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27 commenti

  1. Le persone disposte ad accogliere le differenze hanno un bagaglio di civiltà che non tutti posseggono. Da giovani si tende a cercare la compagnia di chi ci somiglia. Ed è una crudeltà per colore che fin da piccoli vengono etichettati come ‘diversi’, magari perchè fisicamente non belli, o meno brillanti, o taciturni, o semplicemente perchè sono ”il ragazzo trasferito da un’altra scuola’. Crescendo molti capiscono che spesso ‘diverso è bello’, perchè non omologato e più libero di esprimersi come individuo, e non come parte di un gregge. Io appartengo a quest’ultima categoria e mi posso vantare di essere la persona meno prevenuta che conosca. Ma non è facile. Vivere sulla propria pelle il pregiudizio, o ti fa crescere o ti uccide. Sempre ottimi i tuoi spunti. Buona settimana!

    • Sono d’accordo con te, non è facile ma ogni cosa che vale non lo è. Al giorno d’oggi è invece facile sentirsi spaventati dalle differenze o emarginati per essere se stessi ma credo che tutto questo possa comunque insegnare qualcosa ad ognuno di noi. Per crescere, come hai giustamente scritto.
      Ti ringrazio e ti auguro una lieta settimana.

  2. Anch’io non sono immune, faccio anch’io delle discriminazioni e sono volute…. e riguardano certi tipi di carattere: gli arroganti, i supponenti, la gente volgare e violenta, anche averbalmente. Questi li evito come la peste, indipendentemente dalla razza, dal colore, dal ceto sociale, e dal fatto che siano diversamente abili oppure no.
    Buon pomeriggio Mr. Loto.

    • … questo tipo di discriminazione potrebbe essere positiva, aiutando chi ne è colpito a capire che può diventare una persona migliore. Ultimamente noto però che i personaggi che hai descritto sono invece molto di moda. Basta accendere la tv per rendersene conto.

      Ciao Silvia, buona settimana.

  3. A volte siamo discriminati e a volte discriminiamo. Ma quella non deve mai essere l’ultima parola, bisogna ricominciare senza arrabbiarsi troppo!

    • Per ricominciare qualcosa bisogna prima avere il coraggio di terminarne un’altra… ed in questo caso serve molta consapevolezza sia per rendersi conto di discriminare che per comprendere le discriminazioni subite.
      Un saluto.

  4. Io sono sempre stata una persona aperta, anche perchè, essendo un’insegnante, sono abituata a rapportarmi con tanti ragazzi provenienti da culture diverse e , come dici tu, è molto bello lo scambio culturale che può derivare dalla conoscenza di persone che hanno avuto esperienze di vita diverse dalle proprie.
    Qualche volta però rimango delusa, purtroppo, e comincio a pensare che l’apertura verso gli altri non dovrebbe essere a senso unico.
    Per farti un esempio, conosco un giovane marocchino molto in gamba, che si interessa di politica, viaggia, ha molti amici italiani ed è così benvoluto nella nostra città da essere stato eletto Consigliere comunale.
    Ebbene, lui frequenta sia i marocchini che gli italiani, soprattutto le ragazze italiane. Esce con loro,con le più belle, vestite in modo moderno con minigonne e scollature, frequenta i locali con i giovani della nostra città, insomma, si comporta come un perfetto occidentale, tanto da aver sposato anche una ragazza italiana.
    Ho cominciato a stupirmi del suo comportamento quando ho saputo che usciva con le ragazze fino a tarda notte lasciando a casa la moglie da sola, quando non l’ho mai visto una volta insieme alla moglie e al figlioletto, ma ancor di più quando ho scoperto che la tiene segregata in casa, tutta bardata con veli e abiti che la ricoprono da capo a piedi. Lui sembra un perfetto piemontese e la moglie, piemontese, è stata trasformata in una perfetta musulmana. L’integrazione vale solo per lui? Insomma, forse il detto “Moglie e buoi dei Paesi tuoi” , frutto di un’antica saggezza popolare, continua ad essere valido…

    • I retaggi culturali sono molto difficili da cambiare, specie quando riguardano la sfera sentimentale. Nel matrimonio serve una grande capacità di venirsi incontro perché se uno dei due snatura se stesso per l’altro, prima o poi, tutto andrà a rotoli. Ma questo vale per qualsiasi matrimonio. Sicuramente tra due persone appartenenti alla stessa cultura è più facile capirsi e confrontarsi.
      Detto questo, credo che dal di fuori sia davvero difficile comprendere le dinamiche che tengono unita una coppia e solo i due componenti possono davvero valutare la natura del loro sentimento e ciò che vale la pena sacrificare per questo.
      Un abbraccio, a presto.

  5. Caro amico elettronico, Mr Loto, Tu cerchi ed auspichi un Mondo perfetto che non esiste se non in alcune, pochissime fiabe; anche in paradiso c’è qualcosina da cambiare se si cerca la perfezione eliminando, per esempio, la discriminazione.
    I posti assegnati sono, così come su questa Terra, in ossequio al Potere.
    Hai visto il Papa su quale “trono” siede? Ed i Cardinali; poi, a seguire, la truppa!
    Io cerco, Diogene moderno, l’Uomo con tutte le sue manchevolezze; anche pregiudizi e discriminazioni.

    Ciao da luigi e … spostati da davanti al sole, non mi fare ombra.

    • Ti rispondo con la citazione di un noto film: “Se io posso cambiare, voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare!”. Non credo che l’essere umano raggiungerà la perfezione ma non smetto di credere che ognuno di noi può migliorare, rendendo il mondo non come una fiaba ma almeno un po’ meno ingiusto di come è adesso.
      Ciao Luigi, a presto!

  6. La risposta devi girarla al mio amico elettronico Mr Loto; è lui che cerca la perfezione.
    Io, come già dichiarato, più “semplicemente” l’Uomo, con tutte le sue imperfezioni.
    Meno ingiusto è concetto relativo, o è giusto – assoluto – o è altra cosa – relativa -.

    Ciao da luigi

    • “Meno ingiusto di come è adesso” mi sembra comunque un concetto piuttosto chiaro, seppur relativo.
      Non cerco la perfezione, concetto troppo assoluto per appartenere all’uomo, auspico invece il miglioramento.

      Saluti.

  7. Ciao carissimo Amico intanto buon anno per iniziare 😉 … “il pregiudizio per me un giudizio inopportuno” … quando ero ancora bambina piccola

    mio Padre mi disse: Chi sei tu per giudicare un’altro? Discriminare una persona e una offesa personale e un peccato…

    Non aveva per niente torto mio Padre, si spesso mi domando chi siamo noi a fare pregiudizi? .. o come possiamo permetterci d discriminare un’altra persona?

    Basta solo a pensare come mi sentirei io se un’altro mi giudicherebbe senza conoscermi ..

    A volte e meglio prima riflettere su quello che si dice, e sopratutto quando si sbaglia avere il coraggio ad scusarsi alla persona ferita…

    ti abbraccio con amicizia Rebecca

    • Sono d’accordo con te. Per migliorare notevolmente i rapporti umani basterebbe seguire la regola aurea “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, ma noi tendiamo sempre a pensare che certe persone sono inferiori o peggiori di noi. Che brutta cosa la superbia!
      Per non parlare dell’incapacità di chiedere perdono. Anche questa è legata alla superbia…
      Ricambio il tuo abbraccio con affetto!

  8. I bambini non conoscono i pregiudizi, per questo bobinerebbe sempre conservare quella spontea ingenuità’ che li caratterizza e accettare le diversità’ come fanno loro…semplicemente perché non sanno neanche che esistono.
    Ed e’ proprio come dice Rebecca, “il pregiudizio e’ un giudizio inopportuno “.
    un abbraccio

    • Ciao “fly” 😉 anche i bambini conoscono bene il pregiudizio.. imparano veloce a imitare i adulti.. non tutto che sembra ingenuo e ingenuo..

      ( i tempi stanno cambiando nel peggio purtroppo)

      ti abbraccio anche io

    • @Fly
      I bambini non conoscono il pregiudizio fino a che non siamo noi adulti a trasmetterglielo.
      Ricordo un ragazzino che, anni fa, aveva fatto amicizia con una bambina indiana, sua compagna di scuola. Per dei brutti fatti di cronaca, in quel periodo vi fu una terribile ventata di razzismo che spinse il ragazzino a dire che tutti gli extracomunitari dovevano andarsene dall’Italia. Quando la mamma gli fece notare che allora anche la sua amica avrebbe dovuto andarsene, il ragazzino disse “lei non è extracomunitaria, lei è mia amica!”.
      Ecco, penso che dovremmo dare a tutti l’opportunità di diventare nostri amici.

      Un grande abbraccio anche a te.

    • Ciao Fly.
      Bello e corretto il tuo commento.
      Però, restando sull’argomento bambini, non possono crescere nella loro ingenuità, in quanto espone a grossi pericoli. E con l’esperienza… la abbandonano, quasi spontaneamente. E non credo sia solo perché viene loro insegnato dagli adulti, ma perché la vita di oggi OBBLIGA ad assumere delle difese, e i pregiudizi, nostro malgrado, sono anche forme di difesa. Dovremmo, semmai, essere consapevoli della presenza di un pregiudizio, ed eventualmente limitarne la portata. Proprio perché, nella vita, nulla nasce dal caso, ma ci sono sempre una motivazione o uno scopo ben precisi, anche quando non li conosciamo.
      Ciao.

  9. perdona gli errori…*bisognerebbe* e *spontanea ingenuità’ *

  10. pregiudizi diffidenze…siamo così incanalati in esperienze diverse e così separanti che è facilissimo alzare muri. Religione, appartenenze politiche, ricchezza, povertà, culturati e falsi ignoranti…aggiornati menefreghisti…e l’elenco potrebbe continuate. Come difendersi…con pregiudizi e diffidenza la corazza che spesso ci isola e pronti al precipizio della solitudine crolli psicofisici. Piove e non vuole nevicare su questi monti dell’appennino pistoiese

    • Proprio così Andrea… alziamo dei muri e sbarriamo le porte per paura, senza accorgerci che se nessuno può entrare noi non possiamo uscire!
      In questo mondo alla rovescia la neve quest’anno ha scelto il sud…

      Saluti.

  11. Sono assolutamente d’accordo, sia sulle cause, che in fondo si possono ricondurre alla “ignoranza”, sia – soprattutto – sulla trappola di pensarsi immuni. Buddha, Gesù e pochi altri lo sono 🙂 I comuni mortali, chi più chi meno, ne soffre. E’ umano, ed esserne consapevoli è perciò fondamentale per minimizzare il più possibile le conseguenze 😉

    • Proprio così. È più difficile rendersi conto dei propri limiti che riuscire a gestirli. Solo quando si riconosce una propria mancanza è possibile cercare di porvi rimedio…
      Ciao, buon fine settimana.

  12. Caro Mr. Loto, a volte rifletto e mi confronto su cosa sia un pregiudizio. Di solito, al termine, viene affibbiata un’accezione negativa. È spesso lo è. D’altronde, è la semantica stessa che lo suggerisce: “giudizio prematuro”. Due altre parole che, messe insieme, fanno luce sulla qualità dei pensieri che stanno dietro a certe valutazioni critiche, personali e non. E per “non” intendo condizionate, farine non del nostro sacco. Giudicare è come emanare una sentenza: occorre essere giudici oggettivi, liberi e maturi (prima di tutto verso se stessi), tre caratteristiche umane non così diffuse. Va da sè, che discriminare è l’effetto distorto di quelle valutazioni, nonché della rarità delle tre suddette.
    È sempre un piacere leggerti, amico mio. A presto!

    • Ottima osservazione. Purtroppo viviamo nell’era dell’immediato, tutto viene concepito, usato e dimenticato in fretta. Allo stesso modo i nostri pensieri, le nostre opinioni ed i nostri giudizi si concretizzano in un battito di ciglia. E questo porta a commettere molti errori che spesso non vengono neppure riconosciuti.
      Ti ringrazio molto Nick e ti auguro un lieto fine settimana.

  13. Non voglio giudicare. Non voglio avere aspettative. Voglio solo immedesimarmi…

    Buonanotte Mr.Loto

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