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Essere se Stessi

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Essere se Stessi

Essere se stessi

Nella nostra epoca disponiamo di moltissima libertà che teoricamente permetterebbe agli individui di essere se stessi senza troppe difficoltà.

Al contrario di quanto ci si aspetterebbe però, tutta  questa libertà  ci ha reso un po’ vigliacchi. Vedo spesso il timore di svelarsi fino in fondo, di esprimere il proprio parere con sincerità, soprattutto se questo va contro il pensiero comune.

Perché il vero nemico dell’essere se stessi, quello che ci incute più timore, è il giudizio degli altri.

Invece di occuparsi della conoscenza del proprio animo, al fine di essere se stessi in modo sempre coerente, gli esseri umani preferiscono preoccuparsi della loro immagine, della loro posizione sociale, dei loro averi materiali.

Questo accade perché, in linea generale, il giudizio che esprimiamo sulla gente si basa su queste cose.

Pazienza se è un giudizio del tutto superficiale e distante dalla realtà!

Se poi rinunciando alla nostra personalità si finisce anche per dare un’immagine totalmente distorta agli altri poco importa, salvo poi andare in crisi quando ci si sente incompresi e soli.

La libertà di cui disponiamo oggi, forse perché del tutto immeritata, purtroppo viene usata prevalentemente per infrangere la morale ed il buon senso invece che per essere se stessi e fare le scelte giuste, magari cercando di migliorarsi volta per volta.

Pensate a come oggi si ostenta la trasgressione, nell’accezione peggiore del termine, per mostrarsi liberi e contro tendenza ed a come invece,  si diventa timorosi ed imbarazzati nell’ammettere di non voler uscire il sabato sera, di non voler avere avventure sentimentali, di non potersi permettere un certo tenore di vita. Spesso ci si vergogna del proprio lavoro, dei propri familiari, di essere se stessi in modo autentico. Ma noi possiamo essere soltanto quello che siamo!

Cosa Fare

Iniziando ad accettare le nostre attitudini e le nostre radici impareremo che essere se stessi è in realtà una grande liberazione. Niente da nascondere, niente di cui vergognarsi, niente forzature. La nostra vita prenderà una piega diversa, facendoci sentire leggeri e davvero liberi.

Qualcuno non ci apprezzerà per questo? Sicuramente c’è qualcuno che non ci apprezza anche adesso che ci preoccupiamo tanto del giudizio degli altri.

Per questo percorso verso la libertà dovremmo prendere ad esempio i bambini, loro sanno sempre essere sinceri in un modo meraviglioso e potrebbero ispirarci …

Essere se stessi

Lettura consigliata:

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33 Commenti

  1. Non giudico, non voglio essere giudicato; sono sempre e costantemente me stesso!

    Non è vero che siamo più liberi adesso di quando si viveva nelle foreste; è la Società che ci condiziona e porta gli opportunisti ad assumere atteggiamenti perniciosi.

    Mio nonno, un grande, definiva menzogne sociali le convenzioni e le convenienze alle quali l’Uomo “schiavo” si sottopone e condiziona i suoi comportamenti.

    I bambini sono meravigliosi finché il contatto e gli insegnamenti dei grandi non li condizionano/rovinano per sempre. Tutti coloro i quali, ad ogni latitudine e longitudine, anziché metterli a contatto con la Natura, le sue Leggi, consegnare loro un ventaglio di opzioni delle quali tenere conto nella crescita, tempo per tempo, li “indottrinano” sulle proprie convinzioni, quasi sempre metabolizzate per convenienza/comodità, a loro volta derivanti da altri peccati originali (questi sì) commessi dai predecessori, smaniosi di “catechizzare” nuove generazioni plasmandole per come d’uso nel luogo d’origine, commettono il più grave dei reati.

    Ciao

    1. Sono d’accordo, non siamo liberi, soprattutto perché la nostra prigione ce la portiamo dentro! Certamente ci sono dei condizionamenti dall’ambiente esterno ma la cosa peggiore, secondo me, è la mancanza assoluta di coraggio, tipica ahimè dell’era moderna. Allora, anche quando si pensa diversamente, si preferisce cercare di omologarsi piuttosto che assumersi la responsabilità del proprio pensiero e del proprio modo di essere. Si sceglie di mentire!
      Per questo mi piacciono molto le persone genuine, anche quando la pensano diversamente da me… non si sono lasciate condizionare ed hanno il coraggio di mostrarsi agli altri semplicemente per quello che sono, difetti compresi.
      Ciao, buona settimana!

  2. C’è bisogno di vere essenze, non essere fotocopie per paura del giudizio altrui.
    Siamo tutti diversi l’uno dall’altro… e allora perché privare il mondo di qualcosa di unico?
    Per questo abbiamo sempre da imparare…
    Purtroppo però, esistono anche persone deboli, le quali non riescono a sopportare il giudizio altrui, poiché a questo mondo nessuno si fa mai gli affari propri, e sono sempre tutti pronti lì a giudicare e a puntare il dito senza provare ad indossare le tue scarpe… e allora alcuni soccombono, rinunciando anche alla propria vita. (è già successo… specie a giovani vite)
    Cosa totalmente diversa invece, è quando alcuni vestono maschere allo scopo di ferire…
    I bambini restano sinceri e incontaminati fino a quando non acquisiscono la malizia, il ché ho notato che oramai succede sempre troppo presto, non so a cosa sia dovuto, ma penso molto probabilmente all’ambiente in cui vivono.
    Per me essere se stessi significa LIBERTA’ a cui non potrei mai rinunciare 🙂
    Un abbraccio Mr. Loto e buona settimana!

    1. Purtroppo ci sono molte persone deboli o che pensano di essere tali… ed il mondo è sempre più composto di persone che non riescono neppure a formulare un pensiero veramente libero e proprio. Se ci pensi perfino la scuola, invece di aiutare i ragazzi ad usare la loro naturale creatività per risolvere problemi e per esprimere le loro idee, le loro attitudini, tende a cercare di omologare tutti ad un determinato standard prestabilito. Io lo trovo un vero peccato e penso che anche l’insegnamento avrebbe bisogno di una bella svecchiata! 😉
      Anche io ho notato che, purtroppo, i bambini ultimamente “crescono” troppo in fretta…
      Un abbraccio anche a te, buona settimana!

  3. Bisogna sempre avere il coraggio di difendere le proprie idee e di non farsi condizionare anche se vanno contro quelle collettive. Omologarsi serve solo ad annullare la propria identità. Non è indispensabile piacere a tutti, anzi, alla fine di finisce per piacere agli altri ma non a se stessi.
    Buona settimana 🙂

    1. È così. Quante persone infelici ci sono al mondo per aver sempre cercato di essere come gli altri le avrebbero volute! Tra l’altro anche facendo di tutto per piacere agli altri ci sarà sempre qualcuno a cui non piaceremo per niente… tanto vale essere autentici! 🙂
      Ciao, buona settimana anche a te!

  4. Argomento meno complicato no eh Mr. Loto? Comunque bello, come bello è, essere se stessi. Per lo più’ lo sono con la mia ironia, i miei facili entusiasmi, il mio “taglio dolce”…! Non lo sono quando lo considero uno spreco! Saluti!

  5. Non credo sia necessario leggere un libro per trovare appunti al nostro vero modo di essere. Alle volte non lo siamo anche perchè chi ci ascolta è, per conoscenza, facile al giudizio scriteriato che può essere seriamente dannoso…oppure per motivi veramente necessari per salvaguardare la privacy di qualche persona a noi cara. Per il resto…non siamo nati per piacere a tutti perciò…chi se ne importa di ciò che passa nella mente di chi ci ascolta? Giù la maschera, dunque e respiro sereno. Buona continuazione!!

    1. Proprio così, non siamo nati per piacere a tutti ed il giudizio altrui non dovrebbe farci paura quanto, piuttosto, spingerci a dare sempre il meglio di noi… del nostro vero noi! 😉
      Ciao, buona serata!

  6. Oh che gioia la Betty è tornata! Tutto bene Betty? Buon pomeriggio.
    Caro mr. Loto. E’ arrivato Paolo per dirmi che mi accompagnerà al vivaio dove debbo comperare una piantina per la mia mamma (oggi festa di S. Rosa da Lima) e qualche altra cosina per il mio balcone. Quindi ti saluto e ritornerò dopo cena. Ciao!

      1. Sono qui. Parliamone.
        Essere se stessi. Adesso facciamo a gara a chi dichiara di non essere un camaleonte che cambia parere e colore quando si trova in mezzo a persone di parere o colore politico disuguale al suo se stesso.
        Leggendo il mio blog ci si può fare un’idea chiara di chi sono, la fotografia è di qualche anno fa, ma le idee
        sono attuali. E non aggiungo altro se non l’augurio di una buona notte e dolce serata.

        1. È vero, a parole siamo tutti bravi ma poi, nella realtà, ci vuole una buona dose di coraggio per essere se stessi… perché spesso vuol dire andare contro tutti e non è per niente facile.
          Sai Lucia, le idee nel tempo possono anche cambiare, evolversi. Quello che conta è rimanere fedeli ai propri valori, a quello che si ritiene imprescindibile.
          Ciao, ti auguro una lieta serata, nonostante le terribili notizie di oggi.

          1. Non è stata una buona serata e non lo sarà neanche domani. C’è una sofferenza che sento di condividere.
            Questa sera a cena, guardavo Paolo e chi ho chiesto se ricordava ina frase detta da lui molti anni fa, dopo il terremoto del Friuli.
            Allora quando dormivamo mi prendeva sempre la mano e se la teneva sul cuore. Poi, nel silenzio mi disse:”Se una notte ci sorprendesse il terremoto vorrei che ci trovassero così: mano nella mano”.
            E io non so come nè perchè ho pensato a due persone avanti nei anni, noi due, mano nella mano fino alla fine.Paolo non se lo ricordava ma è stato contento che glielo abbia detto.
            Questa notte pregherò perchè nessun bimbo abbia freddo nel cuore e nel corpo. Ti auguro la buonanotte e sii sereno e rispondimi con parole che possa sentirmi abbracciata e compresa.

          2. Cara Lucia è davvero un compito difficile quello che mi affidi!
            Quando accadono tragedie di questa portata è difficile trovare delle parole… perché le parole non servono a nulla.
            Davanti a questo terremoto bisogna stare in silenzio, riflettere, pregare e cercare di ritrovare il bandolo della matassa delle vite di tutti i sopravvissuti che da oggi dovranno fare i conti con una nuova realtà, molto difficile.
            Pensa però a tutti le persone che stanno lavorando incessantemente per aiutare.
            Pensa a tutte le persone in fila per donare il sangue.
            Pensa a tutta l’ospitalità , le donazioni, l’affetto e le preghiere che vengono fatte da sconosciuti nei confronti della popolazione colpita.
            Ecco.
            Io credo che in queste terribili situazioni gli uomini si riscoprono fratelli. E non c’è più quello che mi sta antipatico, chi invidio, chi in passato mi ha fatto uno sgarro.
            Tutti sono stati perdonati.
            Tutti si aiutano semplicemente perché ci accorgiamo di essere una grande famiglia.
            E questo ci fa pensare a quanto di solito siamo sciocchi ed arroganti quando invece la vita prosegue su binari sereni e sicuri.
            Tu continua ad amare incondizionatamente Lucia, e non avere paura di nulla.

            Un abbraccio.

    1. Sei tanto cara Lucia… ti ringrazio di cuore… diciamo che ora va un po’ meglio, come la quiete dopo la tempesta.
      Ti lascio un grande abbraccio, possa scaldare il tuo triste cuore, in questi giorni di dolore, e pianto, ma anche di amore, e grande umanità!

  7. Ma… cosa vuol dire “essere sé stessi”?
    Adeguarsi al mondo sociale che ci circonda?
    Oppure fregarsene di tutto e di tutti e continuare sulla strada del proprio pensiero e dei propri istinti, senza freni né inutili pudori, magari mettendosi in guerra con il mondo intero?
    Quando parliamo di libertà, ricordiamoci che nessuno è esente dagli influssi dell’ambiente, della società, dagli eventi della sua storia personale. Ed avremo sempre una situazione di compromesso. Convenzionalmente accettabile, oppure no, a seconda di chi effettua l’analisi. Con (forse) un’unica eccezione: chi sceglie l’eremitaggio, isolato da tutti.
    Ciao.

    1. Dai Loris, sai benissimo cosa intendo quando scrivo “essere se stessi”… sai che non vuol dire fregarsene, né adeguarsi.
      Essere se stessi significa non usare filtri, se non quello dell’educazione, nell’esprimere quello che siamo. Significa essere persone genuine, autentiche. Persone che non mentono per piacere agli altri, o per trarne dei vantaggi.
      Si può vivere nelle regole civili restando persone vere. Ci vuole solo un po’ più di coraggio.
      Ciao.

      1. Già. Ma quello che tu dici non é essere sé stessi, ma quanto più possibile conformi a come vorremmo/dovremmo essere. Scusa il distinguo, ma non é proprio la stessa cosa.
        Riuscire a tenere nascosta la malvagità non significa essere buoni. Capisci cosa intendo?
        Ciao..

        1. Nascondere la malvagità significa essere falsi. Ma sappiamo che chi è cattivo d’animo è falso per natura, perché gli è necessario per i suoi scopi.
          Nel post mi riferisco alle persone che si nascondono perché non si sentono adeguate, o perché credono che così la gente le apprezzerà di più.
          Saluti.

          1. Vedo che continuiamo a girare attorno ad un palo.
            Essere se stessi significa far coincidere il nostro comportamento con quello che è il nostro pensiero, profondo quanto istintivo e naturale. Indipendentemente da convenzioni sociali, credi religiosi, opportunismo di qualsiasi genere, rispettando esclusivamente quello che ci viene da dentro.
            Quando c’è un adattamento, di qualsiasi tipo, al mondo in cui si vive, per qualsiasi motivo, non si è più se stessi. Volendo, potremmo ripescare la faccenda della “maschera”.
            E’ per questo che sostengo che “essere se stessi” è un’utopia, e sempre più lo sarà, proprio perché il “vivere civile” ci impone degli adeguamenti, dei quali molto probabilmente, se fosse solo per noi, faremmo volentieri a meno.
            Se poi dici che dobbiamo avere il controllo delle nostre azioni per vivere tutti assieme, sono d’accordissimo, ma questo non è “essere se stessi” ma, nella migliore delle ipotesi, come ho già detto, la cosa più coerente possibile con noi stessi.
            Ciao.

          2. Non sono d’accordo sul fatto che “quando c’è un adattamento, di qualsiasi tipo, al mondo in cui si vive, per qualsiasi motivo, non si è più se stessi”.
            È sulle definizioni che ci perdiamo di vista.
            Anche il modo in cui ti adatti o non ti adatti è dato dal tuo essere… la vita è adattamento continuo e non solo alla società. E questo adattamento per come lo vedo io, non snatura assolutamente il tuo essere ma, al contrario, gli permettere di esprimersi.
            È proprio negli obblighi sociali o di vera e propria sopravvivenza che si scopre il proprio vero io.
            Ti faccio un esempio.
            Da ragazzo ero piuttosto solitario ma, quando venivo invitato alle feste, mi sentivo in dovere di andarci anche se per me non era un gran divertimento.
            Ero meno me stesso in quelle feste? Certo che no! Perché io non fingevo di divertirmi.
            La scelta di andare a quelle feste, anche se l’idea non mi allettava, ed il mio comportamento schivo in quelle circostanze, delineavano perfettamente chi ero in quel momento della mia vita.
            Probabilmente non avrei mai saputo di non essere adatto a certe cose se non lo avessi sperimentato.
            La vita serve a metterci alla prova!
            Saluti.

  8. Tanti anni fa, agli inizi della mia carriera, conobbi una collega di arte molto particolare, come spesso lo sono gli artisti. Ricordo sempre una sua frase: “Ricordati che le aquile volano sempre sole, mentre i corvi volano in gruppo!”
    Lei sicuramente era un’aquila. Viveva come voleva, in modo un po’ eccentrico e molto colorato, e non si curava mai del giudizio degli altri.
    Dovremmo essere tutti almeno un po’ aquile e smetterla di fare i pecoroni. Ognuno di noi è unico, con i suoi pregi ed i suoi difetti Bisogna imparare ad accettarsi e non cercare di apparire diversi solo per uniformarsi alla massa.

    1. Sono d’accordo! Pensa a quante opportunità in più avrebbe l’umanità se ognuno di noi si sentisse libero di esprimere le proprie qualità… queste troppo spesso restano celate perché c’è sempre quella insicurezza di fondo che ci fa temere per il nostro tornaconto oppure cosa potrebbe pensarne la gente.
      E così ci ritroviamo pessimi banchieri che potrebbero essere ottimi musicisti, pessimi avvocati che potrebbero essere eccezionali agricoltori …. etc.
      Ciao, buon fine settimana!

  9. “Essere se stessi significa far coincidere il nostro comportamento con quello che è il nostro pensiero, profondo quanto istintivo e naturale.”
    Condivido questa frase di Loris.
    Essere se stessi però non è affatto un’utopia, ma sta nel saper proprio mantenere fede a se stessi e ai propri principi anche quando ci si rapporta agli altri, che per forza di cose sono diversi da noi. A me personalmente non piacciono quelle persone che ti fanno capire che per loro conterai solo se saprai “adeguarti”, ne faccio meglio a meno perchè non hanno alcun rispetto di quello che sei. Il fatto che vogliano “piegarti” ha il sol fine di usarti secondo i loro scopi e alla fine quello che ne uscirà distrutto sarai proprio tu. Bisogna imparare anche a dire di no.
    È chiaro che vivendo tra e con altre persone non possiamo pretendere che tutto sia come vorremmo noi, a nostra misura, per forza di cose ci scontreremmo l’un l’altro, proprio perchè ognuno è unico. La chiave credo stia nel saper trovare punti di incontro ma senza per questo arrivare a snaturarci. Trovo che a volte cercare di conoscere e capire altri punti di vista, altri modi di intendere la vita sia un modo per riaffermare la nostra volontà e ciò in cui crediamo, e perchè no?, anche di rivedere certi aspetti magari su cui ci eravamo un po’ troppo fissati. Del resto maturando con l’esperienza e voltandoci indietro a guardare come eravamo, certe situazioni allora vissute con difficoltà, come ostacoli invalicabili, ora ci sembrano molto più semplici, magari ci fanno anche sorridere, basti pensare ai dilemmi e ai conflitti interiori tipici dell’adolescenza.
    Ritengo che rinunciare a se stessi sia morire dentro, lasciando all’esterno una parvenza di noi.

    1. Condivido totalmente quello che hai scritto e non sento di dover aggiungere nulla dato che le nostre idee riguardo all’essere se stessi coincidono. È stato bello leggere il tuo commento.
      Ciao, buon fine settimana!

    2. Leda… grazie per la condivisione.
      Però, e Mr.Loto lo sa benissimo, sono di “testa dura” 🙂 , quindi mi adopero per segnalarvi la distinzione fra “evolvere” ed “adeguarsi”. Può sembrare un cavillo, ma secondo me è fondamentale. Evoluzione è FAR MIO un diverso modo di pensare, di atteggiarsi, di vivere insomma (quindi cambiando dentro), mentre adeguarsi vuol dire comportarsi in base ad un modello, diverso dal “me interiore”, ma restando fondamentalmente quello che, dentro di me, sono/ero. Finita l’imitazione del modello… torno come prima (più o meno, certo). Pertanto, o sono me stesso in quanto la mia indole è cedere a tutto e a tutti, oppure sono un opportunista, magari solo perché non ho il coraggio di impormi. Comunque, non sono me stesso, bensì una copia, un’imitazione. Spero riusciate a comprendere.
      Sostengo che è un’utopia proprio perché, e sempre più, ci sentiamo in obbligo di far parte di una schiera, una massa (che vorrei dire consideriamo un’élite, ma è decisamente esagerato), anche a costo di lasciar cadere quello che veramente siamo.
      Che poi sia necessario accettare le regole… sono più che d’accordo e ritengo superfluo discuterne, ma non riesco proprio a pensare che facendolo sono “me stesso”. Capite cosa voglio dire?
      So che è difficile spiegare. Fa parte di quei tipi di pensiero che sono talmente “raffinati” e “sottili” da essere difficili da comunicare per iscritto. Confido nella vostra buona volontà. 🙂 🙂 🙂
      Ciao ad entrambi.

      1. Mi spiace ma temo che sia un discorso un po’ troppo sottile…. considerando anche il fatto che non riesco proprio ad immaginare lo sviluppo di un essere senza alcuna interazione con ciò che lo circonda.
        Buona serata.

  10. Forse dipende dal significato che diamo alla parola adeguarsi. Se per esempio ti trovi di fronte a un bambino e interagisci con lui come faresti con un adulto senza tenere in considerazione che lui si sta affacciando al mondo, potresti approcciarti in modo sbagliato. Oppure se ti trovi di fronte a una persona che ha appena subito un lutto e non tieni in considerazione il suo stato emotivo potresti procurare molta sofferenza con discorsi inopportuni. O ancora, intavolare discorsi “delicati” con una persona di cui non conosci la storia, potresti correre il rischio di fare delle gaffe madornali, o peggio causare molto dolore.
    Il fatto che io tenga conto di questi fattori e adegui il mio comportamento in base alla persona cui mi trovo di fronte cercando di interagire in modo propositivo, non significa fingere o assumere un modello, a meno che il mio scopo non sia soltanto quello di compiacere, o di raggirare o di sfruttare la situazione per scopi poco nobili. Di fingere anzichè essere.
    Credo che una certa elasticità (entro certi limiti e conforme al nostro essere) sia necessaria per riuscire a comunicare con gli altri; al contrario rimanere rigidi nelle proprie posizioni per paura di perdere la propria natura la vedo come una specie di autodifesa dietro cui può esserci una mancanza di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. A volte bisogna anche rischiare, anche sbagliare per imparare.
    Che senso avrebbe vivere senza mettersi in gioco?
    Buonanotte a tutti

    1. Esatto, Leda. Hai centrato il problema. A fare la differenza é restare quelli che siamo, nel pieno controllo di noi stessi, o seguire l’influsso della situazione, o peggio dell’opportunismo.
      Ciao.

  11. Facile a dirsi… Quasi impossibile per un’adolescente. sembra che il mondo degli adulti sia tutto un “NON si deve fare” “Si deve fare”. Fin da piccolo ti insegnano a non dire la verità perché potresti offendere gli altri, ma così non offendi te stesso? Ti viene insegnato come essere educato con gli altri, come vestirti a scuola, come… E in fondo se ci pensiamo è giusto che esistano convenzioni, oltre che leggi, se si convive con altri esseri viventi in una società complessa. Il difficile è capire dove finiscono le regole del con-vivere civile e dove inizia il condizionamento della nostra personalità. Temo che non ci sia un confine. Qualcuno al mattino indossa la sua maschera, altri la loro divisa.

    1. Hai fatto un’osservazione molto intelligente: dove finiscono le regole del con-vivere civile e dove inizia il condizionamento della nostra personalità? Ecco, contrariamente a te credo che quel confine esista.
      Il nostro compito, a volte molto difficile, è proprio quello di trovare una risposta a questa domanda.
      A volte diventa difficile perché ci si lascia trascinare nel gorgo dell’esistenza senza fermarsi mai a riflettere su quello che si sta facendo, senza chiedersi mai se siamo veramente noi quelli che si comportano in un certo modo e dicono certe cose.
      A volte sarebbe davvero utile prendersi del tempo per se stessi, per chiedersi se la nostra vita è davvero quello che vogliamo… il fatto è che la risposta molto spesso fa paura… e così evitiamo semplicemente di porci il problema.
      Ciao Greta, a presto.

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