Riflessioni

Il Cervo alla Fonte di Fedro

Il Cervo alla Fonte

Nel I secolo lo scrittore romano Fedro compose una favola intitolata il cervo alla fonte che ancora oggi risulta interessante.

Il Cervo alla Fonte

Fedro è un autore molto famoso per le sue favole che univano al piacere della lettura un insegnamento. Tutte le sue favole hanno infatti una morale che aiuta il lettore a riflettere su sé stesso e sulla vita.

Il cervo alla fonte è tratta dal primo libro di Fabulae di Fedro, originariamente scritta in latino, ne riporto qui la traduzione.

“La favola che segue dimostra che spesso le cose che disprezzi risultano più utili di quelle che lodi.

Un cervo, dopo aver bevuto, si fermò davanti alla fonte e vide nello specchio d’acqua la sua immagine riflessa.

Mentre questo lodava le sue corna ramose, compiacendosene, e disprezzava l’esilità delle sue zampe, fu improvvisamente atterrito dalle voci dei cacciatori. Fuggì attraverso i campi e, grazie alla sua corsa veloce, distanziò i cani.

Il bosco accolse poi il cervo ma, addentratosi in questo ed ostacolato dalle corna che si erano impigliate, iniziò ad essere sbranato dai morsi crudeli dei cani.

Si racconta allora che morendo abbia pronunciato queste parole: “Povero me, solo adesso capisco quanto mi siano state utili quelle cose che avevo disprezzato e quanto male mi abbiano procurato quelle che avevo lodato.”

La Morale della Favola

Secondo me ci sono due chiavi di lettura per il cervo alla fonte.

La prima, quella più evidente, è quella che ci porta a riflettere su quanto spesso siamo incapaci di giudicare. Non valutiamo correttamente neppure noi stessi, nonostante nessuno possa conoscerci meglio. Dovremmo pensarci ogni volta che azzardiamo un giudizio su qualcun altro. Il rischio di sbagliarci clamorosamente è elevato.

Tutto quello che siamo, lo siamo senza alcun dubbio per un motivo che a volte ci sfugge. La nostra incapacità di vedere la verità per intero ci rende ignoranti. Purtroppo la superbia che ci accompagna spesso non ci permette di vedere la nostra ignoranza né tanto meno, di ammetterla.

Nella storia de il cervo alla fonte di Fedro però, scorgo anche un’altra morale, non meno importante. Quando siamo in difficoltà, spesso l’aiuto ci arriva inaspettato da chi non abbiamo mai considerato importante nella nostra vita. Al contrario, proprio quelli ai quali abbiamo dedicato le nostre migliori attenzioni e di cui ci fidiamo ci abbandonano.

Se non vogliamo finire come il cervo alla fonte quindi, sforziamoci di non giudicare mai in modo inappellabile noi stessi o gli altri. Non possiamo mai sapere cosa ci riserva il futuro né il nostro e l’altrui ruolo nel grande gioco della vita.

Lettura consigliata: Favole di Fedro

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32 Commenti

  1. Buon giorno caro Amico,

    il pregiudizio e sempre come una condanna .. i nativi americani hanno detto hanno detto una volta

    “non pregiudicare il tuo prossimo, finché non sei camminato nei sui mocassini”

    mio padre mi disse sempre “non pregiudicare gli altri se non vorresti essere giudicata ”

    bbi una buna settimana un abbraccio ?

    1. Qui più di pregiudizio si parla di valutazioni sbagliate, dovute alla falsa convinzione di sapere tutto. Il fatto è che dobbiamo sempre tener presente che non conosciamo il futuro né sappiamo sempre giudicare tutto nel modo giusto… ci serve l’umiltà di capire che molte cose non possiamo capirle, comportandoci di conseguenza!

      Ciao, buona settimana!

    1. Credo che ci manchi un po’ di umiltà… siamo sempre convinti di sapere tutto ma, ovviamente, non è così! 😉
      Ciao Carola, buona settimana!

  2. Che brutta storia … certo c’è da rifletterci ma il ciclo naturale della vita mi fa tristezza molto spesso. Poi è vero bisognerebbe sempre apprezzare ciò che si ha e come si è.

    1. Non farti venire la tristezza per il ciclo della vita… anche in questo caso, molto probabilmente, ciò che vediamo non è che una piccola parte della verità! 😉

      Tutto quello che c’è, nel mondo, negli altri ed in noi stessi, ha un senso di esistere. Invece di dare dei giudizi o attribuirgli delle emozioni negative, dovremmo stupirci nell’osservare tutto questo e, quando si può, goderne…

      Ciao, buona settimana!

  3. Leggendo mi sono rivisto all’asilo, e pensare che ho frequentato quello Scientifico!

    Strana sensazione.

    Ciao, ora vado a fare merenda!

    luigi

    1. Quelle di Fedro sono favole per bambini che però servono più agli adulti… almeno a tutti quelli che non sanno più vedere il mondo con gli occhi di un bambino!

      Ciao, buona serata.

      1. Grazie della risposta, già, quindi e da cercare di re-agire in maniera più intelligente possibile…con la compassione(autentica). :)… se diventi forte, nulla ha il potere di ferirti, come non ringraziare un’avversario che ti ha fatto conoscere te stesso. 🙂

  4. parole sante nella tua conclusione
    purtroppo noi uomini siamo beceri e le donne pettegole.
    Basta prendere esempio delle grandi accuse fatte a politici rovinati per sempre e poi scagionati pienamente.
    Addirittura da gente che si è uccisa , mani pulite…
    Non fare falsa testimonianza dice un comandamento
    Lasci sempre da meditare bravo Mister

    1. Abbiamo tutti tanto da imparare in questa vita, per questo anche chi ha dei sani principi ed una coscienza attenta dovrebbe cercare di curare chi non ha tutto questo invece di limitarsi a giudicarlo…

      Ciao Andrea, ti auguro una buona settimana.

  5. 11novembre 2017 trovo due suoi commenti in un blog su un post Giustizia è fatta..

    No che non sono sorpresa..!!. Cerco solo di “non giudicare mai in modo inappellabile me stessa e gli altri….anche se credo che l’essere umano tendenzialmente diventa cervo …belle le sue deduzioni sulla morale!

    Può tenersi questi commento per se ….come vuole o crede.

    Ciao maestro caro

    1. Commento su ogni blog che suscita il mio interesse o curiosità e lo faccio da molto tempo… quindi per me è difficile capire a quali commenti ti riferisci, ma non credo sia importante.

      Fai bene a non giudicare mai in modo inappellabile, chi lo fa sbaglia spesso e volentieri.

      Se non ci sono contenuti offensivi, preferisco sempre pubblicare quello che mi scrivete, a meno che non ci sia un’esplicita richiesta di non farlo.

      Ciao Lara, un abbraccio.

  6. Mi guardo poco allo specchio ma mi giudico troppo, in negativo fisicvamente, verso gli altri giudico poco, ma se dovessi sbagliarmi parlando di loro ( e ti giuro che è successo ), ho chiesto scusa, e sono diventata amica sua e con il passare di 30 anni siamo ancora grandi amiche.
    Se parlo, cerco di farlo sempre con la persona di cui parlo…un saluto

    1. Spesso siamo troppo inclementi con noi stessi. Bisogna volersi bene per quello che si è… anche perché solo così si può riuscire ad amare anche gli altri per quello che sono!

      Ciao Gioia, ti auguro un lieto fine settimana.

  7. Credo che, si, siamo sempre incapaci di applicare un metro obiettivo, prima con gli altri e spesso anche con noi. Precludendoci possibilità e scoperte. Tipo una crociera convinti di dover soffrire il mal di mare… 😉

  8. Storie simili sono abbastanza comuni nel Buddhismo. Per similitudine, appunto, attribuisco alla favola il significato dell’impossibilità di attribuire a un evento o una condizione un valore oggettivamente positivo o negativo. Qualunque cosa, infatti, non vive di vita intrinseca ma dipende dalle circostanze e da tutto ciò che gli sta attorno. Di fatto le corna sono utilissime al cervo quando combatte per la supremazia territoriale o per difesa, diventano però un impiccio quando si tratta di scappare. Allo stesso modo, ciò a cui attribuiamo un valore positivo, può in seguito rivelarsi dannoso, e vicaversa. Non solo, perfino il risultato negativo che è stato raggiunto… in seguito potrà portare a ottenimenti inaspettatamente positivi 😀 E così via.
    La verità è che l’attribuzione di “negativo” o “positivo” a un evento o una condizione dipende sempre dalla nostra percezione, che, si sa, non solo è sempre soggettiva ma perfino cangiante nel tempo.
    Probabilmente poi in questa favola Fedro punta anche l’indice contro l’egocentrismo e l’autocelebrazione di sé stessi che, spesso, ci portano a compiere passi falsi che paghiamo caro.
    Un caro saluto a te ed ai tuoi lettori 🙂

  9. Il giudizio è sempre sbagliato. E’ una mancanza di amore verso l’altro. Altro è constatare un fatto.
    Buona serata carissimo Mr.Loto

  10. Ci riteniamo tutti quanti in diritto di giudicare, ma ci stiamo cimentando in un campo che non ci compete. Peggio poi quando questi giudizi vengono diffusi da noi ad altre menti ricettive che non fanno che consolidarli. Farsi delle opinioni è naturale, ma classificare il prossimo attraverso il filtro del nostro modo di vedere, è molto grave. Ma le cose è così che vanno.

    1. Sono d’accordo, e non solo! Classifichiamo anche noi stessi secondo il nostro modo di vedere e non ci accorgiamo che ciò che magari ciò che noi consideriamo brutto o sbagliato può essere totalmente amato da qualcun altro…

      Le cose vanno così, ma non è detto che debbano andare così per sempre! 😉
      Ciao, buona settimana.

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