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Paura del Futuro

Paura del Futuro

Vi siete mai accorti che tendiamo tutti ad avere paura del futuro?

Siamo abituati a programmare sempre tutto. Conosciamo l’ora in cui ci alzeremo domani, il tempo che passeremo a lavoro, il giorno della palestra.

Paura del futuro

La paura del futuro ci spinge a pensare al fondo per la pensione ed a volte ad iniziare una relazione. Decidiamo in anticipo le vacanze e finiamo col programmare pure quando mettere al mondo un figlio.

In molti casi tutto va come abbiamo deciso in anticipo, in altri la vita decide di fare a modo suo. E quando ogni nostra aspettativa viene sovvertita, gli eventi inaspettati ci disorientano, in barba a tutte le nostre precedenti preoccupazioni.

Ma ha davvero senso avere paura del futuro, preoccuparsi in anticipo di quel che sarà?

Per quanto lo vorremmo, non ci è dato di sapere cosa accadrà domani. Con la nostra immaginazione semplicemente ci illudiamo di poter esercitare il controllo sugli eventi futuri. Perché tutto quello che non conosciamo in qualche modo ci spaventa.

Programmare tutto è quindi una tecnica difensiva per sentirci al riparo dalla paura del futuro e dall’incertezza provoca in noi.

Pensare di sapere cosa accadrà, avere la convinzione che tutto filerà esattamente secondo i nostri piani ci rassicura.

La Paura del Futuro ed il Gusto della Vita

Eppure nel vivere così ci perdiamo il gusto più forte della vita, quello del mistero e della sorpresa. Invece di avere paura del futuro dovremmo meravigliarci davanti agli inevitabili cambiamenti di rotta che la vita ci pone davanti.

Dovremmo darci l’opportunità di scoprire forze nascoste dentro di noi che neppure immaginiamo di avere.

Quando hai paura del futuro pensi mai che gli eventi inaspettati potrebbero essere migliori delle tue aspettative? Pensa a quanti grandi amori sono nati da situazioni fuori programma.

In definitiva, il domani è un dono che ci viene concesso, scelto o inaspettato che sia.

È bene avere un programma di vita ma non dovremmo mai passare la vita ad aver paura del futuro.

Sii pronto ai cambiamenti, con la consapevolezza che qualunque cosa accadrà, sarà un’opportunità da cogliere al volo.

Lettura consigliata: Futuro di Marc Augè

Futuro

 

43 commenti

  1. Beh. Per non avere paura del futuro, visto l’andazzo degli ultimi anni, credo sia necessaria una discreta dose di incoscienza. Vabbé che si può pensare che, tanto, non possiamo cambiare di molto le cose, ma vivere nella più assoluta leggerezza (e totale fatalismo) mi sembra piuttosto azzardato.
    Teniamo inoltre presente che pensare al futuro (programmandolo per quanto possibile) oltre che darci un indirizzo, una linea di condotta, ci stimola a proseguire nel percorso della vita.
    Ho già detto che è la paura a salvare l’uomo, mentre la certezza lo frega. Pertanto una discreta paura di quello che può succedere diventa saggezza. Non una fobia, sia chiaro, sicuramente dannosa, ma nemmeno la spensieratezza totale. La presa di coscienza che le cose possono anche andar male, così da prepararsi con gli scudi più adatti al caso. Insomma un misto di speranza, coscienza, ottimismo e fatalismo, contornati da quel pizzico di pessimismo che ci fa diffidare da azioni sconsiderate.
    Ciao.

    • La paura può servire davanti ad un aggressore o ad un’azione sconsiderata, ma non può nulla davanti alla semplice esistenza. È bene avere una linea di condotta ma vivere di aspettative programmate non farà altro che crearci frustrazioni. Quella che tu chiami leggerezza potrebbe nascere anche da una presa di coscienza piuttosto che dall’inconsapevolezza. Come in tutte le cose, bisogna trovare l’equilibrio!!
      Ciao Loris, a presto.

  2. Buongiorno caro Amico, …”paura del futuro” bella domanda.. si come poco tempo fa ho letto nei diari della mia adolescenza e infanzia dove sono dentro le perle di saggezza di mio padre.. stavo leggendo proprio sul argomento della paura del futuro..

    Mio padre disse al riguardo: “perché complicarsi le mente per il domani, vivi le tue giornate con gioia e serenità, chi pensa al domani si perde il oggi”

    infatti io non mi preoccupò per il domani, vivo il momento e provo non ripetere sbagli dal passato intanto non vorrei nemmeno sapere quello che accadrà domani ..

    preferisco vivere ogni giorno come se forse l’ultimo e mi gusto tutto al massimo.. e ringrazio Dio se mi regala un’altra domani .. bussi Rebecca ?

    • La tua mi sembra un’ottima filosofia di vita! È anche bello fare progetti ma bisogna sempre tenere conto del fattore sorpresa senza lasciarsi scoraggiare o peggio, spaventare!
      La vita ha molto più fantasia di noi e spesso ci offre delle possibilità di crescita che noi non avremmo mai valutato.
      Ciao, un abbraccio, a presto! 😉

  3. Ho trovato gli Auguri di Pasqua sul mio Blog che purtroppo è abbandonato. Mi sento in colpa per questo, ma molte cose sono cambiate dall’ormai lontano 2008. Un po’ colpa di Facebook che ha fagocitato la voglia di comunicare che era riservata ai Blog, molto perchè è sopraggiunta una certa mia stanchezza e qualche problema di salute. Ti ringrazio per la costante presenza, anche su Twitter. Leggo quasi sempre i post che mi piacciono molto, ma non sempre commento. Ancora grazie per gli auguri che ricambio di cuore.
    Paola

    • Ciao Paola, per me è sempre un piacere ritrovarti. È un peccato che tu abbia abbandonato il blog (lo ritengo un mezzo più valido per esprimersi rispetto ai social network ) ma non è il caso di sentirti in colpa per questo!
      Grazie, un abbraccio e l’augurio di una lieta serata.

  4. Come prevedere il futuro? Non è possibile. Possiamo pensare ai giorni trascorsi, all’oggi. All’istante presente…ma al futuro?
    Solo Dio sa cosa ci prepara il destino o chiamiamolo come vogliamo…..
    Ci possiamo permettere di conoscere i programmi televisivi…..che tempo farà (e anche quello non è molto certo!!!) Possiamo sottoscrivere una polizza sulla vita ……
    Vigilate con le lampade accese perchè non sapete quando il padrone di casa arriverà…… Non accumulate tesori sulla terra, …L’unico tesoro è nel nostro cuore.
    La mattina del giorno di Pasqua la signora del primo piano ha ricevuto la visita dei “carabinieri”!!!! così si sono presentati, ma erano due bei ladruncoli italiani! La Scientifica che è uscita per rilevare le eventuali impronte…..assolutamente assenti, ci ha comunicato (ho detto ci, perchè la signore vive sola e io sono stata con lei cercando di risollevarle il morale…quasi,quasi piangevo anch’io,) che avevano già salutato 5 famiglie e sarebbero andati dalla sesta. Tutti nella stessa mattinata…..
    Previsioni? Guardiamo al futuro, ragazzi studiate, quello sì, arricchite la vostra mente e il vostro cuore quelle sono le cose che Vi preparano il futuro…. La conoscenza e l’amore per il prossimo ci rendono ricchi di cose che nessuno può portarci via…e se potessimo vivere fino a cent’anni…..la provvidenza ci aiuterà. Certo che esiste anche un proverbio che canta: aiutati che il Ciel t’aiuta.
    Diamoci da fare in quel senso……
    Abbracci Mr. Loto. E’ quasi finita la settimana……previsioni?

    • Hai toccato un tasto molto importante: la conoscenza, lo studio e l’amore preparano per il futuro! Ecco la chiave giusta per interpretare il futuro! Bisogna prepararsi per riuscire ad affrontarlo nel migliore dei modi, sia esso come lo avevamo immaginato, oppure completamente diverso!
      Grazie Lucia, tanti abbracci anche a te… nessuna previsione all’orizzonte! Avrai intuito che non amo farne troppe…
      🙂

  5. Infatti è molto meglio non fare programmi e cercare di vivere bene giorno per giorno!
    Buon pomeriggio Mr. Loto!

    • Non saprei dire se è effettivamente meglio non programmare nulla… magari qualche programma è necessario, specie se si vuole costruire qualcosa. Quello che è invece davvero basilare è non farsi troppe aspettative sul futuro, essere pronti a cambiare rotta se fosse necessario, senza troppi rimpianti.
      Ciao Silvia, buona serata, a presto!

  6. Io programmo il meno possibile, perchè non ne azzecco una. Qualsiasi cosa io programmi, non succede mai. Persino le vacanze le lascio organizzare da mio marito, perchè se lo facessi io succederebbe subito qualcosa per farle saltare. Sembra incredibile, ma qualsiasi cosa mi venga in mente di programmare, non si realizza.
    In quanto al futuro, beh, ormai so che la parte più lunga è già trascorsa. Ho studiato, ho trovato subito lavoro, ho avuto una casa, un marito e un figlio. Ho dei colleghi meravigliosi…Cosa posso aspettarmi ancora? Gli anni più belli sono passati…Bisognerebbe poter fermare il tempo, ma non si può. Allora…meglio non pensarci: sarà quel che saà!

    • …. come nel tuo caso, a volte è la vita stessa ad “educarci” a non programmare troppo. È giusta prenderla con filosofia, come fai tu, magari sorridendoci sopra! 😉
      Però non dire che gli anni più belli sono passati. Ogni età, ogni momento, porta con se qualche sorpresa!
      Ciao Katherine, buon fine settimana.

      • E’ vero, anche adesso sto vivendo momenti belli. Ma io pensavo al futuro. Gli anni dell’infanzia e della giovinezza sono passati, e gli anni attuali della maturità ci stanno portando verso la vecchiaia. E’ quello il futuro che mi preoccupa. Si ridurranno le energie, cambierà in peggio l’aspetto fisico e anche mantenersi in salute sarà più difficile. Insomma, un conto è guardare ad un futuro di giovinezza o maturità, un conto è guardare alla vecchiaia. Meglio non pensarci quindi, e vivere il presente!

        • Capisco il tuo discorso e lo condivido. Però la vecchiaia, per quanto rappresenti il termine della vita, ci insegna ad apprezzare e gioire di cose diverse, che prescindono dal corpo… e quindi anche dalla salute e dall’estetica. Ci insegna a pensare in modo diverso, ad interpretare la vita in modo diverso e quindi ad assaporare ogni momento con una gioia che spesso ai giovani è sconosciuta!
          Buona domenica.

  7. il futuro con l’attimo fuggente è solo la nostra ricchezza
    triste per coloro che non sanno seminare
    triste non spingere la propria intelligenza, creatività, fatica, energia verso orizzonti futuri.
    ma quanto è stato distrutto?????
    non mi riconosco in questi uomini che temono ma di più non hanno un futuro.
    Lascio agli acculturati tanti discorsi in merito

  8. Avere paura del futuro è lecito, in particolar modo se si conta sulla propria forza, agilità intellettiva. Io credo in Dio e quando pensiamo che tutto sia andato perso, un barlume c’è! Vuoi anche per l’evolversi naturale degli eventi! Bisogna semplicemente predisporsi, a determinati limiti! Un saluto Mr. Loto

    • Più che lecito, aver paura del futuro è umano e comprensibile. Ma non serve a molto, anzi! 😉
      Specie chi ha fede in Dio non dovrebbe lasciarsi intimorire dai propri pensieri ma andare avanti con il sorriso: spesso la paura limita il nostro volo su questa terra!
      Ciao, a presto.

  9. Ciao come va?
    Più che paura ,io spesso mi chiedo quale tema affronterai nel tuo prossimo post in un futuro non molto lontano da questo presente…

    Se non sbaglio il Tempo dovrebbe contenere ogni tipo di risposta…. Chissà che mentre passa, mentre è…. e mentre arriverà non sia un infinito di noi stessi!

    • Mr.Loto 25 aprile 2017 at 19:06 Modifica
      Ciao, va tutto bene, grazie! E tu come stai?
      Il tempo è difficile da definire, ne abbiamo parlato a lungo in un post del passato… che però è ancora un po’ presente dato che non ne siamo venuti del tutto a capo! ?
      Ricordi? (https://www.mr-loto.it/2016/cose-il-tempo.html)
      Per sapere quale tema affronterò nel mio prossimo post non ti resta che aspettare, sempre che tu ritenga che ne valga la pena.

      Un saluto, a presto.

  10. Mi dimostri che il tempo per quanto sia difficile da definire lo possiamo fermare!

    Mr.Loto 25 aprile 2017
    at 19:06

    Grazie ,io sto bene e ricordo di quel post e di altri….se siamo venuti a capo o meno di qualcosa non saprei….ma se ritorno qui è un po’ come sentirmi a casa …anche su questo è stato scritto un post ricordi?

    Come possiamo avere paura del futuro se viviamo continuamente nel passato?E se nulla muta e tutto si ripete esisterebbe il finito ?In fondo il finito esisterebbe con l’illusione di un infinito….girare ripetutamente in un cerchio passando sempre negli stessi punti …capirai quel che dico !?

    Ti mando un sorriso …ciao

  11. Concordo con: ” … È bene avere un programma di vita ma non dovremmo mai passare la vita ad aver paura del futuro. …” ed a tale proposito consiglio la lettura del Volume “Perché non sono cristiano” di Bertrand Russel il quale esordisce con “Quando morirò, sarò niente di niente e nulla di me sopravvivrà . … Ma mi rifiuto di vivere tremando di terrore al pensiero del nulla. …”.
    Ci sono, invece, Strutture che sulla paura del dopo ci campano benissimo e ciò da millenni ed oltre; a tutte le latitudini e longitudini. Per il mentre sono raccomandifici e per il “dopo” vendono illusioni sfruttando la paura ancestrale dell’animale Uomo. ” … Eppure nel vivere così ci perdiamo il gusto più forte della vita …”.

    • Il tuo punto di vista è lecito e comprensibile.
      Secondo me invece, è esattamente il contrario. Se sai che la tua anima è eterna, cosa mai nel mondo potrà spaventarti?
      Punti di vista.
      Buona giornata.

  12. If, se ( … ” sai che la tua anima è eterna” …), concordo; ma chi lo ha mai dimostrato?
    Il Tuo punto di vista è comprensibile per via della illusione per il “dopo”, che Ti consegna la fede, tenendoTi per intanto mansueto – non per niente si parla di “gregge” – per il durante; ma, se proprio non lecito, è irragionevole.
    Lascia stare l’eternità”, consiglio gratuito ed amichevole, e vivi il “Carpe Diem!”, con un occhio attento fino a prima del “dopo”.

    • Quando ti sei innamorato di tua moglie chi ti ha dimostrato che era amore?
      Ti è mai venuto in mente che a vivere moralmente si viva molto meglio che facendo cose brutte?
      Ti è mai venuto in mente che il “carpe diem” è molto più presente in chi trova un senso nella vita piuttosto che in chi vive arraffando tutto perché tanto poi si muore e nulla sopravviverà?
      Tanto è inutile parlare con te, ci ho provato tante volte ma a te non interessa capire il punto di vista altrui, ti interessa soltanto avere ragione.
      Eppure se dedichi tanto tempo ad un argomento al quale dici di non credere non sei così sicuro come pensi di essere. Ma non potrai mai ammetterlo, nemmeno a te stesso…
      Saluti.

  13. Andiamo con ordine, senza perdere la pazienza ed il lume della Ragione.
    Alla prima domanda rispondo che lo ha dimostrato il continuo piacere di stare insieme, di vivere momenti di particolare gioia, di programmare il nostro futuro, senza paure, ma con attenzione ragionata.
    Alla seconda domanda rispondo che a settanta anni non ho certo atteso che Tu mi recitassi questa massima alla Catalano. Non capisco chi ha mai scritto di cose brutte!
    Alla terza quaestio non mi resta che, ripetuto quanto scritto, in primis, per la seconda, aggiungere che la mia vita ha avuto, ha ed avrà un senso, senza arraffare alcunché per il durante e senza paure per il “dopo”.
    Non è inutile parlare/scrivere con me (sono o non sono una pecorella smarrita?), a meno che non Ti trovi in difficoltà a contestare argomenti ragionati e ragionevoli, obnubilato con sei dalla Fede, e comprendo, pur non approvandolo, sotto il lume della Ragione, il punto di vista di chi ha fede e poi verga certe frasi che ni sembrano in antitesi con la medesima (vedi quanto riportato tra virgolette in questo e nel post a seguire).
    Per le mie sicurezze non Ti fare cruccio; dedico – infine – il tempo che ritengo necessario, piacevole o meno che sia, a contestare/contrastare le menzogne e non inseguo la ragione a tutti i costi. Questa si dimostra da sola, con i fatti, con la Ragione, con i fatti dimostrati e dimostrabili e non con le favolette che non reggono neanche alla Scuola Materna, non ha bisogno delle mie sottolineature.
    Quando Ti scopro con il sorcio in bocca, come dicono da queste parti, Ti leggo piuttosto stizzito e ciò dimostra
    che ” … non sei così sicuro come pensi di essere. Ma non potrai mai ammetterlo, nemmeno a te stesso…”.

    • Ne abbiamo già discusso tante, troppe volte.
      Ma se proprio devo…

      1- La dimostrazione del tuo amore l’hai quindi trovata in te, nella tua vita e nell’applicazione del tuo sentimento. Idem per me.

      2- Credere di avere un’anima non significa aver paura del dopo, ma semplicemente cercare di nutrirla quotidianamente con cose buone. Le uniche cose di cui una persona che crede in Dio si priva sono il non uccidere, non rubare, etc… cose brutte che fanno male allo spirito. Ovviamente è qualcosa di cui possono scegliere di privarsi anche gli atei, basta un briciolo di moralità.

      3- Hai ragione, forse non è inutile continuare a darti spago su questi argomenti. Se continui a tirarli fuori con tanto ardore la tua anima ne ha disperatamente bisogno.

      4- Se come dici capisci il punto di vista di chi crede non ha alcun senso stizzirti.

      5- Come ti ho già detto sono stato ateo per molto tempo, io ho già ammesso a me stesso ed a tutti quelli che avevo intorno che avevo torto. E proprio perché sono stato dalla tua parte della “barricata” per molto tempo, ti assicuro che capisco bene ogni tua parola, ogni tuo ragionamento, ogni tuo punto di vista ed ogni tuo fastidio in proposito. Perché sono stati anche le mie parole, i miei ragionamenti, i miei punti di vista ed i miei fastidi.

      A proposito di barricate. Non sono le differenze (di religione, di razza, di cultura…) a scatenare le guerre. Sono i pregiudizi. il pensare che siccome l’altro è di una certa razza, religione o cultura, è nel modo in cui noi immaginiamo che sia.
      La tua idea di fede e di essere credenti non è come sono io.
      Perché continui a farmi la guerra esclusivamente perché credo in Dio?
      Non esisterebbero barricate se non fossimo noi a costruirle.

      Buon fine settimana.

  14. 1) Cosa c’entra tutto questo sproloquio relativamente a quanto avevo scritto in precedenza?
    2) Ti faccio osservare che gli atei, come li definisci Tu, si privano di cose brutte e si circondano di cose belle, con la medesima percentuale dei credenti di tutte le fedi; altrimenti le carceri sarebbero piene di non credenti. Invece … la moralità sta dove sta e non dove c’è solo la Fede.
    3) Pensa alla Tua di anima. Tu non mi dai spago; sono io che non sopporto le “cavolate” che ogni tanto tiri fuori dal pulpito che Ti sei scelto e non vuoi contrasti. Mi spiace, per i soli applausi rivolgiTi altrove. Se scrivi e pubblichi con i commenti devi accettare e, semmai replicare, non stizzirTi.
    4) Io non mi stizzisco; gioco partite a tennis cercando di rimandare la palla nel campo dell’avversario. Batti e ribatti, la partita è lunga.
    5) Ti sei “rovinato” con il crescere, noto, per quanto da Te medesimo affermato; del resto solo il vino buono, invecchiando …

    Non Ti faccio la guerra, credimi, cerco solo di “redimerTi” ovvero di farTi ragionare poiché Ragione e Fede stanno da parte avversa e mi spiace che vivi con la paura del “dopo” spendendo tempo, parole, scritti, su argomento fumoso che non ha riscontro nella realtà; mi spiace per Te, non sei. Io … Cogito. ergo sum!

    Non mi devi alcunché, ma se proprio insisti, accetta il ragionamento e non Ti trincerare dietro i dogmi.

    Ricambio l’auspicio per il fine settimana.

    • 1- Non hai bisogno di dimostrazioni per credere in qualcosa che senti dentro di te. Nel tuo caso l’amore per tua moglie, nel mio caso il fatto di possedere un’anima eterna.
      2- Certo, lo so bene, infatti te lo avevo già scritto.
      3- Io non mi stizzisco per chi non la pensa come me e non voglio convertire nessuno. Per il semplice fatto che io amo le persone per quello che sono. Cerco solo di suscitare negli altri delle domande alle quali poi ognuno darà le risposte che crede.
      4- Che ti stizzisci l’hai detto tu stesso. Sopra hai scritto: “Ti leggo piuttosto stizzito”
      5- Me lo avevi già detto, innumerevoli volte.

      Mi fai la guerra, perché non credo che tu non ti renda conto di provocarmi in tutti i modi. Vuoi la discussione, vuoi la polemica, vuoi lo scontro. Che male ti ho fatto? Perché ti comporti in questo modo?

      Vuoi “redimermi”? Perché vuoi fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te?
      Tu vorresti che io cercassi di convincerti a credere in Dio? Non credo.
      Cambieresti idea se io in ogni post che scrivi ti attaccassi e ti venissi contro perché sei ateo? Non credo.
      Quindi non pensi di dedicare troppe energie a qualcosa di assolutamente improduttivo?

      Alla tua rispettabile età credo che dovresti avere imparato che sulle cose che fanno parte della sfera personale di una persona non si può far cambiare idea alla gente. Perché ognuno di noi ha il proprio vissuto, le proprie esperienze, i propri sentimenti, il proprio modo di interpretare la vita.

      Accetto il ragionamento, tu accetta la fede degli altri, anche se ti sembra assurda.
      Questo mondo ha bisogno di tolleranza, fratellanza e rispetto reciproco. Di polemiche, guerre e discussioni sterili ce ne sono fin troppe.

      Saluti.

  15. 1) Invece no, l’amore verso il partner si dimostra con i fatti e non solo con le chiacchiere. Io avverto, da quasi mezzo secolo, di voler bene – ricambiatissimo – alla donna che si è presa cura di me, agnostico, e con tanti difetti e lo dimostro, non la obbligo ad ubbidire a dogmi e non l’ho fatta mai inginocchiare davanti ad alcuno; rispetto pieno con matrimonio civile!
    2) Mi sembra che nel Tuo scritto gli atei fossero esclusi dalle buone azioni; invece … hai anche letto la mia vita lavorativa e fatta un’idea del sottoscritto. Nella vita “civile” ho fatto tanto del bene, credimi.
    3) Anche io lancio delle domande.
    4) Il Ti leggo era riferito a Te, eri Tu che mi sembravi stizzito, leggo stizzito il Tuo dire/scrivere. Io mi diverto, credimi, perché sfogo il mio agnosticismo e lotto contro la Fede, spero sempre con stile e replico in malo modo quando mi si scrive di sorrisi e cose di questo genere. Rispetto reciproco.
    5) non ho fatto altro che ripetere quanto traspare dal Tuo scritto con la conversione verso Damasco.

    Certo che Ti provoco, ma come resistere alla tentazione di farTi notare che scrivi cose che danno lo spunto alla polemica, al dibattito, al dialogo, ecc…
    Quando un credente scrive della Paura del Futuro ed altrove che l’Uomo si evolve e … è la panna sul cioccolato per un agnostico come me. Non trovi?

    La redenzione sarebbe un’azione buona e non fare agli altri ciò … si intende di male, non di bene. Ma delle nostre parti le quotazioni dei credenti convertiti sono in ribasso; l’Inferno è già stracolmo e non dobbiamo andare in giro per campagne promozionali (leggi Egitto).

    Certo, se ci riuscissi Tu nei miei riguardi sai quanti punti premio guadagneresti; sono quotatissimo e ricercatissimo, con annessa taglia. Ci hanno, però, provato in molti e continuano a farlo – anche dell’Opus Dei -, ma la Ragione e questo cervello che la Natura mi ha assegnato, più il DNA di famiglia, sono ostacoli insormontabili.

    Tu hai già cambiato idea una volta, perché non due. Chi “tradisce” una volta …; però, a pensarci bene, Ti preferisco sull’altra barricata, mi diverto di più e non mi piace il Pensiero Unico. Amo invece il Pensiero Libero!

    Non mi dire/scrivere, però, che accetti il ragionamento; la Fede non prevede questo ingrediente.

    Tolleranza e strafottina, ingurgito” … un cucchiaio a diggiuno ogni matina …”, come scriveva Trilussa, ma Ti faccio notare che i veri integralisti, rispetto a noi agnostici, sono i credenti, di tutte le Religioni, alcuno escluso, ed i roghi del passato sono la dimostrazione di questa verità al pari degli scontri di oggi.
    Voi, tutti genuflessi ad un Dio (?) che non c’è, siete pieni di certezze e pericolosi. Avete paura del futuro, inteso anche per il “dopo” e non apprezzate il gusto della vita.
    Potevo mai tacere alla Tua provocazione ed infatti Non Tacebo!

    P.S.:
    Non ho mai scritto che non accetto la fede degli altri; quando mi capita e mi trovo in buona, la contesto e la contrasto, ma … non oltre.

    • Mi era sembrato di essere stato chiaro ma dalla tua risposta ho capito che non ci capiremo mai.

      Ciao, alla prossima.

      • Utilizziamo ingredienti differenti, io la Ragione e Tu la Fede, ecco perché la “torta” viene diversa nel risultato e nel “gusto” finale.
        Tu non vuoi capire, ne sei – invece – capacissimo per quanto mi è stato dato comprendere, ma “piegato alla fede, inginocchiato, non spazi con lo sguardo e la mente, preferisci accettare il Credo per ius soli. Comodo vero? Si segue la “corrente” e ci si fa trascinare.
        E’ più forte di me, ma non riesco proprio a digerire il fatto che un Uomo possa inginocchiarsi (esemplificazione, ma efficace!) di fronte ad altro suo simile, addobbato da stregone, il quale si arroga il ruolo di Rappresentante di chissà chi; e nutrire “Paura del Futuro”.
        Mostrami il Tuo Dio (?), attendo, semmai, fatti e non solo chiacchiere con le quali, credimi, anche da ex Dirigente sindacale, oltre che per le esperienze di vita e di lavoro, come si suole dire, facevo camminare i treni.
        Non ho mai creduto alla Befana, figurati se …
        Fattene una Ragione e … per capire i ragionamenti occorre predisposizione non Fede la quale, con i dogmi, tarpa le ali della Libertà di Pensiero.
        Io “volo” e Tu sei fermo alle Stazioni della Via Crucis.
        E’ differenza non da poco senza contare quelle che dividono le varie Religioni; anche tra credenti c’è impossibilità di unicità di vedute, pensiero, ecc…

        • Tu “voli”? Sarà pure così ma ti assicuro che non sembra proprio.
          Io non devo mostrarti né dimostrarti niente, Dio lo incontrerai appena svoltato l’angolo.
          Saluti.

  16. Tratto da le “confessioni ” S.Agostino dice:
    *Quid autem amo,cum te amo?*

    Ma che cosa amo quando amo te?

    Il vero oggetto dell’ Amore per Dio è :”la luce dell’uomo interiore che è in me”

    Credo che questa frase appartenga un po’ a tutti noi e spesso non ci rendiamo nemmeno conto della forma e/o
    del contesto in cui lo manifestiamo ….ma lo manifestiamo eccome!

    Rimango ferma ad ascoltare due punti di vista diametralmente opposti sotto il profilo scritto,e credo che porsi la domanda su quale sia la differenza tra chi crede e chi non crede non è tanto corretta ,perché per quanto si possano scorgere modi differenti di scrivere,o di dire, ,percepisco un senso di unione negli esseri umani per la modalità di disporsi alla vita ed alle sue manifestazioni, modalità per cui o non si ha bisogno di pensare (dogmatismo percepibile sia nei credenti che nei non) oppure modalita’ per cui si ha bisogno di pensare non solo con la mente ma anche con il cuore, che tenta inevitabilmente di difendere la peculiarità della situazione(laicità percepibile sia nei credenti che nei non)..

    Non so se riesco a far arrivare il messaggio per quel che intendo…spero

    • Certo che il messaggio è arrivato. Da questo partiva ciò che avrei voluto trasmettere ma che, chiaramente, non sono riuscito a fare.
      Grazie, buona serata.

    • «Ok Signore, rendimi casto e puro come un angelo, però prima di lasciarmi un po’ di tempo per divertirmi sperimentando anche le gioie del sesso, sennò sai che noia starsene tutto il giorno in una teca votiva con il cero acceso ad un lato ed un mazzolino di gladioli all’altro, a far finta di essere a-sessuato.»
      Determinazione espressa, a quanto si racconta, prima della conversione.

      S. Agostino era uomo di mondo ed aveva, di certo, fatto il militare a Cuneo!

      Nosochisei, ma poco importa.

  17. @ Carunchio

    E che si aspetta che le dica ! L’uomo ha necessariamente bisogno di dare o ricevere dimostrazione materiale dell’ immateriale….chissà magari anche interessandosi ad un personaggio che prima di essere eletto Santo , (paradossalmente dall’uomo stesso)era semplicemente una persona, che sperimentava la sua esistenza lasciando tracce nei suoi scritti e aspettando che alla sua dipartita …. depositando il suo corpo materiale, il suo immateriale divenisse “tormento” e “oggetto” di analisi anche per chi cerca un identificazione più di se stesso che del personaggio in questione…

    Però Carnubio mi permetta di riscrivere questa frase, anche in merito al suo commento:

    Il vero oggetto dell’ Amore per Dio è :”la luce dell’uomo interiore che è in me”

    Grazie e buon fine settimana

    • Leggo che anche Lei si “diverte” a parlare/scrivere di Dio (?) come se esistesse.
      La lascio al Suo “sport” preferito, mi scusi, ma io preferisco parlare/scrivere di ciò che vedo/sento sono sicuro esista e sia esistito; anche leggendo la Storia dell’Uomo.

      Nonsochisei, ma è “relativo”.

      • Sa che cosa creerebbe tutto questo?Una situazione di stallo da cui è difficilissimo se non impossibile uscirne.!!!Proviamoci…

        Esistenza per lei cosa vuol dire?

        Inesistenza per lei cosa vuol dire?

        Lei pensa mai?

        Il pensiero non ha consistenza fisica eppure lei “crede” nei suoi pensieri!

        Se le dicessi di mostrarmeli ,può farlo?

        Ma il fatto che io non veda la fisicità dei suoi pensieri (come nemmeno lei può dei suoi e/o dei miei), vuol dire che non esistono?

        Può dirmi che li materializza attraverso la scrittura…ma anche la Bibbia materializza la parola di Dio…eppure non basta !

        Quindi cosa vuol dire che ciò che non comprendiamo
        non è certo che non esista …forse è un errore spiegare l’esistenza o l’inesistenza di Dio con la logica umana!!

        ….e qualcuno mi disse:”Non cercare di capire per credere ma piuttosto credi per capire”…

        Mi fa piacere aver letto che le piace parlare /scrivere di quel che sente …sentire è una via di accesso straordinaria …ed è proprio ascoltando che se ne può fare a meno di dimostrare l’indimostrabile….

        Buona serata..

  18. Proviamo.

    Esistere vuol dire essere nati/generati e vivere una vita “dignitosa”.

    Inesistenza si ricava, per la parte residuale, da quanto sopra detto.

    Come mai questa domanda che vorrebbe sapere se penso mai? Come osa vile marrana, detta alla Totò; penso e come; Cogito ergo sum. Con Pensiero Libero!

    Posso esternare i miei pensieri ed è modo di dimostrare che esistono, si materializzano nel cervello e prendono forma con il “verbo”, con lo scritto, con le azioni.

    Non è vero che non vede la fisicità dei miei pensieri e ciò si ricava dalla precedente osservazione.

    la Bibbia non materializza la parola del “nulla”, il “nulla non esiste e non può essere materializzato; ma riporta ciò che stregoni di quel tempo hanno ritenuto di tramandare ai creduloni di tutti i tempi. Ciò valga per tutte le Religioni.

    Ciò che non comprendiamo oggi non esiste finché non è dimostrato; la Scienza si evolve. Io, da agnostico, tendente all’ateo, non affermo la inesistenza del nulla, è già concetto insito nell’affermazione; siete Voi credenti che vi affannate, in tutte le salse, a raccontarci che esiste il “nulla”.
    In Matematica (Analisi I) lo Zero e l’Infinito sono concetti di limite, non numeri, vanno trattati con le molle, ci si scotta se si insiste nell’impossibile, e sono indimostrabili.

    Quel qualcuno è a piede libero grazie alla Legge “180”; è da ricovero! Nella Fede c’è alcunché da capire e, per credere, non c’è da capire, ma di obbedire a dogmi quale quella dell’infallibilità et similia. Quel qualcuno è pericoloso per se stesso e per gli altri, andrebbe isolato e, in una comunità seria, messo a studiare la Scienza a meno che non si ritiri in un eremo – da solo! – ed eviti di sproloquiare.

    Apprezzo il suo piacere riguardo il mio sentire, ma leggo che quel qualcuno l’ha contagiata di brutto; l’indimostrabile e di per se stesso non dimostrabile, ergo…

    Chissà che voto merito, considerato che Voi credenti siete sempre pronti a dare i “voti”; in tutti i sensi.ù
    Mi stia bene, anche senonsochisei.

  19. Se l’ indimostrabile e’ di per se indimostrabile perché si affanna a dimostrare con lo scritto ,(il suo scritto )il mio credere o non credere?
    Quando mi riferisco a quel “qualcuno” le ho dimostrato chi fosse?

    Perché dice che parlare/scrivere di Dio è il mio sport preferito e allo stesso tempo dimostra con i pensieri, parole e verbi che è uno sport in cui le piace gareggiare con il trofeo in mano?

    Ho sempre trovato un fascino nella matematica a cui lei ha fatto accenno….sono rimasta affascinata soprattutto dalle “potenze”…. !!!Poi è arrivata la pecora Dolly grazie alla ” Scienza che si evolve” e le potenze sono state sostituite dalla clonazione…

    Che Saichisono e Carunchio siano nick clonati è altamente probabile se non addirittura dimostrabile….

    Mi permetta un po’ di ironia ….non vedeva l’ora di avere la parola, di attaccare una credente ,senza avere dimostrazione se io lo sia o meno ….e di fare uscire quel dio interiore che è in lei!!

    Mi ha fatto molto piacere questo sentirmi elevata al suo livello….non so se le ha fatto altrettanto piacere essersi abbassato al mio!

    Grazie…buonaserata

  20. Non mi affanno mica, cerco solo di far ragionare coloro i quali si fermano alle “Stazioni”.
    Qualcuno indica qualcuno, non c’è necessità di dimostrazione, è un suo qualcuno ed io replico, con il suo e senza il suo permesso; Mr Loto permettendo che io occupi lo spazio del suo Blog.

    Non ci sono antitesi tra le due cose, mi sembra che Lei sia affascinata dal “Nulla” ed io esplicito il mio Pensiero Libero al riguardo.

    La Matematica è Scienza, la clonazione è Scienza, su questo siamo d’accordo e non c’è contrasto tra di esse.

    Io non sono clonato, ho solo utilizzato, per la circostanza il nome del personaggio di Travolti da un insolito destino …, che mi è sempre piaciuto; anche perché sono un meridionale pur se non approssimativo.

    Dentro di me non c’è alcun dio, sono egocentrico; figurarsi se …
    Io non so se Lei lo sia, credente, lo suppongo e potrei errare; se lo è peggio per Lei.

    Io volo alto – fin dove mi consente la materia grigia che possiedo dentro la mia scatola cranica – ed è lei che, semmai, cerca di raggiungere la mia quota; attenta alle ali, però, se sono di cera …

    Buon Primo Maggio e saluti anche all’ospite che ci ospita; ora passo la suo Blog su Govi.

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