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Uguaglianza non Significa Giustizia

Uguaglianza non Significa Giustizia

È importante combattere contro le ingiustizie ma ultimamente ci dimentichiamo spesso che uguaglianza non significa giustizia.

Tendiamo sempre a cercare di azzerare le differenze, nella convinzione che questo sia giusto. In realtà uguaglianza non significa giustizia e le differenze sono necessarie al buon funzionamento di una società e di una famiglia.

Uguaglianza non significa giustizia

Facciamo qualche esempio. Una squadra di lavoro senza un leader che coordini e si assuma le responsabilità, darebbe luogo ad indecisioni e discussioni interminabili. Ovviamente, per essere un buon leader, deve essere giusto. Un buon leader deve provvedere alla serenità di chi è sotto di lui e non pensare a se stesso.

Che uguaglianza non significa giustizia lo vediamo anche nel rapporto genitori-figli. Se i genitori non sanno assumersi il ruolo di educatori con giustizia, i figli cresceranno senza regole. E crescere senza regole non è affatto bello come sembra.

Lo stesso vale per le differenze tra uomini e donne. Vogliamo a tutti i costi vedere e trattare i due sessi allo stesso modo. Eppure anche in questo caso uguaglianza non significa giustizia! Mi chiedo a quante donne sembri giusto dover scegliere tra avanzamento di carriera e famiglia, come oggi spesso accade. Una donna ha necessità diverse da un uomo. E si dovrebbe sempre tenerne conto se si cerca la giustizia.

Uguaglianza ed Equità non sempre Coincidono

Il mondo è pieno zeppo di differenze.

A causa di queste diversità  la natura, della quale tutti noi facciamo parte, a volte ci sembra crudele ed ingiusta. Credo sia capitato a tutti di pensarlo, ad esempio, quando guardiamo quei documentari in cui un leone mangia una gazzella. Ma anche il leone deve nutrirsi per continuare ad esistere.

Nascere leone o gazzella non è una scelta e neppure una colpa.

 È forse ingiusto che un gatto non possa volare o che certi alberi perdano le foglie ed altri no?

Albert Einstein diceva: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.”

Non possiamo valutare tutti con lo stesso metro di giudizio. Ogni essere ha le sue prerogative, per questo uguaglianza non significa giustizia, non possiamo, non dobbiamo annullare le differenze. È una questione di semplice equilibrio.

L’errore di base consiste nel valore che attribuiamo agli altri esseri viventi. Purtroppo abbiamo bisogno di vedere cose uguali per attribuirgli uguale valore. Perché non riusciamo a vedere oltre il nostro naso!

Uguaglianza non significa giustizia perché siamo tutti meravigliosamente diversi!

Combattiamo dunque per l’equità! Perché ogni essere vivente deve essere rispettato per ciò che è ed andrebbe aiutato secondo le sue precise necessità.

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12 commenti

  1. In effetti il problema non è l’uguaglianza, ma il rispetto delle diversità, da parte di tutti, ma questo concetto è sconosciuto ai più purtroppo!
    Buona domenica 🙂

    • Purtroppo! Speriamo che l’esperienza, l’apertura mentale e l’amore per il prossimo ci aiutino a comprendere.
      Ciao Silvia, buona domenica!

    • Equità, una parola importante, ma pensarla con il mondo di oggi vien un po’ da ridere (per non piangere in realtà). Essere equi vuol dire essere giusti, al di là dei propri interessi (e mi vien da ridere, per non piangere), ma quanti al giorno d’oggi sanno esserlo? Forse il vero esame di coscienza sarebbe questo e la giusta assoluzione: fare qualcosa per il prossimo. Almeno per chi ne ha la possibilità. Ma ciò che accade in questo nostro mondo è che proprio chi non ce l’ha soffre nel vedere il prossimo soffrire, e invece chi ce l’ha, la possibilità, se ne frega altamente. Da donna, a me quello che sta diventando questa nostra società fa veramente schifo, in nome dei propri interessi si calpesta chiunque e qualunque, “fregare” l’altro sembra quasi diventato un vanto piuttosto che una vergogna. Credo che si stia avvicinando al dunque, se non ci si pone dei limiti oltre i quali non si deve andare.
      Tu, Mr Loto provochi. A quale donna potrebbe piacere questo mondo coniugato solo al maschile? Mai come ora appare così chiaro, sta andando tutto a rotoli proprio per questa presunzione tutta al maschile di pensare al mondo come cosa propria quando invece appartiene a tutti. Sarebbe ora che i “maschietti”, quelli arroganti e presuntuosi, (mica sono tutti così per fortuna) si facessero da parte e lasciassero fare a chi invece conosce il vero valore delle cose e della vita. Credo che mai come ora, almeno per il periodo che ho vissuto io, gli inetti e gli incapaci abbiano avuto tanta voce in capitolo, sarebbe ora di voltare pagina.

      • In linea generale quello che hai scritto è condivisibile, basta guardarsi intorno per darti ragione. Il fatto è che a questa società apparteniamo anche noi… in fondo siamo tutti colpevoli. L’unico modo per cambiare il mondo circostante è quello di cambiare se stessi.
        Preferisco pensare positivo e sono convinto che presto raggiungeremo quella consapevolezza necessaria per fare un passo avanti verso la vera civiltà. Buona settimana.

  2. Sante parole, soprattutto in un mondo in cui l’appiattimento e la negazione della diversità che arricchisce sta rendendo tutto più grigio e più ingiusto.

  3. Ma vi rendete conto di ciò che sta accadendo? Ai nostri ragazzi stanno cercando di mettere in testa che tutto ciò che di negativo accade è sempre colpa di qualcun altro, quando in realtà non è altro che il frutto di scelte che sono state fatte da chi ci ha preceduto e di cui ora tiriamo le somme, così come ciò che stiamo decidendo ora andrà a cadere tra capo e collo di chi verrà dopo di noi.
    L’altro giorno sono andata in un ecocentro di un piccolo paese di provincia, c’era un sacco di gente che portava cose di ogni genere. Mi sono guardata intorno e a vedere quei container pieni mi sono chiesta se ciò che facciamo (e mi sono messa dentro, eh!) è giusto. Buttiamo un sacco di cose, tentare di aggiustarle spesso nemmeno vale la pena, costa meno comprarle nuove. E poi c’è una bella fetta di popolazione che non può permettersi neanche il pane quotidiano. Ma come abbiamo ridotto questo mondo che neanche ci appartiene?

    • Il punto è proprio questo. Non ci rendiamo conto che nulla su questa terra ci appartiene. Purtroppo manca molto l’educazione al rispetto dei beni condivisi… e se continueremo di questo passo ci renderemo presto conto che non rispettare l’ambiente significa condannare anche se stessi.
      Buona serata.

  4. W la differenza; così era scritto su un muro che inneggiava a quella tra maschio e femmina.

    Ciao

  5. Siamo diversi sì, non solo tra maschi e femmine, ma tra individuo e individuo. Non esiste una copia di se stessi, nemmeno tra i gemelli. Possono essere identici esteriormente, ma interiormente mai. Ognuno è per come è, e per come affronta la vita. Se l’affronti con intelligenza e sensibilità molto probabilmente troverai molte porte aperte; se l’affronti da stronzo molto probabilmente sbatterai il muso tante volte. Infondo, non si dice che ognuno raccoglie quel che semina?
    È anche vero che nella nostra società se da un lato si cerca di azzerare le differenze, e ciò spesso è frutto di una educazione mediocre e di una scarsa conoscenza, in contemporanea si tende a etichettare e a “chiudere” le persone in precisi ruoli, più per immaturità o per interesse che per giustizia. Non è un paradosso?
    La gente per fortuna è un bel miscuglio in tutti i sensi, sai se fossimo tutti uguali, e magari pieni di risentimento? Conosco certi tipi sempre in competizione con tutti, persino con i propri famigliari, gelosi persino dei propri figli, vivono una vita amara, condizionata dai conflitti vissuti nell’infanzia mai risolti, e anzichè cercare di superarli, magari anche con il sostegno serio di una terapia psicologica, non fanno altro che cercare qualcuno da incolpare per le proprie disgrazie. E intanto spargono malumore ed energia negativa intorno.
    Perchè una cosa è certa, in una tale condizione non riuscirai a trattenere nulla, tutto sarà solo di passaggio perchè non sei capace di prenderti cura dell’altro, così come non sei capace di prenderti cura delle cose, del lavoro: dall’entusiasmo iniziale tutto sarà portato all’estremo, consumato e rottamato, e sarai pronto per una nuova esperienza e tutto andrà esattamente nello stesso modo. Come una droga hai bisogno sempre di novità da consumare e da aggiungere nella “lista delle cose che non ho”, ma non ti rimarrà mai nulla finchè ti ostini a percorrere questa strada sbagliata. Anzichè cercare nell’altro, devi imparare a coltivare te stesso, a trovare soddisfazione per ciò che sei e per ciò che fai “…imparerai che devi coltivare il tuo giardino da solo e decorare la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti dei fiori”.
    Sai, se tutti ci ritenessimo adeguati così? Il mondo non finirebbe, ma noi umani sì, saremmo già scomparsi da tempo perchè mancherebbe l’amore che prima di tutto è rispetto e comprensione dell’altro.
    Buona serata a tutti e scusate il papiro

    • In questa epoca siamo tutti convinti di poter fare a meno degli altri. Il denaro ci ha dato l’illusione di poter bastare a noi stessi, di poter fare tutto da soli. Questo ci rende egocentrici ed egoisti e non ci permette di capire che se esistono le differenze è perché questo ci è necessario. Non soltanto accogliere il ‘diverso’ ci permette di imparare cose che altrimenti non avremmo imparato, ma permette anche di avere opportunità che non avremmo mai avuto. Ma come giustamente scrivi, nella vita è anche una questione di saper vedere… dentro noi stessi e fuori.
      Grazie per le tue riflessioni, i tuoi papiri sono sempre interessanti! ☺️
      Buona serata.

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