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Diritto di Proprietà

Il Diritto di Proprietà

L’articolo 832 del codice civile definisce il diritto di proprietà.  Recita: “Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico”.

Diritto di proprietà

E noi esercitiamo il diritto di proprietà in modo molto ampio. Non ci sentiamo soltanto proprietari di case, macchine, computer etc. Nutriamo la stessa possessività che il diritto di proprietà suscita, anche sul lavoro, sugli affetti, sulla nazione e molto altro ancora.

Possediamo infatti in senso lato molte cose che riteniamo intoccabili, nostre e solo nostre.

Eppure il diritto di proprietà, la necessità di avere in modo esclusivo, rende la nostra esistenza difficile, a volte perfino infelice. Eppure noi non facciamo altro che volere di più, sempre di più.

Non è un caso che le persone di un certo spessore spirituale tendano tutte a liberarsi dei propri averi. Tutto quello che pensiamo ci appartenga spesso finisce con il possedere noi, cambiando i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Paura, stress, gelosia, diffidenza e violenza sono i frutti velenosi della possessività.

Pensi che non sia così?

Le Proprietà ci Incatenano

Prendiamo in considerazione gli oggetti, i beni materiali. Siamo così impegnati a difendere ciò che è nostro da riuscire a malapena a goderne. Ed ecco che mettiamo inferriate alle finestre e antifurto nell’ auto. I gioielli sono chiusi in cassaforte per la paura che ci vengano portati via e la sfiducia negli altri aumenta perché potrebbero mirare ai nostri interessi.

Pensiamo al lavoro. L’attaccamento al senso di sicurezza che dona un posto fisso o allo status sociale che ci garantisce, spesso ci impedisce di fare quello che veramente vorremmo. Così ci ritroviamo corrosi dallo stress che ci divora dentro lentamente.

Ancora peggio è il diritto di proprietà che cerchiamo di esercitare sul nostro partner e su tutti gli affetti. La possessività produce gelosie morbose, ossessioni ed insicurezze, trasformando la vita sentimentale in un inferno per noi e per gli altri.

Perfino l’eccessivo attaccamento nei confronti della propria nazione diventa un problema. La patria è vista come un territorio ben definito di appartenenza culturale da difendere dall’invasione dei nuovi conquistatori. Questo atteggiamento scatena ostilità, razzismo e violenza ed impedisce di vedere che invece il mondo è di tutti.

In fin dei conti il diritto di proprietà ci priva del diritto di essere sereni. Senza che ce ne rendiamo conto, la possessività ci incatena e ci priva della libertà.

Non saremo mai liberi fino a che non saremo in grado di godere di ogni cosa senza però, sentirci proprietari di essa. Perfino la nostra vita, che pensiamo ci appartenga in modo esclusivo, può esserci tolta in un istante.

Lettura consigliata: Il tempo della decrescita di Serge Latouche

Il tempo della decrescita

Il Diritto di Proprietà

12 Commenti

  1. Caro Loto, ci sarebbe tanto da dire su questo argomento, l’articolo 832 parla chiaro, ma quante volte ci sentiamo violentati da questo articolo!!! Tutti i giorni sentiamo che si impossessano del cose altrui e che poi sono problemi per riaverli. Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    • Eh già, basterebbe più rispetto e meno attaccamento per trovare, da una parte e dall’altra, un po’ di equilibrio.
      Ricambio il sorriso e ti auguro anche io un lieto fine settimana.

  2. Già, in merito c’é molto da dire.Personalmente condivido il dire…La tua libertà finisce dove inizia quella dell’altro. Ci vorrebbe vero amore, vero rispetto…Ma quanti pensano e vivono contemplando gli insegnamenti dei saggi e dei grandi Maestri.Quando l’umanità sarà veramente progredita probabilmente non ci sarà bisogno di leggi ordinamenti e tutele varie…Siamo progrediti molto dal punto di vista tecnologico, ma da quello spirituale siamo piú o meno ancora abitanti di caverne.C’é chi parla di un nuovo futuro dove l’anima e lo spirito prenderanno posizione prioritaria, io lo spero vivamente…La vita sarà migliore in termini qualitativi e assaporeremo il vero senso della vita.

    • Io credo in quel futuro ma credo anche che sia il traguardo di un lungo percorso che inizia con un risveglio generale. Per questo c’è bisogno di continuare a cercare di spingere l’attenzione della gente su certi argomenti. Perché riflettere fa parte della nostra natura ma la maggior parte di noi è troppo impegnata nel rincorrere “altro” per fermarsi un attimo su pensieri che potrebbero cambiare davvero la sua vita.
      Abbiamo bisogno di riprendere contatto con la parte più autentica di noi.
      Grazie, buon fine settimana.

  3. “Perfino la nostra vita, che pensiamo ci appartenga in modo esclusivo, può esserci tolta in un istante.”

    Credo sia davvero così, tutto ciò di cui materialmente pensiamo esserne possessori che ci piaccia o no lo perderemo … ci ritroveremo un giorno tutti indistintamente alla pari ..nessuno possederà nulla nemmeno chi pensa all’eredità delle sue future generazioni!

    Straordinario questo dovere che scaturisce da un diritto!

    Andranno consegnate le chiavi che ci hanno dato l’accesso all’ eccesso!

    Io ho tradotto questo post in queste parole a seguire :

    “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore..”

  4. Quei versi (Matteo 6, 19-21) sono bellissimi e non serve credere in Dio per coglierne l’assoluta verità. Dove c’è possesso c’è inquietudine e paura mentre nella condivisione si trova la vera gioia!

    Un abbraccio.

  5. …e nella sua risposta ne ho avuta un altra che ancora aspettavo ..
    Ricambio l’abbraccio e approvo la condivisione😉

  6. Eh già dura non essere “possessivi” alle volte. Infondo si è esseri umani … il “fallimento” è insito forse nella natura umana e quindi tutte le debolezze diventano “normali”.

  7. “Se ciascuno vuole ogni genere di beni materiali per sé e nella maggior quantità possibile, siccome questi beni sono limitati, essi non saranno mai sufficienti per tutti. E perciò quando gli uomini vivono, pensando ciascuno solo a se stesso, non possono fare a meno di portarsi via l’un l’altro questi beni, di lottare ed essere nemici tra loro: per questo la loro vita diviene infelice. La vita ci è stata data perché sia per noi un bene e noi questo ci attendiamo da lei. Ma perché sia così, dobbiamo capire che la vera vita non è nel corpo, ma in quello spirito che abita dentro il nostro corpo, dobbiamo capire che il nostro bene non consiste nei piaceri del corpo e nel fare ciò che chiede il corpo, ma nel fare ciò che esige quell’unico spirito, che abita in tutti noi.

    Questo spirito vuole il suo proprio bene, cioè il bene dello spirito, e poiché questo spirito è il medesimo in tutti, esso vuole il bene di tutti gli uomini. Desiderare il bene degli altri, significa amarli. E nulla può impedirci di amare e più si ama, più la vita diviene libera e felice.

    Di conseguenza gli uomini, per quanto facciano, non sono mai in grado di soddisfare i loro desideri materiali, perché ciò che serve al corpo non sempre è possibile procurarselo e per procurarselo bisogna lottare contro gli altri; al contrario, l’anima, che ha bisogno solo d’amore, può essere soddisfatta facilmente: per amare non dobbiamo lottare contro nessuno, anzi più amiamo, più andiamo d’accordo con gli altri.

    Nulla poi ostacola l’amore e più uno ama, più diventa felice e allegro, non solo, ma rende felici e allegri anche gli altri. Ecco, cari fratelli, quello che volevo dirvi, prima di lasciare questa terra.

    Al giorno d’oggi si sente dire da ogni parte che la nostra vita è amara e infelice perché mal organizzata, dobbiamo trasformare le strutture sociali e la nostra vita diverrà felice. Non credete assolutamente a ciò, cari fratelli !

    Non illudetevi che l’una o l’altra struttura sociale migliorerà la nostra vita. Intanto, tutte queste persone, che si stanno impegnando per migliorare l’organizzazione della società, non sono d’accordo fra loro. Gli uni propongono un progetto come il più adatto, gli altri affermano che quello è pessimo e che solo il loro va bene, i terzi bocciano anche questo e ne propongono uno ancora migliore.

    Poi, anche ammettendo che si trovasse l’organizzazione sociale ideale, come farla accettare da tutti, e come realizzarla, se la gente è piena di vizi ?

    Per costruire una vita migliore, devono divenire migliori i singoli individui.”

    Conosce la fonte di queste righe mr.Loto?

    Ecco la dimostrazione dell’importanza della “condivisione”..!!…magari qualcuno prima di morire stava dimostrando che si può essere in vita anche senza la materialità del nostro corpo…attraverso queste verità!

    Buona giornata

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