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Sei Gradi di Separazione

Sei Gradi di Separazione

Avete mai sentito parlare della teoria dei sei gradi di separazione?

A volte capita di sentirsi soli o impossibilitati a frequentare gente che ci assomigli. A volte si sogna di incontrare qualcuno che sappia esattamente chi siamo e come ci sentiamo.  Pensando ai sette miliardi di abitanti di questo mondo tendiamo però a pensare che è quasi impossibile trovare l’anima gemella.

Sei gradi di separazione

Eppure secondo questa teoria, detta dei sei gradi di separazione,  ognuno di noi è collegato a qualsiasi altra persona della terra, attraverso le proprie conoscenze, con un numero massimo di cinque intermediari. Pensiamo di voler  inviare una lettera a qualcuno che non conosco ma di cui dispongo delle nozioni generiche. Basterebbero ad esempio il nome, il tipo di lavoro e  la zona geografica di appartenenza.

Secondo la teoria dei sei gradi di separazione, potrei facilmente riuscire nell’ intento usando solo la mia rete di amicizie. Passando la lettera a qualche loro conoscenza, raggiungerebbero la persona che cerco con, al massimo, altri cinque passaggi.

Sembra impossibile eppure non solo questa teoria è stata confermata da diversi esperimenti pratici ma è anche confermata dall’aritmetica. Se ogni individuo conosce 100 persone e ciascuna di queste persone ne conosce altre 100, in due passaggi abbiamo già una rete che copre 10.000 contatti. In sei passaggi arriviamo alla considerevole cifra di  1.000.000.000.000! Una cifra che supera notevolmente il numero attuale degli abitanti del mondo.

Siamo più vicini di quel che crediamo

La  teoria dei sei gradi di separazione è stata dimostrata contando solo sulle conoscenze effettive. Pensate a quanto si elevino le probabilità di riuscita se alla nostra rete di contatti uniamo anche quelli virtuali.

Il mondo, per quanto ci sembri enorme, è più piccolo di quanto immaginiamo. È evidente inoltre,  che  siamo tutti molto più vicini di quanto riusciamo ad immaginare.

Con una tale vicinanza un’idea, un pensiero, ma anche un aiuto nel momento di difficoltà possono diventare, passando da persona a persona, delle forze enormi, che smuovono i mari e le montagne.

Non siamo mai davvero soli, dobbiamo solo imparare a collaborare, a contare di più l’uno sull’altro.

Basta avere l’intraprendenza di dare l’input iniziale ed i sei gradi di separazione potrebbero fare il resto.

Lettura consigliata: Sulla distanza. L’esperienza della vicinanza e della lontananza nelle relazioni umane di Michele Bracco.

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37 commenti

  1. Un grande post mio caro Amico, non lo conosceva il concetto dei sei gradi di separazione, ma so con certezza ovunque io vado in questo mondo sia reale o virtuale trovo sempre persone di cui potrei dire siamo anime gemelle.. (per gli hobby, ideologie, e varie interessi) anzi di alcuni mi sento proprio molto attirata, anche se non lo conosco di persone, come con Te 😉 …

    Mi ha colpito molto questo testo “Sembra impossibile eppure non solo questa teoria è stata confermata da diversi esperimenti pratici ma è anche confermata dall’aritmetica. Se ogni individuo conosce 100 persone e ciascuna di queste persone ne conosce altre 100, in due passaggi abbiamo già una rete che copre 10.000 contatti. In sei passaggi arriviamo alla considerevole cifra di 1.000.000.000.000! Una cifra che supera notevolmente il numero attuale degli abitanti del mondo”.

    Ora mi domando perché non funzione una unione nella vita reale?? Caro abbi un buon fine settimana ti abbraccio Rebecca 😉

  2. Sarà stata anche dimostrata, scientificamente, ma a me ricorda molto la teoria matematica dei due che mangiano un pollo: uno mangia, l’altro guarda, ma… statisticamente hanno mangiato mezzo pollo ciascuno.
    E poi, fra Facebook e company, di contatti ce ne sono a bizzeffe, ma questo non libera nessuno dalla solitudine. E la parola “amicizia”, almeno per me, ha un significato ben più profondo di quello “matematicamente dimostrabile”.
    Ciao.

    • Quella del pollo non è semplice matematica ma statistica.
      È vero che i contatti virtuali non possono sempre liberare dalla solitudine, ma ricorda che dietro ad ogni contatto c’è una persona vera, come te, con la quale si può instaurare un vero rapporto di amicizia.
      L’amicizia non è qualcosa che può essere calcolata matematicamente.
      La teoria dei 6 gradi di separazione infatti non assicura più amici ma ci permette di accorgerci di quanto tutti su questa terra siamo strettamente collegati e molto vicini.
      Se solo imparassimo a contare di più gli uni sugli altri sarebbe davvero una meraviglia…
      Ciao, buon fine settimana.

      • Mi permetto di “ritoccare” la tua ultima affermazione: se solo POTESSIMO contare di più sugli altri sarebbe davvero una meraviglia. Mentre, come l’hai detta tu, ci lascia in balia di mille pericoli. Sai bene che la mia fiducia nel genere umano è molto diversa dalla tua! E non dirmi che “volere è potere”: stavolta non è così.
        Ciao.

  3. Io non credo molto a queste strane teorie. Per me conta l’amicizia reale e vera che potrebbe sfociare anche in un amore. La virtualità può andare bene per distrarci un momento, ma non da quel calore unano come quando delle persone si incontrano e si guardano in faccia.
    Oggi si vive di virtualità e tutti si dicono amici che poi ne arrivano altri. Ma chi di questi si incontrano veramente?
    Da questa virtualità è nata tanta silitudine perché una volta spento il pc, non rimane più nulla.
    Evviva gli incontri personali dove le persone si scambiano pareri, opinioni e quant’altro.
    Buon fine settimana mr. Loto .

    • Si, quello che scrivi è vero, ma il tema della teoria dei 6 gradi di separazione non è l’amicizia ma lo stretto collegamento che ci unisce tutti! Questo fa riflettere sul fatto che, al di la dell’amicizia, se fossimo in grado di collaborare tra di noi, la nostra vita sarebbe molto più semplice.
      Buon fine settimana anche a te.

  4. Mi ero già imbattutto in questa teoria, e, certo, appare sorprendente. E’ evidente nel calcolo che riporti, meno in quello della località. Infatti, molti dei cento individui che due persone che si conoscono hanno, sono con ogni probabilità in comune. Io ad esempio non conosco nessun, poniamo, abitante dello Zimbabwe, e sono pressoché certo che nemmeno nessuna delle persone che conosco ce l’abbiano. E probabilmente nessuno tra i loro conoscenti 😉 Non è così scontato insomma. Quando si arriva al virtuale… bé, è evidente che le probabilità aumentano esponenzialmente.
    A volte mi chiedo se ci abbiamo davvero guadagnato 😐 Anche questo non è proprio scontato 😉
    Il fatto di sentirsi soli è un altro discorso. Ci si può sentire soli avendo mille conoscenti. Credo che valga un po’ come per la libertà: la solitudine nasce prima di tutto nella nostra stessa testa.

    • Non è scontato ma funziona. Pensa che ho provato con questa teoria a collegare me stesso alla regina d’Inghilterra e ci sono arrivato in solo 4 passaggi! Ovviamente questo è un collegamento teorico, nel senso che anche se conosco persone che conoscono persone che conoscono persone che la conoscono, la regina non sarà mai nel mio cerchio effettivo di conoscenze e probabilmente una mia lettera non le verrebbe comunque mai recapitata… ma solo per l’istituzionalità del ruolo che ricopre.
      Ci si può sentire soli anche con mille conoscenti ma, come giustamente hai scritto, dipende molto dalla nostra testa e dal modo in cui ci poniamo di fronte alle molte possibilità che offre la vita.
      A presto.

  5. Mi hai fatto tornare in mene un film bellissimo “Un sogno per domani” la teoria è molto simile, semplice e proprio per questo funziona nonostante lo scetticismo iniziale che si può avere. Queste forme di passaparola hanno funzionato alla grande in occasione di raccolte fondi o cose simili quindi sono applicabili sicuramente anche ad altri ambiti. Bel post, come sempre del resto, buon fine settimana 🙂

  6. Ho subito pensato ad Aristotile ed al suo “L’Uomo è un animale sociale”; ma, aggiungo io, quando si aggrega è per creare gruppo e fare del male ad altri, di norma. Naturalmente quando non è per difesa, ma comunque – in queste circostanze – da altro o altri “gruppi”.
    Poi mi è venuta in mente la cosiddetta “Catena di Sant’Antonio”; procedimento che porta vantaggi ai Vertici, mentre e finché la Base si espande.
    Ciò scritto, la mia anima gemella sono Io e non mi sento solo, anche nei momenti nei quali le persone a me care sono distanti, fisicamente.

    Ciao da luigi

    • Ottimo, quando non ci si sente mai soli vuol dire che si sta bene in propria compagnia!
      Ciao Luigi, buona domenica.

      • Buondì ho le mie teorie sull’amicizia reale e virtuale. L’amico vero è banalmente quello a cui puoi aggrapparti, quando nella vita vera, rimani a piedi nel cuore della notte e a cui la mente, prima del dito sulla tastiera del cellulare, visualizza. Facebook, a cui non ho mai ceduto, rimane un tipico esempio di quanto, realtà virtuale e vissuta sia a volte diametralmente opposta e falsa.
        Ho conoscenti, di cui ne faccio (reciprocamente) a meno per tutto l’anno che non perdono occasione quelle due tre volte che ci vediamo per spingermi ad aprire un profilo, così poi rimaniamo in contatto. Perché col telefono no?

        • Sono d’accordo con te. Ma la teoria dei 6 gradi di separazione dimostra che siamo tutti molto più vicini di quel che crediamo, anche se non necessariamente amici!
          Questo significa che se tu volessi raggiungere una determinata persona nel mondo, perfino quella che ti sembra più irraggiungibile sarebbe alla tua portata, contando soltanto sulla tua rete di conoscenze (anche in questo caso non necessariamente amicizie!).
          Ciao Henry, buona settimana.

  7. 100×100 …1.000.000 mi fanno paura questi numeri ma non mi sconfortano se i miei numeri sono 2×2 …4 …ma sinceri e sempre presenti. I numeri grandi diluiscono l’affetto e il comunicare …
    Forse sono meno bravo di tanti
    Montanaro che mette l’amicizia come qualcosa di sacro e le conoscenze lasciano il tempo che trovano. Forse sono l’unico a non avere una pagina nel libro delle faccine.

    • Non sei l’unico Andrea, conosco più di una persona che non ha un profilo Facebook…. 😉
      E poi non sottovalutare il potere dei semplici conoscenti. È vero, non sono amici nel senso stretto del termine, ma spesso il più grande aiuto arriva proprio da chi meno te lo aspetti.

      Ciao, buona settimana.

  8. Ciao maestro come sta?
    Ho avvertito un senso di angoscia leggendo questo post,certo che se la nostra esistenza fosse davvero legata a questo tipo di connessioni io sono parecchio sconnessa,e non perché non conosco questi gradi di separazione come teoria scientifica,ma perché mi rifiuto di volerli approfondire visto che credo in altri tipi di connessione come l’ empatia,la sensibilità, l’Amore,che ho stranamente scritto alla fine mentre va sempre messo all’inizio!

    Ha ragione che siamo connessi tutti ,su questo concordo con lei, e se crediamo davvero nella libertà di scelta non abbiamo che da decidere quella più idonea al nostro essere.

    Complimenti ,lei è uno stimolo nell’ invogliarmi ad essere presente attraverso la scrittura, vede ha il potere di farmi entrare spesso in connessione ,cosa che non ho mai sottovalutato caro maestro.

    Vorrei se me lo concede, fare un particolare saluto ad Henry,mi è piaciuto molto il suo commento aveva il sapore della realtà, di cui spesso ci si dimentica….o da cui spesso si fugge.

    Buona serata a lei e a tutti .

    • A volte l’empatia e la sensibilità non bastano. Se una persona ha fame o freddo, ad esempio, puoi essere empatica e sensibile quanto vuoi ma se non fai niente di pratico portandogli cibo o coperte non serve a un granché quello che provi! 😉
      La teoria dei 6 gradi di separazione dimostra che se tutti gli esseri umani collaborassero potrebbero essere risolti molti problemi, soprattutto pratici… perché siamo molto più vicini di quel che crediamo. Certamente ci vuole sensibilità ed empatia per collaborare, ma anche sano senso pratico!
      Io sto bene, grazie per l’interessamento, spero che sia lo stesso per te.
      Rileggi il post cercando di vederlo sotto un’altra prospettiva. Non dovrebbe causarti angoscia ma curiosità.
      Buona serata.

  9. Vuole sapere pubblicamente cosa mi dice l’empatia in questo momento ,quella specie di connessione che dovrebbe unirci tutti?
    Che lei mi ha appena mentito!
    No,lei non sta affatto bene …..non sta bene a causa della lontananza che vede in me, e che vede negli altri…ma ha una grande volontà di credere in questo genere di connessioni che sono tutte legate alla mancanza di amore nel genere umano, sta soffrendo nel sentirmi così vicina ed allo stesso tempo così distante ,e che cos’è questa distanza? La tecnologia?La diffidenza?

    Se ho ben capito questo genere di empatia adesso dovrebbe dirci che la risposta la conosciamo molto bene,che sappiamo conoscere e riconoscere cosa ci fa stare bene e cosa no,tutto è dentro di noi,non abbiamo bisogno di aiuti che ci leggano la nostra interiorità in cambio di denaro,abbiamo bisogno solo di noi stessi e di condividerlo con chi sa tradurre il nostro stesso linguaggio.
    Lei cerca di tradurre il mio ed io il suo, per favore smetta di inviarmi segnali che mi dimostrano il suo malessere ,più del mio e se riesce a dirmi di non sapere cosa voglia dire essere empatici,perché quel che ho scritto non le dice nulla allora tanto meglio che io creda nella capacità mia di vivere nel mondo delle paranoie e delle illusioni,in fondo anche questo vorrà dire qualcosa ..

    Si siamo molto più vicini di quel che supponiamo non rendercene conto ,io ci sono, anche lei c’e’…cosa propone? É lei che vede connessioni anche grazie alla tecnologia o mi sbaglio? Ammetto che non credo di aver potuto incontrarla al supermercato casualmente,ma l’ho incontrata qui a causa di…in un mondo che non comprendo bene così come non comprendo quello reale.

    Cosa ha di patologico tutto questo?
    Immagino che dentro di me dovrei avere la risposta vero?

    SI,è così ….
    Ma sempre quell’ empatia mi dice che lei sappia bene tutto questo di me e anche degli altri, ed è questo il nostro cibo e le nostre coperte ….io sono preoccupata per chi mangia caviale e beve champagne e si copre con pellicce di animali sacrificati con l’illusione di vivere un lusso eterno..

    Sono preoccupata per chi emana leggi e non le rispetta,sono preoccupata per tutti questi immigrati che sbarcano nelle nostre terre e squarciano i nostri cuori dando la loro vita ai pesci in mare e denaro a chi dietro di essi accumula idee teoriche e pratiche su una nuova fonte di guadagno,sono preoccupata per tutti figli di queste nostre realtà che genereranno figli da squarciare i cuori di altri abitanti di nuovi paesi,dando la nostra vita ai pesci in mare e denaro a chi dietro di essi accumulerà idee teoriche e pratiche su una convalidata formula di guadagno…

    Sono angosciata,preoccupata,delusa,diffidente…..malata immaginaria che quello che vedo è prima di tutto dentro di me…..dentro di noi,dice qualcuno.

    Grazie ,lei è riuscito a farmi dire tutto questo…..me ne ha dato la capacità oltre che la possibilità… questo è il miracolo che potrebbe avvenire con un genere di connessioni simili…

    Non ho riletto il post,lo avevo letto già alcune volte,forse mi sfugge qualcosa che ancora non comprendo,come il non volerlo rileggere..ciao

    • Non ti ho mentito e non vivo alcun malessere.
      Le cose nel mondo sono come devono essere, in base a quello che ognuno di noi è.
      Ha senso dispiacersene, soffrirne, ma non far nulla per cambiare lo stato delle cose? Oppure è più logico accettare la realtà col sorriso e fare tutto quello che si può per cambiare quel che non riteniamo buono e giusto?
      Possiamo, dobbiamo decidere il comportamento degli altri? Oppure possiamo cambiare il nostro comportamento e ancora prima i nostri pensieri?
      Questo mondo in realtà ha bisogno di cose semplici, alla portata di tutti: gioia, onestà ed attenzione nei confronti degli altri.
      Non sottovalutare mai il potere del buonumore e dell’allegria. 🙂
      Non è mai una colpa essere contenti!

      A presto.

  10. Non ti ho mentito e non vivo alcun malessere.

    Potrebbe bastarmi questa frase maestro ,potrei avvertire questo stato di contentezza sostenendo la sua bellissima frase che la sorregge con queste parole:
    Questo mondo in realtà ha bisogno di cose semplici,alla portata di tutti:gioia,onestà ed attenzione nei confronti degli altri.

    Potrei subito dimostrarle che queste frasi ad effetto vanno bene per chi è poco attento non solo alla propria contentezza ma anche a quella degli altri,oppure é molto attento alla contentezza altrui perché vive di persona il malessere legato alla sua non contentezza,..

    Cosa vuole che faccia adesso che riporto tutti i pezzi sparsi in rete dove lei esprime il suo malessere per questa umanità?

    Possiamo,dobbiamo decidere il comportamento degli altri?

    Certo che no,possiamo sintonizzarci sulle stesse frequenze però e capire il perché di tali comportamenti,senza nessuna forma di pregiudizio perché noi non saremo mai l’ altro così come l’ altro non è noi…La mancanza di amore nel genere umano sin nel grembo materno è il risultato di molti comportamenti a seguirsi .

    E costui un giorno disse:” Io penso che siamo in questa vita perché il nostro spirito deve imparare delle lezioni”.Sagge parole furono per me.

    …..rilegga queste righe e poi rifletta su quel che ho definito “mentire”…forse dopo potremmo anche parlare di quella onestà ed attenzione nei confronti degli altri!

    “…..mi è capitato tante volte di sentire quel vuoto, quel l’inutilità del tutto,quel desiderio di chiudere gli occhi per sempre.”

    Nessuno sembra essere immune da qualcosa, mi smentisca se vuole.

    • Non uso frasi ad effetto. Se fanno effetto è perché probabilmente ci si scorge un pizzico della propria verità.
      Certe cose si possono comprendere soltanto se si sono provate in prima persona. Non necessariamente però bisogna continuare a provarle.

      Proprio perché nessuno ne è immune a volte è utile trovare qualcuno che ti indichi una scorciatoia. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E questo è uno di quei comportamenti degli altri che bisogna rispettare, senza sentirne troppo il peso.

      Sorridi!!

      • Sorridi!!

        Riesce a fare qualcosa a comando,se non parte dalla sua spontanea interiorità?

        Riesce a spostare i sentimenti negativi in positivi, senza ascoltare o anche accettare il motivo interiore di quella negatività?

        Riesce a capire davvero quello che scrive,il perché lo scrive e il come chi legge possa recepirlo?

        Riesce mai ad abbandonarsi alla necessità di quello stato negativo per poterlo poi metabolizzare in positivo?

        Riesce a portare l’intera umanità sotto la stessa luce che ha illuminato lei sperimentando di persona esperienze con tempo e spazio differente dagli altri anche se di identica natura?

        Qui cito Loris, sulle verità assolute di cui concordiamo che nessuno ancora dispone.

        Alcune cose vanno davvero prese con leggerezza,senza fossilizzarsi troppo negli studi e nelle analisi,altrimenti come lei mi faceva notare,verrebbe meno la nostra spontaneità, e per questo ho sorriso perché ho ben compreso che se lo ha scritto voleva esattamente questo, fra le tante sottigliezze che riesco a cogliere come quel” pizzico di verità” in cui pensa qualcuno si riveda …chissà aumentando la sua autostima nelle credenze…

        É sempre un piacere lo stimolo che mi offre nello scrivere..mi ricambia il sorriso?

        • Certo che ricambio il sorriso! 🙂

          Ti auguro anche una lieta serata.

        • Ciao Saichisono.
          E grazie per avermi citato.
          Ti chiedo solo una cosa: ma ci provi gusto ad essere così complicata?
          Qualche volta occorre prendere la vita con leggerezza, o meglio ancora, come suggerisce Mr.Loto, con un sorriso.
          Provaci e… facci sapere. E guai a te se provi a dirmi che non ne sei capace. IMPOSSIBILE! 🙂
          Ciao.

          • Ciao Loris!!
            Sai cosa ho dedotto dalla tua domanda ,che mentre tu dubbiosamente mi chiedi se provo gusto ad essere complicata , io non mi capacito ancora della tua semplicità nel parlarmi così bene di ” imprinting “…

            Adesso possiamo anche fare un bel sorriso tutti insieme e dimenticarci per un attimo di qualunque grado di separazione , sono certa che un bel sorriso collettivo ,dietro le quinte ci faccia comprendere davvero cosa voglia dire UNIONE .. e non separazione.

            Comunque grazie Loris ,io sono un essere umano come tutti, e riesco a piangere ma anche a sorridere..figurati a volte lo faccio contemporaneamente, grazie e buona serata a tutti ..

  11. Ultimamente il mio grado di separazione sembrerebbe essere ben più di sei…ci devo lavorare :-))
    Bel post, interessante anche quanto scrive “Saichisono” che ha dato vita ad un bel scambio epistolare fra voi due.
    Buona serata.

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