Psicologia

Etichettare le Persone

Un'Abitudine Piuttosto Diffusa

Etichettare le Persone

È facile etichettare le persone perché tutti, in quanto esseri umani, abbiamo connotazioni positive e negative in abbondanza. Ognuno di noi è e può essere moltissime cose: figlio, amico, collega, divertente, chiacchierone, depresso e molto altro.

Etichettare le persone

 

Queste sono delle differenze individuali e alcune cambiano nel corso della vita. In fin dei conti però, questo essere e poter essere tante cose ci rende tutti simili. Eppure troviamo sempre un modo per alzare dei muri tra di noi con l’abitudine di etichettare le persone che ci circondano.

E allora formuliamo giudizi affrettati sulle ragazze che hanno avuto molti uomini, su chi non è mai serio, su chi mangia troppo e via dicendo. Tendiamo a etichettare le persone come se queste, nella loro intera esistenza, non fossero null’altro che i loro difetti più evidenti. Ma questo succede anche per i pregi. Nei nostri giudizi ad esempio, c’è sempre anche quello che ha studiato o quello che è troppo buono.

Il punto è che la gente è quello che è attraverso le esperienze di vita e le scelte che fa. Etichettare le persone significa cristallizzarle per sempre in un personaggio, come se non potessero mai essere considerate diversamente. Nella vita però si cambia continuamente e soprattutto si hanno molte sfaccettature.

Etichettare le persone inoltre, compromette l’obiettività dei nostri giudizi sulla loro totalità di esseri umani.

Se imparassimo a non usare dei compartimenti stagni nella nostra testa quando pensiamo a qualcuno, il rapporto tra gli uomini cambierebbe in meglio.

Bisogna Fare Attenzione alle Parole

Cosa succederebbe se un uomo che sta per andare con una prostituta pensasse di andare con una figlia? In fondo non è altro che un’altra parte della verità. E se invece di africani ed europei, li chiamassimo solo persone? Cosa accadrebbe se gli ebrei, i musulmani ed i cristiani diventassero nella nostra mente solo gente che crede in un unico Dio?

È strano come, piuttosto che le somiglianze e l’unione, cerchiamo sempre le divisioni e a queste diamo maggiore importanza. L’abitudine di etichettare le persone e creare divisioni ci viene inculcata anche dai Mass Media.

Pensate a quante volte, riportando una notizia, vengono sottolineate delle connotazioni individuali come la nazionalità o la religione di chi commette crimini. Potrebbero essere dettagli irrilevanti ma diventano un pretesto per spingere il giudizio di chi legge o ascolta verso le divisioni. Così ad esempio, un assassino viene etichettato come un islamico, come se questa connotazione fosse l’unica che lo lega al crimine commesso.

Prima di etichettare le persone, anche solo mentalmente, ricordati che ognuno di noi è anche molto altro. Se non lo fai, rischi di distorcere il tuo sguardo sulla realtà e perfino di pensare ciò che altri vogliono farti credere.

Lettura consigliata: Atlante dei pregiudizi di Yanko Tsvetkov

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12 Commenti

  1. Mi è capitato(sarà capitato a molti se non moltissimi…), di parlare con persone che se pur non conoscendomi(se non superficialmente) credevano di sapere tutto su di me. Io ascoltavo… E me la ridevo, e cercavo di capire da dove potesse nascere tutta questa sapienza?! Non abbiamo tempo o voglia di conoscere veramente… Sopratutto non ascoltiamo, l’altro in fondo neppure lo vediamo e ciò che è triste non lo consideriamo. Da dove può nascere tutto questo? Nessuno ci ha insegnato ad amare, ad essere amati… Siamo analfabeti nell’amore, di una parola tra l’altro che viene usata in tutte le salse. Conoscere gli altri richiede tempo, neutralità specialmente all’inizio, andare in profondità… Cercare di capire. Osservarsi ed osservare, magari senza giudicare ci sarà poi tempo per crearsi un’opinione reale fedele di fatti e persone che abbiamo di fronte. Il pregiudizio è sempre sbagliato. Cearsi un opinione dopo aver conosciuto, soppesato… Credo sia giusto e importante saper discernere per poter poi operare la scelta più opportuna… Contribuirà alla nostra felicità.

    1. Sono d’accordo con te e aggiungerei anche qualcosa a cui si pensa di rado. Anche quando pensiamo di conoscere qualcuno non dobbiamo mai smettere di osservarlo perché, nel tempo, si cambia, tutti cambiamo. Invece tendiamo a cristallizzare l’opinione che ci siamo fatti degli altri e perfino di noi stessi.
      Ciao, buona serata.

  2. Spesso non crediamo di giudicare e non ci accorgiamo di avere pregiudizi, invece è così… classifichiamo le persone a nostro piacimento e guai a chi ci contraddice. Purtroppo la natura umana ci porta a far questo ed è bene rifletterci sopra e cercare di migliorarci, con tutta l’umiltà che serve. Buona serata Mr.Loto e grazie di queste belle riflessioni che ci proponi

    1. Hai ragione, spesso etichettiamo le persone senza nemmeno accorgercene. In effetti tendiamo un po’ tutti ad analizzare poco i pensieri che facciamo… infatti sono moltissimi quelli che vivono senza avere una vera coscienza di se. Abbiamo bisogno di imparare ad essere un po’ più presenti.
      Buon fine settimana!

  3. “Prima di etichettare le persone, anche solo mentalmente, ricordati che ognuno di noi è anche molto altro. Se non lo fai, rischi di distorcere il tuo sguardo sulla realtà e perfino di pensare ciò che altri vogliono farti credere”…

    Ho preso come esempio solo questo pezzo ,ma in realtà è l’intero post che dà validità a quanto scrivi!

    Sai qual’è il mio timore?
    Quello di avere una sorta di pregiudizio su chi etichetta le persone ,specie se si contraddice in altri contesti e magari a te dice chiaramente che va oltre il suo modo di ” amare ” le persone!

    Quindi cosa accade in questo caso ,esattamente quello che gli altri vogliono farti credere,un po feriti ci si sente e si etichetta con :persona falsa, bugiarda..!

    Mr. Loto questo post rappresenta il modo perfetto di come mi piacerebbe vivere tutte le imperfezioni umane!

    Forse commetto un errore…
    cercare la fonte di tutto questo suo scrivere e vederla altrove, e spesso si confonde nella sola apparenza di bei scritti da cui si è attenti ad attingere per calamitarti con una “bellezza” contraffatta dal desiderio di emergere per qualcosa o da qualcosa attraverso qualcuno…Ma anche qui,anche in questi casi bisogna essere vigili e mettere in pratica questa sua bellissima parte di esempio…esattamente per non distorcere il nostro sguardo interiore sulla realtà!

    Grazie e buona giornata!

    1. Il tuo timore è giusto, perché è più facile non etichettare chi pensiamo sia una minoranza o più debole piuttosto che le persone che non ci piacciono per qualche loro connotazione. Molti, ad esempio, combattono contro l’omofobia o il razzismo ma non si rendono conto di essere a loro volta ciò che combattono nei confronti di chi la pensa diversamente. Il punto è che siamo tutti diversi ma in ognuno di noi non c’è solo male o solo bene… tutto quello che siamo è un risultato provvisorio di quello che sia di base più quello che abbiamo sperimentato ed imparato. Bisogna imparare a leggere le persone più in profondità.
      Buona giornata.

      1. “Molti, ad esempio, combattono contro l’omofobia o il razzismo ma non si rendono conto di essere a loro volta ciò che combattono nei confronti di chi la pensa diversamente”

        Vero, “razzista” e “omofobo” sono termini o meglio “etichette” che persone hanno dato ad altre persone,pur trattandosi di base sempre di “persone”!

        Non fa una piega la sua risposta ,almeno per come la vedo io.

        Imparare a leggere le persone più in profondità sarebbe una grande
        speranza sopratutto per le persone che credono davvero nell’amore !

        Sei dotato di un ottimo livello di intelligenza emotiva,per quello che trasmetti da quel che scrivi e dalle risposte ai commenti…una chiave per aprire tante porte chiuse.Grazie e buon lavoro!

  4. Poco fa ho letto un articolo e se davvero un blog è lo specchio dell’anima di chi lo gestisce,allora la sua anima è inconfondibile !…più empatia e meno spazio alle etichette…queste ultime cercano di distrarci e di sottrarci l’ energia di cui solo l’amore ne ha potere!

    1. Esatto, serve più empatia e meno etichette e, là dove l’empatia è impossibile per delle diversità troppo profonde, deve esserci il desiderio di capire, di guardare più in fondo.
      Ciao, a presto.

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