Psicologia

Il Senso del Sacrificio

Il Senso del Sacrificio

In molti oggi si chiedono quale sia il senso del sacrificio nella vita. In effetti siamo educati fin da piccoli dalla società a pensare soltanto a noi stessi. L’idea di sacrificare il nostro benessere o i nostri desideri per qualcun altro ci sembra ingiusta ed insensata.

Il senso del sacrificio

Il senso del sacrificio è andato talmente perduto che ormai non siamo in grado di rinunciare neppure al nostro superfluo per gli altri. Ormai non vogliamo rinunciare a nulla, nemmeno per chi pensiamo di amare. Basta vedere quanti matrimoni finiscono alla deriva perché nessuno dei due componenti vuole sacrificare alcunché.

Spiegare il senso del sacrificio non è affatto facile, ma a tal proposito mi è tornata in mente una storia.

Qualche anno fa ho visitato Canale d’Agordo (BL), il paese natale di papa Giovanni Paolo I. Attraverso una piccola offerta sono venuto in possesso di un libricino, stampato dalla parrocchia locale. Questo scritto si intitola 100 pensieri e racchiude molte storie e riflessioni di Albino Luciani.

Tra tutte queste storie ce n’è una in particolare che aiuta a capire il senso del sacrificio.

Albino Luciani ed il Sacrificio

“A Sparta, Licurgo s’era fatto dare due cuccioli di cane della stessa razza, ma uno lo allevò a leccornie, l’altro lo tirò su con il sistema opposto: pochi ossi, corse e cacce continue.

Un bel giorno raduna il popolo in piazza e vi arriva con i due cani, davanti ai quali fa porre dei piatti squisiti. Le bestie non hanno neppure cominciato ad assaggiare che Licurgo apre un sacco e libera una lepre.

Il cane allevato ai sacrifici dà un balzo, lascia il piatto e si lancia all’inseguimento. L’altro invece si rimette a leccare ingordamente, come non avesse neppure visto.

È una pura immagine, ma fedele di colui che ha imparato a sacrificarsi: dà, di solito, chi ha già dato, è generoso chi già è stato generoso.”

Questa breve storia scritta da Papa Giovanni Paolo I, per la sua semplicità e chiarezza, ci mostra una realtà evidente. Più si ha e più si vuole, fino a rammollirsi.

Sacrificarsi in realtà significa capire cosa nella vita è maggiormente importante, dare le giuste priorità. Ci fa comprendere il valore di ciò di cui disponiamo.

Allo stesso modo ci rende più partecipi delle mancanze altrui perché le capiamo meglio, avendole sperimentate. Infatti chi è abituato a sacrificarsi non fa fatica a rinunciare a qualcosa di proprio per aiutare gli altri.

Tutto questo innalza il nostro livello di comprensione di questa esistenza.

Il senso del sacrificio sta quindi nella capacità di elevarsi ad un piano superiore di consapevolezza. Anche se la percezione comune è molto diversa, quelli che sono abituati a sacrificare sé stessi sono infatti molto più forti degli altri.

Intorno a me vedo una grave mancanza di educazione al sacrificio. Questo porta le persone a credersi più furbe ed intelligenti delle altre fino all’arroganza, quando invece sono semplicemente più vuote.

Lettura consigliata: A scuola di felicità e decrescita: Alice project di Gloria Germani

 

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22 Commenti

    1. … “è perché ha sempre saputo dare” forse anche perché ha imparato dalla vita che a vivere in modo egoistico si diventa persone peggiori! 😉

      Ciao, buona giornata.

    1. La cura è guardare un po’ oltre il proprio naso, è l’altruismo ed il desiderio di fare della propria vita qualcosa che faccia davvero la differenza per qualcun altro. 😉

      Ciao, a presto!

  1. Il senso del sacrificio va molto oltre una parola che possa contenerlo…

    Credo che per quel che io ho percepito in questo contesto ,il Sacrificio non è affatto Sacrificio…non pesa in nessun modo ma ti arricchisce quotidianamente, dare una piccola parte di te agli altri ascoltando e condividendo nutre lo spirito.. Lo spirito di ogni essere ha bisogno di carezze per sentirsi vivo ,compreso e amato..

    Non saprei se chi sa dare è perché ha sempre saputo dare,forse avrà saputo o dovuto perdere tutto per giungere ad una nuova salvezza ..mi ricorda un po questo passo della Bibbia : Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

    Ecco queste parole non vogliono creare nessuna rottura di equilibrio tra credenti e non…ma chi fa una scelta simile può essere visto
    spesso come sacrificato in un sacrificio dove si teme ad una vita dopo la morte senza ricompensa alcuna.. .mentre l’apparente sacrificato sente amore per questa scelta!

    In parole semplici anche il Sacrificio assume un senso diverso per ciò che realmente sentiamo …

    1. Cara Lara, quello che hai scritto è centratissimo e riassume perfettamente il senso del sacrificio.
      È bello leggere parole così consapevoli… che fanno intuire che chi le ha scritte ne ha avuto l’esperienza. Paradossalmente più si dà e più ci si arricchisce, più si cerca di tenere per se stessi e più si diventa miseramente poveri.

      Buona giornata.

  2. Cara Loto, possiamo dire che ci hanno insegnato molto, cerchiamo di non dimenticare!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio.
    Tomaso

  3. Sacrificio, oggi come oggi, equivale a “bestemmia”!

    L’egoismo è oramai entrato a fare parte dei difetti congeniti, non più tra quelli acquisiti, dall’Uomo. Peraltro c’è poca disponibilità, anche per il “gene” del quale prima detto, di essere riconoscenti o quanto meno dire grazie; ne ho esperienza diretta. Più volte.

    1. Purtroppo è così, non conoscendo il sacrificio non ci si sente neppure riconoscenti per quello altrui… è davvero una situazione triste.
      Bisognerebbe tornare ad educare i bambini al sacrificio ed al dovere invece di dar loro ogni cosa che chiedono e senza merito alcuno. ovviamente non per cattiveria ma al solo scopo di istruirli alla vita.

      Ciao, buona serata.

  4. Purtroppo il tuo post tocca un problema molto diffuso. Io non so perchè oggi le persone abbandonano addirittura persone ammalate per non perdere il loro tempo. Una volta si faceva il sacrificio, che poi nemmeno era considerato tale per amore, affetto alla persona, era la normalità della vita. Forse perchè non sappiamo più amare veramente…? Buona serata a te ^_^

    1. Credo proprio che le due carenze siano collegate. Purtroppo oggi si ragione sempre sul guadagno e mai sull’amore. Anche il senso di giustizia è andato perduto.
      Ma siamo ancora in tempo per cambiare rotta.

      Ciao, ti auguro una buona giornata!

  5. Credo che tutto dipenda dall’amore. Quando si ama, niente è sacrificio. Vediamo persone che si fanno togliere un rene per salvare la vita ad una persona cara, e sono sicura che questo atto non rappresenti un sacrificio, ma addirittura una gioia. Vediamo i genitori compiere sacrifici per poter crescere i figli sereni e realizzati e sicuramente non li ritengono tali. Ricordo mio padre, sofferente, prossimo alla morte, seduto sul divano con le gambe appoggiate ad una sedia. Gli dissi: “Papà, non stare così scomodo, distenditi sul divano!” E lui mi rispose che non poteva, perché altrimenti avrebbe impedito a mia madre di sedersi accanto a lui. Mia madre però era malata di Alzheimer, non lo riconosceva e non si rendeva affatto conto del sacrificio che lui s’imponeva! Eppure lui era contento lo stesso e preferiva stare scomodo lui, piuttosto che mettere in difficoltà mia madre.
    Oggi, purtroppo, l’amore è stato assorbito dall’egoismo. Chi ama solo se stesso non è disposto a sacrificarsi per gli altri, perché non è in grado di provare piacere nel donare loro la felicità.
    Così molte coppie finiscono con il separarsi, perché nessuno è disposto a rinunciare a qualcosa per far felice l’altro.
    Se poi i genitori non sono in grado di dare l’esempio ai figli, a loro volta cresceranno persone che non sanno amare e sacrificarsi, e il mondo sarà sempre più triste, così come già ora stiamo vedendo.

    1. Sottoscrivo ogni parola che hai detto, mi ha colpito in particolare questa tua frase:”Chi ama solo se stesso non è disposto a sacrificarsi per gli altri, perché non è in grado di provare piacere nel donare loro la felicità.” Quanto è vero e quanto bellezza si perdono coloro che non sanno gioire della felicità altrui…

      Però voglio essere ostinatamente ottimista, continuando a pensare che gli esseri umano possono essere meglio di così e, prima o poi, lo capiremo tutti.

      Ciao, buona giornata.

  6. Stasera Costanzo ha fatto un appello ad un noto attore famosissimo e spesso anni addietro sulla cresta dell’onda e adesso in miseria nera.
    Poverello ma forse la fiaba della formichina e della cicala sono come risposta al tuo scrivere e a Costanzo.
    Almeno a casa mia si guarda avanti e nei tempi di abbondanza si riempiono le credenze e si sacrifica smancerie e freniamo esuberanze. Tanti hanno abbandonato questi monti per evitare una vita in apparenza più dura sacrificata e trasferiti in città e adesso…so che sono nessuno ma presenti sempre sul libro delle faccine NBuk.

    1. Il problema è che quando ci si sente al centro dell’attenzione e si pensa di avere la possibilità di avere molte cose… si perde il contatto con la realtà. Così si diventa spiritualmente deboli ed esposti alla sorte peggiore.

      Ti auguro una buona giornata.

  7. “le persone a credersi più furbe ed intelligenti delle altre fino all’arroganza, quando invece sono semplicemente più vuote”, è il mio stesso pensiero. Detesto visceralmente la furbizia, la considero un dis-valore 🙂

  8. Bel post e bella e saggia riflessione. Io credo che lo spirito di sacrificio , al giorno d’oggi, sia sconosciuto ai più.
    Non è facile sacrificarsi per gli altri. Ne so qualche cosa io che devo accudire a mio padre che è molto anziano. Ho dovuto fare le mie rinunce : vacanze, uscite con le amiche… anche la mia vita è cambiata e non certo in meglio. Ma è mio padre e cerco di non farglielo pesare e fare del mio meglio. Quando si vuole bene a una persona, allora si fanno dei sacrifici per vederla serena, ma non è facile …un saluto.

    1. Non è facile… soprattutto perché oggi queste sono diventate situazioni eccezionali, alle quali non siamo per niente abituati, come il cane allevato a leccornie. Probabilmente, in circostanze diverse, tutto ci verrebbe più facile e naturale.

      Buona settimana!

  9. Buona sera Mr. Loto, la storia dei due cani lascia pensare eppure sono convinta che fra gli esseri umani qualcosa cambia, soprattutto se si ha avuto l’esempio al sacrificio (essere disponibili, rinunciare ad un acquisto per costruire qualcosa che dura nel tempo, conservare ciò che i nostri genitori hanno conquistato con fatica). Magari i frutti non si raccolgono subito. Il racconto di Katherine mi ha commossa e penso anche io che il dare agli altri, gratifichi noi stessi! Buona serata!
    Rosanna

    1. Il dare agli altri gratifica nel caso in cui si riconosca il valore di ciò che si ottiene in cambio… purtroppo oggi le cose che interessano di più sono materiali e se nel fare qualcosa non si ricava un guadagno o un piacere fisico non si ritiene opportuno farlo…

      Ciao, ti auguro una buona settimana.

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