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16 commenti

  1. Sono pacifico, non agisco con violenza se non per conformità, mai d’iniziativa; ma … Vae Victis!
    Piuttosto mi chiedo come la metti Tu con quanto recita l’Antico Testamento il quale ha, probabilmente, recepito un concetto ben più remoto rispetto alla nascita di Cristo:


    « 19 Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: 20 frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro. » (Levitico 24, 19-20)

    Ciao e fammi sapere.

    P.S.:
    Pecco, semmai, per eccesso di legittima difesa.

    • Vedi, la non violenza come filosofia di vita ed arma di battaglia, si basa proprio sulla rinuncia alla legittima difesa. Martin Luther king ad esempio, quando sfilava in silenzio con tutte le persone che sostenevano la sua causa, sceglieva le persone davvero forti, in grado di sopportare le manganellate e le provocazioni senza battere ciglio, senza reagire.
      La forza della non violenza sta proprio nel sopportare per far capire a chi attacca che non sei il suo nemico e che sta sbagliando nel comportarsi così.

      Per quanto riguarda il testo tratto dall’Antico Testamento, ti sembrerà strano, ma è proprio un appello a limitare la violenza. Non puoi convertire in un momento chi è abituato alla violenza incontrollata. In un periodo storico in cui bastava parlar male di qualcuno per ritrovarsi la famiglia sterminata, dire “occhio per occhio, dente per dente” significava cercare di dare un senso della misura alle azioni scellerate dei più.

      Ciao, buona giornata.

  2. Per attuare davvero la non violenza bisogna avere una soglia di sopportazione che sinceramente non credo che il genere umano abbia. Però, in qualche modo, sappiamo che è la giusta via da percorrere, la domanda quindi è una sola, avremo abbastanza tempo per capire o ci autodistruggeremo prima? Ai posteri l’ardua sentenza…

    • Gandhi ha dimostrato che per il genere umano la soglia di sopportazione è molto più alta di quello che siamo abituati a credere. È soltanto una questione di volontà ed autodisciplina.
      Io ho fiducia negli esseri umani e spero che il nostro lento cammino verso la consapevolezza raggiunga una meta accettabile prima che il tempo sia scaduto… 😉
      A presto.

  3. la lama che divide la debolezza alla comprensione è molto affilata e solo la vera cultura che affina la coscienza è l’unica arma sicura alla non violenza. Parola troppo politicizzata e arma usata con troppa facilità. Se in ognuno di noi vi è un paradiso rispettiamo il paradiso degli altri che ha un profumo grande di felicità

  4. Non è davvero facile. Ci si può provare ma si è anche umani e … difficile alle volte non reagire e non sto parlando solo di venire alle mani ma anche di inveire con la parola. Buon fine settimana

    • Sono d’accordo con te, la non violenza è davvero una pratica difficile che ha bisogno di una grande preparazione psicologica ed emotiva dietro. Credo però che sia importante prenderne coscienza e cercare di farne una nostra aspirazione. Solo così potremmo elevarci di un gradino rispetto alla condizione di brutalità (fisica, psicologica e verbale) che vige attualmente.
      Buon fine settimana anche a te!

  5. Gandhi : sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.

    Violenza o non violenza tutto dipende dalla capacità che abbiamo di mettere in atto questo messaggio ,questa frase su riportata.

    Chissà forse Qualcuno in Qualcosa si rivedrà!

    Buona giornata

    • … non sono sicuro che sia un bene che una persona violenta sia il cambiamento che vuole vedere nel mondo!
      Violenza e non violenza fanno un’enorme differenza, non soltanto per chi la subisce ma soprattutto per chi le mette in pratica. Perché la violenza abbruttisce lo spirito di chi la commette e rende le persone incapaci di vedere perfino le cose più belle, figuriamoci di immaginare un futuro migliore!

      Ciao Lara, buon fine settimana.

      • Però mr. Loto mi ha fatto riflettere perché c’è comunque il rischio che in qualcuno la violenza possa essere il cambiamento che vuole per il mondo..essendolo già per se stesso!

        Si in effetti quella frase credo che rispecchi davvero ciò che sentiamo di essere e volerlo nel mondo!

        Mi stupisce questa sorta di richiamo per come l’ho percepita da lei ,io conosco il suono della sua scrittura e non è a me che deve motivare le brutture della violenza!

        Ho sempre amato Gandhi, per tutto ciò che ha dimostrato nei fatti scaturiti dalla saggezza delle sue parole..

        Non si sarà per caso sentito provocare da qualcosa che non è il suo modo di essere?

        Un abbraccio

        • Assolutamente no. Volevo soltanto sottolineare che per volere un cambiamento positivo nel mondo c’è bisogno di essere delle persone con una certa consapevolezza… e chi usa la violenza, anche solo per rispondere ad una violenza subita a propria volta, secondo me non ha abbastanza consapevolezza per desiderare le cose giuste, per se stesso e di conseguenza per il mondo.
          A presto!

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