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Diventare Famosi, Perché aspiriamo alla Notorietà?

Diventare Famosi

Reality show, YouTube, Istagram…  sembra che tutti oggi vogliano diventare famosi, anche solo mettendosi in mostra. Si attribuisce alla notorietà tutto il senso di una vita.

Mi sono chiesto spesso perché, specie tra i più giovani, sia diventato così diffuso desiderare di diventare famosi.

Diventare Famosi
Diventare Famosi

Ho riflettuto sul fatto che ognuno di noi nasce con una sana necessità di attenzioni. L’essere umano ha bisogno di sentirsi amato. Probabilmente è stato grazie a questo bisogno che la specie umana si è sviluppata  attraverso la famiglia ed i ruoli all’interno di essa. Quello che contava non era diventare famosi, ma essere davvero importanti per qualcuno.

Da bambino ad esempio, correvo sempre tra le braccia di mio padre quando rincasava dal lavoro. Non mi regalava nulla, era semplicemente una cosa che mi rendeva felice. Oggi i genitori che tornano a casa dal lavoro trovano i loro figli che a malapena sollevano lo sguardo dagli smartphone. Ed è grave che non se ne preoccupino.

Le cose infatti, sono cambiate velocemente. Le famiglie sono sempre più allargate e distratte, i genitori sono spesso assenti e si cresce con una grave mancanza di attenzioni.

La stessa cosa accade nella coppia. C’è poca partecipazione. Si lavora tanto, si esce tanto e quando si resta da soli non si ha nulla da dire. È così che nascono delle frustrazioni profonde. La persona in quanto tale non è più al centro delle attenzioni dell’altro.

Le persone in quanto simbolo invece, suscitano le attenzioni delle masse. La notorietà simboleggia il successo, l’ammirazione. Così ci si costruisce la falsa convinzione che diventare famosi porti quantità enormi di quell’affetto di cui tutti inconsciamente abbiamo bisogno.

La Notorietà non Serve

La verità è che, pur riuscendo a diventare famosi, una moltitudine di individui adoranti non potrà mai trasmetterci quello di cui abbiamo veramente bisogno. Nemmeno milioni di fan possono darci quella sensazione di comprensione e partecipazione profonda che si cerca nei momenti più difficili soprattutto perché, in quei momenti,  non ci saranno.

Non serve diventare famosi  per avere vicino una sola persona che ci tiene la mano e percepisce il nostro spirito profondamente, senza bisogno di parole .

Quanto cambierebbe la nostra vita se spostassimo l’interesse verso le persone che amiamo…

Lettura consigliata: I miti del nostro tempo di Umberto Galimberti

29 commenti

  1. Apparire, non essere; ecco la scelta che attanaglia le nuove generazioni: Non tutti per fortuna.
    William Shakespeare si chiederebbe oggi: ” Apparire o essere? Questo è il dilemma!”.

    Ciao

    • Probabilmente è proprio così. Infatti molti giovani che appaiono senza avere il sostegno dell’essere, si perdono per strada.
      Amato Shakespeare… quante belle riflessioni ci ha ispirato!
      Ciao, passa un buon fine settimana.

  2. buon mese di ottobre caro amico
    fortunatamente non tutti aspirano alla notorietà, che personalmente penso sia una cosa fastidiosissima, ma credo anche che più che alla notorietà si aspiri al benessere che spesso ne è la conseguenza, c’è gente che farebbe qualsiasi cosa per averla perdendo anche una delle doti più belle che consentono all’uomo di vivere bene con se stesso: la dignità
    ciao, ciao!

    • Sai che non sono del tutto convinto che sia così?
      Certamente i soldi attirano, ma credo che il motivo principale che spinge i ragazzi ad ambire alla notorietà sia la fama stessa.
      Se ci fai caso ci sono molti volti ex-noti che, pur mantenendo un alto tenore di vita, quando iniziano a non essere più riconosciuti dalle masse cadono in depressione e vivono la loro vita attaccati ai ricordi…
      Buon ottobre anche a te!
      Un abbraccio, a presto.

  3. Molto interessante questo post, credo che si sia riuscito a cogliere uno dei punti più dolenti di questa umanità, della nostra umanità. Ho notato quanto il bisogno di esere famosi sia strettamente collegato al bisogno di attenzioni e quando sia inversamente proporzionale questo bisogno di attenzioni con la mancanza di amore….meno si vive amando o sentendosi amati , più aumenta il bisogno di essere qualcuno soprattutto puntando alla notorietà.

    Personalmente quello che mi preoccupa davvero è : l’ incapacità di amare nell’ essere umano…..
    BUONA DOMENICA ..

    • Quello che preoccupa di più me è invece il disinteresse e la rassegnazione.
      Noto che spesso le persone vanno avanti come automi, facendo quello che devono senza farsi mai domande. Altre si lasciano andare ad ogni desiderio dettato dall’istinto, anche in questo caso senza farsi domande.
      Allo stesso modo si osservano quelli che soffrono senza alcun sentimento di pietà, senza sentirsi spinti a fare qualcosa.
      Incapacità di amare? Forse. Il fatto è che quando nessuno ti ha mai insegnato ad affidare i tuoi sentimenti nelle mani di qualcun altro, farlo spaventa troppo. Specie se non ci si sente abbastanza forti da sopportare un eventuale tradimento.
      Il discorso è molto vasto e potrebbe essere affrontato da moltissimi punti di vista.
      resta il fatto che se una persona fosse amata ed al centro delle attenzioni di chi gli vuol bene non avrebbe alcun interesse ad essere osannato dalle folle… se questo non fosse uno dei risultati raggiunti seguendo il proprio talento e le proprie naturali inclinazioni. In questo caso il successo ha tutto un altro sapore.
      Buon fine settimana!

  4. ricordo una parabola in cui un repubblicano alla sommità del presbitero si vantava davanti a Dio di LUi e infondo al tempio un poveretto che chiedeva perdono …il Mastro tirando le somme pone un interrogativo.
    Chi dei due avrà trovato più grazia?
    Il mio lavoro mio porta a contatto con tanta gente e i più appariscenti spesso sono quelli più disadattati nella normalità. Vivono in restrittezze per il cellulare più moderno, per il FaeceBuc con più numeri di amici, di apericena in luoghi strategici e infondo hanno una vita vuota e senza sogni importanti da raggiungere.
    Iersera vinto prosciutto a briscola arrotato subito con coltello con gli amici lì stante.

    • Mi è piaciuta la citazione della parabola, in effetti è molto calzante.
      Sono d’accordo anche sul fatto che chi sente il bisogno di mettersi in mostra per assumere un valore agli occhi degli altri in realtà, ha ben poco di importante dentro se stesso su cui contare.

      Un prosciutto?? Complimenti, questa volta la vincita era sostanziosa….
      😉
      Buon fine settimana.

  5. La notorietà di molti personaggi famosi è dovuta al loro lavoro che li porta sempre ad essere in prima fila. Ma quando sopraggiunge il loro tramonto, non sanno rassegnarsi o molti invece, si ritirano dignitosamente. Non so se queste persone, che cercano affetto dal pubblico, trovino quell’effetto sincero nella vita privata.
    I giovani di oggi si trovano totalmente spiazzati da una vita poco gratificante nel lato affettivo per cui tendono a farsi vedere dagli altri per cercare ciò che in realtà dovrebbero avere. Molti di loro purtroppo, cadono in situazioni estremamente sbagliate con conseguenze che tutti conosciamo.
    E come hai detto tu caro mr. Loto, le famiglie e quindi anche le coppie, è come se vivessero una vita completamente distante gli uni dagli l’altri. Inizia così, quella solitudine e quell’incomprensione che li porta a cercare altrove, affetti sbagliati e per farlo, devono mostrarsi in tutti i modi, costi quel che costi.
    Fa paura tutto questo. Il vero affetto che ci scalda e che non dobbiamo mostrare con paura e quello che abbiamo bisogno per sentirci a nostra a volta amati e che ci fa apparire semplicemente bellissimi.
    Buon fine settimana mr. Loto e sappi che è sempre un piacere leggerti.

    • Certo, a volte diventare famosi è soltanto il risultato della propria bravura purtroppo però quelli che cercano la fama a prescindere non lo fanno coltivando le proprie doti ma solo cercando visibilità, fosse anche soltanto il bell’aspetto. Del resto gli esempi di volti noti che non hanno particolari qualità, specialmente nel mondo dello spettacolo, sono moltissimi.
      Anche chi ha raggiunto la notorietà per meriti veri e propri, se si lascia trascinare dall’ idolatrazione generale, di certo perde il vero senso della propria vita e del proprio talento, trovandosi a rimpiangere il passato quando qualcuno ancor più bravo di lui lo soppianterà dalle scene.

      Sono d’accordo sul fatto che tutto ciò che sta accadendo nelle relazioni interpersonali ultimamente faccia paura. Ma noi possiamo fare la differenza, almeno nel pezzo di mondo che ci riguarda. Mai lasciarsi andare allo sconforto!

      Ti ringrazio molto per l’apprezzamento e per il commento.
      Buon fine settimana.

  6. A lei preoccupa colui/ lei che ha paura del cambiamento e quindi prosegue come un automa disinteressato e rassegnato….

    Sa mister mi soffermo molto a leggere quel che scrive, come lo scrive e soprattutto perchè lo scrive…

    Nella risposta al mio commento vi è un grande spessore di pensieri ..e poi man mano con sottigliezza ha proseguito il commento.Bene quella sottigliezza a me è giunta e posso scriverle che anche chi come me si pone spesso domande si può ritrovare in una forma di rassegnazione forzata nel non avere risposte….mettendo anche in dubbio che le mie domande possano essere sbagĺiate o che mi manca quella spinta per andare” oltre ” , perchè temo l’ incapacità di amare nelle persone ,sostituita dalla grande capacità di un attaccamento morboso a tutto quel che è materiale , per primo il denaro.

    Lei non ha citato persone che anche reagendo e quindi spinti nel fare qualcosa per coloro che soffrono, hanno spesso il fine di guadagnarci qualcosa, di specularci sopra.Spesso la notorietà alimenta ricchezze più per certe aźiende che promuovono questa immagine che per lo stesso aspirante.Spesso l’ accoglienza dei profughi , che rischiano la propria vita anche in mare senza scelta a morte certa nei loro paesi, nasconde un vero e proprio traffico di esseri umani che va bene a chi si nasconde dietro…

    Non so se portare una modella all’ anoressia in cambio di notorietà sia un modello da seguire….credo che si perdano entrambe sia l’ ESSERE che l’ APPARIRE…

    Sono esempi che mi danno davvero una grande fiducia nel prossimo!

    • Chi fa qualcosa per chi soffre con lo scopo di guadagnarci di certo non sta veramente aiutando qualcuno, non sta migliorando se stesso, né reagendo ad un sistema sbagliato ma al contrario, lo sta alimentando.
      Le domande non sono mai sbagliate ma possono essere poste nel momento sbagliato e/o a persone sbagliate.
      Fare domande e non ricevere mai risposte non giustifica la rassegnazione. Nella vita bisogna avere pazienza e fiducia. Con il tempo le risposte arrivano sempre.
      La spinta per andare oltre purtroppo, non potrà dartela nessuno se non te stessa… le paure bisogna affrontarle con coraggio e forza d’animo.
      A presto.

      • Le domande possono essere poste nel momento sbagliato e /o a persone sbagliate.

        Si certo , conosco queste possibilitá e di certo non aumentano quella fiducia di cui l’ essere umano dovrebbe godere …quindi si vive attraverso le selezioni tra gente cattiva e gente buona, tra chi ti ascolta e chi ti ignora, tra il conformismo e la manipolazione, tra il bene e il male , tra la Notorietå e il voler essere nessuno…..
        E chi resta indietro o non vuole entrare nel grande schermo ha certamente dei problemi….chisså di quale tipo di aiuto necessita..!…o magari vuole attirare l’ attenzione su di se ,non sentendosi importante per chi dovrebbe considerarlo importante e dargli le dovute attenzioni….

        Ci stanno tutte queste analisi, ecco perchè ho apprezzato il post.

        Lei riesce a rendere un discorso oggettivo e soggettivo, riesce a descrivere situazioni esterne trovando risposte interne all’ essere umano sempre!
        Riesce ad ignorare per brevissimo tempo il post e questo spazio regalandomi un minuto di attenzione? Perchè riesco a percepire la presenza di qualcuno che sento di aver incrociato tante volte?

        Stavolta è il momento o la persona sbagliata a cui le mie domande sono rivolte? (DOMANDE CHE DETTO DA LEI NON SONO MAI SBAGLIATE)

        • Come posso sapere io perché hai questa sensazione? Ti ripeto che non ci conosciamo.
          Posso dirti che quando capita a me di trovarmi a parlare con qualcuno che mi sembra di conoscere da una vita, attribuisco la sensazione al fatto che trovare persone che la pensano al tuo stesso modo e con le quali ci si sente in sintonia da subito, crea una bella sensazione di “sentirsi a casa”. Mi farebbe piacere se per te fosse la stessa cosa.
          Ciao, buona serata.

          • Forse un frutto di quella interconnessione mentale che unisce tutte le specie del creato? Oppure un dejà-vu mentale di vite passate che non riusciamo a focalizzare?
            Mistero!
            Ciao ciao.

          • Come sai non escludo nulla a priori, tutto può essere, ma trovo molto più probabile che sia una semplice affinità di pensiero, come ho scritto sopra. A me è capitato più di una volta.
            Ciao, buona domenica.

  7. Si è quella la sensazione …..avrei tante domande e non sempre la fiducia o la pazienza portano ad avere sempre una risposta, come lei dice.Alcune risposte non le avremo in questa esistenza ….chissá forse in altre .
    Grazie …il tempo che ha dedicato a me,posso garantirle che non è mai stato sprecato…ma son certa che lo sappia giá.

      • Si può essere tutto Mr…….interconnessioni mentali, dejá vu, affinità di pensieri, incontri con spiriti guida, desiderio e bisogno di comunicare attraverso la scrittura,bisogno di conoscere se stessi con l’ aiuto di altri, desiderio di proteggere persone delle quali percepiamo possano avere bisogno di aiuto, bisogno e/o piacere di trascorrere più tempo possibile con chi sta viaggiando al nostro fianco, timorosi del fatto che ci si possa perdere senza più ritrovarsi…bisogno o desiderio di avvicinarsi a presumibili verita’….
        Puo’ essere tante cose e forse non una sola…non è certamente la NOTORIETÀ….e quindi il bisogno di essere famosi…almeno non per me

  8. Credo che il tema del post sia uno di quegli argomenti che aprono a mille e mille sfaccettature.
    Innanzitutto la fama (o essere famosi, che dir si voglia) spetta “di diritto” a chi può fare qualcosa di importante per la società (invenzioni, opere d’arte, capacità menegeriali e/o politiche, ecc), ed è giusto che premi chi ha queste capacità, annotandolo nel registro “della storia”. Per tutti gli altri… pazienza: sul podio del primo arrivato non c’è posto per tutti, e bisogna accontentarsi di quello che la vita concede. Semmai guardarsi dentro per capire se certe capacità ci sono, o è meglio lasciar perdere.
    Perché si rincorre il successo? In questa società, dove c’è sempre più piattume (e pattume) umano, è facile sentirsi un nulla, soprattutto per carenza di valori interiori, e si pensa che mettendosi in mostra (come succede per il bullismo) si possano avere dei riconoscimenti in più, quasi la conferma da parte del mondo del proprio esistere. Ho visto fin troppo spesso gente che non vale niente spaccarsi in quattro per mettersi in luce; ma la sostanza non è cambiata: continua a non valere niente.
    D’altra parte, è nella natura dell’uomo volersi sentire più importante di qualcun’altro (…andate, riproducetevi e conquistate il mondo), e difficilmente accettiamo di far parte di una massa anonima. E l’unica cosa che ti fa capire se hai delle capacità in più… è proprio la fama. Anche se non è affatto vero (penso a quanti figli di papà, emeriti imbecilli, rivestono in ruoli di potere)!
    Se poi ci aggiungiamo che la moda (altro potere economico) propone determinati stereotipi per non essere nessuno… il gioco è fatto.
    Purtroppo nessuno educa a valutare correttamente noi stessi, esattamente come pochi sono i casi in cui si cerca di far crescere quei valori che, giorno dopo giorno, ci stiamo lasciando alle spalle.
    Ciao.

    • Se nelle famiglie manca la semplice attenzione all’altro, come può esserci educazione emotiva? E tutto nasce da ciò che hai scritto nelle ultime due righe. Ci stiamo lasciando alle spalle dei valori importanti. Questo nel nome di una presunta libertà che, al contrario di ciò che pensiamo, ci sta portando via tutto, anche la felicità più elementare di essere semplicemente noi stessi.
      Per le persone che hanno vero talento secondo me, il successo è più un effetto collaterale che un premio. Proprio come hai scritto tu, alla fama aspirano solo quelli che si sentono nulla nell’anonimato.
      Ciao Loris, a presto.

  9. Salve Mr. Loto, significative le sue considerazioni. Voglio però conntraddirla: penso che chi insegue la notorietà, piuttosto che colmare carenze di affetto, sia gente disposta a misurarsi, mettersi in gioco, valutarsi!
    Noto invece, ciò che gli psicologi chiamano “causa effetto” (mi correggano se sbaglio), quello che i bambini compiono per richiedere “ascolto”, ad esempio gettare un oggetto in terra per vederlo raccolto da chi li circonda, purtroppo è diffuso anche fra gli adulti. Pensi come stiamo messi. Buona Domenica Rosanna

    • Secondo me invece, quelli disposti a misurarsi ed a mettersi in gioco davvero non hanno bisogno di essere famosi per conoscere (o sentire crescere) il proprio valore. Comunque il tuo è un interessante punto di vista.
      Hai ragione, non siamo messi benissimo, ma possiamo sempre cercare di correggerci! 😉
      Buona domenica anche a te, con affetto!

    • Ciao Rosanna.
      Intanto scusami se intervengo solo oggi, ma stavo rileggendo i post dei giorni passati.
      Devo dire che mi piace il tuo discorso sui bambini, comportamento che viene sempre più adottato dagli adulti. Però a me, quand’ero bambino e dovevo badare ad altri bambini (ovviamente più piccoli) è stato insegnato che non bisogna essere sempre pronti ad assecondarli (una o due volte va bene, ma poi basta), proprio per evitare che prendano “brutte abitudini”, ed imparino a comprendere che gli altri non sono al nostro servizio. Forse è un po’ questo l’atteggiamento che dovremmo utilizzare un po’ più spesso per far sì che nessuno si senta migliore di tutti. Senza paura di provocare “traumi psichici alla personalità”. 🙂
      Ciao.

  10. forse, il desiderio di diventare “famosi” è un grido, come a dire “io ci sono, io esisto”.
    è una reazione all’indifferenza che imperversa in tanti rapporti umani;
    indifferenza per dar posto ad altri interessi materiali.
    articolo che fa riflettere. ora leggerò con calma gli interventi degli intervenuti.
    un saluto..

    • *scusa la ripetizione.. mi auto correggo:
      ora leggerò con calma gli interventi dei tuoi ospiti*
      🙂

      • Nel post intendo proprio questo, il desiderio di diventare famosi dei giovani è proprio un segnale chiaro della grave carenza di attenzione ed affetto che vivono ogni giorno.
        Quella del nostro tempo è una vita fatta di tante cose ma di poche relazioni personali autentiche e sane.
        Ciao, ti auguro una buona giornata.

  11. Già! Purtroppo triste realtà di questi tempi.
    Buona serata

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