Comportamento

Scegliere di non Avere Figli

Scegliere di non Avere Figli

Ci sono molte motivazioni che spingono due sposi a scegliere di non avere figli. Sempre più coppie infatti decidono deliberatamente di non mettere al mondo dei bambini. Per alcuni è un vero e proprio delitto, per altri è il segno del progresso. Ma è davvero così sbagliato scegliere di non avere figli?

Scegliere di non Avere Figli

Cerchiamo di capire le motivazioni di questa scelta. Alcune di queste motivazioni possono anche essere ritenute valide, altre meno, a seconda del proprio modo di vedere le cose e della propria scala di valori.

Uno dei motivi principali per scegliere di non avere figli è che ci si sposa sempre più tardi. Certamente incide l’instabilità economica e lavorativa. È difficile costruirsi una famiglia quando non si ha nemmeno la possibilità di pagarsi un affitto!

Ma non è solo una questione di soldi, è cambiato il modo di intendere la vita. Oggi il matrimonio non è più visto come un punto d’arrivo e le relazioni amorose sono sempre meno salde. È obiettivamente difficile costruire una relazione che duri nel tempo, presi come siamo dalle nostre pretese e dal nostro egocentrismo.

E poi ci sono le aspirazioni personali, i sogni da realizzare, il desiderio di viaggiare e di investire su sé stessi- Spesso quando si decide di rinunciare ad una vita indipendente per creare una famiglia si è troppo adulti per mettere al mondo un bambino o per investire le proprie energie nella sua crescita e nella sua educazione.

Sono inoltre le donne a scegliere di non avere figli in modo consapevole. Mentre in passato una donna non poteva prescindere dal ruolo di madre, oggi ha finalmente scoperto ed accettato che non è una colpa non possedere l’istinto materno.

Paura e Responsabilità

C’è poi chi decide di non avere un bambino perché ha paura della società in cui questo dovrebbe crescere. Questa è forse la motivazione meno comprensibile, dato che la mancanza di speranza nel futuro è il peggiore degli handicap che una persona possa avere.

Scegliere di non avere figli per paura è un segno di resa. Non dovremmo mettere limiti a quello che i nostri figli potrebbero fare su questa terra perché il ruolo di ognuno di loro potrebbe essere determinante per il bene comune.

Mettere al mondo dei bambini comunque è una grande responsabilità. Se è vero che sono sempre di più a scegliere di non avere figli è anche vero che in troppi hanno dei bambini senza rendersi conto di ciò che comporta.

Un bambino non è qualcosa da mostrare sui social o da costruire a nostra immagine e somiglianza. Non è un oggetto che si deve avere o un diritto di cui usufruire. Un figlio deve essere educato, compreso, indirizzato e supportato affinché possa crescere al meglio delle sue possibilità.

Un figlio non deve essere messo al mondo per dare un senso alla nostra vita ma per aiutarlo a costruire un senso per la sua. E non è una cosa che tutti hanno voglia o sono in grado di fare.

A volte scegliere di non avere figli è più responsabile che farli solo per compiacere sé stessi.

Lettura consigliata: È la vita che sceglie di Silvia Nucini

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26 Commenti

  1. Sono fra quelle persone che credono che un figlio debba essere frutto dell’amore tra due persone. É un impegno per tutta la vita, come lo dovrebbe essere il matrimonio tra un uomo e una donna che si amano veramente. Tutto ciò che inizia da una mancanza d’amore non porta molto lontano, e le difficoltà(quelle vere)non mancheranno.

    1. Sono d’accordo con te. In realtà le difficoltà esistono anche nelle famiglie unite ma è grazie all’amore che vengono superate, restando uniti a dispetto di tutto.

      Buona domenica.

  2. “A volte scegliere di non avere figli è più responsabile che farli solo per compiacere sé stessi.”

    Capisco perfettamente il senso di questa frase che sintetizza l’intero post ma non concepisco il perché si arriva a questa conclusione che va un po contro natura! È come se ammettessimo di non avere la capacità o il senso di responsabilità nel voler figli senza ritenerci responsabili allo stesso tempo …trovando più confortevole un affermazione simile e non cercando di capire a quale responsabilità ci sottraiamo ed il perché di questa scelta!

    Una volta si crescevano dieci figli in cinquanta metri di casa….oggi abbiamo centinaia di case all’abbandono e vuote e magari nessuno o un solo figlio!

    Beh ditemi voi se l’evoluzione consiste in questo, meno nascite e più abitazioni!

    Io amo chi costruisce non chi abbatte…e costruire non vuol dire aumentare mattoni in senso materiale !….un processo inverso
    il nostro evolverci … che mi spiace stia passando inosservato!!

    Le auguro buona domenica!

    1. Se ci pensa razionalmente non si è mai abbastanza responsabili da avere un figlio perché allevare una nuova vita non è davvero cosa da poco. Se però non ci si pensa affatto, come accade spesso, si rischia di mettere al mondo degli infelici, persone che non avendo fondamenta salde nella famiglia rischiano di traballare per tutta la loro esistenza. La risposta, tu dovresti saperlo, è sempre l’amore. Fare un figlio per amore e lasciarsi guidare da questo amore sempre.
      Il problema di oggi è che troppo spesso si è talmente egocentrici da perdere di vista il senso del mettere al mondo un figlio e si riporta tutto a se stessi. Mi vengono i brividi quando sento che avere un figlio è un diritto, che abortire è un diritto, per non parlare di tutti i genitori che ripongono sui figli le loro speranze frustrate… si fanno dei figli per appagare la propria esistenza, il proprio ego e la propria vanità. A volte si fanno figli soltanto perché è quello che gli altri si aspettano da noi.
      Scegliere di non avere figli è evoluzione? Non saprei risponderti senza cadere nelle generalizzazioni. Ma, per come la vedo io, scegliere di non avere figli quando non si è oggettivamente in grado di crescerli con amore, per amore, e non per se stesso, sarebbe sicuramente una forma di evoluzione.

      Buona domenica anche a te.

      1. L’ Amore !!

        Ma certo è proprio su questo che il post ha attirato la mia attenzione!

        Dovremmo far passare in azione pratica l’ Amore su tutte le situazioni che tendono a dividerci se solo si ascoltasse il “richiamo” anche affrontando temi come questi….quel richiamo che io lo percepisco come atto di approfondimento interiore che ci vuole uniti proprio nell’amore.

        Ha colto perfettamente l’essenza delle mie righe mister…qui si tratta solo di amore e mancanza di amore!

        Ma certo un figlio va amato nel modo giusto al quale purtroppo non si è preparati proprio perché attraverso la crescita quel “giusto” diventa soggettivamente importante per noi non per l’essere a cui si è dato la vita…Un figlio non è mai un oggetto nostro che possedere mo a vita ..un figlio è una scelta d’amore ed il nostro compito è quello di insegnargli tutti i valori al rispetto dell’amore!

        Il ruolo e la collaborazione di entrambi i genitori è fondamentale oltre che doveroso nell’avvicinare quel figlio alla conoscenza base della vita ,ossia l’amore ed il rispetto per la vita stessa!

        ….questa poi adesso la volgo come domanda:
        “….capire a quale responsabilità ci sottraiamo ed il perché di questa scelta!

        Si menziona spesso il sistema di vita che tutti noi abbiamo responsabilmente alimentato nel renderlo materialistico e capitalista con le assurdità dei costi per sostenere un figlio senza stipendio…una vera scusante che si abbandona al compromesso e non alla “divina provvidenza”

        Conosce queste righe vero?

        *Abbandonarsi alla Provvidenza*

        Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?

        La fede cosa vuol dire fede?

        1. Avere fede per me significa proprio affidarsi all’Amore, quello Supremo, quello che ha dato origine a tutto… ma la fede è un dono che non tutti possiedono.

  3. Caro Loto, non mi allungherò con tante frasi e ragioni, solo che si sta spegnendo la nostra Italia.
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    1. La nostra Italia si sta spegnendo perché, anche chi crescerebbe un figlio con amore, si ritrova nell’impossibilità di farlo, prevalentemente per questioni economiche. Oggi non si può più mettere al mondo un figlio con un solo stipendio, tutto costa davvero troppo… dai pannolini all’università!

      Buona domenica, sempre con il sorriso!

  4. Io ho avuto un solo figlio. Adesso è adulto ed è la luce dei miei occhi. Purtroppo non vive vicino ma ci sentiamo tutti i giorni. Tra noi c’ è un legame speciale, che va oltre il fatto che sia figlio unico. Abbiamo attraversato insieme tante tempeste, tra cui un matrimonio fallito quando ancora era un bambino. Sono felice che ci sia e non nego che lo reputo uno dei miei pochi capolavori, forse l’unico. Soprattutto per essere uscito da svariate situazioni difficili e nonostante essere rimasto un giovane uomo sano di fisico e di mente, onesto e leale e, forse, troppo sensibile e ingenuo. Tornando indietro lo rifarei, ma non nego di appoggiare la scelta di non fare figli, tant’è che se dovesse decidere di non procreare lo appoggerei. I motivi sono i più diffusi, in primis la bruttura del mondo, come è diventato e, anche se tu dici che mettere al mondo bambini vuol dire coltivare la speranza, la vedo un po’ debole come motivazione. Forse perchè non credo molto nel fatto che il genere umano possa redimersi e il male passato, presente e il futuro che ci si prospetta, difficilmente porterà ad un’inversione di rotta. So come la pensi e so che non condividi, ma in tutta onestà queste sono le mie convinzioni. Un saluto

    1. Apprezzo sempre chi ha il coraggio di esporre il proprio pensiero, anche se è diverso dal mio. Credo che esistano molte motivazioni per scegliere di non avere figli e la paura del futuro è quella che personalmente mi convince meno ma non per questo dico che non possa esistere, la capisco e ti dirò che è molto diffusa.
      Buona domenica a te e a tuo figlio.

  5. E’ una scelta e penso debba essere rispettata anche se non condivisa, i motivi poi possono essere tantissimi e non credo che sia una scelta fatta a cuor leggero, come invece spesso succede quando si fa un figlio.
    Buona domenica 🙂

    1. È vero, soprattutto perché su questo argomento c’è una grande pressione sociale e non sempre questa scelta viene ritenuta rispettabile, soprattutto quando a farla è una donna. Ultimamente, con tutta la libertà che andiamo sbandierando, ho notato che le donne che non vogliono avere figli vengono considerate quasi donne di serie B, soprattutto dalle altre donne… e questo non è giusto.

      Ciao Silvia, buona domenica anche a te!

  6. “anche chi crescerebbe un figlio con amore, si ritrova nell’impossibilità di farlo, prevalentemente per questioni economiche. Oggi non si può più mettere al mondo un figlio con un solo stipendio, tutto costa davvero troppo… dai pannolini all’università”

    Sta scherzando vero? L ‘Amore verso un figlio non è AMORE se ci lasciamo intimorire dall’ importanza dei costi …del DENARO!

    Per favore ,qui non la seguo mi aiuta a comprendere,stiamo avallando un sistema che tanto non vogliamo o stiamo oscurando anche quella parte più spirituale di noi stessi?

    1. Non sto avvallando il “sistema”, sto semplicemente osservando la realtà circostante. Viviamo in una realtà materialistica in cui non si può crescere un figlio senza sussistenza economica. Perché oggi, per quanto tu ami un figlio, se versi in condizioni di povertà questo figlio ti verrà tolto per finire in centri sociali e affidi.
      Lara, una volta sentii un sacerdote dire:”Quando vi sentite particolarmente elevati spiritualmente, andate da vostra suocera!” Una battuta per dire che, al di là dei sentimenti nobili che proviamo, dobbiamo confrontarci con la realtà che non coincide quasi mai con la bellezza dei nostri pensieri. Ma è proprio da qui che si parte per migliorare…
      Buona settimana.

  7. Sa una cosa mister loto, ho raggiunto la consapevolezza che è importante per tutti noi comunicare…… a gesti se non abbiamo la parola,con la scrittura ,con la musica,con l’arte,con
    la danza …..ma comunicare con gli occhi del cuore è quanto più semplice si possa fare …è talmente semplice che non ci crediamo e lo complichiamo ….

    Sono consapevole di tutte le mie imperfezioni tra le quali ,tradurre con le parole al mondo esterno a me ,tutto quello che i miei di occhi leggono dal mio cuore….e tra me e me e facile e comprensibilissima questa danza tra occhi e cuore…ma è complicato raggiungere gli altri se non mettendogli avanti i loro stessi scritti o quelli che hanno davvero apprezzato…e mi dico chissà se non possano guardare i miei occhi del cuore forse potranno guardarsi attraverso i loro stessi occhi del cuore?Troppo mistica ?

    A proposito del sacerdote avevo letto qualcosa che le incollo …son certa che capirà!

    “Quando ti senti troppo mistica, vai a trovare la suocera – dice sempre un frate che conosco. Quando ti senti brava, fai qualcosa di serio per tua cognata, per il cugino. Perdi qualcosa di tuo. Ma non l’oretta di volontariato. Fatti rovinare il programma. Stai con i figli e accetta che non facciano assolutamente niente di quello che tu credevi di avere insegnato. Lo evitano scientificamente. E continuano imperterriti nonostante le tue prediche. Accetta di tacere e continua ad amare. Anzi, comincia. Perché io sospetto che, dopo avere ascoltato omelie, ritiri, incontri, conferenze, meditazioni, sto ancora all’inizio.

    “Amare è difficile. Amare è una grazia. Amare i vicini è difficilissimo. Perché non è solo questione di essere gentili con un estraneo, quello è facile. *È questione di accettare la tua immagine che l’altro che ti conosce bene ti rimanda di te, e che non è sempre lusinghiera*. Amare i vicini è la cosa più difficile del mondo, perché ha a che fare con la nostra verità. Quindi amare davvero implica sempre, prima, accettare il limite.”

    Ecco perché si arriva alla scelta di non voler figli!Perché “amare davvero è molto difficile “…si ha paura che un giorno gli occhi del cuore di nostro figlio si incrocino con i nostri è saremmo costretti a guardare la nostra immagine…la nostra verità… con la paura di essere stati
    un fallimento edi non aver capito cosa volesse dire davvero amare!Siamo bloccati dalla paura di non saper amare…non dal non poter vestire….!

    Chi decide di non voler figli ha tutto il mio rispetto perché è già di fatto una scelta più che consapevole….

    Chi pensa sia un diritto avere un figlio non ha mai compreso il suo dovere di amare!

    Chi non può avere figli anche volendo, avrà in dono l’amore di altri figli a cui è stato negato l’amore!

    Grazie !

    1. Proprio così, amare è difficile, a maggior ragione quando si è presi da mille problemi di ordine terreno.

      Grazie al tuo copia e incolla ho potuto leggere l’intera riflessione citata dal sacerdote, che ho scoperto appartenere a Costanza Miriano in merito ad un’omelia dell’arcivescovo di Milano.
      Ti ringrazio, buona serata.

      1. Grazie al mio copia ed incolla adesso leggerà l’intero commento di un altro Mr.Loto che aveva già letto l’intera riflessione nonché fosse a conoscenza/provenienza della stessa Costanza Miriano!!

        Eccolo!(ma se non si fida può leggere tra gli ultimi commenti del blog in cui non era a conoscenza sino ad adesso!)

        *Mr.Loto*

        Il tuo scritto mi ha molto colpito. È un’analisi profonda dell’amore e dell’essere umano.
        Come darti torto?
        Il rischio è quello di scoraggiarsi, di smettere di cercare di essere migliori perché tanto ci sembra fuori dalla nostra portata. Fortunatamente, nonostante la nostra triste condotta, noi siamo fatti d’amore… e tendiamo sempre, perfino quando pensiamo di non volerlo, verso questa incredibile energia che muove il mondo.”

        Purtroppo ho la dimostrazione che i suoi occhi del cuore non si sono riconosciuti da un commento firmato con lo stesso nome e da un altro cuore… Troppo mistica?

        Io sono altamente fiduciosa del commento che le ho incollato….delle parole…Non mi serve la tua identità sai – -27 agosto 2018 at 14: 58..-.mi serve arrivare all’autenticità!
        L’ amore in cui io credo non è la menzogna ….ma è la verità di questo commento …è l’amore verso ciò che davvero si sente dentro esattamente come il “fiore di loto”…. senza nessuna sigla avanti!

        Ringrazio di cuore per la ricchezza che mi avete donato li dietro ….è questo il vero amore …la nostra evoluzione!

        Buona vita!

        1. ? Probabilmente non ci crederai ma ti assicuro che non lo ricordavo! Purtroppo la mole delle mie letture e dei miei commenti è troppo ampia per avere memoria di ogni cosa. Per quanto riguarda il riconoscersi, ti sbagli. I pensieri e le opinioni possono cambiare ma i miei valori non cambiano. Posso riconoscermi perfino nelle parole di qualcun altro se questo condivide questi stessi valori.. ma questa è un’altra storia.
          Comunque sinceramente a volte non ti capisco, ho i miei limiti.
          Saluti.

  8. Io non ho figli, e non ho intenzione di averne.
    Magari parlo per mera assenza d’istinto materno.
    Tuttavia la mia scelta non scaturisce nè dall’instabilità economica/lavorativa, nè dalla paura per il futuro o per la società, nè dall’età avanzata (ho 31 anni), nè dal timore di assumermi responsabilità.
    Il mio personale punto di vista è semplicemente questo: ho la fortuna di svolgere il lavoro che ho scelto e che amo (sono un medico di Pronto Soccorso), e che mi garantisce un’indipendenza economica che mi consente di pagare affitto, bollette, e di vivere in maniera più che dignitosa. Mi piace praticare sport, cosa che faccio molto spesso quando non sono a lavoro, oltre a dedicarmi ad altri miei hobby. Esco con i miei amici la sera o sugli smonti turno; quando le ferie me lo consentono vado in giro perché mi piace viaggiare e, ultimo ma non ultimo, ho la fortuna di avere un compagno meraviglioso con cui condividere la mia quotidianità. In sintesi: la mia vita mi piace moltissimo così per come è, e non sento nessuna necessità nè nessuna voglia di avere un figlio, poichè questo mi comporterebbe un grande cambiamento di stile di vita, uno stravolgimento delle mie giornate, ed un impegno costante che francamente non ho nessuna voglia di esperire.
    Forse sono semplicemente una persona egoista… ma penso anche che sia molto umano scegliere quello che ci fa stare bene. E la mia vita per quella che è adesso, ritengo sia quanto di meglio avrei mai potuto desiderare.
    Detto questo, sono anche dell’idea che non debbano essere fatte crociate sulle intenzioni, e che ogni scelta sia quella giusta per chi la compie: nutro infatti il massimo rispetto per coloro che scelgono di avere figli, se è questa la decisione che riempie la loro vita, che li realizza e che li fa stare bene – perché credo che alla fine sia questo l’obiettivo che ognuno nel proprio percorso dovrebbe cercare di raggiungere.
    Io non sono affatto “contro” chi vuole avere figli, solo perché io non ne voglio: credo anzi nel libero arbitrio, e che ognuno sappia ciò che è meglio per sè.
    Non credo che ci sia una scelta migliore o peggiore dell’altra: penso che ognuna delle due scelte (avere o non avere figli) sia la migliore per chi la compie, nel momento in cui è frutto di un pensiero ragionato e di un’attenta valutazione, e non dell’impulsività.
    Grazie per questo post – spunto di riflessione.

    1. Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, è davvero bello, una volta tanto, sentire la storia di qualcuno che ama la propria vita e non desidera nulla di diverso.
      Probabilmente non hai l’istinto materno, perché altrimenti il desiderio di avere un figlio sarebbe al di sopra di tutto ma questo ovviamente non è una colpa, né un demerito, né tanto meno una mancanza sostanziale… non tutti siamo nati predisposti per le stesse esperienze! E sembrerà banale dirlo, ma è importante che le donne se ne rendano conto perché in molte sono pressate per aderire ad un modello di vita famigliare che spesso non le appartiene.
      Mi spiace soltanto che il mio post possa essere frainteso, non ritengo la scelta di avere o non avere figli giusta o sbagliata a prescindere, dico soltanto che davvero troppe persone mettono o non mettono al mondo dei figli senza essere pienamente consapevoli di quello che stanno facendo.
      Quando fai un figlio seguendo l’impulsività infatti, potresti ritrovarti con una vita che non desideri o che non riesci a gestire… e questo malessere ricadrebbe anche sui figli che in tutto questo non hanno alcuna colpa ma che spesso pagano sulla loro pelle l’irresponsabilità dei loro genitori.
      Allo stesso modo se si sceglie di non avere figli per i motivi sbagliati si finirà con il pentirsene per tutta la vita. Penso che basterebbe semplicemente guardarsi dentro con onestà un po’ più spesso prima di prendere decisioni così importanti.
      Buonanotte.

    1. Certo, i bambini sono una fonte continua di meraviglia e insegnamento. Allo stesso tempo però, avendo dei figli si perde altro… è tutta una questione di scegliere cosa per noi è più importante sperimentare nella vita.

      Ciao, a presto.

  9. Di figli ne ho avuti 4, e li ho voluti tutti, se ne fossero arrivati altri ne sarei stata felice, per me è difficile comprendere le motivazioni di chi invece non ne vuole, ma come ogni scelta personale che uno fa,non ho nulla da eccepire…ma visto che l unico modo che come specie abbiamo per poter essere immortali, è la trasmissione del nostro DNA, non aver figli preclude totalmente questa possibilità, e vivere solo per se stessi, alla fine penso sia noioso, però giustamente ognuno fa quel che meglio crede.

    1. Il tuo commento è in contrapposizione con quello di C, due scelte opposte ma entrambe consapevoli che vi hanno portato la gioia. Alla fine quello che conta davvero è riuscire ad essere felici, vivendo una vita che ci appartiene fino in fondo!
      La felicità non è rappresentata dalle stesse scelte per tutti, ognuno di noi ha il compito di costruirsela su misura.
      Un abbraccio a te ed ai tuo 4 figli!

  10. Mio padre, classe 1919, era contrario ad avere figli. Diceva che non ci chiedono di venire al mondo e, dal momento che andiamo a cercarli, dobbiamo essere consapevoli del fatto che, il più delle volte, soffriranno e si troveranno in difficoltà e, nonostante il nostro impegno, non riusciremo mai ad evitare loro il dolore. Lui non voleva essere responsabile della sofferenza di una persona. Trascorsero sette anni in cui tutti offrivano consigli a mia madre, pensando che non riuscisse a restare incinta, mentre questo non succedeva per volontà di mio padre. Un giorno lo convinse a provare e, per fortuna, rimase incinta subito, perché il giorno dopo lui era già tornato sulle sue idee. I miei genitori mi hanno amata molto, e mio padre è morto con il dispiacere di lasciarmi sola con mia madre, gravemente malata di Alzheimer. Ancora in punto di morte diceva: “Se solo potessi aiutarti”!
    Io ho aspettato sette anni prima di avere mio figlio. Anch’io ho sempre pensato che avere figli sia più un atto di egoismo che di generosità. Lo vogliamo per noi, per sapere che vivremo in lui anche quando non ci saremo più, per lasciare a lui tutto ciò che abbiamo costruito nella vita. Facciamo progetti, vorremmo essere sempre orgogliosi di lui, vorremmo ritrovare in lui le caratteristiche della nostra famiglia. Ma i figli non sono mai come li vogliamo. Hanno il loro temperamento, i loro sogni e dobbiamo imparare ad accettare anche ciò che non ci piace in loro. Ci accorgiamo di desiderare solo la loro felicità, ma siamo incapaci di alleviare le loro sofferenze. E crescere i figli è difficile, anche perché la società di oggi è complessa.
    Mio figlio asserisce di non volere figli, esattamente come suo nonno. Ma non ha ancora nemmeno trovato la ragazza giusta ed io vorrei tanto che la trovasse, perché un figlio unico non può rimanere solo. Dopo di noi non avrà più nessuno. Insomma, invidio molto quelli che non si pongono problemi. Io me ne sono sempre posti tanti e mio figlio lo stesso. Forse mio padre, in fondo, non aveva tutti i torti.

    1. Il tuo pensiero è chiaro, è evidente come la tua storia familiare ti abbia già dato modo di riflettere su questo tema. Credo che più si è sensibili ed attenti e maggiore è la difficoltà di scegliere di mettere al mondo dei figli… ma se tutte le persone fossero così l’umanità si estinguerebbe! Fortunatamente ci sono anche quelli che non si pongono problemi! ?
      Un saluto a te e a tuo figlio.

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