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Il Gusto della Fatica

Il Gusto della Fatica

Il Gusto della Fatica

Il gusto della fatica
Il gusto della fatica

Oggi il gusto della fatica è molto sottovalutato.

Quando ero più giovane c’era una canzone che mi piaceva molto ma che, essendo fuori dal repertorio della maggior parte delle radio, era molto raro ascoltare. Non so perché non comprai mai un disco che la contenesse però ricordo che, ogni qual volta avevo l’occasione di sentirla, dato la lunga attesa,  mi pareva bellissima. Un giorno lasciai anche dei soldi ad un sassofonista che la suonava in una trafficata via di Roma  e che da allora, la suonava per me quando mi vedeva tra i passanti, facendomi un regalo che mi rendeva davvero felice, almeno per qualche minuto.

Poi è arrivato il computer ed internet. Ho avuto modo di avere finalmente quella canzone tutta per me, senza alcuna attesa ed ho potuto ascoltarla ancora ed ancora, fino ad averne la nausea.

Ora non apprezzo più quelle note come prima, non hanno più magia.

Credo che questo accada spesso, ultimamente.

Bruciamo tutto e subito, non c’è più attesa, non c’è più il gusto della fatica per ottenere qualcosa, non c’è un motivo per guardare al futuro con determinazione, per fare volentieri dei sacrifici. Persino in amore, dove l’aspettativa era in grado di creare da sola una grande gioia, tutto è diventato veloce e scontato perdendo così, insieme all’attesa, parte del suo grande valore emozionale.

Ci mancano degli obiettivi sani da raggiungere, ci manca la volontà di fare sacrifici per quello in cui crediamo. Ci manca il saper assaporare il gusto della fatica. Ciò  che abbiamo, di solito, lo abbiamo avuto subito, senza alcuna soddisfazione ed a tutto il resto ci rassegniamo facilmente, galleggiando nella nostra indolenza.

Senza il gusto della fatica stiamo rischiando di uccidere la nostra capacità di alimentare i sogni e penso sia la cosa peggiore che si possa fare ad un essere umano.

Quello che si ottiene con il tempo e spesso con i sacrifici, ha un sapore unico: quell’emozione incredibile che soltanto la realizzazione dei sogni sa dare e che in pochi hanno il privilegio di provare ancora nel proprio cuore.

E allora prendiamoci il tempo di costruire, passo dopo passo, i nostri successi  e puntiamo il più in alto possibile senza avere alcun timore.

Cerchiamo di tanto in tanto di ricercare il gusto della fatica, dando ancora modo ai nostri sogni di esistere e di rendere la nostra vita bellissima.

Il gusto della fatica

34 commenti

  1. “Il sabato del villaggio”!

    Ciao

  2. Hai ragione quando si ottiene tutto e subito le cose perdono il loro valore e non da più soddisfazione niente.
    La fatica e i sacrifici rendono le cose ottenute guadagnate e c’è soddisfazione e appagamento nell’essere riusciti ad averle.
    Buona giornata e buon fine settimana 🙂

    • Esattamente. La fatica ed il sacrificio non soltanto generano soddisfazione ed appagamento ma plasmano anche il carattere!
      Ciao, buon fine settimana anche a te!

  3. Hai pienamente ragione, grazie come sempre per gli articoli che ci regali.
    Marcello_ Roma

  4. Mi definisco la goccia che attimo dopo attimo cava il marmo. Non ricordo di avere mai fatto grandi rinuncie, abbastanza viziata in famiglia. Unica regola: gli avanzi del pranzo venivano ripresentati a cena. Contributo fondamentale a formare il mio carattere insieme ad un bel po’ di anni dedicati a stare accanto a mia figlia a discapito di divertimenti vari.
    P.S. Quando una cosa piace, piace sempre! (mi riferisco alla canzone)

    • In linea generale, chi non è mai stato abituato a lottare per avere qualcosa ha più difficoltà a farlo quando ce n’è bisogno anche se ovviamente molto dipende dal carattere di base, dalla nostra inclinazione naturale.
      Quella canzone mi piace ancora anche se non mi emoziona più come quando mi capitava di ascoltarla molto raramente.

      Ciao, buon fine settimana.

      • Eh si, Mr.Loto.
        Anche le emozioni, con il tempo, si appannano. Forse il solito scherzo della memoria, che ci fa dimenticare ciò che le ha generate. Occorrerebbe riviverle, ma questo è ancor più difficile, se non addirittura impossibile.
        Ciao.

  5. Io credo sia arrivato il tempo in cui occorre fare alcuni passi indietro, per andare a recuperare quando abbiamo perso e… stiamo perdendo a tempo di record.
    Resettare i nostri cervelli e nutrirli di sane nozioni e giusti valori.
    Non so se si possa fare… ma con un po’ di buona volontà credo di si… quella volontà che spesso ci manca per fare le cose belle, ma che per molti forse sono divenute obsolete.
    Certo è che il progresso ha dato una grande mano in questo, facendoci trovare tutto pronto e all’occorrenza.
    Da parte mia posso dirti che mi sento “fortunata” in un certo senso, perché sono diventata una donna tuttofare, sai come si dice… “la necessità aguzza l’ingegno”, e allora so cucinare, ricamare, lavoro all’uncinetto ai ferri , , disegnare, cucire… mi sono trovata nei panni di elettricista, di idraulico, di pizzaiola… pittrice, parrucchiera, calzolaia ecc…, qualsiasi cosa nelle mie mani prende forma…. e questo credo sia un bellissimo dono!
    Mi piace la grande soddisfazione per ciò che le mie mani e la mia mente riescono a produrre, e come affermi anche tu… sono sensazioni uniche! Di sicuro non sto mai con le mani in mano 🙂
    Mi dispiace immensamente invece, di come piano piano stiano scomparendo i bei mestieri del passato, per dare spazio a cosa? Ad un usa e getta continuo che va ad incrementare lo sfacelo del nostro bel pianeta.
    Fosse per me tornerei ai tempi del baratto, dove si sopravviveva per ciò che si era capaci di fare. Perché credo fermamente che ciascuno di noi sia portato per qualcosa, e non deve per forza essere manuale, ma anche di testa.
    Mi è piaciuto molto l’aneddoto che hai riportato, un bellissimo gesto da parte del sassofonista, sei stato privilegiato!
    Grazie Mr. Loto, ti lascio un abbraccio e un sorriso 🙂
    Buon fine settimana!

    • Il baratto era un buon modo per cercare sempre di mettere a frutto le proprie qualità e, cosa non trascurabile, alimentava il senso di gruppo di una comunità. Oggi pensiamo di essere indipendenti grazie al denaro ma non riflettiamo mai sul fatto che c’è qualcuno che fa il pane per noi, qualcuno che porta la farina al panettiere per noi, qualcuno che macina il grano per noi, qualcuno che lo raccoglie, qualcuno che lo semina etc… abbiamo perso il senso di riconoscenza per la collaborazione di ogni individuo alla nostra vita!
      Fortunatamente chi ha delle qualità ed un briciolo di autocoscienza può continuare a coltivare le proprie doti anche se magari può farlo soltanto nei ritagli di tempo.
      Probabilmente il fatto che tu abbia l’impegno di stare accanto a tuo figlio a tempo pieno è stata una buona opportunità per tirare fuori il meglio dal tuo spirito e dalle tue capacità intellettive e manuali…
      Ti abbraccio con tanto affetto e ti auguro anche io un lieto fine settimana.

      • Quando nacque mio figlio ero già collaudata da tempo… 🙂 ( non so se ti ricordi il mio racconto di Natale..)
        E’ proprio vero che tutto accade per insegnarci qualcosa…
        Buona giornata Mr Loto!

        • Certo, tutto accade per insegnarci qualcosa oppure, a seconda dei punti di vista, possiamo imparare sempre qualcosa da quello che ci capita!
          Ciao Betty, a presto.

  6. Quello che dici è vero: la difficoltà ad ottenere un risultato può aumentare il grado di soddisfazione. Ma purtroppo siamo dominati dal consumismo, che ci ha portato a valutare sempre e tutto come ad un “usa e getta”, sminuendone il valore e quindi l’appagamento.
    Finora si è parlato di cose materiali, ma proviamo ad applicarlo ai sentimenti: se si lotta per conquistare quelli di una persona (nell’ipotesi che ci si riesca, tante sono le cose in ballo), non è poi detto che tali sentimenti durino di più, anzi, spesso la “soddisfazione” dell’aver conquistato ti fa sgonfiare il piacere della conquista.
    Ancora una volta… abbiamo perso il gusto delle piccole cose, magari costruite con le nostre mani (come ad esempio dice Betty), ma soprattutto abbiamo inquinato il nostro modo di assaporare quello che facciamo. E non credo sia possibile tornare indietro. Non più.
    Ciao.

    • Al contrario, io credo che questo discorso valga anche per i sentimenti. C’è una frase tratta dal Piccolo Principe che dice: “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.”
      Ti immagini cosa significa non soltanto aspettare un bacio per mesi e mesi, ma anche soltanto di vedere di sfuggita colei che ami? Significa che il tuo pensiero è costantemente rivolto a quel momento ed a lei. Significa che concentri tutte le tue energie su una persona. Difficile che poi, dopo tanto tempo speso, ci si stanchi o si dia quella persona per scontata.
      Oggi i ragazzi si limitano all’attrazione fisica e, se la bella di turno cerca di farsi desiderare, loro rivolgono le loro attenzioni altrove… quasi che una valesse l’altra. Qui si che la soddisfazione è esclusivamente quella della conquista!
      Sono d’accordo sul fatto che sia difficile per la società tornare indietro… ma noi, come singoli individui, possiamo sempre scegliere di puntare i nostri sogni là dove vogliamo e di lavorare per loro ogni giorno con dedizione e fatica. 😉
      Ciao, buon fine settimana!

      • Se mi immagino… eccome!
        Ma quello che descrivi è una “passione”, magari costante e tormentata, importante, quasi vitale, finché non si realizza, ma che DOPO, per andare avanti, deve essere accompagnata/sostenuta da altri presupposti, indipendentemente dalla “fatica” fatta per realizzarla. Cioè la “fatica” non diventa garanzia di durata.
        Buon fine settimana anche a te.
        Ciao.

        • Hai ragione. Ma se si è speso tanto tempo per entrare nel cuore di qualcuno è anche difficile che si trascuri poi di coltivare quell’amore con cura…
          Saluti!

          • Vero anche questo. Ma dopo la “conquista”, finita la “lotta”, si entra nella quotidianità, e non sempre le promesse (anche quelle che abbiamo fatto a noi stessi) vengono mantenute. Emergono gli “io” personali, e così via. Forse conservare la capacità di guardarsi indietro, più ancora che dentro, di tanto in tanto, sarebbe importante.
            Ciao.

  7. le mie mani sono callose e le mie dita grossolane e di dura pelle ma sanno accarezzare dolcemente

  8. Conosco bene questa bellissima canzone, era da tanto che non la sentivo. Non dico nulla circa il gusto della fatica perchè ultimamente la fatica è una costante della mia vita: gli anni passano. Ho comunque capito bene a cosa ti riferisci e ne parlo sempre con i miei nipoti.
    Paola

    • Fai bene a parlarne ai tuoi nipoti anche se questa è una delle tante cose che si capiscono davvero soltanto quando si prova in prima persona.
      Ciao Paola, ti auguro una splendida domenica.

  9. Un piccolo racconto dalla mia infanzia 😉

    E vero quando otteniamo una cosa cosi tanto desiderato facilmente perdiamo presto il gusto di godercela. Ma quandosi fatica per tanto tempo per averlo godiamolo molto di più..

    Anni fa quando ero bambina avevo una slitta come tutti gli altri semplice in legno naturale.. un giorno ero con i miei genitori in un grande magazzino (negozio) dove si compra quasi tutto .. e li era una slitta in plastica, ma colorata in tanti colori e iniziavo a piangere perché lo volevo ad ogni costo..

    Mia madre mi disse e di plastica si rompe… ma io lo volvo disperatamente questa slitta.. mio padre mi prendeva per la mano e andava con me in un riparto dove erano i colori … tutto era cosi colorato e io ho smesso di piangere..

    Avevo 5 anni, abbiamo comprato 5 colori e 2 pennelli… mio padre e io abbiamo colorato la vecchia slitta in cantina.. e tutti ci guardavano perché io avevo la slitta più bella a quei tempi..

    Lo apprezzavo tantissimo e ogni estate abbiamo la slitta ricolorata …

    Buona giornata caro Amico

    • Che ricordo straordinario! Un genitore qualsiasi si sarebbe limitato a comprarti la slitta di plastica per farti smettere di piangere… ed invece il tuo eccezionale papà ha preferito dedicarti del tempo per rendere l’ottima slitta che avevi bella e, soprattutto, assolutamente unica!
      Ciao Rebecca, ti auguro una buona settimana.

      • Avevo 5 anni e credo i tempi sono cambiati, oggi viviamo nella era compro e butto .. purtroppo..

        Mio padre era l’unico che portava il denaro a casa e noi eravamo 4 bambini e 2 adulti, credo non avevano soldi da buttare…

        io sono felice di averlo loro avuti come genitori mi hanno regalato una bella prima infanzia … peccato che io buoni vanno sempre come primi da questo mondo …

        mio fratello ha ancora le slitte della nostra infanzia.. e oggi lo usano i bambini dei suoi figli le slitte ..

        buona serata 😉

        • … erano slitte di prima qualità, come gli insegnamenti di tuo padre.
          I più buoni sono sempre i primi ad andarsene perché, molto probabilmente, non hanno più molto da imparare su questa terra… o almeno a me piace pensare che sia così!
          Buona serata anche a te.

          • a quei tempi le slitte sono statti fatti per durare … le cose erano di qualità un manco nei nostri tempi 😉

            e poi oggi queste slitte sono bellissime perché sono retro.. e retro e moda 😀

            si mio padre era un gioiello… buona serata ♥

  10. Perbacco, ma qual’è il titolo….sono di un curioso, ma di un curioso…..
    Allora: Buon pomeriggio mr. Loto. Sono passata più volte, ma ti assicuro che facevo fatica a mettere insieme due parole magari anche solo per salutarti. La sera è così: sono fusa, ma c’è un perchè. La casa è grande e mi piace che sia in ordine, ma anche i cassetti, gli armadi. La casa di mamma è ormai vuota, cioè sono rimasti solo i mobili che serviranno a Rossana, la figlia (secondogenita) di mia sorella che ci andrà ad abitare. Dovrebbero arrivarmi ancora due poltroncine……
    Quindi, lenzuola, tovaglie ecc. bicchieri, tazze…..bisogna trovare il posto adatto……Non ti dico nient’altro. Ho una signora che mi viene ad aiutare, sì, ma tre ore la settimana….
    Dove eravamo rimasti? Al gusto del lavoro!
    C’è una canzone di Claudio Chieffo che dice .” È bella la fatica del lavoro, la contentezza non finisce mai, penso a tutte le mi hai dato, penso a tutta la gioia che mi dai…..”
    Io non mi risparmio se qualcosa va fatto, si fa. Poi mi riposo. I miei figli, mio marito mi dicono “Mamma il mondo non è stato fatto in un giorno…”
    Finchè sto in piedi io debbo continuare.
    Ora c’è tanto da cucire…..e mentre lavoro ascolto musica e piano canto e se qualcuno mi grida “pietàààà” sorrido e continuo….E’ bella la strada per chi cammina, è bella la strada per chi va” sempre Chieffo. Grande Chieffo. Lo ricordo, qui a Novara mentre si era fermato a parlare con Paolo e con me ed è arrivata Valeria: la sua mano le ha accarezzato il viso e alzandole la testa le ha detto : “ma di chi sono questi begli occhioni?” Questi sono momenti non non dimentico……Oh, sai che ho una memoria elefantesca….
    Arrivederci caro amico. Grazie per ciò che regali, magari a tua insaputa. Non scrivo commenti al post nuovo, lo farò domani, forse. Ciao Mr. Loto.

    • C’è sempre da fare per gli uomini e le donne di buona volontà! Ed alla fine è unica la gioia che se ne ricava… anche solo nell’appagare questo senso del dovere innato.
      Grazie Lucia, sei sempre molto gentile nei miei confronti.
      Ti abbraccio ed aspetto qualche tuo bel aneddoto o ricordo anche nel post nuovo.

  11. ……non hai appagato la mia curiosità!! Ah, insensibile….tu strazi il mio cuoreeee! Recito bene? Abbraccio

    • Se cliccavi sulla parola “canzone” scritta in arancione nel post, l’avresti scoperto da sola! 🙂

      Comunque era Bésame mucho di Consuelo Velázquez.

      Ricambio l’abbraccio

  12. per prima cosa ci sono gli esempi: nonni, genitori, che raccontano , che ci fanno capire l’importanza di non essere passivi
    poi la ricerca
    in noi stessi e in quello che ci circonda, allora si capisce che nulla ci è dato se non lo si conquista
    poi la curiosità
    e cari miei, con questa c’è il vero gusto della fatica: la scoperta
    insomma per me il gusto della fatica è il modo di non annoiarsi mai!
    🙂

    • Sono d’accordo con te; la voglia di scoprire, di imparare è senza dubbio un buon modo non soltanto per annoiarsi mai ma anche per vedere aprire davanti a se sempre nuove battaglie da vincere.
      La vita è così breve e questa esistenza ci permette di sperimentare così tanto, che se solo avessimo un po’ di coraggio non passeremmo un solo giorno senza imparare qualcosa di nuovo…
      Ciao, a presto!

  13. Ciao, proprio in questo periodo ho sperimentato il gusto della fatica citato, quella fisica, per aiutare il vero lavoratore edile, per una piccola ristrutturazione di un giardino. Posso dire che è una bella sensazione, a fine giornata vedere i frutti del lavoro. Comprendere quanto è difficile, svolgere quei lavori umili, ma necessari per dare la possibilità a chi veramente è bravo a pensare, poi realizzare un progetto. Un muro, non si alza solo col progetto al computer, occorre trasportare la sabbia, miscelare i giusti ingredienti e svolgere tutti quei gesti precisi e mai scontati per raggiungere lo scopo finale. In verità non mi era mai capitato di doverlo fare in passato, sono contento di aver provato anche questa esperienza che mi ha arricchito dentro. Se poi la fatica è non per te ma per i tuoi figli la soddisfazione è doppia.

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