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Un Buon Insegnante

Un Buon Insegnante

 

Qualche tempo fa riflettevo su quali doti dovrebbe avere un buon insegnante. Chi insegna in una scuola ha il grande merito e la grande responsabilità di crescere ed educare nuove generazioni di ragazzi insieme alla famiglia. Un buon insegnante scolastico può quasi sopperire alla mancanza dell’educazione famigliare. Quando svolge il suo lavoro con amore, è in grado di trasmettere agli studenti una grande passione per la conoscenza e la cultura. Questo bagaglio è alla base di una società davvero civile.

Un buon insegnante
Un buon insegnante

Quando parlo di un buon insegnante  però, non mi riferisco soltanto agli insegnanti scolastici. Mi riferisco a tutti coloro che sentono la necessità ed il desiderio di trasmettere qualcosa di buono a qualcun altro.

Sant’Agostino

Sant’Agostino scriveva:

Un buon insegnante sa, innanzi tutto, suscitare gioia nei suoi studenti.

Diversi motivi possono ostacolare questa capacità: scontentezza che deriva dal suono stesso delle parole, mentre la verità silenziosa ci attira di più.

Oppure preferiamo ascoltare, piuttosto che doverci sforzare a trovar parole adatte all’uditorio, ma non adeguate al nostro pensiero.

Ci dà fastidio che le idee da trasmettere a principianti sono a noi già note e ci rincresce ripeterle continuamente. (…)

Perché gli studenti siano come trascinati dal loro insegnante, occorre che il suo discorso sia non solo autorevole ma amichevole e cordiale. Nello stesso tempo, un discorso sempre interessante che nasca da una condotta morale coerente.

Mettersi a polemizzare con molte parole, significa che uno non si preoccupa della verità che vince l’errore, ma di come la sua dizione sia più brillante che quella dell’avversario. Colui che invece non ama duellare a colpi di parole, sia che parli sottovoce, sia che discorra in pacato, sia pure che elevi il tono, usa le parole soltanto perché la verità si manifesti, perché la verità piaccia, perché la verità persuada.”

Per diventare un buon insegnante è dunque molto importante avere sinceramente a cuore i propri studenti. Non soltanto cercando di esprimersi sempre nel modo migliore per essere capiti da chi abbiamo davanti. Per trasmettere la verità bob serve solo la dialettica ma anche l’esempio. Anche se non è sempre facile catturare l’attenzione dei ragazzi,  un buon insegnante sa che l’onestà ed il buon esempio lavorano al suo posto.

Non vi è mai capitato di ascoltare noiosamente qualcuno che all’improvviso, dice qualcosa che vi risuona dentro? La verità viene sempre riconosciuta, specie dai ragazzi.

Un buon insegnante non è il migliore degli oratori o il più colto nel suo settore di insegnamento.

Un bravo insegnante è colui che vuole sinceramente trasmettere qualcosa che ama, in cui crede davvero e che si mostra attendibile dai ragazzi anche attraverso la sua condotta morale.

Un buon insegnante

Lettura consigliata:

Metodi e tecniche attive per l’insegnamento.” di Piergiuseppe Ellerani

 

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59 Commenti

  1. Buon giorno caro Amico, mio padre diceva sempre noi tutti siamo scolastici finché viviamo, ma entrambe possiamo anche essere ognuno di noi un ottimo insegnate.. poi mi disse la scuola della vita poi essere insegnata non solo da persone anziane ma anche dai giovanni stessi…

    Quando iniziavo andare a scuola avevo anche la fortuna di avere avuto una buona insegnate per i primi 4 anni della scuola elementare.. lei era una insegnate giovane aveva 28 anni..

    poi quando si ha un buon insegnate impari anche con più facilità e con più gioia, mio padre era uno di più bravi insegnati nella mia vita…

    buona proseguimento di una serena giornata … Bussi Rebecca ♥

    1. È proprio così! Più l’insegnante è bravo più si impara velocemente e con gioia! Ma nessun insegnante può essere davvero bravo se in fondo in fondo non crede in ciò che insegna agli altri o se ha perso la voglia e l’entusiasmo di trasmettere qualcosa a qualcuno.
      Anche io ricordo bene le persone che hanno saputo insegnarmi qualcosa di buono e non tutte erano professori scolastici! 😉
      Ciao Rebecca, ti auguro una bellissima giornata!

      1. … e verissimo se non credi in quello che vuoi trasmettere, non crede nemmeno quello che ti ascolta 😉

        se pensi noi ancora oggi impariamo giorno per giorno qualcosa di nuovo.. grazie anche ai blog 😉 e gente come te … Bussi ♥

        1. Grazie Rebecca… e si, al mondo non si finisce mai di imparare e, per chi ama la conoscenza, i mezzi sono infiniti.
          Ho sempre pensato di poter imparare qualcosa da ogni persona e nella vita ho cercato di farlo.
          Ti abbraccio e ti auguro una lieta giornata!

  2. Provengo ed appartengo a famiglia di educatori, nella scuola e per la vita.
    Punta di diamante mia madre; ancora lo scorso anno, incontrando alcuni suoi alunni, ho ascoltato parole di stima e riconoscenza per la Professoressa per ciò che ha insegnato loro, oltre le Materie letterarie delle quali era Docente.
    So di cosa scrivi.

    Ciao da luigi

    1. Mi fa piacere. Se tua madre è ricordata con tanto affetto dai suoi studenti, di certo è una buona insegnante che, oltre alle lettere, è riuscita a trasmettere un buon esempio di vita.
      Ciao Luigi, a presto!

  3. I tuoi post sono sempre molto esaurienti Mr. Loto…
    Aggiungo solo che un buon insegnante è colui che ci permette innanzitutto di poter sbagliare, poiché è sui nostri errori che costruiamo il bagaglio per viaggiare la propria esistenza.
    Un buon insegnante insegna a pensare… a immaginare, a sensibilizzare… insegna ciò che è lui!
    E poi sarà il tempo a dare il giusto esito del proprio operato, come dice Luigi… i buoni insegnanti non si dimenticano!
    Un caro saluto e l’augurio di una lieta serata 🙂

    1. Hai ragione Betty, un buon insegnante permette di sbagliare… e credo che questo faccia parte di quella sensibilità necessaria per cercare di capire e farsi capire dagli altri.
      Gli insegnamenti nella vita, anche al di fuori della scuola, possono essere tantissimi. Siamo tutti così diversi ed abbiamo esperienze e punti di vista differenti proprio per imparare gli uni dagli altri. Peccato che preferiamo litigare per decretare chi ha maggior ragione! 😉
      Ricambio l’augurio di una lieta serata e ti abbraccio con affetto!

    2. Ciao Betty.
      Con ritardo, ringrazio per gli auguri, che contraccambio. Non ho potuto farlo prima perché… secondo te, quando si romper un modem? Giustamente, nei momenti più preziosi, come il giorno di Pasqua. Che ci vuoi fare!
      Un buon insegnante, oltre che consentire gli errori, talvolta, dovrebbe quasi “costringere” il discepolo a commetterli, perché questo serve anche a stimolare la sensibilità, l’accortezza nella vita da parte di chi sta crescendo, che impara senza grandi fatiche “che bisogna sempre stare in guardia”. Non deve mettersi al di sopra, ma al fianco di colui che deve apprendere, e fargli più da guida che da maestro, mantenendo il contatto (soprattutto mentale).
      Inoltre, deve far capire al discepolo quanto importante è ciò che sta affrontando, stimolandolo ad andare avanti, per scoprire, ed imparare. E’ un po’ giocare, per apprendere.
      Purtroppo, insegnanti così, sono un po’ rari…
      Ciao.

  4. Il pensiero con cui hai chiuso il post mi convince solo in parte. Lavoro in una scuola, anche se non sono un insegnante. I ragazzi mi sembrano molto distratti e presi dalle loro cose, per preoccuparsi della condotta morale dei loro insegnanti. Quando sono in classe al massimo li vedono come seccature da evitare e si chiudono a riccio quando vengono apostrofati o ripresi per una condotta o un profitto non proprio ineccepibili. Il docente come persona, lo vedo più di interesse da parte dei genitori, che dagli studenti. Soprattutto vivendo in una comunità piccola, come quella dove vivo e dove tutti si conoscono. Ripeto…non vivo in classe a diretto contatto con gli studenti, ma dai ‘frammenti’ che mi arrivano, questa è la mia percezione. Le classi sono troppo affollate e l’insegnante troppo oberato di lavoro extracurricolare, riunioni, progetti, aggiornamento… e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe auspicabile un rapporto diverso, più personale, anche con i soggetti più difficili. Ma credo che per come è strutturata la scuola oggigiorno, sia un po’ impossibile.

    1. Probabilmente non hai tutti i torti. Purtroppo la scuola e l’intera società non sono costruite in modo che ci possa essere un rapporto sincero tra le persone. Credo che i ragazzi di oggi siano, in generale, piuttosto sfiduciati nei confronti degli adulti… ed è per questo che a volte è davvero difficile carpire il loro interesse. Nonostante questo sono assolutamente convinto che se c’è volontà, costanza ed amore per quello che si cerca di trasmettere, i giovani alla fine lo percepiscono. Poi è ovvio che se un insegnante è tutto preso da quello che dice e se ne frega di interagire con gli studenti perché non lo ritiene necessario per svolgere il suo lavoro in cambio avrà ben poco.
      Anche se al giorno d’oggi molte cose girano alla rovescia non bisogna lasciarsi scoraggiare. È davvero importante cercare di raddrizzare le cose, là dove questo è possibile… e non pensare mai, per nessun motivo, che non ne valga la pena.
      Tutto può migliorare se lo vogliamo.
      Ciao, buona serata.

  5. Di recente ho prese parte ad una serata tenuta da un professore che insegna in una università degli Stati Uniti e in Italia alla Bocconi, sul tema della comunicazione e sul modo corretto di rapportarsi con gli altri.
    Ha iniziato chiedendo ai presenti che cosa si aspettavano da questo incontro, alcuni hanno detto di poter apprendere qualcosa di nuovo, altri di avere spunti su cui riflettere e ………lui ha detto che se eravamo lì era per soddisfare un bisogno e che sperava di riuscire a soddisfarlo.
    E’ stato così chiaro ed appassionato nelle sue spiegazioni tanto che le ore sono volate, tutti hanno concordato nel dire che sarebbero stati volentieri ancora per molte ore ad ascoltarlo e, quando alla fine ha distribuito un questionario per avere un riscontro sul suo operato, in una numerazione da 1 a 10 tutti i presenti hanno dato a lui il vosto massimo.
    Mi ha molto colpito la sua capacità usando termini semplici di riuscire a farsi comprendere chiaramente da tutti.
    Ricordo che una volta un professore mi disse che il valore di un insegnate non è quello di mostrare la sua conoscenza usando termini forbiti e che, spesso, chi non sa esprimere concetti difficili in termini semplici, nasconde in questo modo la sua scarsa preparazione, al contrario di quanto vorrebbe far credere.
    Credo che l’entusiamo e la passione che uno mette nelle spiegazioni viene recepito da chi le ascolta, che viene contagiato a sua volta nel desiderio di sapere sempre di più. A me questo professore ha fatto venire nostalgia dei banchi di scuola.
    Insegnare con gioia, con il vero desiderio di insegnare fa la differenza, se uno insegna tanto per…..come fa a motivare un ragazzo che magari a differenza di altri non ha capito l’importanza dello studio?
    Credo che per essere un buon insegnante bisogna amare questo lavoro e l’amore e la passione che si mettono in quello che fai ti permette di andare oltre il normale insegnamento, e di interagire con gli studenti affrontando con loro anche temi che esulano prettamente dal campo scolastico, di essere per loro un importante punto d’ascolto e di crescita in tutti i sensi.
    Buona serata Mr Loto.
    Un caro saluto ed un abbraccio!

    1. Hai spiegato con un esempio tratto dalla tua esperienza personale esattamente quello che volevo dire.
      Non è un caso che questo professore abbia chiesto alle persone che lo ascoltavano di dargli un voto. Perché è da quella valutazione che capisce se è bravo nel suo lavoro, non dalle lauree appese al muro. Senza contare che in questo modo può capire dove sbaglia e cercare di correggersi.
      Grazie Rosella, ti abbraccio e ti auguro una bella giornata.

      1. Aggiungo che, probabilmente, era un esperto di comunicazione (negli USA si lavora molto su questo elemento). Cosa purtroppo che da noi non viene presa adeguatamente in considerazione, se non dalla pubblicità e dai politici.
        Ciao.

  6. I miei insegnanti non mi hanno mai suscitato gioia, mai. Odiavo andare a scuola e studiavo solo per la paura di dover ripetere l’anno e quindi prolungare quella pena detentiva.
    Diceva Piaget: Insegnare qualcosa a qualcuno significa impedirgli di scoprirlo da solo.
    Ciao Mr

    1. Purtroppo ci sono molte persone che la pensano come te perché hanno avuto la stessa triste esperienza a scuola.
      A Piaget risponderei che quello che ha scritto è vero nel caso in cui tutti abbiano le stesse possibilità di scoprire quello che amano o quello che a loro servirà nella vita. Esistono contesti tristissimi, di miseria morale e culturale, in cui i giovani non hanno alcuna aspirazione e non vedono alcun barlume di speranza per loro stessi. Figuriamoci se possono aver voglia di scoprire la cultura, l’arte, la morale, la gentilezza. Se però trovassero sul loro cammino qualcuno che gli permette anche solo di intravederle… beh, per molti sarebbe tutta un’altra storia.
      Ciao Clorinda, buona giornata.

  7. Ho preso a prestito una frase di Voltaire, menzionata anche nel mio secondo libro che dice:”Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.” Il concetto di rispetto appunto come quello di togliersi il cappello. I bambini, gli adolescenti, i ragazzi osservano, captano ogni cosa dei loro insegnanti che talvolta identificano come un punto di riferimento. Motivo sufficiente quindi per non “tradirli” con falsità ed ipocrisia facendo attenzione a non sostituirsi ai genitori. Va bene anche dimostrare un lato umano è più apprezzato dagli alunni. Ad esempio ammettere di non aver voglia di fare lezione per una volta. Lodare l’allievo che supera il maestro!
    Mi reputo una persona fortunata in questo senso! Ho avuto dei bravi insegnati!
    Rosanna

    1. Credo che ultimamente gli adulti siano diventati sempre meno un punto di riferimento per i giovani. E lo dico con grande tristezza. Come giustamente hai scritto i ragazzi osservano e captano ogni cosa, anche quello che pensiamo di nascondere bene. E troppo spesso vedono adulti impreparati e svogliati, persone frustrate che non riescono ad affrontare i loro problemi. E allora i giovani perdono interesse… e rispetto. Invece essere persone migliori ci rende un buon esempio e, di conseguenza, persone degne di essere ascoltate. L’umanità, il rispetto e l’approvazione di chi svolge un buon lavoro sono comunque dei capisaldi!
      Grazie Rosanna, buona serata, a presto.

  8. Hai ragione Mr Loto! Un buon insegnante può fare tantissimo per gli studenti non solo dal punto di vista culturale ma anche e soprattutto dal punto di vista umano. Può trasmettergli la conoscenza e l’amore per la conoscenza, la verità e l’amore per la verità, può farne delle persone che conoscono i libri e degli ottimi cittadini.

    1. Esattamente. Ma tutto questo può farlo anche un genitore, un parente, un amico… dovremmo avere tutti più voglia e tempo da dedicare agli altri e, in particolar modo, ai ragazzi!
      Ciao, ti auguro una buona serata.

  9. Un buon insegnante e’ chiunque possa essere tenuto ad esempio, quella persona carismatica che sa accendere la passione e risvegliare l’interesse in ognuno di noi…chi ti porta laddove da solo non riusciresti ad arrivare.

    Buon fine settimana

      1. Anche a me è piaciuta molto la descrizione di fly.!!

        “…… chi ti porta laddove da solo non riusciresti ad arrivare..”…… A meno che non sei coinvolto dalla stessa passione di elevazione
        ed evoluzione spirituale…

        ” Non mi piace insegnare,mi piace trasmettere passioni”…

        “un’insegnante dovrebbe avere come fine ultimo proprio l’insegnare. Che poi quando cerchi di insegnare qualcosa a qualcuno impari anche molto su quella persona e questo è un valore aggiunto! Quanto di può imparare insegnando! Eh si, più spesso di quanto si pensi la cultura può salvare delle vite… ma soltanto se viene trasmessa insieme all’umanità, alla coerenza, alla giustizia… e per farlo bisogna essere degli esempi in questi campi.”

        A questo punto o devo consolarmi nella speranza che esistano altre persone simili a lei e con la sua bellezza in rete ….oppure consolarmi ugualmente nella certezza che conosco una sola persona in rete con tale bellezza !…e posso con il dono dell’empatia ,(dono che ha a
        sua volta ),riconoscerla ovunque…qui la tecnologia non c’entra nulla…

        Vorrei frenare questo sentire a volte…ma va da se…mi capisce?

        1. Ti ringrazio per il tuo apprezzamento e ti assicuro che esistono molte persone migliori di me in rete e nella realtà… ognuno deve cercare di fare sempre quello che può, quello di cui è capace, per cercare di trasmettere un po’ della bellezza che vede in questo mondo. Perché stiamo attraversando tempi difficili in cui la maggioranza si concentra sul male e non su tutto il bene che è ancora rimasto.
          Buon fine settimana.

          1. Ma no ,non deve ringraziare me ,ma la sua consapevolezza che rimane molto equilibrata perfino in compostezza!

            Mai una volta che mi abbia detto …”non mi è chiaro quel che scrivi,temo di non aver capito”…

            A volte non so se sono arrabbiata con me o con lei ,li dietro…ma so di certo che lei ha una risposta anche a questo vero?

            Vorrebbe provare a farmi una domanda lei una volta?

            Cosa vorrebbe chiedermi?

            Intanto le faccio io una domanda :

            “Non mi piace insegnare ,mi piace trasmettere passioni”

            È sua questa frase vero??

            Buona serata e grazie

          2. In realtà, se non ricordo male, in passato mi è capitato di dirti di non aver compreso cosa intendevi.
            La frase che pensi sia mia posso certamente averla usata, diciamo che rientra nel mio stile, ma non ne sono certo.
            Vuoi che ti faccia una domanda? Quello che solitamente mi incuriosisce in una persona è la destinazione che ha scelto per se stessa.
            Quindi, dov’è che sei diretta, verso cosa ti stai muovendo in questa vita?

            A presto.

    1. Ciao Fly.
      Purtroppo, a quanto sento raccontare, il carisma serve soprattutto ad ottenere un po’ di rispetto, ma nemmeno così spesso.
      Ciao.

  10. Ciao Mr. Loto.
    Credo che oggi sia sempre più difficile insegnare ai ragazzi e riuscire ad attirare la loro attenzione.
    Ma se, come dice Rosella nei commenti, “uno insegna tanto per…..come fa a motivare un ragazzo che magari a differenza di altri non ha capito l’importanza dello studio?”
    L’insegnamento è un mestiere complicato e non deve essere scelto perché fa comodo il part time.
    Conosco dei professori molto bravi, ma che ritengono che il loro dovere finisca con la spiegazione della lezione: scarsi controlli sugli esercizi per casa e nessuna vera e reale verifica che la materia sia stata compresa, se non al momento del compito in classe. E se va male è solo responsabilità del ragazzo che non ha studiato. Preferisco pensare a un concorso di colpa 😉
    Mi domando allora: ma se questi professori si trovassero in realtà difficili dove non è così scontato che i ragazzi abbiano capito l’importanza dello studio, con che spirito affronterebbero la classe? Secondo i loro canoni, non sarebbe una battaglia persa in partenza?
    Per me l’insegnante è il fulcro attorno al quale ruota tutta la classe, ma lo scopo ultimo è “salvare” i ragazzi, perfino da loro stessi.
    Mi rendo conto che è un’affermazione pesante e non vuole minimamente giustificare e scaricare dalle loro responsabilità i ragazzi che non hanno voglia di studiare, ma cosa c’è di più bello e gratificante dell’aprire gli occhi a chi non comprende quanto sia importante e vitale conoscere e imparare?
    Se fossi un’insegnante, proverei più soddisfazione a rimettere in carreggiata qualcuno, piuttosto che vantarmi dei risultati dei ragazzi che fanno tutto da soli. Chi ha più bisogno di aiuto, molto spesso, è il primo ad essere scaricato.
    Come dici tu un buon insegnante non è riferito solo all’ambiente scolastico. E qual è la gioia più grande di chi si prende la briga di insegnare qualcosa che sia insegnare a camminare, ad andare in bicicletta, una canzone o la storia o la matematica? Certo, si cerca un risultato, ma la gioia più grande non è far vedere quanto si è bravi, ma trasmettere le proprie conoscenze.
    Ciao

    1. Sono d’accordo con te, su tutta la linea. Il fatto è che siamo sempre più abituati a dare importanza alle cose sbagliate. Si bada ai titoli di studio ma non alla reale competenza, si bada alle vittorie ma non alla correttezza di gioco, si bada alla bellezza ma non alla salute… e potrei continuare ad oltranza! Abbiamo costruito un mondo in cui conta l’apparenza e adesso stiamo iniziando a vederne i tragici risvolti… ragazzi autolesionisti, politici corrotti, medici incapaci, criminali più famosi delle rock star… abbiamo davvero bisogno tutti di fare un passo indietro.
      Come giustamente dici, un’insegnante dovrebbe avere come fine ultimo proprio l’insegnare. Che poi quando cerchi di insegnare qualcosa a qualcuno impari anche molto su quella persona e questo è un valore aggiunto! Quanto di può imparare insegnando! Eh si, più spesso di quanto si pensi la cultura può salvare delle vite… ma soltanto se viene trasmessa insieme all’umanità, alla coerenza, alla giustizia… e per farlo bisogna essere degli esempi in questi campi.
      Grazie, buon fine settimana.

      1. Ciao Mr. Loto, ciao Alice.
        Scusatemi se mi intrometto. Ma quella che voi descrivete, è proprio la differenza fra “insegnare” ed “educare”. La seconda delle due, la più importante, è purtroppo la più trascurata.
        Ciao.

  11. Perfettamente d’accordo, sia riguardo gli insegnanti sia riguardo coloro che vogliono trasmettere qualcosa di buono senza salire sul pulpito! Buona domenica,65Luna

  12. Tasto assai sensibile! 🙂 non posso non lasciarvi un commento schematico (e un affettuoso saluto). Le condizioni in cui un insegnante si trova oggi ad operare non sono le più favorevoli, per una quantità di motivi, di diversa natura:

    – classi troppo numerose (‘pollaio’) e poche ore di lezione settimanali, da cui l’impossibilità materiale di conoscere personalmente e singolarmente gli studenti, anche quelli in difficoltà;

    – docenti bravi ma stanchi ed in difficoltà (troppo anziani, stipendi bassi, considerazione sociale zero),

    – docenti ignoranti ed impreparati (ebbene sì) (perché entrati in ruolo ope legis o ancora precari di lungo corso, senza preparazione adeguata né aggiornamento, poco impegno, insegnamento visto come ripiego, seconda scelta, posto fisso),

    – famiglie servili e non collaborative (sostanzialmente interessate solo al voto finale, troppo indulgenti o troppo esigenti col figlio, in ogni caso non interessate/attente alle reali esigenze del ragazzo),

    – programmi ministeriali ipertrofici e troppe poche ore per realizzarli, quantità al posto della qualità, insegnamento trasmissivo, incoraggiamento ad imparare a memoria senza capire, studenti come vasi da riempire (e non come fuochi da accendere).

    Ce ne sarebbero altrettanti, di buoni anzi ottimi motivi, ma per ora mi fermo qui. Grazie dell’attenzione e dell’intervento da me.

    1. Il quadro della situazione è davvero triste e capisco che non è per niente facile per un insegnante al giorno d’oggi essere un buon insegnante con simili presupposti.
      Di certo però, chi ha la sensibilità di comprendere la situazione e la necessità di apportare dei cambiamenti, non deve gettare la spugna, rassegnandosi al fatto che è impossibile fare di meglio. Bisogna difendere i ragazzi e cercare ogni giorno di accendere quel fuoco… anche con così tanti venti e piogge tutto intorno… altrimenti tra qualche generazione moriremo tutti di freddo!
      Grazie a te Pensierini per il commento che mi ha fatto molto riflettere.
      Un caro saluto e l’augurio di una lieta domenica.

  13. Interessante il tuo intervento Pensierini, scusami se spendo due parole.

    – Riguardo al pollaio, il mio insegnante riusciva a fare lezione in una classe numerosa assegnando compiti scritti
    a taluni e spiegare a bassa voce all’altra metà degli alunni;
    – per conoscere uno studente occorre ben poco:
    – docenti stanchi, ignoranti, impreparati sarà loro preoccupazione curare il proprio ruolo;
    – famiglie non collaborative, dici. Forse gioverebbe appoggiare un educatore (specialmente in tenera età)
    anziché metterlo in cattiva luce come qualche volta è successo. Cosa pretendiamo?
    Buona Domenica!

    1. Pensierini e Rosanna ciao.
      Sommando i vostri interventi, viene evidenziata la triste situazione in cui versa il mondo della scuola. Aggiungo inoltre che, per molti anni, il ruolo di insegnante è stato un ottimo ripiego per persone che pensavano ad un ottimo stipendio senza troppo impegno, con l’aggiunta dell’assoluto rispetto da parte delle studenti e delle loro famiglie. E questo ha contribuito a far degenerale quel ruolo che dovrebbe invece essere considerato di primaria importanza. Purtroppo oggi il nodo è giunto al pettine, e gli aspetti negativi vengono a galla. Per di più in un mondo che cerca sempre di scaricare sugli altri le proprie responsabilità…
      Ciao.

  14. Mi spiace di avere fretta mr. Loto e poi non avrei molto da dire. La mia nipotina (16 anni) è timida e con un po’ di difficoltà di linguaggio, ma è molto studiosa, e i molti otto sono davvero meritati.
    Ho conosciuto un prof 2.0 Alessandro d’Avenia. Leggo i suoi commenti e tutti i suoi libri. Elena e le compagne lo avrebbero invitato a tenere una lezione, ma la preside non ha accettato: “Male, signora, molto male” sono d’accordo che è un bel ragazzo, ma tutta la classe aveva letto il suo “Bianca come il latte e rosso come il sangue”
    Mr. Loto se ti può interessare vai sul suo sito. Buona notte. e grazie.

    1. Ho sentito molto parlare del libro che hai citato ma, ahimè, non ho mai approfondito la conoscenza del suo autore.
      Come mi hai suggerito sono andato a vedere il sito di Alessandro D’Avenia ed il primo impatto è stato davvero positivo. Dato che sono un appassionato di lettura, cercherò sicuramente di leggere qualche suo scritto. Ti ringrazio molto per avermelo segnalato!
      Per quanto riguarda la vicenda della scuola di tua nipote, è davvero triste come i cambiamenti e le persone che cercano di attuarli facciano paura…
      Ti abbraccio.

  15. beh, per me è lapalissiano, in un commento mi hai scelta come tua insegnante di geografia ( spero che presto lo farai anche per la storia ha ha) e allora già conosco le tue preferenze, le mie? il buon insegnante è quello che ama la materia che insegna e che ama i suoi ragazzi tanto da capire quale metodo adoperare per porela far comprendere ad ognuno di essi, caspita e non è affatto facile..io ne ho avuti ed ancora gli faccio inchini
    buon venerdì amico Mr Loto

    1. Hai scritto una cosa splendida alla quale nessuno aveva pensato: un buon insegnante deve amare i propri studenti!
      Per quanto riguarda l’insegnamento della storia voglio segnalarti il nome di un insegnante che ritengo davvero uno dei migliori in questo campo: Alessandro Barbero. Quando racconta del passato lo ascolterei per ore senza annoiarmi…
      Ciao, a presto!

  16. Ciao Mr.Loto.
    Rileggendo un po’ gli interventi sui “buoni insegnanti”, mi viene alla mente un pensiero “buffo”.
    Una volta non si voleva mandare a scuola i figli perché servivano per il lavoro (nei campi e non solo), e non si riteneva che l’istruzione servisse al loro futuro. Oggi si mandano a scuola perché lavoro non ce n’è, e si pensa che studiare sia essenziale per il loro futuro.
    L’evoluzione dei tempi!
    Ciao.

    1. Credo che l’istruzione, al di là della ricerca di un lavoro, sia essenziale per dare l’opportunità ad un ragazzo di riflettere su cose che non sono materiali.
      La cultura di solito rende più sensibili ed attenti, ci permette di godere dell’arte e della bellezza, ci consente di elevare i nostri pensieri al di sopra della semplice vita materiale! E, cosa non da poco, ci permette di scegliere.
      Come diceva il mio fantastico insegnante di lettere, la conoscenza è un’arma che ti difenderà per tutta la vita anche se, qualche volta, ti renderà triste.
      Ciao.

  17. Te sei un ottimo comunicatore, e per me anche un ottimo insegnante perchè le tue frasi mi sorprendono sempre e mi lasciano sempre qualcosa su qui riflettere per migliorarmi.
    Ma quanti possono ritenersi tali ?
    Io sono molto scoraggiata, e sarei contenta che fra tutti gli insegnati del mondo il 30% potesse essere classificato come un buon insegnante. Come colui che mette davanti a tutto i suoi alunni, il loro rispetto e la consapevolezza del’importanza del proprio ruolo nei loro confronti.

    Un abbraccio e buonanotte!

    1. Ti ringrazio.
      Non scoraggiarti, esistono moltissimi buoni insegnanti sparsi per il mondo… anche se di loro non sentiremo mai parlare.
      E poi, se ci pensi bene, se avessimo un po’ più di pazienza tutti noi potremmo essere dei buoni insegnanti, perché tutti abbiamo qualcosa di buono da passare a qualcun’altro…
      Ti abbraccio anche io e ti auguro una lieta giornata.

  18. Buongiorno Mr.Loto mi vien da sorridere per la casualità, abbiamo entrambi scritto dello stesso argomento, più o meno.
    Condivido il tuo post e ti vorrei far conoscere un blog: http://scuolalibertaria.blogspot.com/ .
    Ho sempre condiviso e stimato il suo autore Edmondo Degallis, un blog che consiglierei sia a chi ha bimbi a scuola e chi di professione fa l’insegnate.

  19. “Quello che solitamente mi incuriosisce in una persona è la destinazione che ha scelto per se stessa.
    Quindi, dov’è che sei diretta, verso cosa ti stai muovendo in questa vita?”

    Si ,comprendo la sua curiosità e credo che una volta a proposito dell’importanza della meta nel viaggio per
    lei …io risposi che la meta mi mette tristezza vedendola come la fine di un fine…la vera destinazione per me è il viaggio stesso…

    Però mi piace approfondire la risposta ,e sinceramente
    siccome qualcun ‘altro in rete mi fece più o meno la stessa domanda..io le darò la stessa risposta .

    Quando si opera con la sola mente spesso si dimentica di avere un cuore,si lavora ad un progetto e si cerca di tenerlo nascosto fin quando non si materializza,non si sente il bisogno di condividerlo con nessuno o quasi, perché? Molto probabilmente per la paura che altri ce lo rubino,o che qualcuno si attivi prima di noi..Allora lo si custodisce gelosamente perché è un guadagno in cui abbiamo investito tempo e lavoro mentale e solo noi anche in modo egoistico,se vogliamo, ne dobbiamo beneficiare…spesso sotto forma di “denaro”

    Quando questo “progetto” è basato sull’ascolto del cuore ,sull’AMORE… Beh lì non hai bisogno di custodire o chiudere nulla ,tutto l’opposto del primo :vorresti che altri te lo rubassero e sentire quello che tu provi e senti,non si avverte nessun senso di paura…ma hai continuamente la spinta ,l’energia per proseguire il cammino ,il viaggio!

    P.s la mia di domanda ha avuto una vaga risposta …ma grazie comunque …

    1. Curioso, il tuo viaggio è anche la tua destinazione. Direi che hai scelto il modo migliore di vivere,che è anche il più difficile. 😉
      Buon fine settimana Lara.

  20. Migliore e difficile…perché in fondo amare in modo disinteressato è ciò a cui tanti ambiscono teoricamente ma praticamente non ci si riesce ….perché c’è sempre il bisogno materiale di mezzo….!

    Mi trovi un pezzo di testo di S.Agostino che esprima la bellezza nel “migliore ” e nel “difficile”…!
    Ops…le ho suggerito la risposta ….?

    Sente che le voglio bene vero?
    Sa quando lo dico io?
    Quando lo ” sento “…!

    Buon fine settimana ….caro mister

    1. In questo mondo a nessuno è consentito fermarsi: il rapido susseguirsi dei tempi sospinge in avanti in maniera ineluttabile quanti approdano nella vita presente. Non c’è spazio per darsi alla pigrizia: devi camminare se non vuoi essere trascinato per forza. Or ecco che, mentre noi percorriamo la strada e siamo giunti a un certo bivio, ci viene incontro un uomo, anzi non un uomo ma Dio stesso fattosi uomo per amore degli uomini. Egli ci dice: ” Non andate per quella strada: è vero che lì il cammino si presenta facile, comodo e attraente; è vero che quella strada è battuta da molti ed è spaziosa, ma là dove essa finisce c’è la morte. Ora, siccome non vi è consentito di fermarvi né di fissare quaggiù la vostra dimora – la qual cosa del resto non vi sarebbe nemmeno vantaggiosa -, voi dovete avanzare: avanzate però in quest’altra strada. Nel cammino incontrerete delle difficoltà, che però saranno di breve durata, e quando le difficoltà saranno finite voi giungerete nell’immensa larghezza della gioia. (Sant’Agostino Discorso 114/B)

  21. Sai cosa risponde S.Agostino a chi non ha “meta”?

    ” Chi non vede la meta del suo cammino ,si attacchi alla Croce ed Essa lo porterà “…

    Grazie per la risposta precedente…Grazie per ogni risposta nel suo blog ….per aver sempre cercato quella giusta riflessione in momenti e spazi diversi spesso anche contrastanti…

  22. – Legga con attenzione questo copia ed incolla riguarda la sua domanda in questo post,sulla mia destinazione…sulla “meta”.

    Mr.Loto7 febbraio 2014 17:24

    Secondo me non si tratta di vivere senza “slancio” quanto piuttosto di vivere apprezzando quello di cui già si dispone, lavorando ogni giorno al meglio delle proprie possibilità per migliorare se stessi ed il mondo circostante, aprendosi a qualunque altro dono la vita ci faccia.
    In pratica fare sempre del proprio meglio senza però avere delle “mete” prestabilite da raggiungere alle quali, di solito, si rimanda la propria felicità…

    Per “senza mete prestabilite” intendo senza aspettarsi nulla. Se faccio un lavoro che mi piace, ad esempio, dò il massimo ma non aspiro ad avere delle promozioni….se poi queste arrivano portano gioia senza, però, aver creato precedentemente ansie o insoddisfazioni.
    Se amo qualcuno lo devo fare totalmente, senza paure…senza aspettarmi dall’altro alcunchè, neppure di essere ricambiato. Se poi mi ricambia è un dono…..e così via. In realtà se si desidera qualcosa bisogna sentire, in qualche modo, che essa già ci appartiene, per il solo fatto che ci impegnamo gratuitamente in quella direzione perchè ci piace farlo, perchè sentiamo che è importante per noi.
    Quello che crea problemi agli essere umani è sempre l’aspettativa….il voler appagare il proprio ego con qualcosa di “tangibile” anche agli occhi degli altri.”

    – Quando nel più recente commento lei mi scrive : .”….. i pensieri e le opinioni possono cambiare ma i miei valori non cambiano. Posso riconoscermi perfino nelle parole di qualcun altro se questo condivide questi stessi valori.. ma questa è un’altra storia.”

    Vede questo è un caso dove il primo “copia incolla sulla meta ” dà a me quella profonda sensazione di riconoscersi nelle parole di qualcun altro….ma se questo “qualcun altro “non si riconosce o non ricorda il proprio terreno dove poggiano i suoi piedi o dove hanno poggiato prima su quello stesso terreno …mi viene il lecito dubbio che anche quei ” valori”in cui si pensa di credere o che ci appartengano siano transitori…!?.

    Sono in crisi in questi giorni…una sorta di crisi spirituale ….ma della quale gia’ so che serve per misurarmi …tastando la mia capacità e fede nel credere..

    Vorrei solo che si capisse che una persona come me difficilmente scappa o si allontana da se stessa…difficilmente si allontana da quel senso di bene in cui trova sempre risposta e in cui sempre confida…

    Buona giornata…

    1. Posso capire i tuoi dubbi ma non sono fondati. I valori non sono nozioni o nomi da ricordare, sono sempre con noi. I miei piedi poggiano su di loro non sui post, gli articoli o i libri che ho letto. Se ci pensi quando uno scritto ti colpisce quello che ti resta non è l’autore o la storia in sé, è la vibrazione che ti ha suscitato. Puoi scordarlo ma quando rileggerai quel testo la vibrazione ci sarà sempre.
      Buona domenica.

      1. Non saprei avrei bisogno di approfondire quel che mi rispondi,perché in parte lo capisco ed in parte lo sento incompleto..

        Da quel copia ed incolla datato Mr.Loto7 febbraio 2014 17:24…ho omesso una parte di Sant’Agostino da lei citata…qui il suo discorso già crollerebbe perché è proprio nell’ *autore* che cita la vibrazione…quella che ti porta a spiegare concetti e valori profondi come ciò che hai scritto in seguito. .Se l’autore lo si dimentica come tu dici perché citarlo?
        Perché lo menzioni….non è perché la vibrazione arrivi comunque senza che nessuno eslcuda l’altra?

        Quando leggo un passo scritto da D’Avenia sento “vibrazione” e sono anche disponibile ad accogliere l’autore e la vibrazione del suo scritto..

        Quando scrivo a Marcello Salas….avverto vibrazioni..

        Quando leggo Tiziano Terzani avverto vibrazioni…

        Quando leggo Gesù avverto vibrazioni…

        Ci sono “valori” che sono “vibrazioni ” allo stesso momento …è esattamente un unico terreno…che è sempre con te perché ne fai parte… Non puoi dimenticartene…non riusciresti mai….

        Faccio fatica a farmi comprendere forse…. faccio fatica a comprendere io forse…ma non ho mai faticato a sentire…

        1. Non siamo tutti uguali Lara! Sant’Agostino lo ricordo perché ho letto molto di questo filosofo ed ho trovato moltissimo materiale che regala vibrazioni…. e lo suggerisco agli altri affinché le trovino anche loro nei suoi scritti. Ma, obiettivamente, come posso ricordare i nomi ed i luoghi di tutte, proprio tutte le letture che ho fatto e che mi hanno colpito?
          A me invece pare strano che tu riesca a ricordare e ritrovare ogni mio scritto ed ogni mio pensiero nel web… anche se ne sono onorato. Evidentemente mi attribuisci un grande valore. Ma io non sono un santo, né un guru né qualcuno in qualche modo migliore di qualcun altro, ho molti difetti e mancanze. Sono una persona come te, che si fa delle domande ed è alla costante ricerca di risposte.
          E con questo spero che la questione sia chiusa.
          Un abbraccio.

  23. No ….credo che con questo la questione sia solo all’inizio!Ho bisogno di donarle del tempo perché so che li dietro c’è qualcuno che sa essere maestro ed allievo…so che c’è qualcuno che è debole e forte…qualcuno ( come me ) che si fa domande e cerca risposte…..qualcuno che ama ascoltare ma anche essere ascoltato…..

    Certo la sua risposta potrebbe anche bastare a dimostrare l’importanza che quel che sentiva andasse detto ….ma c’è un lungo cammino dietro,di anime materializzate in persone …..che spingono ad una verità che le accomuna pur essendo non uguali!

    Sa… quando ho letto questa sua risposta ho percepito una grandissima ondata di Amore… e sono rimasta ad osservare io lei ,stavolta!….Lei che ha uno spiccato senso di Amore e lì forse anche involontariamente a farmi recepire la sua lotta verso “l’amore per la verità” e “la verità per l’amore”….

    Caro… io mi nutro dei suoi scritti che hanno gli alimenti della mia scelta…io mi nutro di questi ingredienti che rafforzano lo spirito del mio credere…io ho bisogno di usare il tuo linguaggio per essere certa che tu comprenda attraverso il tuo stesso scrivere cosa voglia dire ” autore….generatore” del più grande protagonista che è l’AMORE!!

    Ed allora ti faccio un esempio di come nel post qui si trovino questi ingredienti che sintetizzano brevemente ciò che mi porta spesso a te e da te!

    “Mettersi a polemizzare con molte parole, significa che uno non si preoccupa della verità che vince l’errore, ma di come la sua dizione sia più brillante che quella dell’avversario. Colui che invece non ama duellare a colpi di parole, sia che parli sottovoce, sia che discorra in pacato, sia pure che elevi il tono, usa le parole soltanto perché la verità si manifesti, perché la verità piaccia, perché la verità persuada.”

    E quindi siamo qui….io non intendo polemizzare con troppe parole su queste tue righe

    “A me invece pare strano che tu riesca a ricordare e ritrovare ogni mio scritto ed ogni mio pensiero nel web… anche se ne sono onorato”

    Le pare che io stia fuggendo da questa verità…. da questa evidenza……di cui addirittura se ne sente onorato ….senza stare a dubitare se io non sia persona malata ….disturbata…ossessionata?

    Si è vero quello che ha scritto….ed è bello che il suo senso profondo di amore per la verità e/o verità per l’amore le dia in grande dono del coraggio di mettermelo dinanzi…..ma io ho lo stesso suo coraggio che quello stesso amore ha trovato uccidendo la paura!
    Tranquillo non in…seguo solo lei che mi rigenera ….le voglio bene lo sente vero?…..è una verità e so che quello che prova per la verità è comunque. ….amore.

    Vado ,altrimenti finisco per polemizzare e contraddire qualcosa in cui credo molto… Stia bene …

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