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Lamentarsi è Inutile

Lamentarsi è Inutile (e Spegne i Neuroni!)

Lamentarsi è Inutile

Lamentarsi è inutile
Lamentarsi è inutile

In fondo tutti sappiamo che lamentarsi è inutile. Ce ne accorgiamo soprattutto quando incontriamo sulla nostra strada persone che non fanno altro che lamentarsi in continuazione di tutto. Lamentarsi è inutile perché non risolve i problemi di chi lo fa ed è snervante per chi ascolta e nella maggior parte dei casi non può far nulla.

Purtroppo nella vita capita di avere dei problemi, di subire delle ingiustizie, di sentirsi delusi e di attraversare periodi in cui tutto sembra andare storto. La prima reazione è lamentarsi e molti sostengono che serva per lo meno a sfogarsi. Ma è davvero così liberatorio parlare continuamente dei propri problemi con gli altri?

Lamentarsi? No, essere attivo!

Deplorare? No, essere soccorrevole!

Accusare? No, correggere!”  Arthur Schnitzler

Le lamentele vengono elaborate dalla parte del cervello che solitamente usiamo per risolvere i problemi.

Secondo uno studio della Stanford University però, il nostro cervello reputa le lamentele un contenuto di scarso interesse e spegne letteralmente i neuroni quando le riceve. Di conseguenza secondo questo studio, subire per più di mezz’ora al giorno persone che non fanno altro che lamentarsi o che sono estremamente pessimiste, riduce le capacità intellettive di chi ascolta.

Quindi non soltanto lamentarsi è inutile ma danneggia il nostro cervello e quello di chi deve subire la nostra negatività.

Del resto non serviva la conferma della scienza per comprendere che lamentarsi è inutile e ci fa star male. Quando ci lamentiamo concentriamo tutta la nostra attenzione e la nostra energia interiore ed intellettuale sui problemi che abbiamo, lasciando che il pessimismo e la negatività prendano il possesso di tutti i nostri pensieri e di tutte le nostre emozioni, diventando tristi e spenti.

Quando incontriamo qualcuno, invece di sprecare le nostre energie lamentandoci continuamente per ciò che è andato storto, impariamo a dirigere i nostri pensieri altrove. Approfittiamo della presenza di altre persone per focalizzare i nostri pensieri su qualcosa di diverso, magari piacevole e positivo.

Allo stesso modo ricordiamo anche agli altri che lamentarsi è inutile e dannoso. Invece di annuire in silenzio quando qualcuno si lamenta di continuo alimentando la sua negatività, aiutiamolo a spezzare questo circolo vizioso chiedendogli cosa possiamo fare per farlo stare meglio. Dirigiamo i suoi pensieri  verso soluzioni possibili o argomenti alternativi.

Perché in fondo ognuno di noi può trovare un motivo per lamentarsi ma interessandoci  agli altri possiamo aiutare anche noi stessi.

Lamentarsi è inutile e ti fa male quindi la prossima volta che sei tentato di farlo cerca di correggere i tuoi pensieri come si fa con le abitudini poco salutari …

Lamentarsi è inutile

Lettura consigliata: L’arte di non lamentarsi mai. Per divertirsi nel lavoro, in amore, nella vita di Luciano Ballabio

L'arte di non lamentarsi mai
L’arte di non lamentarsi mai
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26 Commenti

  1. Beh. Lamentarsi fino a diventare… una “lagna”, credo sia inutile, anzi deleterio. Ma lamentarsi vuol anche dire segnalare che qualcosa non va, e quindi… Qualche volta dico che lamentarsi… è segnalare al nemico il nostro punto debole, in quanto chi ci vuole ferire, sa già dove colpire. Ma vuole anche indicare che c’è qualcosa che ci dà fastidio, ed è un invito per evitare successivi motivi di urto.
    E’ un po’ come parlare di polemica: viene quasi sempre considerata come critica, distruttiva, mentre la polemica stessa può contenere un consiglio per il cambiamento, e chi la riceve dovrebbe tenerne conto.
    Come sempre, molti sono gli aspetti da valutare, ed un po’ di ponderazione non guasta. Poi, come spesso succede… ai posteri l’ardua sentenza.
    Ciao.

    1. Ciao Loris. Certamente quando c’è qualcosa che non va è giusto segnalarlo anche agli altri ma la differenza sta nel modo in cui questo viene fatto. La comunicazione è sempre importantissima, ma comunicare del disagio o del disappunto sotto forma di lamento non è la scelta giusta una volta superati i 6 anni. Prima di tutto perché si suscita istintivamente una reazione negativa ed in secondo luogo perché ci si autocommisera… ed è la cosa peggiore che una persona possa fare quando si trova davanti a dei problemi da risolvere.
      Buona giornata, a presto!

  2. L’autocommiserazione prolungata nel tempo diviene malattia!
    Conosco alcune persone che non riescono ad uscire da questo circolo, anche con farmaci adeguati.
    In questi casi penso ci sia alla base un problema nato in età adolescenziale, qualcuno o qualcosa che hanno perso.
    Se gli verrà offerta una soluzione la rifiuteranno per impossibilità ad eseguirla, e chi gli sta vicino e li ama, alimenterà sempre più le loro richieste, non pensando di contribuire al loro peggioramento.
    In questo caso, l’autocommiserazione diviene una forma di nutrimento, un cibo velenoso che li porterà alla propria distruzione se non avviene la consapevolezza… un cambiamento radicale del pensiero, dettato solo dalla propria volontà!
    E questo non potrà mai avvenire stando tutto il giorno a letto a piangersi addosso, ma cercando di rilevare le proprie capacità manuali o intellettuali. Queste faranno in modo di donare appagamento e recupero di autostima; inoltre tenendo la testa occupata non ci sarà spazio per i soliti tristi pensieri.
    E piano piano, giorno dopo giorno si potrà recuperare il sorriso perduto.
    Naturalmente queste sono solo congetture mie… 🙂

    In altri casi invece, penso che l’autocommiserazione sia un comportamento che indica egocentrismo. Il lamentarsi diviene un modo per essere sempre al centro della discussione, del tipo: “parliamo di me perché sto peggio di te”.
    Questo poi diviene un virus che si propaga per imitazione, e allora giù a affossarsi l’un l’altro, e si pretenderà sempre più attenzione cercando di far sentire in colpa l’altro.
    Da parte mia penso sia una mancanza di rispetto verso le persone sfortunate, che vivono realmente la “sofferenza” sulla propria pelle.
    Naturalmente poi esistono anche altri casi da prendere in considerazione e valutare adeguatamente.
    Un abbraccio e buon pomeriggio Mr. Loto

    1. Senza dubbio chi è abituato a lamentarsi ha bisogno di una rieducazione emotiva e questa non è affatto facile soprattutto perché quando ci si lamenta ci si sente già delle vittime incomprese. Ovviamente ci sono anche alcune persone che hanno tutto il diritto di lamentarsi ma il punto è che questo atteggiamento serve davvero a poco, senza contare che concentra tutte le nostre energie fisiche, mentali ed emotive su quello che ci rende infelici.
      Credo sia un servizio socialmente utile insegnare alle persone a non lamentarsi, facendogli notare, possibilmente in modo gentile e sereno, che senza fare qualcosa di positivo, non serve a nulla se non ad alimentare il senso di disagio che li circonda ed a renderli insopportabili ai più. Purtroppo tendiamo tutti a fregarcene o a tollerare e questo non fa che alimentare il problema.
      Poi, come giustamente hai scritto, ogni caso è da valutare volta per volta…
      Grazie Betty, ricambio l’abbraccio con affetto e ti auguro una lieta serata.

  3. Meglio reagire e, semmai, a seconda delle circostanze, versus le angherie, passare a vie di fatto; azione che ritengo opportuna e valida quando si è dalla parte della ragione.
    Naturalmente conservando lo spirito critico e propositivo versus le molestie di qualunque genere.

    Ciao da luigi

    1. Come non essere d’accordo? L’azione è sempre la miglior reazione ai nostri pensieri ed ai nostri buoni propositi.
      Ciao Luigi, buona serata.

  4. Lamentarsi è inutile, ma direi anche dannoso, soprattutto riguardo ai giovani che in mezzo a questo clima di lamentele e di rassegnazione non credono più ai loro sogli e perdono la speranza nel futuro!
    Buona giornata.

    1. Quanto è vero ciò che scrivi! Poveri ragazzi, sono trascinati da un onda di negatività e rassegnazione sociale che fa paura. Spero davvero che siano in grado di opporsi… con la forza dei loro sogni.
      Ciao, a presto!

  5. Quante lamentele sentirò in un giorno ? Forse troppe anche perché sicuramente le persone con la vita do oggi, non trovano sfogo in altro modo. Io credo che ci lamentiamo un po’ tutti ma, giustamente quando il continuo lagnarsi diventa insopportabile, allora si tende a cercare di cambiare discorso o di allontanarsi da determinate persone che lo fanno in modo esagerato. Ci possono essere diversi lamenti; ad esempio una persona sofferente, o una
    persona che ha grossi problemi in famiglia. Disapprovo le persone che si lamentano per tutto perché non va mai bene nulla. E questi sono personaggi a cui è meglio stare alla larga. La vita è fatta ancora di buone cose anche semplici. Ma forse molti non le sanno apprezzare.
    A presto Mr. Loto e buona serata !

    1. È proprio questo il punto: chi continua a lamentarsi ha perso di vista la parte buona della sua vita. Credo sia un nostro dovere morale cercare di aiutare queste persone a riscoprire la bellezza delle cose semplici. Non è certamente una cosa semplice da ottenere, perché bisogna riuscire a cambiare un abitudine radicata, ma non è impossibile… ci vuole solo un po’ di volontà e dedizione.
      Ciao, buona serata anche a te, a presto!

      1. Ma molta gente, secondo me, ha perso di vista le cose buone della vita, forse perché non se ne accorgono nemmeno più
        per il fatto he sono afflitte da mille problemi alcuni anche inutili perché se li creano. Questa modernità non ha lasciato molto spazio per guardarsi attorno, eppure è tanto semplice !

  6. Ho imparato ad ascoltare molto attentamente le persone che incontro, gli amici, i parenti ecc.. Mi sono resa conto che l’essere umano ha un incredibile bisogno di parlare di se stesso, delle proprie esperienze belle o brutte che siano. Io inizio il discorso, e certe volte mi organizzo per portare avanti un argomento “curioso” ma difficilmente riesco a concluderloi. Ma, credi, lo faccio proprio per vedere fin dove arrivano con questa necessita incontrollata di parlare di loro stessi. E’come se facessi un analisi comportamentale, e poi quando rimango sola cerco di rianalizzare il “caso” e mi diverto a darmi delle spiegazioni. Sono arrivata alla conclusione, appunto dopo queste mie attente osservazioni, :), che la maggior parte delle persone che si lamentano, sono superstiziose. Si, sono persone un po invidiose e conoscendo se stessi, e come non sono proprio felici i loro pensieri quando qualcuno li racconta delle loro esperienze positive, per allontanare queste possibili negatività, appena ti incontrano si lamentano piu’ che possono, lasciandoti inebetito e anche con un piccolo senso di colpa, ed è proprio questo il loro obbiettivo! 🙂 Chissà se mi sono spiegata..

    Buona notte con un abbraccio !

    1. Leggendo il tuo commento ho sorriso perché quel tipo di “analisi comportamentale” la faccio anche io! 😉
      È interessante la storia della superstizione, direi che effettivamente potrebbe essere una delle cause che spingono alcune persone a lamentarsi continuamente… ed è buffo che non si rendano conto che la negatività viene attirata molto più dal loro atteggiamento mentale che dalle reazioni di chi hanno intorno!
      Ciao, ti auguro una lieta giornata!

  7. Posso ridere? No di certo per il post, ma il tuo post è una specie di rivincita. Stavo quasi pensando di essere diventata troppo stronza ma grazie a Dio la Stanford University mi rissolleva la coscienza.
    Pensa come deve essere a subire per molto più di mezz’ora al giorno per quasi 365 giorni le lamentele.
    Ora comprendo il mio stato,il mio crollo…oddio le lamentele sono solo una parte…ma credetemi è dura molto dura…
    Un caro saluto e buona giornata per domani.Anche buonanotte :-))

    1. Immagino quanto possa essere dura. Da ora in poi, dati alla mano, dì a queste persone che devono smetterla dato che le loro lamentele spengono i loro ed i tuoi neuroni! 🙂
      Coraggio! nella vita ci vuole tanta pazienza…
      Buona giornata.

  8. Personalmente credo che lamentarsi a volte serve per aiutarsi e aiutare a superare dei momenti difficili, però certamente vitale è porsi dei limiti. Non si può pretendere di scaricare sugli altri il proprio malcontento, ma piuttosto può essere un modo per trovare un input, una leva che ci stimoli a reagire, a trovare una via di uscita. E se non c’è, almeno di tenere duro, di resistere.
    È vero anche che quando trovi qualcuno ben disposto ad ascoltarti viene spontaneo lasciarsi andare; ma farsi prendere troppo la mano non porta a nulla di buono, da una parte alimenta il tuo malumore, dall’altra opprime chi ha la gentilezza di ascoltarti. Meglio cercare di farsi una risata sù, sdrammatizzare ed essere propositivi. Non scordiamoci mai che potremmo trovarci anche in situazioni peggiori, ma anche migliori: in entrambi i casi ciò che dobbiamo trarre è la speranza che le cose possano cambiare.

    A me sinceramente disturbano di più quelle persone che proiettano sugli altri i propri problemi, quelle che sono sempre attente a cogliere l’altro in fallo così da potersi sentire apposto. Quelle persone che in fondo sanno benissimo che quello che fanno è sbagliato, ma anzichè tentare di rivedersi e di migliorare, cercano invece una conferma che li giustifichi. Queste persone si complicano la vita in modo assurdo, ma il peggio è che la complicano anche a chi gli sta intorno, si fossilizzano su determinati aspetti, regole, condizioni che non hanno alcun nesso logico, ma servono a loro per controllare e per sentirsi apposto.

    1. Sdrammatizzare è un buon modo per interrompere il flusso di pensieri negativi che vengono messi in moto da chi si lamenta. Certo, qualche volta lamentarsi può essere utile, ma non deve diventare un’abitudine né tanto meno un pretesto per centralizzare l’attenzione altrui.
      Per quanto riguarda l’altra categoria di persone che hai descritto direi che hai ragione. A volte si cercano giustificazioni per la propria coscienza e far notare agli altri i loro errori aiuta a sentirsi “normali”… ma, come diceva Sant’Agostino, il bene è bene anche se lo fanno in pochi, il male resta male anche se lo fanno tutti….
      Buona giornata, a presto.

  9. Oltre ad essere estremamente fastidioso, ascoltare chi si lamenta di continuo o farlo noi stessi, non fa affatto sentire meglio. Non è come ‘vuotare il sacco’ dopo aver raccontato un episodio negativo passato. In questo caso il sacco non si vuota mai, ma è come rimestare un liquame che più lo muovi più puzza, anche se la metafora è un po’ pesante. Proprio oggi paventavo l’ennesima riunione del personale che, invece di cercare e trovare soluzioni per risolvee problemi, si finisce per farla diventare il ‘muro del pianto’, dove tutti, parlandosi sopra, oltretutto, riversano le proprie frustrazioni che, per quanto giustificate, non portano ad alcun cambiamento positivo, anzi rimarcano situazioni che richiederebbero soluzioni che non vengono mai trovate. Da qui, il fenomeno classico dello scaricabarile. Risultato: ore di lavoro perse senza benefici per nessuno, neppure per il morale

    1. Credo che nel lamentarsi contino molto le intenzioni. È accettabile e comprensibile lamentarsi quando manifestare un disagio può portare in qualche modo a risolverlo, lamentarsi è invece inutile e dannoso quando lo si fa per essere al centro dell’attenzione o, peggio, per tirare fuori tutte le proprie frustrazioni o per suscitare negli altri pietà o possibili giustificazioni.
      Come hai giustamente scritto quando le altre persone diventano soltanto un cestino per buttarci dentro tutto quello che non ci va bene, parlare con gli altri non serve a molto se non a perdere tempo ed energie in qualcosa di inutile. Molto meglio cercare di focalizzarsi e far focalizzare gli altri sulle possibili soluzioni. Nel caso non si veda una via d’uscita è meglio armarsi di coraggio e tenere duro, concentrando i nostri pensieri e le nostre energie su altro, possibilmente su qualcosa di piacevole.
      Ciao Surfinia, ti auguro una buona serata.

  10. Lamentarsi è inutile e deleterio, soprattutto se protratto nel tempo. Nel breve periodo invece una sua funziona ce l’ha, soprattutto per coloro, e sono tanti, che non sanno muoversi “a freddo” ed hanno bisogno di una “onda emozionale” per darsi la scossa. Se però va avanti tanto, bé… evidentemente non serve a nulla, e ti avvelena la vita.

    1. È vero. Il problema è che per molte persone lamentarsi è diventata un’abitudine talmente radicata che non riescono più a farne a meno. Sono convinto che se tutto nella loro vita andasse a meraviglia riuscirebbero comunque a trovare un motivo per piangersi addosso…
      Ciao, ti auguro una lieta giornata.

  11. Nel film “Harry ti presento Sally” Ci sono tante scene divertenti, carine. In una in particolare lui ha incontrato la sua ex ed è triste. I due protagonisti si parlano al telefono prima di addormentarsi. Lui dice (pressapoco) “Non vedo l’ora di lamentarmi, anzi incomincio subito: Hum, uhm, uhm…..” C’è un proverbio novarese che dice: “Mej fae invidia che cumpasion!” Forza dai un bel sorriso! CLICK. Buona notte a tutti.

    1. … ed i proverbi nascondono sempre la saggezza popolare che in questi ultimi tempi sta andando perduta…
      Ciao Lucia, ti auguro una splendida domenica, ricca di sorrisi!

  12. Scegli sempre degli argomenti molto stuzzicanti e che tutti noi conosciamo.
    Io cerco di non spazientirmi quando incontro persone lagnose. Sono sicura che sono in cerca di conforto per situazioni pesanti che spesso non riescono a sopportare e allora parlarne sembra alleggerire un po’ la loro gravità. Quello che mette di cattivo umore è chi si lamenta quando effettivamente non ha buone ragioni per farlo e non sono pochi. Ciao. Buon 25 aprile. 🙂

    1. Il fatto è che parlarne non alleggerisce la gravità delle situazioni come siamo portati a credere, anzi! Pensare continuamente ai problemi non fa altro che prosciugare le nostre risorse e la nostra positività. La prossima volta che incontri qualcuno che si lamenta è meglio che cerchi gentilmente di spostare l’argomento su temi più piacevoli, cercando di sollevare le “frequenze” di chi è abituato a lamentarsi… fallo per il suo bene ma anche per il bene dei tuoi neuroni! 😉 Buona notte, a presto.

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