, dell’essere contenti per ciò che si ha, nel sapere che non si è fatto del male a nessuno.
    Io sono sicura che i miei genitori siano stati felici, pur non avendo molto. Avevano però una casa, una famiglia e si amavano. Mio padre mi raccontava sempre che mia madre tornava dal lavoro cantando, poi andava nell’orto e si mangiava un pomodoro appema raccolto dalla pianta. Era come se mangiasse il pranzo più succulento del mondo.
    Io sono tendenzialmente una persona felice, ma ultimamente avverto così tanto dolore intorno a me che ho paura di sentirmi felice. Temo che possa succedere anche a me o alla mia famiglia qualcosa di brutto. La felicità dura poco, il dolore molto di più. Chiedo soltanto un po’ di serenità e la forza per combattere le continue battaglie della vita.

    1. Non dovremmo mai aver paura di sentirci felici perché la paura non ci permette di assaporare la felicità e, allo stesso tempo, non ci tutela da un eventuale dolore. La vita è così breve che non vale la pena di attraversarla con timore. E poi soltanto con la gioia nel cuore puoi donare il giusto sostegno morale a chi, accanto a te, sta vivendo un momento difficile.
      Ciao Katherine, ti auguro una buona domenica.

  5. Personalmente penso che sia un argomento molto difficile perché ritengo sia pressoché impossibile definire cosa sia la felicità. Sappiamo che non dipende dal benessere fisico o economico, non dipende dall’avere tanti amici o un partner che si ama, non dipende nemmeno dall’osservare i comandamenti cristiani. Si può avere la coscienza a posto ma essere ugualmente non felici. C’è un male di vivere diffuso che nasce dal nulla e porta al nulla?

    1. Nell’ultima riga del mio post ho scritto: trovano la felicità coloro che hanno quello che gli serve, apprezzano quello che hanno e, soprattutto, non vogliono niente di male.
      Questo in linea generale perché poi, ovviamente, esistono milioni di sfumature.
      Ho notato ad esempio che spesso non si riesce ad essere felici semplicemente a causa di quel che si pensa. I pensieri hanno un ruolo fondamentale sugli stati d’animo e, al giorno d’oggi, purtroppo siamo abituati a pensare a molte cose frivole ed inutili, oltre ad essere spinti dalla società ad alimentare tantissime forme di paura.
      Poi ci siamo allontanati dalla natura, dai valori fondamentali dell’onestà e della giustizia, dagli altri esseri umani… addirittura in alcuni casi odiamo gli altri esseri umani!
      Si può essere felici senza nutrire l’amore?
      Ciao, buona domenica e buon 1 maggio.

  6. La felicità non é altro che quel breve percorso in prossimità della meta.
    Non é forse vero che siamo pervasi da una gioia intensa quando siamo in attesa che qualcosa di bello debba succedere?
    Raggiunta la meta del nostro ambito sogno, la felicità comincia a scemare, lasciando il posto alla serenità in coloro che sanno accontentarsi, in caso contrario arriverà la smania di conquistare altre cose, materiali o spirituali, dipende dalle richieste del proprio animo.
    La felicità non é fatta che di brevi momenti, a volte anche improvvisi… al contrario della serenità che perdura nel tempo in coloro che sanno cogliere il meglio che la vita ci offre.
    Ti auguro una dolcissima domenica Mr. Loto, con un sorriso ed un abbraccio 🙂

    1. Esattamente; in fin dei conti chi vive serenamente è felice… e credo sia proprio questa condizione la migliore in assoluto! 😉
      Ciao Betty, buona domenica anche a te.

    2. Ciao Betty.
      In tutta franchezza… quando sono in attesa di qualcosa veramente bello… sono in ansia. Dopo, quando succede, semmai, sono felice!
      Ciao.

      1. L’attesa secondo me è quel periodo che ti fa immaginare… sognare tutto come più lo desideri..
        Quando il giorno arriverà, non è detto che sia come lo hai immaginato…
        Comunque è soggettivo…
        Io l’ansia che deriva da gioia, la catalogo nella pagina della felicità!
        Buona giornata Loris! 🙂

  7. Alla fine l’essere sereni o felici, è una stato interiore delegarlo all’esterno di sé serve a ben poco.
    Gira che gira se ne può anche non rendere conto e andare avanti comunque bene o male ma di fatto è qualcosa che nutri dentro di te, sono le tue consapevolezze acquisite, la tua capacità di fare discernimento di quel che per te conta o non conta, la felicità non si trova la si nutre partendo da dentro fino al mondo che ti circonda.
    Bel post come sempre.

    1. Ottima riflessione. Il punto è proprio questo: la felicità deve essere coltivata dentro affinché abbracci anche quello che è fuori… mentre oggi tendiamo tutti ad essere convinti che avvenga esattamente il contrario!
      Grazie Carola, un abbraccio e l’augurio di una buona domenica.

  8. Ciao Mr.Loto ogni tanto mi faccio vedere, sono poco costante sul blog,mi mancano le idee a volte e serve un pò più di tempo.
    I tuoi post mi piacciono sempre.
    Per me la Felicità vuol dire essere serena con me stessa e vedere sereni chi mi circonda, non pretendo niente di più.
    Ciao Magda

    1. È sempre un piacere ritrovarti da queste parti! 🙂
      Il tuo concetto di felicità è semplice ed è assolutamente quello di cui tutti abbiamo bisogno… se non siamo a posto con noi stessi o se vediamo le persone alle quali vogliamo bene in difficoltà, non possiamo essere felici.
      Ciao, ti auguro una buona settimana.

  9. La “felicità” è dispettosa! Si diverte a stuzzicarci, quotidianamente, ma spesso noi non la riconosciamo. Quando ogni giorno ritrovi lo sguardo della persona con cui stai dividendo la tua vita; quando il tuo cagnolino aspetta una carezza, quanto tua figlia ottiene il successo che per raggiungerlo ha impegnato giorni di studio, quando tuo padre ti guarda con il suo sguardo “vecchio” e all’improvviso ti a “l’occhiolino” come per dire: “tranquilla” sono qui, quando tua figlia si sdraia nel lettone come quando era piccola e ti porge un bigliettino con un disegno: due cuori grandi e nel mezzo un piu piccino….Mamma fra 8 mesi sarai nonna..! Momenti di felicità pura.
    Buonanotte…e sogni pieni di felicità ! 🙂

    1. È proprio così! Se imparassimo a riconoscere la felicità che permea le nostre giornate saremmo tutti molto più sorridenti e disponibili verso gli altri!
      Ti abbraccio e ti auguro una buona settimana.

  10. Quando condisci i Tuoi post con il Dio (?) che non c’è provo inquietudine anche perché, peraltro, non è detto che solo i credenti ed obbedienti possano raggiungere, nello specifico la felicità. Anzi!
    Io ripeto quanto, forse, ho già riportato sulla Tua pagina, dove, essendo il padrone di casa, puoi esprimerti per come meglio credi, ci mancherebbe, ma devi accettare le critiche.
    La felicità si trova nelle piccole cose e nel sapersi guardare intorno ammirando la Natura con occhi “laici”, senza paure – anche – per il “dopo”; oltre a godere dell’amore dei propri cari:


    C’è un’ape che si posa su un bocciolo di rosa: lo succhia e se ne va… Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa. Trilussa ”

    Ciao da luigi

    1. Non ho mai detto che chi non crede in Dio non può essere felice!
      Ho detto che i Dieci Comandamenti possono essere una guida morale che aiuta a vivere serenamente chi non ci riesce da solo. Da non credente puoi contestarmi il primo comandamento, ma non gli altri nove… spero!
      Sono d’accordo con il tuo concetto di felicità; l’amore e la bellezza della natura possono colmare qualsiasi vuoto!
      Ciao Luigi, buona settimana.

      P.S. Dio esiste!

      1. Praticamente, egr. amico, mi confermi quanto asserisco da sempre e cioè che la religione è una “medicina” per coloro che non riescono, da soli, a vivere la propria vita senza aiutini.
        Io non rivolgo il mio pensiero e/o lo sguardo altrove a cercare ciò che non è mai – ripeto mai – stato dimostrato; osservo dentro di me e se guardo il cielo è per il solo fatto di voler stupire a considerare questa immensità che c’è da miliardi – ripeto miliardi e non solo duemila anni e poco più; sic! – di anni e che solo la Scienza ed il continuo Dubbio, cercano di comprendere, pezzetto dopo pezzetto.
        Sottolineo che non sono io – prima – un non credente, ma che sei Tu – prima – credente; la differenza non è da poco poiché l’onere della prova compete, ricade su di Te.
        Riguardo i Comandamenti mi preme fare presente che oltre il primo, integralista, assolutista, c’è il secondo che è codicillo del primo, quindi da cassare, il terzo vale per il riposo che deve esserci nello svolgimento di attività lavorativa per ritemprare il corpo e la mente, senza santificazioni, il sesto ed il nono lo lasciò alla educazione ed alla morale civile dei singoli; i restanti sono nel bagaglio culturale di ogni persona per bene che può essere agnostica o anche atea. Altrimenti le carceri sarebbero piene solo di costoro; invece …

        1. In realtà tu dedichi molto tempo e molte energie a parlare di qualcosa in cui dici di non credere. Questo mi porta a pensare che, inconsapevolmente, tu cerchi conferme.

          P.S. Nemmeno l’inesistenza di Dio è stata mai dimostrata.

          1. No, no, così – egr. amico elettronico Loto – non va da parte di persona (Tu) che reputo dotata di intelletto. Io dedico il tempo appena necessario per confutare la Tua certezza, mai dimostrata finora. Io, che dedico le mie energie vitali a ben altre cose, replico affermando che l’argomento de quo non tange la mia esistenza – almeno non più di tanto e per tenere allenata la mia mente e vis polemica – e non comprendo come ci si possa “inginocchiare” davanti ad un altro uomo e/o rivolgersi a ciò che non è stato mai dimostrato.
            Non so se Tu sia un po’ edotto in Diritto/Giurisprudenza, ma l’onere della prova compete all’attore; in questo caso è chi afferma l’esistenza di qualcuno e/o di un torto, per restare nello specifico della Legge, che deve farsi carico di esibire prove certe a sostegno di ciò che dice/scrive.
            Forse non te ne sei ancora accorto, ma sono un ossetto un po’ duro e Tu mi sembri tenerello nelle argomentazioni; del resto la Fede è Dogma e non si può discutere, non sono ammesse riflessioni al riguardo con la Ragione. Io non discuto la Fede, sarei un folle, la confuto nelle sue certezze e replico quando si vuole utilizzare il ragionamento – giusto o errato che sia nel suo svolgimento letterale e/o scritto, per … arrampicarsi sugli specchi!
            Ergo resta pure nella Tua Fede, ma non cercare di … cambiare le carte in tavola.: P.Q.M. la sentenza è di censura sulla Tua affermazione finale.

            Ciao, con simpatia, da luigi

  11. Un giorno mi confessai da un sacerdote amico e alla fine mi chiese “Ma tu sei felice?” Lo ricorderò sempre. Risposi felice “Sì certo” Poi a casa rigirai la frase da tutte le parti, “perchè non dovrei essere felice? Ho tutto quello che desidero….” Poi ho capito che non ero felice. Ero lontana dai miei cari, mio marito sempre per monti e valli, non frequentavo ancora la chiesa, la parrocchia. Non avevo amicizie mie, mie. Quelle vennero dopo con i bambini che andavano a scuola. Ma anche lì …..sai per me le amicizie vere si creano con gli anni dell’adolescenza. Qui a Novara. Quando mi presentavo la prima cosa che mi chiedevano era “ma lei è parente?” Capita ancora adesso. Perchè non vogliono capire che io sono Lucia, non la zia, la cognata di…
    So di essere amata dai miei ragazzi di un tempo e ora uomini con famiglia. Quando a Messa dopo la comunione mi passano vicino, regolarmente mi accarezzano la mano e poi mi aspettano alla fine della celebrazione e mi danno un bacio prendendomi in giro per il bastone e per l’età che avanza. Poco tempo fa uno di loro mi disse: “Resti sempre la migliore!” Ecco la felicità. Felicità di aver cercato di averli aiutati nella vita, grazie agli ‘insegnamenti di Cristo.che ho cercato di mettere in pratica.Felicità è donare un sorriso, una carezza, un abbraccio. Non sono ricca anzi, ma Dio mi ha donato l’amore che debbo distribuire a chi ne ha bisogno.
    A presto. Buona notte e sogna il mare!

  12. Ho dimenticato una cosa importante: sono felice della famiglia che il Signore mi ha donato. Un marito molto distratto e molto “inglese” che mi ama e dei figli e dei nipoti che….mi fanno sentire in cielo!!!A presto. Scusa.

  13. Mr.Loto

    3 maggio 2016 at 13:20

    … se lo dici tu…

    Luigi

    3 maggio 2016 at 15:11

    Ipse dixit !

    Lara

    3 maggio 2016 at 23:29

    …..Disse il bue all’ asino….

    Salve mister, in verità passo giusto per un saluto……..è il mio piccolo modo sul come essere felice anche attraverso un saluto virtuale…..

    Buonanotte

    1. Gentile Lara,
      con valutazione invero affrettata, che attende, semmai, smentita, direi che si è sbagliata.
      A meno che io non abbia compreso la sua – quasi – sibillina entrata prima dei saluti a Mr Loto.
      Qui non si tratta del bue e/o dell’asino.
      Luigi ha inteso l’ipse dixit in capo al medesimo perché quando parla/scrive è come se avesse emesso sentenza; senza appello. In questo senso ho convenuto con l’ospite, Mr Loto, che ci ospita, convenendo che se lo dico io non ammette prova contraria.
      O le mie tesi si obiettano nel contenuto o è meglio evitare di trincerarsi dietro un ” se lo dici tu” che non trova humus nel discorso in tavola; se si vuole chiudere la partita con una ritirata strategica va bene; altrimenti… i miei saluti.

      luigi

  14. Ciao caro maestro,
    Notavo quante volte si ripetono i suoi post con la scritta felicità!

    Le lascio questa poesia ,magari la conosce già, mi piacerebbe un suo parere …

    Felicità
    ( Hermann Hesse)

    Fin quando dai
    la caccia alla felicità,
    non sei maturo
    per essere
    felice,
    anche se quello che più ami
    è già tuo.

    Fin quando ti lamenti
    del perduto e hai solo mete
    e nessuna quiete,
    non conosci ancora
    cos’è pace.

    Solo quando rinunci
    ad ogni desiderio
    e non conosci
    né meta né brama
    e non chiami per nome la felicità,

    Allora le onde dell’accadere
    non ti raggiungono più
    e il tuo cuore e la tua anima
    hanno pace..

    1. Parlo spesso di questo argomento nei miei scritti perché vedo troppa gente che non riesce più ad essere felice. Hesse ha scritto molte riflessioni profonde e veritiere. Non tutti però riescono a cogliere il loro pieno significato. Solo chi ha sperimentato quelle parole può capirle davvero.
      Saluti.

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