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Controllare la Rabbia

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Controllare la Rabbia

Controllare la rabbia

Controllare la rabbia non è sempre facile perché è un’emozione che si scatena all’improvviso e che ha spesso il sopravvento sulla nostra ragione. Controllare la rabbia a volte diventa così difficile che può scatenarsi con poco, portandoci a dire cose delle quali ci pentiremo presto, non appena l’attimo di impulsività sarà passato.

Basta guardarsi intorno per accorgersi che controllare la rabbia al giorno d’oggi sembra quasi impossibile. Pare che le persone vivano tutte in preda a questa emozione:  tra gli automobilisti, nelle file dei supermercati, tra  coniugi e parenti. Io stesso, quando ero più giovane, non riuscivo a controllare la rabbia.

In realtà vivere in preda di questa emozione è solo un segnale evidente di quello che non funziona dentro di noi.

Non riuscire a controllarsi indica una grande superbia, l’assurda convinzione di avere il diritto di mancare di rispetto a chi abbiamo davanti. E, in fondo, questa impulsività cela anche una grande insicurezza interiore.

Chi è vittima di questa violenta emozione tra l’altro, viene raramente ascoltato o preso in considerazione perché con il suo atteggiamento aggressivo, scatena negli altri un’istintiva valutazione negativa.

Il punto è che non è possibile controllare l’impulsività se questa emozione cresce dentro di noi. Il segreto è riuscire a non alimentarla mai, lasciando che si spenga naturalmente. Chi cerca sempre di condurre la propria vita con giustizia e rispetto, non ha bisogno di urlare per far si che le sue parole siano prese in considerazione perché non c’è nulla di più potente della verità.

Sicurezza interiore

Quando si raggiunge questa consapevolezza, si ha una sicurezza interiore che ci permette di guardare gli altri con serenità anche se sono contro di noi e di esporre loro il nostro punto di vista in modo coerente, con pacatezza, fuori dai risvolti negativi che possono scatenarsi quando non riusciamo a controllare la rabbia.

Sostanzialmente, quando cerchiamo di comportarci sempre con rispetto e correttezza nei confronti degli altri, difficilmente ci lasceremo  dominare dall’impulsività che determina uno scoppio di rabbia.

Di contro non è piacevole trovarsi davanti ad una persona che non riesce a controllare la rabbia. Quando questo accade è bene restare in silenzio, rendendo palese in questo modo a chi è in preda dell’impulsività che il suo comportamento è fuori luogo. Tanto è impossibile parlare con chi non ha il pieno controllo delle sue emozioni.

Controllare la rabbia e l’impulsività, essere sempre consapevoli di quel che si dice, ci rende anche maggiormente coscienti dei comportamenti altrui, offrendoci la possibilità di arrabbiarci sul serio soltanto quando diventa una necessità dettata dall’amore.

Libri consigliati:

È inutile che alzi la voce di C.Vitinger e M.Picozzi

Spegni il fuoco della rabbia di Thich Nhat Hanh

28 commenti

  1. Io mi adiro, non mi arrabbio, di fronte alla cattiveria ed alla stupidità umana.
    Ho carattere!
    Del resto il mio software è così impostato; talvolta conto fino a venti, ma non sempre è sufficiente.

    Saluti quieti

    • … i software possono sempre essere aggiornati! 😉
      Ciao Luigi, buona giornata.

      • Certo che sì, per renderli più veloci, efficaci; ma l’hardware ha limiti di escursione dovuti al caso, al caos o a disegno superiore?

        Ciao e buona giornata anche a Te ed a chi passa da qui; comunque la pensi e professi.

        luigi

  2. Buonasera mr. Loto (scrivo l’augurio con una parola sola, non per errore perchè penso che sia più bonasera!!!
    L’età matura, aiuta ad essere più posati. Se poi la persona sente nel cuore di essere nel giusto a che serve perdere le staffe?
    Camus “Non è attraverso i momenti d’ira che l’uomo diventa grande. La grandezza viene dalla Grazia di Dio, come un bel giorno”
    Ada si sta preparando per il trasloco che sarà a metà settembre e mi coinvolge non poco. Ora ho anche un micetto piccolino di due mesi, Romeo, vivacissimo e non vuole imparare ad usare il suo “vasino”!
    Questa mattina come sempre, mi sono alzata con Paolo alle sei e mezza. Sono riuscita a fare colazione verso le dieci….è tutto dire. E ora vado nel lettone. Sto leggendo un bel libro di Vassalli, uno scrittore vissuto nel Novarese. “La chimera”. Buonanotte caro amico.

    • È vero, in età adulta di solito è più facile controllare la rabbia; probabilmente perché con l’esperienza si impara a gestire un po’ meglio le emozioni anche se… purtroppo vedo molte persone che dovrebbero essere mature ma che, almeno da questo punto di vista, sono ancora piuttosto inesperti!
      Porta pazienza con Ada e anche con Romeo. Hanno bisogno di te! 🙂
      Ciao, ti auguro una lieta giornata.

  3. Sicuramente non è un bel vedere quando una persona perde il controllo. Ma è anche vero che ci sono persone/situazioni nelle quali è difficile mantenere il sangue freddo. Ci vuole molto allenamento e, almeno per quanto mi riguarda, essere avanti con gli anni. I bollenti spiriti, si sa, sono prerogativa dei più giovani. Con l’età si diventa più pacati. Ma anche questa non è verità assoluta. A presto!

    • Sono d’accordo con te. Effettivamente anche semplicemente assistere da esterni ad una scenata dettata dalla rabbia dà fastidio, a volte spaventa, perché vedere una persona che perde il controllo ti fa immaginare scenari terribili.
      Ciao Surfinia, a presto!

  4. E’ sempre bello tornare a leggerti Mr. Loto, sei un’enciclopedia vivente di saggezza e bene… un toccasana per un certo tipo di anime…
    Ricordo quando ero più giovane, di come tutto mi scivolasse di dosso senza toccarmi minimamente.
    Potevano farmi di tutto… subivo sempre senza replicare o difendermi…
    Credo d’essermi costruita una corazza impenetrabile, ai sentimenti che corrodono l’anima.
    Poi un giorno ha bussato l’amore ed è come se mi fossi risvegliata da un lungo letargo…
    So che la rabbia è un sentimento negativo, ma ti confesso che ora spesso mi lascio trascinare, specie davanti a gravi ingiustizie. E questo fa male soprattutto a me, perché chi commette nefandezze, gli fa un baffo la mia rabbia…. anzi… ci gode… e allora perché dargli questa gioia? Devo lavorarci molto su… 🙂
    Comunque penso anche che un po’ di rabbia ci aiuti a sopravvivere.
    Un abbraccio Mr. Loto… e sempre con il cuore…

    • Ciao Betty.
      Bentornata fra noi.

    • Ciao Betty, è bello ritrovarti!
      Ti ringrazio per i complimenti ma mi sopravvaluti.
      Subire senza replicare per apatia o mancanza di coraggio, come hai giustamente scritto, non è un bene. Altro discorso è quando si ha il pieno controllo dei propri pensieri e delle proprie azioni; allora si può scegliere di reagire o di restare in silenzio, a seconda di quello che si ritiene più giusto in quella situazione.
      Il fatto è che la rabbia acceca, ci fa agire in modo scomposto e poco credibile, quindi non è mai il modo migliore di reagire. Anche di fronte alle ingiustizie. Molto meglio intervenire in modo deciso, quando ciò è necessario, senza però lasciarsi mai offuscare il pensiero.
      Tutti dobbiamo lavorare su noi stessi… e temo che sarà un lavoro che ben pochi porteranno pienamente a termine con il tempo che ci è concesso su questa terra! 😉
      Ti abbraccio anche io con tanto affetto. Buon fine settimana.

    • Ciao Betty.
      Bentornata fra noi.
      Credo che, più che aiutarci a sopravvivere, ci consenta di dare sfogo alla “pentola” prima che scoppi in forme più gravi.
      Ciao.

  5. Beh! Innanzitutto ho notato che spesso la rabbia fa coppia con una certa dose di arroganza. Comunque, possiamo considerarla lo sfogo di un’emotività interiore che, se trattenuta, può risultare dannosa. Quindi, non dobbiamo demonizzarla e basta, ma anche darle un’adeguata motivazione. Piuttosto, preferisco indagare sulle cause della rabbia, o meglio del non controllo emotivo della persona in questione.
    La mia opinione è che spesso, chi ha questi scatti, soffre di un complesso di inferiorità, che vuole mantenere celato, e cerca di evidenziare la propria presenza proprio ricorrendo a queste reazioni “esagerate”. Accetto che possa esserci una reattività inconscia. Per spiegarmi, un po’ come un animale che, circondato ed in pericolo di vita, prova il tutto per tutto per sfuggire, compreso e soprattutto l’aggredire chi lo ha circondato (e che, proprio avendolo circondato, stanno dimostrando una superiorità precedentemente non considerata).
    Importante notare che, molto spesso, chi ha questi scatti d’ira, passato il momento, se ne pente, e talvolta, proprio perché si rende conto della figuraccia che ha fatto (anche se non ammetterà mai di aver avuto torto), cerca di recuperare chiedendo scusa.
    E’ proprio in base a queste considerazioni che chi ha spesso scatti d’ira difficilmente potrà correggersi. Il che, comunque, e sia ben chiaro, non è un motivo valido perché continui a farlo, e farsi sopportare da tutti. Anzi. Talvolta “tagliandolo fuori” è più probabile che si renda conto, e che faccia uno sforzo per innalzare il limite dell’autocontrollo.
    Ciao.

    • Sono d’accordo sul fatto che è importante capire cosa porta una persona ad avere scatti di rabbia ma non è necessario per risolvere il problema quando ci si accorge di averlo. Ed è assolutamente possibile correggersi, bisogna soltanto decidere di farlo.
      Anche perché quando ci si arrabbia dopo ci si sente malissimo.
      Arroganza? Non necessariamente. Spesso è soltanto un errato tentativo di “fare la differenza”.
      Senso di inferiorità? Alcune volte può esserlo in un estremo tentativo di difesa, altre volte è il contrario, è la superbia che spinge ad umiliare gli altri.
      Reattività inconscia? Molto probabile, considerando che la rabbia è più diffusa tra i giovani che hanno meno esperienza nel gestire le proprie emozioni.
      In ogni caso è bene esercitarsi nel mantenere la calma, perché avere il pieno controllo di se stessi permette di gestire al meglio qualunque situazione.

      Ciao, buon fine settimana.

      • Mi soffermo solo su un punto della tua risposta: quando ci si arrabbia dopo ci si sente malissimo.
        Credo sia vero, ma solo se non ci sono di mezzo l’arroganza, e/o come dici tu, la superbia (lasciamo fuori il “piacere della lotta”). Queste due, secondo me, sono un ostacolo nel fare un’analisi sui motivi dello scoppio d’ira, in quanto mettono “l’incazzato” al primo posto, e questi troverà sicuramente milioni di scuse per sostenere di essere nel giusto. E quindi, aumentando la difficoltà di riconoscere l’inutilità dell’arrabbiatura, rendono più difficile anche la correzione del “difetto”.
        Sul perché “dopo” ci si sente malissimo… perché dentro di noi c’è una vocina che ci segnala di aver sbagliato. Questa “vocina” ci segnala quanto assurda è stata la nostra reazione, e ci farà stare tanto più male quanto meno abbiamo l’umiltà di chiedere scusa. Il “quanto” dopo dipende da quanto questa vocina sia attiva nella nostra mente: spesso è in perenne stato di catalessi. 🙂
        Comunque, torno a ripetere, che qualche volta lo scatto d’ira fa bene: serve a “sbollire”, come valvola di sfogo, ed anche a non farsi sottomettere.
        Ah, dimenticavo! Possiamo arrabbiarci anche con noi stessi. Ma, guarda caso, è tutta un’altra cosa.
        Ciao.

        • Quando ho scritto che dopo essersi arrabbiati ci si sente malissimo non mi riferivo soltanto ai sensi di colpa o alle riflessioni sul proprio comportamento. Dopo essersi arrabbiati ci si sente male in modo più generico; i pensieri sono confusi, il sangue pulsa nella testa, ci si sente “ribollire” dentro… sono tutte sensazioni spiacevoli che non fanno assolutamente sentire bene, nemmeno quando arrabbiarsi serve a non esplodere.
          Il punto è proprio questo. Se hai bisogno di una “valvola di sfogo” per la pressione che hai dentro vuole già dire che non hai pensieri coscienti ed ordinati. Quando fai ordine dentro di te ti assicuro che non arrivi mai ad aver bisogno di sfogarti perché, in qualche modo, intervieni molto prima.
          Per quanto riguarda il non farsi sottomettere i raptus di rabbia servono davvero a poco! Molto meglio reagire in modo deciso, sapendo bene quello che si sta facendo, ti pare?
          Tanto più che, per esperienza, posso dirti che chi si lascia andare a sfoghi di rabbia incontrollata, non soltanto si mostra debole emotivamente (e quindi facile da controllare con i dovuti modi…), ma viene anche tenuto in bassissima considerazione proprio perché è ritenuto incapace di dominarsi.
          La rabbia, quando viene lasciata esplodere in modo incontrollato, non serve proprio a niente!
          Meglio usare il proprio disappunto per far uscire da noi una reazione più pratica, controllata ed intelligente! 😉
          Buona domenica.

          • Vero, ma… non tutti hanno l’autocontrollo necessario per realizzare quanto tu dici, né le risorse necessarie per ottenerlo (l’autocontrollo). Anche perché l’autocontrollo non blocca l’emotività che è all’origine dello scoppio d’ira, ma solo la reazione che da essa deriva.
            Hai voglia di lavorare su te stesso… Purtroppo non è così semplice! Ci sono troppe variabili in campo.
            Ciao.

          • Errato. L’autocontrollo dei pensieri evita che l’emotività sia incanalata nel modo sbagliato. Quindi non è che blocca la reazione ma evita che si giunga a quel punto di stress, perché i pensieri vengono spinti lontani dalla rabbia.
            Lavorare su se stessi può anche essere difficile ma, secondo me, è uno dei pochi veri scopi della vita.
            Ciao.

  6. C’è rabbia e rabbia. C’è sfogo e sfogo. Partendo dal presupposto che anche la rabbia (come sentimento) deve avere una sua utilità reprimerla tout court forse non è sempre la cosa giusta. Forse un vaffa detto nel momento opportuno è meglio che rodersi il fegato fino a farsi venire una cirrosi. Preferisco le manifestazioni emotive senza filtri. Sia in positivo che in negativo. Ovviamente sempre senza scadere nel delitto o, peggio ^_^, nel sollucchero.

    • Il segreto sta appunto nel non arrivare mai a dover reprimere un’emozione! Se sei consapevole dei tuoi pensieri è difficile ritrovarsi a rodersi il fegato o ad esplodere in una lite… perché previeni queste due brutte situazioni.
      Le manifestazioni emotive dicono sempre molto di una persona… infatti spesso mi diverto a punzecchiare chi mi circonda per capirlo meglio. Capisci più di una persona in cinque minuti di litigio che in anni di quieta amicizia… perché è nella sollecitazione che viene fuori la vera essenza della gente.
      Ciao, buona serata! 🙂

      • Ma allora… stai dicendo che la rabbia degli altri può far bene a noi stessi? ???
        Bella questa, no? Ah, ah, ah!
        Ciao.

        • La rabbia degli altri non ci fa certamente bene ma può insegnarci molte cose, come tutte le esperienze negative che la vita ci mette davanti.
          A presto.

          • E cosa ti dicevo io? Ci mette in luce i difetti degli altri, con la possibilità che ci guardiamo dentro e miglioriamo noi stessi. É di questo che parlavo.
            Ciao.

          • Si, si può sempre imparare! 😉
            A presto.

  7. M.Loto ciao, un argomento di ordinaria quotidianità. Sono una persona impulsiva ma sono riuscita a non alimentarla come dici tu, contenendola e comprendendola. A volte non ci stò dentro nemmeno io e allora magari rispondo in malo modo…..ma mai con aggressività. Una mia cara amica non riesce a gestire la sua rabbia, la sua aggressività, dovuta da un passato non tanto lontano…è rimasta dentro di lei scoppiando come un vaso di pandora, ha dovuto ricorrere allo psichiatra, ora con le terapie ci riesce ma non sempre, litiga per la verità ma in maniera che passa dalla parte del torto….Le persone non si rispettano e non rispettiamo i nostri sentimenti. Come dici tu, rabbia e aggressività portano alla violenza mai cose buone………Buona serata con stima e affetto sempre……..Ho sentito e visto persone che dicevano, mi và il sangue al cervello e iniziavano a picchiare…………detesto la violenza. Per tante situazioni brutte che ho vissuto dovrei girare con una P 38 ma uso la mia gentilezza e bontà…….è bello!!!

    • Purtroppo quando la rabbia non viene controllata o peggio, alimentata, sfocia sempre in qualcosa di brutto…. che possono essere problemi psicologici o atti di violenza. Quel “sangue al cervello” può far commettere cose anche molto gravi. Per questo è importante imparare ad ascoltarsi, cercando di capire perché ci si arrabbia così, quali sono i pensieri che fanno scattare in noi questo meccanismo.
      La gentilezza e la bontà sono armi molto potenti che combattono meglio di qualsiasi altra cosa la rabbia e la violenza.
      Ti abbraccio con stima ed affetto! A presto. 😉

  8. Buon post, però qualche volta, dopo aver detto le proprie ragioni ripetutamente ma avendo constatato che gli altri fanno orecchie da mercante, un’esplosione di rabbia ha indotto al cambiamento almeno parziale.
    Eh sì, se avevo ragione e gli altri simulavano indifferenza a un certo punto ho gridato, li ho sbugiardati bruscamente e ho avuto la prova della loro vigliaccheria: per timore che chi conta sentisse, e avendo capito di colpo che non potevano farmi fessa, si sono moderati.
    In un contesto di perdurante furbizia e complicità, se sei giunto all’ultima spiaggia e fai una tuonata almeno puoi dire di averle provate tutte! E stavolta non possono dire che non avevo protestato, che non si erano accorti o non avevano capito! (Anche se purtroppo sembravo un mostro)
    Non mi è piaciuto, arrabbiarsi fa soffrire, però anche gli altri avendo visto che il male ricade su chi lo fa si sono dati una registrata. Come i bambini con uno sculaccione.

    • …infatti ho concluso il post scrivendo “essere sempre consapevoli di quel che si dice ci offre la possibilità di arrabbiarci sul serio soltanto quando diventa una necessità dettata dall’amore”, cioè quando arrabbiarsi diventa una variante necessaria per cambiare un comportamento che riteniamo gravemente sbagliato o ingiusto.
      Se le tue ragioni erano valide e non è tua abitudine arrabbiarti, hai fatto bene a dare una bella scrollata a chi lo meritava.
      Ciao, a presto.

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